domenica 14 maggio 2017

MILETO ANTICA. 2017. PARCO ARCHEOLOGICO. MANUTENZIONE AFFIDATA AD: "AGENZIA CALABRIA VERDE".

(Pagina a cura di Giovanni Pititto)


MILETO ANTICA. PARCO ARCHEOLOGICO. MANUTENZIONE AFFIDATA AD: "AGENZIA CALABRIA VERDE". 

- Sarà perché siamo convinti sia sempre dovere documentarsi...

I. 
MILETO. PARCO ARCHEOLOGICO. LEGGIAMO che la manutenzione del Parco archeologico di Mileto Antica sarebbe stata affidata "anche" all'Azienda Calabria Verde.

Sarà perchè siamo convinti si abbia dovere approfondire le notizie... abbiamo modo di leggere da moltissime notizie di organi di stampa diffusi in Internet "anche" quanto qui si evidenzia....

Non è ovviamente nostro compito permetterci giudizi. Tali sono e rimangono di competenza della Magistratura.

MILETO. PARCO ARCHEOLOGICO. LEGGIAMO
Mileto. Parco Archeologico. Manutenzione affidata - leggiamo - "anche" ad Azienda Calabria Verde.

Sarà perchè siamo convinti si abbia dovere approfondire le notizie... abbiamo modo di leggere da moltissime notizie di organi di stampa diffusi in Internet "anche" quanto qui si evidenzia....:

http://lacnews24.it/21072/cronaca/calabria-verde-misure-cautelari.html


III. 

MILETO. PARCO ARCHEOLOGICO. DOCUMENTIAMO:


I. 





















Notizia del 04.01.2016: Il Ministero per i Beni e le attività culturali ha stanziato complessivamente 3 milioni 620 mila euro. 


L'elenco: 



CALABRIA: potenziamento degli apparati di comunicazione e dei laboratori didattici degli istituti del Polo Museale della Calabria (500.000). 



CALABRIA: potenziamento informatico degli istituti del Polo Museale della Calabria (70.000).


CATANZARO: manutenzione periodica dei fondi dell’Archivio di Stato di Catanzaro (60.000).


COSENZA: allestimento di nuovi spazi espositivi, superamento delle barriere architettoniche, climatizzazione e completamento degli apparati di comunicazione della Galleria Nazionale di Cosenza (1.050.000 euro). 



GIOIOSA IONICA: restauro del Teatro Romano di Marina di Gioiosa Ionica (105.000). 

LAINO: restauro e verifiche sulla vulnerabilità sismica della chiesa dello Spirito Santo di Laino Borgo (250.000). 



LOCRI: restauro del Santuario di Mannella a Locri (170.000 euro). 



MILETO: allestimento della nuova sezione espositiva del Museo Statale di Mileto (200.000). 



ORIOLO CALABRO: restauro della chiesa di San Giorgio Martire a Oriolo Calabro (250.000). 



REGGIO CALABRIA: manutenzione dei locali di deposito dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria (20.000).



ROSARNO: completamento della realizzazione del Parco Archeologico di Rosarno (320.000). 



TAURIANOVA: restauro della chiesa del Santissimo Rosario di Taurianova (250.000). 


TREBISACCE: restauro di Palazzo Massafra a Trebisacce (75.000). 


VIBO VALENTIA: restauro del duomo di San Leoluca a Vibo Valentia (300.000). )


***




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sabato 13 maggio 2017

MILETO ANTICA. 1999-2001. Lunga marcia verso la Invenzione di un Mito

MILETO ANTICA. 1999-2001. Un altro tassello nella lunga - LORO! - marcia verso la Invenzione di un (ben fruttifero) Mito. 

(Pagina a cura di Giovanni Pititto)


"ASSESSORATO AI BENI CULTURALI
Prot. n. 5763 

Vibo Valentia, lì 20 Aprile 2001

Soprintendenza Archeologica Della Campania - P. Museo Nazionale, 19 - 80135 Napoli

Oggetto: prestito al museo di Mileto del sarcofago cosiddetto di Ruggiero (inv. 254739)

Si informa che per iniziativa del “Comitato nazionale per la valorizzazione delle presenze normanne in provincia di Vibo Valentia”, costituito con decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, a seguito di apposito progetto elaborato dal competente Assessorato Provinciale, sono in corso una serie di manifestazioni culturali ed espositive riguardanti in particolare Mileto e la Contea Militana.

Tra le varie iniziative programmate vi è una mostra dal titolo “Ruggiero I e la Contea Militana’, che sarà allestita nel museo di Mileto utilizzando diversi reperti conservati in loco e altrove unitamente all’Amministrazione Comunale.

Pertanto si chiede a codesta Soprintendenza, facendo anche riferimento a quanto in precedenza comunicato con nota N. 10460 del 6 maggio 1999, di consentire nell’immediato al trasferimento del sarcofago di Ruggiero a Mileto, in modo che questo possa essere esposto nell’ambito della mostra sopra richiamata.

Per quanto riguarda il restauro del manufatto si fa presente che la Soprintendenza Archeologica della Calabria, con nota N. 10460 del 11/04/2000, si dichiarava disponibile a provvedere all operazioni di ripulitura e restauro del Sarcofago una volta depositato al museo di Mileto.

Nel ringraziare anticipatamente per l’attenzione e la collaborazione, si chiede cortesemente un immediato riscontro.

L’Assessore
Prof. G*** C***"



***

(Da: https://www.facebook.com/ASCNSgiopititto/ )


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venerdì 12 maggio 2017

2002. MILETO. MUSEO. Soprintendenza Archeologica Napoli. Rifiuto su: "Sarcofago" di Eremburga . "Sarcofago" del conte Ruggero.

(Pagina a cura di Giovanni Pititto)


Napoli, 15 novembre 2002. 

Soprintendenza Archeologica delle province di Napoli e Caserta, Piazza Museo, 19.  -80135 Napoli.
- A Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Roma. 
- Alle Soprintendenze Territoriali della Calabria. 
- Ad altri Enti.... 


OGGETTO: MILETO. MUSEO. 



"(...)

"In riferimento alla nota di pari oggetto, e facendo seguito a quanto già comunicato al Superiore Ministero, in merito alla mancata restituzione del sarcofago di Eremburga (o anche detto dell'Amazzonomachia, inv. 6674), si ribadisce la propria ferma opposizione ad un’eventuale proroga di prestito dello stesso sarcofago presso il Museo Statale di Mileto.


"Sembra peraltro fuori luogo la richiesta di una continuazione del deposito del suindicato reperto a Mileto, essendo ormai scaduti da anni i termini del prestito e mancando a tutt'oggi una qualsiasi copertura assicurativa in merito alla custodia di detta opera nel museo militano.



"Spiace constatarlo, ma può ben ravvedersi nell'intera vicenda un vero e proprio caso di trafugamento dei bene, in quanto il sarcofago è allo stato attuale 'confiscato' senza nessuna legittimità.



"Ancora più assurde appaiono quindi le motivazioni addotte per chiedere il prestito dell'altro monumentale sarcofago del Conte Ruggero (inv. 254739), giacchè la precedente vicenda della mancata restituzione del sarcofago di Eremburga ha illuminato bastevolmente sulle reali intenzioni dei sottoscriventi l'istanza, tese a sottrarre alla pertinenza di questa Amministrazione entrambi i reperti archeologici collegati alle vicende storiche del conte Ruggero d'Altavilla".













(Da: https://www.facebook.com/ASCNSgiopititto/  )




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lunedì 24 aprile 2017

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ.

Ricerche documentalistiche di Giovanni Pititto

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ.
La questione della sepoltura di Roger d'Hauteville, conte di Calabria e Sicilia; - condottiero normanno e padre del re Ruggero II; - nonché fratello del duca Roberto il Guiscardo, è un problema ancora irrisolto. E forse come tale lo rimarrà.
I problemi essenziali sono storici; e conseguentemente tipologici.
Storici in quanto le fonti cronachistiche e letterarie certe non indicano in modo univoco il luogo di sua sepoltura.
Tipologici, in quanto derivanti.
Questo grande cassone marmoreo - di epoca classica; oggi presso il Museo Archeologico di Napoli, viene rivendicato con forza dalla cittadina calabra di Mileto, in provincia di Vibo Valentia.
Che lo considera, e giustamente, parte integrante della propria storia.
In effetti, e come in particolare si espone nel post, fu per secoli presso la celebre Abbazia della SS.ma Trinità di Mileto Antica. Distrutta, unitamente a tutto l'abitato, da uno spaventoso terremoto nel 1783.
La questione è tipologica, si diceva, in quanto dall'assoluta indeterminatezza del luogo - e del tipo - di sepoltura, non si può assegnare con certezza a questo stupendo relitto classico uno dei termini propri e specifici:
- Sarcofago, se effettivamente contenne i resti mortali di Ruggero.
- Mausoleo, se in onore della sua memoria in quella abbazia se ne volle memorare in un apposito simbolico sacello - Spazio del Sacro: Heroon; all'uso classico.
La precisione terminologica del Diritto romano (Ulpianus) ce ne impedirebbe - nell'indeterminatezza - una assoluta indeterminatezza nel definirlo Sarcofago; ove corpora non vi fosse stato.
La storia e tutta di quell'abbazia, unitamente a tracce in pergamene del 1267 e 1287 del suo diplomatico, propenderebbero per la definizione e classificazione di Mausoleo. Benchè - si precisa - con questo non si vuole intendere esistano, in quel diplomatico pergamene anche solo attestative di una presenza; del consistente reperto. Si vuole solo specificare che un gruppo di pergamene attinenti con precisione a quel ventennio attesterebbero - se mai, ma solo - la possibilità di contingenze della storia interna ed esterna di quell'abbazia atte ad una simile molto significativa rammemorazione in Heroon; ed al conseguente ben rilevante impegno di spesa.
La questione diventa molto interessante, poi, ma al contempo spinosa, poi, allorché si intreccia con una tradizione e qualche testimonianza che - pur mutila - avvicina tale Mausoleo alla figura ed opera di un ben significativo scultore del XIII secolo e d'ambito romano: Magister Petrus de Oderisii. Attivo a Roma e Viterbo, entro il termine massimo del 1287. Ma le cui opere significative non sono testimoniate prima del 1267.
Petrus, si evidenzia, fu prima allievo e poi socio del grande scultore e Maestro italiano: Arnolfo di Cambio.
Siamo ai massimi livelli del lessico scultoreo in terra italica, del XIII secolo.
Siamo ai Protomagistri in Italia perfezionatori al massimo della espressività della lectio ed invenzione del Gisant in terre francesi.
Vi è una rilevante questione cronologica che oppone un diretto e personale intervento di Pietro, però, su o per una tomba di Ruggero conte di Calabria e Sicilia, morto nel 1101 come si sa.
Non è umanamente possibile uno scultore del 1267 aver potuto operare nel 1101.
Salvo, e ritorniamo in rafforzativo alla questione tipologica: Mausoleo, se appunto, tale mausoleo fosse totalmente svincolato - come è da porlo svincolato - da una tomba di Ruggero nel 1101.
Il prodotto di Petrus, la sistemazione di un grande cassone funerario marmoreo romano, non si può collocare al 1101. Ma al periodo intercorrente tra il 1267 ed il 1287, sì.

***

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ. FONTI. 

Di un sepulchrum comitis Rogerij in tutto il Diplomatico abbaziale non vi è traccia.


Memoria esiste solo nel cartario.


Ma non prima del 1513: "Abbate commendat(ari)o Andrea De Valle, episcopo crotonensi, et vic(ari)o Bernardo de Cavalerijs". 

Citazione venne ripresa in documenti del 1573. Di cui qui si offre stralcio.

Era ubicato prossimo all' "altare Sanct(a)e Catharin(a)e"; in "ala dextera".


Si unisce qui ricostruzione grafica della sistemazione in anno 1698. La grande lapide porta la lunga epigrafe di dettato del vicario generale dell'Abbazia, l'erudito gesuita Diego Calcagni (nato Recanati, 1635 - morto Roma , Collegio Romano, 1713). Vicario abbaziale dal dicembre 1695 all'aprile 1701.


Detta ricostruzione grafica è di GP.


"1573. Beneficium sub invocatione SS. Conceptioni Beat(a)e Virginis.


• cum altare in eccl(esia)e abbatialis, in ala dextera,


• iuxta altare Sanct(a)e Catharin(a)e,


• et sepulchrum comitis Rogerij.


fundatum, et dotatum à Consulo Sanso à Sancto Calogero.

• Presentabant cappellanum Gulielmus, et fratres Sanzi; heredes Consuli anno 1513.

• Abbate commendat(ari)o Andrea De Valle, episcopo crotonensi, et vic(ari)o Bernardo de Cavalerijs. Cum onere duarum missarum singulis hebdomadis".


Nella riedificazione post 1659 è indicato quale VI° altare: "Il 6° altare, cominciando dalla parte dell’Epistola dell’altare maggiore, è dedicato all’ Immacolata Concettione della B.V. Maria, sito nella navata sinistra".


Con annessi i 2 seguenti benefici, di cui 1 di libera collazione, 1 di giuspatronato: "In q(uest)o altare sono uniti due beneficij, uno de iure patronato, e l’altro di libera collatione".


Di cui, per quello di giuspatronato: "Il benef(ici)o de iure patronato è sotto l’invocatione della SS.ma Concettione, fondato da Consulo Sanso; col peso di 2 messe la settimana, ad libitum".


E per quello di libera collazione: "Il benef(ici)o di libera collatione è sotto la medesima invocatione; q(uest)o fu eretto dal padre Alessandro Dezza, della Compagnia di Giesù, vicario generale, l’anno 1677, essendo prima Cappella, le di cui entrate ogni giorno andavano mancando. 

Ha peso d’una messa la settimana".

Nel catalogo dei benefici al 1700, è indicato quale: IX°, quello di giuspatronato: "Il 9°, sotto titolo dell’Immacolata Concettione, della famiglia dè Sansi; col peso di 2 messe la settimana, ad libitum, lo possiede..." [il ms non aggiunge il nome del titolare del beneficio].


I° quello di libera collazione: "Li benefici di libera collatione dell’abb(ati)a sono: 1° il beneficio semplice sotto titolo dell’ Immacolata Concettione; ha il peso d’una messa la settimana, ad libitum, lo possiede adesso d(on) Marco Pilato".


***


Testo dell'epigrafe dettata ed in grande lapide fatta incidere, a Messina nel dicembre 1698, dal vicario abbaziale Diego Calcagni:


" + ROGERIUS COMES CALABRIAE, & SICILIAE, 

TANCREDI FILIUS, ROBERTI GUISCARDI, FRATER, ROGERII PRIMI REGIS SICILIAE PATER, S. BRUNONI CARUS, DEIPARAE VIRGINIS OPE IUGITER PROTECTUS, PULSIS A SICILIA SARACENIS, FUNDATA, & DITATA HAC ABBATIA, & BASILICA, & SANCTISSIMAE TRINITATI DICATA, EXTRUCTO AMPLO MONASTERIO, & MONACHIS ORDINIS S. BENEDICTI AD INHABITANDUM, & REGENDUM TRADITIO, PLURIBUS ALIIS MONASTERIIS, ABBATITIIS, EPISCOPATIBUS, PER CALABRIAM, & SICILIAM FUNDATIS, REPARATIS, DITATIS, ANNUM AGENS SUPRA SEPTUAGESIMUM MILETI MORITUR UNDECIMO KALENDAS JULII ANNO M.C.I. & IN HAC BASILICA REGIO FUNERE TUMULATUR HAC EPIGRAPHE.

Linques Terrenas penetravit Dux ad amenas

Rogerius Sedes, nam coeli detinet Aedes.

INSTAURATA TANTI PRINCIPIS, & FUNDATORIS MEMORIA + "





***

Le Fonti manoscritte sono state pubblicate e ulteriori in corso di pubblicazione in: 
Giovanni Pititto: Archivio Storico della Calabria - Nuova Serie. Rivista a cura di; Edita da Casa Editrice Pellegrini. Cosenza. Rivista in formato e-book: 
- i cui Sommari sono consultabili alla posizione: 
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