giovedì 12 dicembre 2013

TONNARA DI BIVONA: INTERROGAZIONE AL MINISTRO PER I BENI CULTURALI!

La paradossale vicenda della mancata valorizzazione della Tonnara di Bivona si arricchisce di ulteriori episodi tragici, che non promettono nulla di buono sul futuro che attende il monumento storico più vilipeso dalla politica ... negli ultimi 150 anni.
Schermata delle indicazioni seggi del PD
Sfogliando il sito nazionale del Partito Democratico si scopre che è indicata come sede del seggio delle Primarie dell'8 dicembre 2013. Dopo un attimo di smarrimento, seguito dalla ricerca di conferme su FB, otteniamo riscontro dell'episodio, ponendoci uno scontato quesito:  ma dove sta lo Stato ed i suoi organi periferici?  Non riusciamo a comprendere come sia possibile utilizzare pubblicamente dei locali demaniali privi di agibilità, collaudo, concessione demaniale, conformità d'uso della BSE ... ed altro ancora!
Non sorprende che ad utilizzarlo in modo così inappropriato siano gli stessi che nel 2010, avendolo in abusiva subconcessione (seppur prima come associazione ed ora come partito politico), vi hanno realizzato una bella sfilata di mascherine carnevalesche; sorprende che, chiarito quanto il bene sia un cespite demaniale sottoposto a tutela, possa essere con facilità concesso senza alcun documento o atto che possa avere un briciolo di legittimità. Si continua con le parole a dire quanto sia primaria la valorizzazione del bene storico e poi si fa tutto il contrario. Possibile ci sia ignoranza tale da non sapere distinguere tra primario e primarie?

Come e' possibile che spazi 
cosi belli e ricchi di storia 
siano lasciati cosi'.
Come e' possibile che spazi
cosi belli e ricchi di storia
siano lasciati cosi'.
Abbiamo dunque deciso di mettere nero su bianco tutte le nostre perplessità, sia per rendere testimonianza storica del paradosso, che per proporre alla parlamentare/cittadina del M5S, Dalila Nesci,  di interpellare il Ministero dei Beni Culturali su questa vicenda. Interpellanza,  in passato presentata solo a parole da altri parlamentari, che la Nesci ha immediatamente rivolto al Ministro: "Per la “Tonnara di Bivona” ho appena presentato un’interrogazione al ministro dei Beni culturali Massimo Bray. Nell’atto di sindacato ispettivo ho chiesto «in virtù di quale norma e di quale titolo il bene risulta utilizzato discrezionalmente dal Comune di Vibo Valentia per usi diversi da quelli previsti nei finanziamenti erogati; se esistono concessione d’uso e pareri autorizzativi della competente Soprintendenza; quali verifiche può promuovere in ordine allo stato e ai costi dei lavori finanziati e quali misure il ministro intende adottare perché il bene sia restituito alla sua funzione». Sottolineando i vincoli di legge cui è soggetta la “Tonnara di Bivona” in quanto bene culturale, ho richiamato nell’interrogazione precedenti richieste dell’associazione antimafia “Gerbera gialla” – che al Comune e alla Procura di Vibo Valentia domandò dell’avanzamento e dei costi dei lavori – e un esposto del blog “Comuneportosantavenere”, che interpellò la Corte dei conti sulla possibilità di «un uso difforme del bene storico rispetto ai finanziamenti ottenuti». Lì doveva sorgere il Museo del Mare, con finanziamenti – erogati – per oltre tre milioni di euro. Attualmente, invece, risulta esserci la sede estiva dei Vigili urbani, il che è un’evidente contraddizione. Ho informato il ministro che il bene storico-monumentale è stato utilizzato anche per le recenti primarie del Pd." (vedi link)
Alcuni amici - sbigottiti - hanno voluto inviarci via FB le foto scattate quel giorno nei locali delle Primarie, che pubblichiamo.
Pubblichiamo infine il testo integrale dell'interrogazione al Ministro, promettendo sin d'ora che non smetteremo mai di seguire la vicenda ... almeno fino a quando non si smetterà di usare un bene pubblico come un bene di nessuno!

"INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 
Al ministro dei Beni e delle Attività Culturali. 
— Per sapere – premesso che: 
il complesso denominato “Tonnara di Bivona” in Vibo Valentia è un bene incamerato tra le pertinenze del pubblico demanio marittimo; 
il cespite è escluso dagli elenchi soggetti alla Legge Delega Regionale n.17, del 21/12/2005, nonché dalle recenti norme del federalismo demaniale (di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 3 del D.Lgs. 85/2010), sicché la vigilanza di merito spetta alla Capitaneria di Porto;
 il bene, storico-monumentale, è vincolato per Decreto Ministeriale del 06.12.1991, ai sensi del Decreto Legislativo 29 ottobre 1999, n. 490; 
la Soprintendenza competente esercita sul bene in argomento la vigilanza per l’applicazione del Codice per i Beni Culturali (ex artt. 57 e106 del D.Lgs n.42/2004 e s.m.i.) da parte degli enti che ne hanno la proprietà o la gestione; 
ai sensi dell'art.57-bis del suddetto Codice, ogni uso del bene deve essere preventivamente autorizzato dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria; 
il Quadro Territoriale Regionale (Q.T.R.), approvato dalla Giunta regionale della Calabria in data 13/01/2010 e trasmesso al Consiglio regionale per la definitiva approvazione, ha incluso la “Tonnara di Bivona” nella categoria dei beni identitari ai sensi dell’art. 143 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.42 e succ. mod. e dell’art.51 del rammentato Q.T.R.;
 il bene, si legge sul blog “Comuneportosantavenere” (su piattaforma “Blogspot”), «sin dal 1990 ha fruito di una serie di finanziamenti pubblici (Soprintendenza BAP di Cosenza e Regione Calabria) ai fini del recupero ed uso museale», con «una cifra che supera i 2 milioni di euro»; con lettera, nell’ottobre 2012 l’associazione antimafia “Gerbera Gialla” chiese al Comune di Vibo Valentia e alla Procura della Repubblica come mai il suddetto Museo del mare, finanziato per 1.304.000 di euro dalla Regione Calabria con fondi del Por Calabria 2000/2006, non fosse stato completato e – si legge sul blog “Comuneportosantavenere” – «al suo posto sorge, invece, la sede estiva dei Vigili Urbani e quella di un’associazione locale»; contestualmente, la medesima associazione domandò quale fosse lo stato finale dei lavori e il relativo conto, l’esistenza di certificato di ultimazione lavori, di collaudo statico e di collaudo tecnico-amministrativo, nonché l’esistenza di parere circa la destinazione d’uso finale da parte della Soprintendenza ai Beni monumentali e, all’occorrenza, del contenuto di codesto atto; lo scorso 30 agosto 2011, la redazione del summenzionato blog interpellò la Corte dei conti per sapere «se un uso difforme del bene storico rispetto ai finanziamenti ottenuti sia possibile», anche con il timore che tale prassi «possa condurre a breve allo stravolgimento strutturale dell'opera, compromettendo definitivamente il suo valore storico ed il suo uso culturale a vantaggio della (…) comunità, vanificando le risorse umane e finanziarie sin qui spese per la sua valorizzazione»; nel maggio 2013, lo stesso sindaco di Vibo Valentia, Nicola D’Agostino, sottolineò pubblicamente, presenti il Prefetto di Vibo Valentia, il Commissario dell’ente Provincia e ufficiali di Carabinieri e Guardia di Finanza, che la “Tonnara di Bivona” è un bene di competenza demaniale, poi informando della sospensione delle concessioni d'uso rilasciate dal Comune nel 2010 e 2011 (su YouTube al link http://www.youtube.com/watch?v=wIucBbVWWlA); lo scorso 8 dicembre il bene in argomento è stato utilizzato come seggio per le elezioni primarie del Partito democratico –: se è a conoscenza dei fatti qui esposti; in virtù di quale norma e di quale titolo, il bene risulta ad oggi utilizzato discrezionalmente dal Comune di Vibo Valentia per usi diversi da quelli previsti nell’ambito dei finanziamenti erogati; se in capo al Comune di Vibo Valentia risultano concessione d’uso e pareri autorizzativi – per gli usi sin qui avuti – da parte della competente Soprintendenza BSE; quali verifiche può promuovere in ordine allo stato e ai costi dei lavori finanziati; quali misure, nell’ambito delle proprie competenze, intende adottare perché il bene sia restituito alla sua funzione, nel rispetto delle normative vigenti"

(Vedi Link Sindacato Ispettivo Parlamento)




A titolo di cronaca (anche perchè non entrano nel merito di nessuno dei quesiti posti nell'interrogazione) aggiungiamo le risposte del segretario del PD, pervenuta a mezzo  stampa in questi giorni, come efficace esempio di assoluta volontà a mantenere il bene monumentale ostaggio della partitocrazia, trascurando ogni riferimento ai presupposti di legge, competenze ed etica.

Articolo di 3 anni fa con gli stessi protagonisti, a dimostrazione che la tonnara
si può aprire e valorizzare solo per come desiderano i maggiorenti del PD
- vedi link - )
Li conserveremo, al pari di quelli di 3 anni, scritti a nome di una associazione e non del PD, che già ne ha avuto una subconcessione abusiva infruttuosamente, come simboli delle alte vette che può raggiungere l'autoreferenzialità politica, in una comunità calabrese del nuovo millennio.

Articolo di 3 anni fa con gli stessi protagonisti, a dimostrazione che la tonnara
si può aprire e valorizzare solo per come desiderano i maggiorenti del PD
( - vedi link -



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