giovedì 30 giugno 2011

A VOLTE RITORNANO: PER IL MUSEO DELLA TONNARA RIPRISTINATO IL FINANZIAMENTO DI 135 MILA EURO

La saletta convegni della Casa del Rais
IL COMUNE RICEVE 135,000,00 EURO PER L'INTERVENTO “MUSEO DEL MARE E TONNARE- LOC. BIVONA”

Con grande soddisfazione il Sindaco Nicola D'Agostino comunica che, nonostante la rimodulazione del Programma del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici , causato dai tagli effettuati in sede di approvazione del Bilancio, la Regione Calabria ha concesso, al Comune di Vibo Valentia, un finanziamento pari a euro 135,000,00, di cui lo stesso potrà usufruire per l'intervento “Museo del Mare e Tonnare- Loc. Bivona”.Il Sindaco nel comunicare l'importante notizia intende ringraziare il Presidente Scopelliti e l'Onorevole Pino Gentile per "il personale impegno che ha permesso, nonostante le difficoltà legate alla riduzione dei fondi ed ai conseguenti tagli effettuati in sede di approvazione bilancio, di garantire il compimento di un'importante Opera Pubblica nella città di Vibo Valentia". Questo è il comunicato.
Noi ne approfittiamo per ringraziare quanti, cittadini e amministratori, sostengono la valorizzazione concreta della Tonnara di Bivona. Avere i soldi, specialmente per opere da realizzare lungo la costa, non è mai coinciso con nulla, anzi ... sono troppi i lavori fermi, bloccati o mai realizzati. Questi dovranno servire a completare la pavimentazione della Loggia e a dare il via all'allestimento museale.
La Tonnara potrebbe rappresentare la tanto augurata inversione di tendenza? Noi ce l'auguriamo e continuiamo a crederci, proprio perchè ci è capitato di incontrare disponibilità inattese ... dunque rinnoviamo la nostra disponibilità che - come sempre - non manca di produrre risultati positivi.
Questo incluso!
Non ci sono parole ...


Non ci sono parole ...

Non ci sono parole ...

lunedì 27 giugno 2011

ORDINANZE EXTREMIS!

Non possiamo fare a meno di riportare integralmente l'articolo di Nicola Lopreato pubblicato stamani sulla Gazzetta del Sud, secondo il quale una nuova Ordinanza del Commissario Delegato all'Emergenza Alluvione Vibo Valentia 2006, bypassando l'aggiornamento del PAI (vedi Autorità di Bacino Regionale) ed il Piano Versace, grazie ad una Commissione di Esperti ... potrebbe dal vicino luglio "sbloccare" il blocco edilizio che attanaglia il vibonese più dei rischi ambientali.
Sapevamo, grazie al sito della Protezione Civile Nazionale che entro il 30 giugno 2011 il Commissario delegato deve provvedere al completamento di tutti gli interventi programmati e avviati per il definitivo superamento delle criticità provocate dall’alluvione nel territorio di Vibo Valentia del 3 luglio 2006. Insomma una sorta di preavviso di conclusione del periodo commissariale, visto che Commissario delegato in sostanza chiude la contabilità speciale e trasmette la documentazione amministrativa e contabile alle amministrazioni e agli enti competenti nella gestione ordinaria, trasmettendo al Dipartimento della Protezione Civile una relazione finale sulle attività svolte e un rendiconto delle spese sostenute.
Ovviamente stiamo cercando online l'Ordinanza Commissariale, che pubblicheremo appena potremo, così come cercheremo a breve di pubblicare gli esiti di questa nuova Commissione. Intanto ... per allenare la mente agli scenari futuri che potranno aprirsi agli esiti dello studio, leggere l'articolo di oggi è d'uopo.

Edilizia bloccata, Scopelliti nomina una commissione Dovrà valutare lo studio degli esperti incaricati dal Comune per un progetto sulle aree a rischio
Nicola Lopreiato


A due anni e mezzo dalla paralisi edilizia qualcosa comincia a muoversi. A prendere in mano la situazione è stato il commissario delegato per l'emergenza alluvione, Giuseppe Scopelliti, che ha firmato un'ordinanza attraverso la quale viene nominata una commissione tecnico-scientifica a cui è demandato il compito di valutare il «rischio residuo nel territorio comunale colpito dagli eventi alluvionali di luglio 2006».
In sostanza la commissione dovrà esprimere un parere tecnico entro pochi giorni (il termine ultimo è fissato per il 29 giugno) attraverso cui valutare la compatibilità dei criteri dell'Autorità di bacino con il lavoro di indagine sulle aree a rischio effettuato da due esperti nominati da palazzo "Luigi Razza" (il prof. Aronica e il geologo Scalamandrè). Agli esperti era stato richiesto uno studio idraulico e geomorfologico per meglio definire le aree a rischio idrogeologico, anche alla luce degli interventi di messa in sicurezza già effettuati e altri ancora in corso.
L'ordinanza del commissario per certi aspetti bypassa in questa fase la stessa Autorità di bacino, anche perché in questo caso la commissione nominata con ordinanza del 17 giugno scorso dovrà tirare fuori un parere tecnico-amministrativo da trasmettere alla struttura del commissario delegato, in altre parole a Scopelliti. Che cosa succederà dopo il 29 giugno quando il presidente della Giunta regionale avrà contezza della situazione esistente sul territorio vibonese? Molti si aspettano che il commissario prenda carta e penna e modifichi o addirittura revochi in toto le ordinanze post alluvione, in base alle quali si poteva costruire solo ed esclusivamente dopo la messa in sicurezza del territorio. A fotografare quella disastrosa situazione era stato in particolare il piano redatto dal prof. Pasquale Versace. E sulla scorta di quelle situazioni di pericolo l'Abr non aveva mai potuto perimetrare il territorio aggiornando il Pai per mancanza di fondi.
Situazione che negli anni si è andata man mano aggravandosi per via della totale paralisi dell'edilizia in seguito all'operazione Golden House (Case d'oro) che ha portato al sequestro di palazzine e ville realizzate in zone ritenute alluvionate.


Ora la commissione nominata da Scopelliti riparte dallo studio effettuato dai due esperti di palazzo "Luigi Razza". Vuole capire se in questi anni qualcosa è cambiata o meno, se gli interventi effettuati a salvaguardia del territorio siano sufficienti per fare ripartire l'edilizia. Quale sarà il giudizio è ancora presto per poterlo affermare ma in tal senso l'Abr si è già espressa ritenendo insufficiente lo studio, almeno per quanto concerne la metodologia seguita dal prof. Aronica e dal geologo Giuseppe Scalamandrè, che più di ogni altro conosce le pieghe del territorio vibonese. L'Abr in una nota trasmessa al commissario delegato, al capo della ripartizione Lavori pubblici della Regione ed alla ripartizione urbanistica del Comune aveva già dato alcune indicazioni sulle metodologie da seguire e, in particolare, chiedeva un'analisi del rischio idraulico di tutti i corsi d'acqua con particolare riferimento alla loro portata in alcuni tratti; nello tesso tempo evidenziava la necessità di attuazione di modelli di calcolo tali da poter simulare la propagazione delle acque che esondano dai corsi d'acqua e prevedere i vari scenari di allagamento.
Cosa potrà fare la commissione in così poco tempo è difficile comprenderlo, anche perché i nodi fondamentali che ancora non si sono potuti sciogliere riguardano da una parte il completamento delle opere di messa in sicurezza del territorio; dall'altra l'assunzione delle responsabilità, visto che molte opere sono state fatte e nessuno ha ritenuto, anche alla luce delle inchieste giudiziarie, di rilasciare permessi a costruire. La decisione del commissario delegato porterà tuttavia a sbloccare alcune aree, probabilmente nella zona alta della città e rinnovare dei vincoli sul litorale. Paletti che dovranno essere apposti dall'Abr attraverso la perimetrazione del territorio che dovrà avvenire entro il 29 febbraio 2012.

Vedi link diretto alla Gazzetta del Sud

giovedì 16 giugno 2011

IL PETCOKE VIBONESE IN COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA!



Difesi dall'Arcobaleno ... dall'ultima petcokiera.

 "PRESIDENTE. Esiste una zona con la presenza di materie tossiche collegata all’attività dismessa dell’ENI, con riferimenti a carbone. Sono state prese alcune misure?


PREFETTO DI VIBO VALENTIA. Si tratta di petcoke. Il petcoke ha incominciato a essere travasato al porto di Vibo Marina, che è piccolissimo e assolutamente non idoneo per lo sbarco di questo materiale, quando è cessata l’attività a Gioia Tauro, dove veniva precedentemente scaricato dalle navi.
Circa tre anni fa, al porto di Gioia Tauro si è verificata una fortissima protesta sindacale, a seguito della quale l’autorità portuale ha bloccato lo sbarco del petcoke. A quel punto, è stato scelto il porto di Vibo Marina. A Vibo Marina abbiamo proteste continuative ed è in corso un’attività molto intensa della procura della Repubblica su tale zona e in merito a tale attività. Io stessa ho incontrato più volte i rappresentanti di Italcementi, il principale utilizzatore di questo materiale, non solo Italcementi di Vibo Valentia, ma anche quello di Palermo. Il petcoke che serve a Italcementi di Palermo arriva infatti al porto di Gioia Tauro, perché ai porti di Catania, di Messina e di Palermo ne è vietato lo sbarco.
Siamo di fronte a una situazione paradossale. La procura, con la sua attività, ha costretto la provincia di Vibo Valentia a dare prescrizioni precise nelle attività di sbarco, con l’indicazione di diverse cautele. La Capitaneria di porto è intervenuta altrettanto per circoscrivere la zona e costringerne la pulitura al momento dello sbarco.
Da quando è iniziata quest’attività, la Capitaneria di porto, nel mese di luglio dello scorso anno, ha emesso un regolamento, opposto dall’Italcementi al TAR di Catanzaro, il quale, in parte, ha dato ragione a Italcementi, imponendo alla Capitaneria di porto di rivedere il regolamento.
La Capitaneria di porto, a gennaio di quest’anno, ha emesso un nuovo regolamento, concordato anche in sede di prefettura e con l’Avvocatura dello Stato. A questo nuovo regolamento Italcementi si sta adeguando, però da allora si è verificato un solo sbarco di petcoke, molto limitato e sotto il controllo stretto del NOE.
Io stessa ho chiesto agli amministratori delegati di Italcementi, che sono venuti da me a fine gennaio, di scegliere un altro porto, perché quello di Vibo non è idoneo allo sbarco di petcoke."

Il brano che riportiamo integralmente è estratto dalla Audizione dell'11 marzo 2010, [scarica resoconto completo] nella sua "Missione in Calabria della Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulle attività illecite connesse al Ciclo dei Rifiuti" [scarica relazione completa interamente dedicata alla Calabria ], è legato all'attività di gestione dell sistema petcoke, del quale il prefetto - all'epoca insiedatosi da poco - si dimostra più che "sorpreso" per la scelta del nostro "non idoneo" porto a tale tipo d'uso.
Anche noi siamo sorpresi che l'argomento petcoke abbia in qualche modo trovato spazio nell'attività della Commissione Parlamentare, nella cui relazione la nostra terra e la nostra provincia appaiono senza scampo, rispetto ad un sistema rifiuti e depurazione delle acque del tutto ingestibile, per come descrive sommariamente il Prefetto nella primavera del 2010. Positivamente sorpresi, ovviamente.
E' cambiata qualcosa d'allora? In positivo non sembra visto che, essendo il nostro deposito di Petcoke dimensionato per servire Calabria e Sicilia, non si può più evitare che lo sbarco avvenga! Nè quindi è possibile impedire l'attracco alle grandi petcokiere (come dimostrato di recente), avendo l'ordinanza della Capitaneria fissato il tetto delle 10.000 tonnellate, tetto che ovviamente coincide col tonnellaggio di una grande petcokiera, non garantendo così che l'operazione avvenga solo ed esclusivamente con navi di dimensioni più piccole!
Noi chiedevamo almeno questo, ed eravamo convinti d'aver condotto tutti alla ragione ... finchè si è proseguito con l'utilizzo di piccole navi cokiere.
Ma è bastato che giungesse in porto, tempo fa, una nave più grossa, per verificare che quella delle piccole navi era solo una scelta del privato!
E' bastato che rigiungesse una grande petcokiera per verificare nuovamente che i modi ed i tempi legati allo sbarco di queste grandi  navi mette in crisi tutto il sistema di sbarco del petcoke, sfuggendo alla corretta gestione che deve impedire dispersioni dipolveri, lo sversamento a mare, controllo dei limiti atmosferici.
Aver letto quest'audizione - nonchè l'intera relazione - nella quale appare la "vibo sotterranea" segna la nostra esperienza e  rafforza la volontà di rivendicare "uno sbarco migliore". Non è mai inutile richiede la salvaguardia della salute di tutti e dell'ambiente, specialmente quando dietro a questi squilibri scopriamo nascondersi altri valori inquinanti.
Del resto una cosa l'abbiamo ottenuta: la proibizione dello sbarco di petcoke nel periodo turistico!
Ci auguriamo che quanti hanno compreso quanto sia importante tutelare la salute dei turisti ... comprendano quanto sia ovvio tutelare anche  ... la salute dei "turistici residenti"! Anche.

lunedì 13 giugno 2011

IL PALAZZETTO DELLO SPORT E' STATO INTITOLATO A GIANCARLO NASO!

Con Delibera N.118 del 30 maggio 2011 la Giunta Comunale di Vibo Valentia presieduta dal Sindaco Avv. Nicola D'Agostino, all'unanimità, ha deliberato che con effetto immediato il Palazzetto dello Sport di Vibo Marina venga intitolato a Giancarlo Naso. Questa la motivazione che si legge nel documento:


Una delle ultime squadre allenate da Giancarlo Naso (primo a sx)
 "... (omissis) ... considerato altresì, che Giancarlo Naso (nato a Vibo Valentia il 15.03.1971 e morto a Roma il 24.10.2010), nella sua lunga carriera sportiva ha militato per anni nella Pallavolo Vibo Marina prima come atleta e poi come tecnico avviando al gioco della pallavolo centinaia di ragazzi/e, impegnandosi in un'intensa opera di educazione e crescita dei giovani, proseguita negli ultimi anni nella veste di Dirigente sia di associazioni sportive che della Federazione Italiana Pallavolo, dove nel Comitato Regionale Calabria svolgeva da anni il delicato compito di Segretario Generale e in quella nazionale il prestigioso incarico di Referente Federale Antidoping, contemporaneamente si dedicava periodicamente alla valorizzazione del Palazzetto dello Sport di Vibo Marina, inteso come centro di aggregazione sociale prima ancora che come luogo di attività agonistiche.
Per tutta questa attività sociale e di volontariato diverse Associazioni, Enti e Federazioni Sportive hanno richiesto l'intitolazione della struttura sportiva di Vibo Marina a suo nome;
Sentite le direttive dell'Assessore allo Sport Pasquale La Gamba, sull'Intitolazione del Palazzetto dello Sport di Vibo Marina, al compianto sportivo vibonese Giancarlo Naso;
Preso atto del consenso espresso dai familiari sulla proposta di intitolazione:
Propone di accogliere la richiesta di cui sopra."

Tutti noi apprezziamo commossi l'atto della Giunta Comunale, e ringraziamo  il sindaco Nicola D'Agostino, l'assessore Pasquale La Gamba, il consigliere Lorenzo Lombardo, i Presidenti delle Federazioni Locali e Nazionali e delle Ass.ni Sportive di Vibo Marina, e quanti hanno reso possibile che Gianky possa continuare ad essere - ancora e per sempre - parte attiva della nostra comunità.

sabato 4 giugno 2011

RIAPERTA LA STRADA TAMPONE 522 VIBO MARINA-PIZZO: MA CONSIGLIAMO DI NON ATTRAVERSARLA IN CASO DI PIOGGIA TURISTICA!

Con un nuovo e coraggioso manto stradale  ... è stata riaperta al traffico la 522, tra Vibo Marina e Pizzo. A leggere il comunicato dell’assessore alla Viabilità ed ai Lavori pubblici,  che rende nota l’emanazione dell'ordinanza di revoca del provvedimento di chiusura temporanea [vedi comunicato], si comprende la provvisorietà dei lavori (che meritavano ben altro intervento) ma era necessario riaprire la strada - nonostante non si siano arrestati i movimenti franosi che avevano fatto sprofondare in più punti la carreggiata - per non compromettere la mobilità turistica, con gravi ripercussioni sull'intero comparto.
Noi l'avevamo soprannominata "strada tampone", perchè è una scelta coraggiosa, bisogna ammetterlo, ripristinare quel piano viabile senza un serio e definitivo intervento strutturale, per il quale necessitavano fondi che l'ente non ha a disposizione, con un intervento tampone per l'appunto.
Oggi l'abbiamo attraversata e da profani e momentanei abitatori del pianeta ... ci preoccupa non poco constatare l'assenza dei muraglione laterali o non scorgere alcuna protezione di contenimento lungo l'area interessata dal movimento franoso: sia a monte e sia a valle del piano stradale non intravvediamo alcuna barriera (nè di cemento nè di altro materiale) in grado di evitare rischi a chi l'attraversa in caso di cedimenti "terreni".
Anche noi rivendicavamo la necessità di riaprire quel tratto, per ripristinare una fruizione dell'area costiera la cui mancanza stava seriamente compromettendo le locali economie, ma visto quanto visto ... finchè una qualsiasi altra protezione del fronte sopra e sottostradale non verrà realizzata consigliamo vivamente di non trascurare la necessità di prevedere un "sistema automatico di interruzione temporanea" del tratto in caso di acquazzoni, sempre possibili alle nostre latitudini anche in piena stagione turistica, o comunque un "invito precauzionale" a non attraversarla in caso di pioggia
Giusto per fare tesoro dal passato ... ricordiamo ai più che tutte le vittime della tragica alluvione del 2006 sono state proprio causate da una "valanga di fango" che ha trascinato le loro auto, ferme sul piano stradale della SS.18, nel fondovalle!
Facciamo in modo che questo non capiti più ... e meditiamo gente ... meditiamo, finchè siamo in tempo per farlo!

SS 522 ... OGGI

SS 522 ... OGGI

SS. 522 ... IERI

SS. 522 ... IERI

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