giovedì 29 marzo 2012

UN SALUTO, NEMMENO L'ULTIMO, AD ANDREA!

Andrea Frezza

"Qua nessuno sa chi sono. (...) Qualcuno crede che io sia un professore di liceo o un dirigente dell'amministrazione dello Stato in pensione, alquanto bizzarro nell'aspetto, che con i soldi della liquidazione ha acquistato e restaurato la casetta dello scoglio." 
Così viviamo per dire sempre addio [Velvet Rubbettino, luglio 2011]



All'alba di oggi ci ha lasciato Andrea Frezza, un grande regista ed un grande scrittore vero ... ma prima di tutto un grande uomo, che ha scelto di vivere i suoi ultimi anni in via Emilia, a due passi dal mare. Al pari del protagonista del suo ultimo romanzo, aveva deciso di trascorre gli ultimi scampoli di tempo concessogli rifugiandosi nella città del mare, come per non distaccarsi del tutto dalla sua Vibo, città che ha amato ma che ormai non riconosceva più.
Dal suo profilo FB, riportiamo quanto scriveva sinteticamente di se stesso: "Sono stato regista di 7 film, attualmente per cause di salute scrivo romanzi. Il prossimo, numero 8, esce a fine marzo. Il titolo è "Così viviamo per dire sempre addio".
Non ne facciamo la biografia, perchè sarà facile rintracciarla sul web, eppure l'averlo conosciuto è bastato per guardare a quanto accade attorno in modo migliore. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo in quella casa, aprendone l'uscio con emozione, come quando si apre uno scrigno prezioso. Ed è stata la scoperta di un'umanità geniale e viva, che a stento la sua malattia riusciva a trattenere. Neanche quelle stanze riuscivano a contenerlo: era nella nostra città eppure era sempre altrove. Le imposte bianche delle grandi finestre erano
ormai dei segnali da farista esperto; aperte o chiuse erano il segno della tranquillità o della sofferenza. Oggi gli diciamo "a presto", con la consapevolezza che non sarà l'ultimo saluto ... perchè rincuorati dalla certezza che uomini del suo pari rimangono immortali.
Archivio Istituto Luce/Conversazioni in Calabria
Per conoscerne "il pensiero antico", il suo approccio problematico alla nostra realtà territoriale, vi segnaliamo il documentario "Conversazioni in Calabria", del quale ne ha curato la regia alla fine degli anni '60, interamente visibile online [vedi link diretto].
C'è una scena che primeggia nel bel mezzo del documento: una escursione tra le nebbie della campagna, priva di commento ... con i passi tra il fogliame che improvvisamente diventano ansiosi, frenetici, timorosi e celati al suono di uno fischio e di uno sparo! Questo è il nostro vero rapporto con la nostra terra: grazie Andrea!

martedì 27 marzo 2012

SOTTOPASSO A VIBO MARINA: TRANQUILLI, IL GABBIONE DI CEMENTO SOTTOFALDA E SOTTO IL LIVELLO DEL MARE, AVRA' IMPERMEABILE E FISCHIETTO!!!

Viste le dichiarazione fatte in conferenza stampa di presentazione del progetto del sottopasso di Vibo Marina, dispiace che i giornalisti non abbiano pubblicato una foto del progetto o chiesto lumi sul parere positivo espresso dall'Autorità di Bacino Regionale all'opera. Dai resoconti giornalistici non si comprendono bene alcune cose che fanno guardare con sospetto alla funzionalità effettiva dell'opera, che se non chiarite addirittura allarmano rispetto alla sicurezza dell'intero centro abitato.
Innanzitutto l'opera completata ... avrà "in alcuni punti" quote che saranno sotto il livello del mare e sottofalda, e del tutto inspiegabilmente non si comprende la sua altezza finale.






Insomma, il "gabbione" di cemento armato, che dovrà contenere il flusso pedonale e veicolare proveniente da una rampa a doppia corsia, un sottovia ferroviario ed una rampa d'accesso/ingresso (?) ... per far fronte ai "prevedibili" quanto dichiarati allagamenti ... e dunque mettere in sicurezza l'abitato da un simile intervento, verrà dotato di fondo un impermeabilizzato - essendo sotto il livello del mare - e di un avvisatore acustico che al primo allagamento ne impedirà l'accesso!
Veramente tranquillizzate! A parte che ad occhio e croce sembra uno di quei progetti il cui costo economico è stato sottostimato: per realizzare un'opera ingegneristica di tal fatta - che mette "così a rischio" il centro abitato - il costo ponderato sarebbe dovuto essere almeno del doppio! Non trascuriamo di considerare infatti che, per effetto della gara pubblica, vi sarà un ribasso d'aggiudicazione minimo del 35%, che unito agli ulteriori costi legati ad IVA e gara, fa sorgere spontanea una domanda: la sua (della struttura) e la nostra (dei residenti) sicurezza potranno essere garantite con circa 1 milione in meno dei 2,5 previsti? Poco rassicurante, vero?
Insomma, un progetto avviato male (che non ha in alcun modo pensato al più sicuro soprapasso o passaggio a livello) dalla scorsa giunta, viene tout-court fatto proprio dall'attuale!
Errare in continuità è davvero la migliore delle politiche di salvaguardia! C'è ormai da sperare soltanto che in quest'epoca di recessione, la Regione Calabria non trovi più i soldi per l'opera, promessi anni fa alla precedente giunta!
E' incredibile augurarsi ciò, ma ormai, in questa "zona franca" abituati come siamo a convivere con le disgrazie conseguenti alle spese irrazionali, che a questo punto è meglio augurarsi il peggio!
Ma ... per pura curiosità ormai, sarebbe interessante per noi leggere (per intero) il parere offerto dall'Autorità di Bacino sull'opera, visto che qualche mese addietro proprio la stessa Abr, accogliendo lo studio geologico del Comune, ha dichiarato l'intero territorio costiero a grave rischio alluvione, assegnandoci la "tanto ambita" classificazione R4! Non immaginiamo certo che sia stato adoperato un parere precedente alla riclassificazione, ma è legittimo conoscere quali siano state le motivazioni espresse nel parere positivo.
Se anche l'Abr, in zone classificate R4, rilascia parere favorevole ad un simile intervento strutturale sottofalda e sotto il livello del mare, solo perchè dotato di impermiabile e fischietto, vuol dire che qualcosa non funziona più davvero e che le sigle di rischio che apponeva un tempo con serietà, sono ormai oggi diventate delle medagliette di latta ... da attaccare sul petto orgoglioso degli amici del cemento e del "movimento terra"!

giovedì 22 marzo 2012

TRAGICO PENNELLO.

Come non riflettere sul fatto che ... mentre ieri mattina a Serra S. Bruno con la manifestazione di Libera si celebravano le vittime di 'ndrangheta, la sera a Vibo Marina, nel quartiere Pennello, la 'ndrangheta celebrava il suo dominio sui vivi, con dei kalashnikov!




"Uno scontro tra clan per il controllo del territorio e delle attività illecite. È l'ipotesi più accreditata tra gli inquirenti che stanno indagando sull'agguato in cui ieri sera ha perso la vita il 42enne pregiudicato Francesco Scrugli e sono rimasti feriti Rosario Battaglia, di 27 anni e Raffaele Moscato di 26, anche loro con precedenti penali. Secondo la Dda di Catanzaro che sta portando avanti le indagini – prima avviate dal sostituto procuratore di Vibo, Maria Gabriella Di Lauro – sarebbe in atto una vera e propria guerra di 'ndrangheta tra clan rivali confermate da una serie di delitti avvenuti nell'ultimo periodo nella provincia di Vibo. L'ultimo episodio sarebbe quello accaduto ieri sera. Una prima ricostruzione di quanto accaduto è stata fatta dai carabinieri della compagnia Vibonese che per tutta la notte hanno interrogato conoscenti e familiari delle persone coinvolte nell'agguato. Da quanto è emerso Scrugli intorno alle 19,30 mentre entrava, in compagnia dei suoi due amici, in un'abitazione di via Arenile, nella frazione della marina di Vibo – di proprietà di uno dei due –  è stato raggiunto dai sicari – sembra due – che hanno fatto subito fuoco all'indirizzo dei tre. Dalle analisi sarebbero stati esposi una trentina di colpi sparati da un kalashinikov e, non da due pistole, come precedentemente si era pensato. Scrugli, che è stato raggiunto in diverse parti del corpo, è morto all'istante. I due feriti sono stati soccorsi e accompagnati nell'ospedale “Jazzolino” dove sono stati medicati. Battaglia è rimasto ferito, non gravemente, a una spalla e a una gamba. Mentre l'altro uomo ha riportato ferite ad braccio. 
Francesco Scrugli, considerato affiliato alla 'ndrina Lo Bianco di Vibo, era già sfuggito ad un agguato lo scorso 11 febbraio. In quell'occasione l'uomo, rimasto coinvolto nel processo “Nuova Alba” e nell'operazione “Nasti Embassy” contro il clan vibonese, si era salvato per un pelo: il colpo di pistola che lo aveva ferito al collo non era risultato fatale. 
Vertice in Prefettura per la sicurezza
Intanto questa mattina si è svolto un incontro di coordinamento delle forze di polizia convocato d'urgenza dal prefetto, Michele Di Bari, per esaminare i gravi fatti di sangue avvenuti ieri nel Vibonese. Un vertice che si è concluso con la decisione di intensificare le misure di vigilanza dei territori interessati dagli eventi delittuosi, «attraverso – si legge in una nota della Prefettura – mirati e straordinari controlli da parte delle Forze dell'ordine territoriali, con l'ausilio dei reparti anticrimine della polizia di stato e del gruppo operativo dei carabinieri»".
Tratto da: 22/03/2012 16:50/Corriere della Calabria.

martedì 20 marzo 2012

TONNARA DI BIVONA: LA STORIA NON SI PUO' NASCONDERE...

Bivona 1892 - 1: Tonnaja Vecchia; 2: Tonnaja Nuova 
Pochi conoscono la Tonnara di Bivona, la sua storia ed il suo valore monumentale; ancor meno sono coloro che conoscono la storia della Tonnara precedente... alla attuale Tonnara (Scarica il libro gratuitamente!)
Alla fine dell'800 il nucleo abitativo di Bivona era costituito addirittura solo dalle due Tonnare, la Vecchia e la Nuova, ed intorno ad esse v'era solo arenile e terra aratoria.


Crediamo di fare cosa utile nel far "vedere" qual'era l'antica disposizione delle due Tonnare pubblicando l'immagine di una PLANIMETRIA redatta il 23 luglio 1892 dal Perito Geometra Francesco RAHO, Ricevitore del Registro di Monteleone, per localizzare "due zone di terreno arenile siti nella Marina di Bivona, venduti dal Demanio dello Stato al Sig. PICCOLO Vincenzo di Giuseppe da S. Pietro". Un disegno particolareggiato, con tanto di "schizzo delle sue adiacenze col passaggio della ferrovia" e tra questa... ecco apparire le due tonnare!
Incredibile vero? La planimetria è una recente quanto inedita scoperta d'archivio, ma la divulghiamo con piacere. Nel 1892 Bivona di S. Pietro era costituita urbanisticamentesolo da due Tonnare divise tra loro dalla linea ferroviaria! Oggi potete facilmente collocare i palazzi che occupano l'area dell'antica tonnara (vedi GoogleMaps) e tutti quelli che circondano la nuova!
Bivona nel 2012 - 1: Tonnara scomparsa; 2: Tonnara salvata
Solo pochissime persone, le più anziane sopravvissute al boom delle seconde case, ne ricordano i resti: della tonnara antica, meno monumentale ma ben più grande e possente, non è rimasto più nulla, nel silenzio più totale degli stessi abitanti di Bivona. Questo dimostra che l'essere residenti in quel sito non è affatto garanzia della sopravvivenza della seconda ... anzi, il contrario.
La cosa incredibile che paradossalmente dopo 117 anni dalla redazione di questa mappa, nonostante i tanti soldi spesi dal 1990 per il suo recupero, la Tonnara rimane vittima di un destino "irrecuperabile".
Il 30 marzo scadrà la proroga (di 90gg.) della convenzione provvisoria (90gg.), d'uso della Casa del Rais, mentre non vi sono notizie sul temporaneo "posto fisso" di Polizia Municipale, che comprende l'intero primo piano del monumento. Sembra che entrambi gli usi provvisori saranno provvisoriamente prorogati, mentre nessun passo è stato compiuto per ripristinare la legittimità degli attuali usi. E' incredibile l'imprudenza della politica, che nel silenzio pretende di nasconderne la storia ... come se la storia possa essere nascosta!


sabato 10 marzo 2012

TONNARA DI BIVONA: UN "PIENO" DI PESCATORI ... MENTRE I CONSIGLIERI COMUNALI "DESERTANO"!!!

E' stato emozionante oggi vedere la Tonnara di Bivona strapiena di pescatori provenienti dall'intero compartimento marittimo. E' stato come vedere una visione  "prendere corpo": la Tonnara che diventa luogo in cui  l'intera comunità marittima regionale avvia percorsi di recupero delle identità e concretizzi percorsi di valorizzazione.
Questa ottima occasione, ovviamente la si deve al Comandante Marzio, della Capitaneria di Porto, che unitamente all'Ufficiale Pesca ed al Nostromo del Porto, hanno scelto i locali della Tonnara come sede di un importante incontro con le associazioni dei pescatori riunite nell'ACI - Alleanza Cooperative Italiane (Lega Pesca/Legacoop - Federcoopesca/Confcooperative e Agci/Agrital), incontro utile per infomare e rendere operativo il Piano di Gestione Locale del versante tirrenico della Calabria, che si prospetta come una grande opportunita' per integrare attivamente i pescatori nelle complesse e multisettoriali strategie di gestione delle risorse del mare.

Ovviamente all'incontro non c'era nessuno dell'Amministrazione Comunale, ed è stato un peccato perchè era l'occasione giusta per comprendere quante occasioni  l'uso illegittimo di quel monumento potrebbe impedire se non addirittura far perdere! Ricordiamo, nella speranza che qualcuno voglia finalmente usare la testa, che tantissime sono le opportunità in gioco, tutte legate, oltre ai PGL del quale si è discusso oggi, all'uso dei Fondi Europei della pesca Fep/Gac - con capofila proprio il Parco Marino Regionale "Costa degli Dei" - che da qui al 2020 programmerà e concretizzerà il futuro sviluppo del nostro compartimento marittimo in attività da proporre capaci di mantenere la prosperità economica e sociale del territorio costiero; per preservare e incrementare l’occupazione nelle zone di pesca sostenendo la diversificazione e l'ecocompatibilità del settore; per promuovere la qualità dell’ambiente e la cultura del mare;  rivitalizzare e sviluppare i paesi costieri con storiche attività pesca; preservare e migliorare il patrimonio naturale e architettonico. 

Insomma, ci sarebbe tanta attività da compiere, tanto da trasformare gli storici locali della Tonnara in un vero e proprio "cantiere aperto" di idee e programmi utili a dare un forte impulso culturale e umano, tale da rendere la nostra città un esempio europeo di buona prassi! Tra l'altro, nel GAC "Costa degli Dei" un progetto da implementare è tutto legato al Museo della Tonnara, con risorse spendibili proprio per valorizzare la nostra cultura del mare. Certo, qualcuno dell'amministrazione comunale avrà chiesto all'associazione "x" (che fino al 30 marzo ha in concessione provvisoria 1/3 della Tonnara) di ospitare l'evento, perchè in verità l'uso finora fattone è stato ben diverso.
Abbiamo infatti assistito inebetiti nei giorni scorsi a sfilate di mascherine carnevalesche, ed a conferenze stampa legate alla manifestazione contro la stessa amministrazione comunale (manifestazione giustissima del resto, ma la scelta del sito era tutt'altro che opportuna!) della quale abbiamo detto nel post scorso!
Così come ancora inebetiti assistiamo a quella che è proprio un'indebita occupazione di un intero piano della Tonnara per un fantomatico "posto fisso estivo" di Polizia Municipale, che di fatto occupa i locali per 12 mesi l'anno.
E' paradossale vero,  scoprire  la sorprendente vitalità del mondo legato al mare, del tutto sottostimata da una classe politica del tutto demotivante, se non addirittura distruttiva. 
Per meglio comprendere la nostra delusione riportiamo integralmente la Deliberazione n. 9 del 28 febbraio scorso (estratta dall'Albo Pretorio Online), della seduta del Consiglio Comunale nella quale si è discusso dell'OdG del Consigliere Stefano Luciano, che con serietà ha fatto proprie tutte le nostre perplessità su quanto accade intorno all'uso di quel Monumento Identitario. Scoprirete come una seduta iniziata alle 16,00 con 29 consiglieri su 41 (sindaco compreso), con un tema importante perchè mette in discussione non solo la visione di una corretta valorizzazione del nostro monumento storico, ma anche la legittimità degli atti compiuti, ebbene ...  circa mezz'ora dopo scendono a 15 consiglieri presenti, ridottisi soltanto a 10 la mezz'ora successiva, seduta comunale che terminerà alle 18,10 per mancanza del numero legale!!!
  






Incredibile vero? Per completare il paradosso, consigliamo la lettura di una determina del settore 2 e 5, che abbiamo allegato alla fine del pdf, la quale rende noto che ... per gli arredi e le attrezzature informatiche "necessari" per allestire all'interno delle tre grandi sale espositive del primo piano della Tonnara di Bivona il fantomatico "posto fisso estivo" di Polizia Municipale, si è spesa una cifra di poco inferiore ai 7 mila euro.
Ci domandiamo: ma prima o poi, qualcuno, in questa città ... comincerà ad usare la testa? 

giovedì 8 marzo 2012

L'ELOGIO DEL NULLA: STATE FERMI, PER CARITA'!


E così, come dicevano gli antichi, "mentre Roma discute Sogunto viene espugnata". Il problema delle nostre condizioni è ben più complesso da affrontare: per inquadrarlo nella più generale situazione di degrado della città, approfittiamo delle attente riflessioni inviateci da un nostro assiduo lettore, Gino Citton, che volentieri pubblichiamo:

"Ho aspettato tutto questo tempo, dal lontano aprile 2010, prima di esprimere un giudizio sull’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia per lasciare alla stessa tutto lo spazio necessario e per  non incorrere, nel mio piccolissimo, nell’accusa che nel 1996 fu rivolta agli anti berlusconiani: non li avete lasciati lavorare! … Con le conseguenze che ne sono derivate dopo che glielo abbiamo lasciato fare …
Quello che adesso posso dire è che l’Amministrazione in carica di Vibo Valentia ha fatto poco e niente ed il peggio non è sul niente, ma sul poco che è stato fatto, ma spieghiamo …
Che non si sia fatto niente (nonostante le promesse) in campo nettezza urbana e raccolta differenziata e che Vibo non sia mai stata così sporca, non è un dramma irreparabile, è un problema. Vuol dire che inviteremo agli Amministratori degli altri Comuni della Provincia (visto che la raccolta differenziata è partita quasi dovunque meno che a Vibo) a dare lezione ai saccenti amministratori di Vibo … 
Che la villa comunale, nei suoi centocinquanta anni circa di storia, è stata per la prima volta interdetta ai vibonesi non è irreparabile! Almeno così – dati i tempi - si conserva intatta per i posteri …
Che la viabilità comunale sia un disastro non è poi la fine del mondo e potrebbe anche essere un vantaggio: alla prossima Parigi – Dakar o al Camel Trophy o nei futuri rallies internazionali potremmo vedere vincitori, anziché i soliti finlandesi, i piloti vibonesi che, sulla scorta dell’esperienza acquisita non avranno rivali (buche incredibili, strade come mulattiere, strettoie, deviazioni e gincane improvvise per automobili posteggiate nei luoghi più impensabili ed imprevedibili o per la presenza di sacchi della spazzatura, animali come ratti e cani randagi che stazionano in centro carreggiata, indigeni pericolosi, non perché adoperino le frecce, ma proprio perché non ne conoscono l’uso, ecc) …
Ma il vero problema è per quello che hanno fatto o minacciano di fare!
Tempo fa, in un mio scritto pubblicato sul Quotidiano, avevo voluto gridare il mio disappunto per la distruzione del selciato storico di via Guglielmo Marconi che aveva resistito agli anni ed ai terremoti ma non a questi Amministratori. Leggo adesso sui giornali l’inaugurazione e riapertura della strada in pompa magna e con paroloni roboanti! Ma di cosa si vantano  se è stata stravolta, svilita ed imbruttita! Le pietre lavorate dagli scalpellini vibonesi si sono ridotte della metà per lasciare spazio ai lati a orribili strisce nere di pietra lavica (o qualcosa del genere) che nulla hanno a che fare con la storia, la cultura e la tradizione vibonese e che già deturpano corso Vittorio Emanuele III! E adesso?!?
Qualcuno è andato a vedere cosa è stato fatto dell’antica, storica, caratteristica scalinata della Cerasarella  (che mi ha dato i natali! Sigh!) – ultimo tratto - ???. Il commento lo lascio ad una sua foto che è apparsa in alcuni locali pubblici della zona con accanto la scritta: “PERCHE’?” … Non ci sono parole. 
E che dire di Viale Matteotti? Adesso bisognerà cambiargli il nome visto che gli alberi sono stati tagliati tutti! Erano un po’ di verde in mezzo al cemento ma, evidentemente, davano fastidio a qualche automobilista viboniano che non trovava abbastanza spazio sul marciapiede per posteggiare!
Adesso da Palazzo Razza viene fuori la voce che si vuole demolire il mercato coperto perché pericolante!!! Come possa essere a rischio di crollo una struttura a piano terra, in gran parte senza tetto ed in ferro, vorrei mi fosse spiegato perché, nella mia ignoranza, non lo capisco. Ci vorranno interventi di manutenzione, di adeguamento, di miglioramento, semplicemente di cura, ma perché la demolizione?!? Mi risulta che pochi anni fa il Comune ci ha speso bei soldi e ne ha a disposizione altri … Forse perché – come qualcuno insinua – ci sono altri interessi? Certo sarebbe un delitto imperdonabile. Il mercato coperto, con i suoi odori, colori, suoni, è una delle più pittoresche realtà della tradizione vibonese. Non per nulla, specialmente durante l’estate è pieno di turisti intenti a fotografarlo.
In collegamento, poi, con i fatti del mercato coperto e di via Marconi c’è la genialata di piazza Morelli! Questa piazzetta è rimasta, almeno fino ad oggi, indenne alle incursioni dei vandali viboniani ed ha un aspetto grazioso e decoroso. Questo evidentemente dà fastidio ed alcuni Amministratori vogliono spostarci il mercato con l’inesorabile conseguenza di rovinarla: nonostante la massima attenzione, infatti, basta un’arancia o un pomodoro spiaccicato per terra ad imbrattarla, irreparabilmente accumulandosi negli interstizi. Vero è che in passato vi si svolgeva la vendita anche di prodotti della terra ma ciò non accadeva più da tanti anni e, in vero, nessuno ne sentiva la mancanza … Meglio sarebbe cercare di rivitalizzare Barattella o qualcosa di simile.
A questo punto mi viene in mente il logo utilizzato dalla mia amica Daniela su Facebook: Mafalda che urla “BASTA!”. Proprio cosi, mi verrebbe da urlare “BASTA!”, ma voglio rivolgere una preghiera ai nostri Amministratori: lasciate stare, non vi preoccupate più, partecipate a convegni, cerimonie, dibattiti, incontri,  ma fermatevi, non provatevi a fare altro, fate quello che vi è riuscito meglio fino adesso: nulla. Riusciremo a sopravvivere ed aspetteremo insieme, pazientemente, che trascorrano questi altri due anni, forse in forma incolore, ma almeno e  sicuramente in maniera indolore …"
Gino Citton

mercoledì 7 marzo 2012

E' TEMPO DI CAMBIARE? QUI NON SI ASPETTA ALTRO!

Già, qui non si aspetta altro ... e il problema è proprio questo: si aspetta! Si sta fermi in attesa che altri facciano, mentre l'indignazione non si trasforma in condivisione e proposte! Proviamo a lasciare nella memoria collettiva quanto è stato fatto domenica, proprio riportando le foto della manifestazione ed il video proiettato , che in qualche modo siamo riusciti a recuperare sul web. Vederle tutte insieme ha un altro effetto: non è una cattiva idea considerare questa "galleria" di fotografica come un invito costante, rivolto ai nostri amministratori (al pari dei nostri cittadini), a dargli un'occhiata, ogni tanto ... magari li aiuterà a smettere di considerare questa città ... un deserto.































domenica 4 marzo 2012

IN ATTESA DELLA RESURREZIONE!


Riprendiamo da vibomarina.eu 
"Si risveglia così il paese questa mattina, tappezzato da questi manifesti. Autore anonimo, ma sicuramente di grande cultura "sociale". Fotografa esattamente lo stato della cittadina: morente, anzi ormai defunto.
Oggi alle 15 ci sarà una manifestazione popolare, voluta dagli ultimi innamorati di porto santa venere, cittadini che negli anni hanno visto lentamente morire la cittadina tra l'indifferenza generale."

E' tradizione di molti paesi calabresi, alimentata probabilmente dalle tifoserie calcistiche, di stampare manifesti funerari, spesso prendendo di mira avversari sconfitti o da sconfiggere. E' una sorta di esorcismo antropologico, che conduce spesso alla reazione, se non alla resurrezione.


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