lunedì 24 aprile 2017

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ.

Ricerche documentalistiche di Giovanni Pititto

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ.
La questione della sepoltura di Roger d'Hauteville, conte di Calabria e Sicilia; - condottiero normanno e padre del re Ruggero II; - nonché fratello del duca Roberto il Guiscardo, è un problema ancora irrisolto. E forse come tale lo rimarrà.
I problemi essenziali sono storici; e conseguentemente tipologici.
Storici in quanto le fonti cronachistiche e letterarie certe non indicano in modo univoco il luogo di sua sepoltura.
Tipologici, in quanto derivanti.
Questo grande cassone marmoreo - di epoca classica; oggi presso il Museo Archeologico di Napoli, viene rivendicato con forza dalla cittadina calabra di Mileto, in provincia di Vibo Valentia.
Che lo considera, e giustamente, parte integrante della propria storia.
In effetti, e come in particolare si espone nel post, fu per secoli presso la celebre Abbazia della SS.ma Trinità di Mileto Antica. Distrutta, unitamente a tutto l'abitato, da uno spaventoso terremoto nel 1783.
La questione è tipologica, si diceva, in quanto dall'assoluta indeterminatezza del luogo - e del tipo - di sepoltura, non si può assegnare con certezza a questo stupendo relitto classico uno dei termini propri e specifici:
- Sarcofago, se effettivamente contenne i resti mortali di Ruggero.
- Mausoleo, se in onore della sua memoria in quella abbazia se ne volle memorare in un apposito simbolico sacello - Spazio del Sacro: Heroon; all'uso classico.
La precisione terminologica del Diritto romano (Ulpianus) ce ne impedirebbe - nell'indeterminatezza - una assoluta indeterminatezza nel definirlo Sarcofago; ove corpora non vi fosse stato.
La storia e tutta di quell'abbazia, unitamente a tracce in pergamene del 1267 e 1287 del suo diplomatico, propenderebbero per la definizione e classificazione di Mausoleo. Benchè - si precisa - con questo non si vuole intendere esistano, in quel diplomatico pergamene anche solo attestative di una presenza; del consistente reperto. Si vuole solo specificare che un gruppo di pergamene attinenti con precisione a quel ventennio attesterebbero - se mai, ma solo - la possibilità di contingenze della storia interna ed esterna di quell'abbazia atte ad una simile molto significativa rammemorazione in Heroon; ed al conseguente ben rilevante impegno di spesa.
La questione diventa molto interessante, poi, ma al contempo spinosa, poi, allorché si intreccia con una tradizione e qualche testimonianza che - pur mutila - avvicina tale Mausoleo alla figura ed opera di un ben significativo scultore del XIII secolo e d'ambito romano: Magister Petrus de Oderisii. Attivo a Roma e Viterbo, entro il termine massimo del 1287. Ma le cui opere significative non sono testimoniate prima del 1267.
Petrus, si evidenzia, fu prima allievo e poi socio del grande scultore e Maestro italiano: Arnolfo di Cambio.
Siamo ai massimi livelli del lessico scultoreo in terra italica, del XIII secolo.
Siamo ai Protomagistri in Italia perfezionatori al massimo della espressività della lectio ed invenzione del Gisant in terre francesi.
Vi è una rilevante questione cronologica che oppone un diretto e personale intervento di Pietro, però, su o per una tomba di Ruggero conte di Calabria e Sicilia, morto nel 1101 come si sa.
Non è umanamente possibile uno scultore del 1267 aver potuto operare nel 1101.
Salvo, e ritorniamo in rafforzativo alla questione tipologica: Mausoleo, se appunto, tale mausoleo fosse totalmente svincolato - come è da porlo svincolato - da una tomba di Ruggero nel 1101.
Il prodotto di Petrus, la sistemazione di un grande cassone funerario marmoreo romano, non si può collocare al 1101. Ma al periodo intercorrente tra il 1267 ed il 1287, sì.

***

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ. FONTI. 

Di un sepulchrum comitis Rogerij in tutto il Diplomatico abbaziale non vi è traccia.


Memoria esiste solo nel cartario.


Ma non prima del 1513: "Abbate commendat(ari)o Andrea De Valle, episcopo crotonensi, et vic(ari)o Bernardo de Cavalerijs". 

Citazione venne ripresa in documenti del 1573. Di cui qui si offre stralcio.

Era ubicato prossimo all' "altare Sanct(a)e Catharin(a)e"; in "ala dextera".


Si unisce qui ricostruzione grafica della sistemazione in anno 1698. La grande lapide porta la lunga epigrafe di dettato del vicario generale dell'Abbazia, l'erudito gesuita Diego Calcagni (nato Recanati, 1635 - morto Roma , Collegio Romano, 1713). Vicario abbaziale dal dicembre 1695 all'aprile 1701.


Detta ricostruzione grafica è di GP.


"1573. Beneficium sub invocatione SS. Conceptioni Beat(a)e Virginis.


• cum altare in eccl(esia)e abbatialis, in ala dextera,


• iuxta altare Sanct(a)e Catharin(a)e,


• et sepulchrum comitis Rogerij.


fundatum, et dotatum à Consulo Sanso à Sancto Calogero.

• Presentabant cappellanum Gulielmus, et fratres Sanzi; heredes Consuli anno 1513.

• Abbate commendat(ari)o Andrea De Valle, episcopo crotonensi, et vic(ari)o Bernardo de Cavalerijs. Cum onere duarum missarum singulis hebdomadis".


Nella riedificazione post 1659 è indicato quale VI° altare: "Il 6° altare, cominciando dalla parte dell’Epistola dell’altare maggiore, è dedicato all’ Immacolata Concettione della B.V. Maria, sito nella navata sinistra".


Con annessi i 2 seguenti benefici, di cui 1 di libera collazione, 1 di giuspatronato: "In q(uest)o altare sono uniti due beneficij, uno de iure patronato, e l’altro di libera collatione".


Di cui, per quello di giuspatronato: "Il benef(ici)o de iure patronato è sotto l’invocatione della SS.ma Concettione, fondato da Consulo Sanso; col peso di 2 messe la settimana, ad libitum".


E per quello di libera collazione: "Il benef(ici)o di libera collatione è sotto la medesima invocatione; q(uest)o fu eretto dal padre Alessandro Dezza, della Compagnia di Giesù, vicario generale, l’anno 1677, essendo prima Cappella, le di cui entrate ogni giorno andavano mancando. 

Ha peso d’una messa la settimana".

Nel catalogo dei benefici al 1700, è indicato quale: IX°, quello di giuspatronato: "Il 9°, sotto titolo dell’Immacolata Concettione, della famiglia dè Sansi; col peso di 2 messe la settimana, ad libitum, lo possiede..." [il ms non aggiunge il nome del titolare del beneficio].


I° quello di libera collazione: "Li benefici di libera collatione dell’abb(ati)a sono: 1° il beneficio semplice sotto titolo dell’ Immacolata Concettione; ha il peso d’una messa la settimana, ad libitum, lo possiede adesso d(on) Marco Pilato".


***


Testo dell'epigrafe dettata ed in grande lapide fatta incidere, a Messina nel dicembre 1698, dal vicario abbaziale Diego Calcagni:


" + ROGERIUS COMES CALABRIAE, & SICILIAE, 

TANCREDI FILIUS, ROBERTI GUISCARDI, FRATER, ROGERII PRIMI REGIS SICILIAE PATER, S. BRUNONI CARUS, DEIPARAE VIRGINIS OPE IUGITER PROTECTUS, PULSIS A SICILIA SARACENIS, FUNDATA, & DITATA HAC ABBATIA, & BASILICA, & SANCTISSIMAE TRINITATI DICATA, EXTRUCTO AMPLO MONASTERIO, & MONACHIS ORDINIS S. BENEDICTI AD INHABITANDUM, & REGENDUM TRADITIO, PLURIBUS ALIIS MONASTERIIS, ABBATITIIS, EPISCOPATIBUS, PER CALABRIAM, & SICILIAM FUNDATIS, REPARATIS, DITATIS, ANNUM AGENS SUPRA SEPTUAGESIMUM MILETI MORITUR UNDECIMO KALENDAS JULII ANNO M.C.I. & IN HAC BASILICA REGIO FUNERE TUMULATUR HAC EPIGRAPHE.

Linques Terrenas penetravit Dux ad amenas

Rogerius Sedes, nam coeli detinet Aedes.

INSTAURATA TANTI PRINCIPIS, & FUNDATORIS MEMORIA + "





***

Le Fonti manoscritte sono state pubblicate e ulteriori in corso di pubblicazione in: 
Giovanni Pititto: Archivio Storico della Calabria - Nuova Serie. Rivista a cura di; Edita da Casa Editrice Pellegrini. Cosenza. Rivista in formato e-book: 
- i cui Sommari sono consultabili alla posizione: 
http://www.pellegrinieditore.com/banner-cinema.html?page=shop.browse&category_id=151

mercoledì 11 maggio 2016

[TONNARA DI BIVONA] UNA EMAIL AL GOVERNO PER REALIZZARE IL MUCIMA, Museo della Civiltà del Mare della Calabria!

«Fino al 31 maggio - si legge sul sito della Presidenza del Consiglio - tutti i cittadini potranno segnalare all'indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare. 
Sono grato al quotidiano online 21righe.it per aver ripreso la proposta la proposta di segnalare la Tonnara di Bivona.
La proposta ripresa dal quotidiano online 21Righe


Per quanti vorranno farlo, inserisco come traccia della richiesta di intervento, il testo da me ieri inviato.
"Egr. Sigg.
Il complesso Monumentale della Tonnara di Bivona (VV) rappresenta un bene comune raro e prezioso, un enorme patrimonio culturale della città di Vibo Valentia, un complesso architettonico monumentale di grande valore da anni sottoposto a vincolo, l’unico esempio prestigioso di archeologia industriale marinara esistente in Calabria (comparabile in Italia alla tonnara di Favignana -TP), un possibile volano di sviluppo per l’economia ed il turismo locale se sapientemente utilizzato nella sua veste naturale di MUCIMA, Museo della Civiltà del Mare della Calabria
Per l’antico complesso della Tonnara di Bivona ( costruito a fine ‘800 e composto da palazzina gentilizia, ampia loggia in legno di quercia, cappella dei pescatori, stanze dei tonnaroti, casa del rais, deposito dei sugheri, deposito del sale,locali prima lavorazione dei tonni, antichi barconi della mattanza…,) assieme ed alcuni cittadini sensibili, per circa 25 anni hanno donano le migliori energie nell’intento di contribuire alla tutela dell’importante bene pubblico e di collaborare con le Amministrazioni interessate, seppur agendo in un difficile contesto locale e tra tante speculazioni.
Credendo ancora nei valori della democrazia partecipata, nella trasparenza degli atti amministrativi e nella legalità, nell’ etica nella politica, nella gestione saggia dei beni comuni, nella cittadinanza attiva,
ritiene utile un vostro sostegno alla valorizzazione dell'immobile storico pubblico, che:
1 - costituisce un bene monumentale di grande valore ed unico in Calabria e tra i pochi in Italia, catalogato nei beni del Demanio dello Stato;
2 - esiste un vincolo monumentale posto all’immobile dalla Soprintendenza di Cosenza nel 1990 che non consente altri usi;
3 - Ha fruito di finanziamenti pubblici erogati per il recupero della Tonnara ad esclusivo uso museale;
4 - vi è necessità di una continua vigilanza e custodia del bene contro il vandalismo;
5 - vi è l’urgenza di un intervento di restauro degli antichi barconi in legno della mattanza ed il rimorchiatore “Caterina”, la prima barca a motore a scoppio della tonnara;
Essendo la Tonnara di Bivona in gran parte oramai restaurata si potrà con poche risorse costituire il MUCIMA, Museo della Civiltà del Mare della Calabria, garantire un allestimento permanente e l’apertura al pubblico costante, l’organizzazione e la gestione anche economica quale occasione di riscatto della comunità ed al suo sviluppo.
A tal fine, se ritenuto utile, si rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti e si inviano distinti saluti".
firma e data

Per saperne di più sulla tonnara:
http://comuneportosantavenere.blogspot.it/sea…/label/TONNARA

mercoledì 16 settembre 2015

[TONNARA DI BIVONA] VISITA GUIDATA IN OCCASIONE DELLE GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO.

Manifesto delle Giornate Europee del Patrimonio 2015
curato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Calabria
“In continuità con la tradizione, anche quest’anno la Soprintendenza Belle arti e paesaggio della Calabria partecipa all’appuntamento delle Giornate Europee del Patrimonio, organizzate dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nei giorni 19 e 20 settembre 2015 per riaffermare il ruolo centrale della cultura nelle dinamiche della società italiana. Ad attrarre l’interesse del pubblico e degli studiosi saranno quattro appuntamenti, che hanno lo scopo non solo di far conoscere l’attività di tutela che la Soprintendenza svolge quotidianamente, ma soprattutto di promuovere il ricco patrimonio esistente sul territorio di competenza.
Per l’occasione due eventi programmati tratteranno il tema “La filiera del cibo sul territorio calabrese”: la ricerca di risorse alimentari, le testimonianze architettoniche che segnano il territorio, le ricadute sulle tradizioni popolari” afferma in una nota il soprintendente Arch. Margherita Eichberg.
“Il primo prevede la presentazione e visita guidata della Tonnara di Bivona (VV), programmata per sabato 19 settembre dalle ore 10:00 alle 18:00. I centri costieri del Vibonese, come attestano le fonti documentarie già a partire dal secolo XI, vantano una notevole tradizione nella pesca del tonno. Nel secolo XVI la tonnara di Bivona – prosegue- diventa di proprietà dei Pignatelli, e fino ai primi dell’800 la pesca del tonno rimane prerogativa dei nobili, mentre con l’invasione francese le tonnare vengono confiscate e vendute a due notabili locali: Gagliardi e De Carolis. I paesi del circondario, provvisti di bravi e valenti artigiani, hanno saputo sfruttare adeguatamente, nel rispetto della natura, le risorse del territorio: sale, olio e ghiaccio per la conservazione, canapa e fibre vegetali per reti e cordame, legno per barche e attrezzi marinari. L’evoluzione industriale e le innovazioni tecnologiche hanno modificato radicalmente i sistemi di pesca provocando il lento declino delle tonnare. Questi manufatti -aggiunge- oggi abbandonati e in attesa di valorizzazione, per la loro notevole valenza storica sono a pieno titolo i simboli del contesto ambientale e paesaggistico in cui sono inseriti.
L’altro evento collegato al tema “La filiera del cibo sul territorio calabrese” è la presentazione e visita guidata dei Mulini della Vallata del Gallico (RC), prevista per domenica 20 settembre 2015 dalle ore 10,00 alle ore 18,00. Gli innumerevoli corsi d’acqua sul territorio calabrese hanno permesso la diffusione di numerosi mulini a energia idraulica, per lungo tempo punti di riferimento per l’economia locale. Dai secoli XVI-XVII i Ruffo di Calabria arricchirono il loro feudo di acquedotti e mulini per soddisfare il fabbisogno di farina dei sudditi: a Scrofi, Corica, Fabio e S. Stefano furono costruiti ex novo o restaurati numerosi impianti. I feudatari e il clero detenevano il monopolio sia sulle acque che servivano ad alimentare i mulini sia sulla costruzione degli stessi. La popolazione era costretta al pagamento di gravose tasse fino alla venuta, all’inizio del XIX secolo, di Napoleone, che abolì il regime feudale e i suoi privilegi, favorendo l’edificazione di mulini privati che utilizzavano gratuitamente l’acqua pubblica. L’uso dell’energia elettrica -ribadisce- li mandò rapidamente in disuso e oggi, inseriti in un contesto paesaggistico di grande suggestione alle pendici dell’Aspromonte, rappresentano un’importante testimonianza di archeologia industriale.  Sabato 19 settembre dalle ore 8:00 alle 20:00, è stata programmata la presentazione e visita guidata del Parco delle Vergini di S. Chiara e della Cattolica di Stilo (RC), a conclusione dei lavori di rimessa in luce dei ruderi del convento e del nuovo percorso di accesso alla chiesetta bizantina. In ultimo, il quarto appuntamento, denominato “La bellezza e il degrado. Restauri problematici”, fissato per sabato 19 settembre 2015 dalle ore 20:00 alle 24:00, prevede l’apertura straordinaria del Laboratorio di restauro di S. Francesco d’Assisi a Cosenza e la visita guidata dei ruderi del monastero benedettino di Sancta Maria Ancillarum Dei, attigui al complesso monumentale. I tecnici della Soprintendenza Architettonica descriveranno la cosiddetta “basilichetta” recentemente “riemersa” e consolidata, mentre i restauratori del laboratorio esporranno le problematiche di un intervento in corso su un dipinto su tavola di ignoto maestro napoletano del sec. XV: un “restauro problematico” a porte aperte, di cui verranno illustrate con l’ausilio di foto e filmati le indagini scientifiche, le metodologie e le tecniche da adottare. Sono appuntamenti con la storia e la memoria locale da non perdere”, conclude.

giovedì 3 settembre 2015

[TONNARA DI BIVONA] RISPOSTA SCRITTA DEL MIBACT ALL'INTERROGAZIONE DELL'ON. NESCI

Risposta scritta all'interrogazione n. 4-02923
della Deputata Dalila Nesci.
Vibo Valentia. Tonnara di Bivona.
Comunicato Stampa Mibact

"Si riscontra l’atto di sindacato ispettivo n. 4-02923, con il quale l’Onorevole interrogante, premesso che il complesso denominato “Tonnara di Bivona”, di proprietà demaniale, riveste interesse storico e ha fruito di una serie di finanziamenti pubblici ai fini del recupero e uso museale, e che risulta essere stato adibito dal comune di Vibo Valentia per usi diversi da quelli previsti nell’ambito dei finanziamenti erogati, chiede di sapere: sulla base di quale norma il Comune utilizzi discrezionalmente l’immobile; se risultino provvedimenti di concessione d’uso o pareri autorizzativi adottati dall’amministrazione MiBACT; quali verifiche tale amministrazione possa promuovere e quali misure intenda adottare affinché il bene sia restituito alla sua funzione. 
Al riguardo, si comunica quanto segue. L’immobile denominato “Tonnara di Bivona” appartiene al demanio pubblico dello Stato – Ramo Marina Mercantile; è stato riconosciuto di particolare interesse culturale con decreto di questo Ministero adottato in data 6 dicembre 1991 e rientra tra i beni sottoposti alle disposizioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” (di seguito Codice). Pertanto, il bene non può essere distrutto, deteriorato, danneggiato, adibito a usi non compatibili il con suo carattere culturale oppure tali da recare pregiudizio alla sua conservazione. Eventuali interventi, di qualsiasi natura, devono essere preventivamente autorizzati dai competente uffici del Ministero, così come è soggetta ad autorizzazione (art. 57-bis del Codice) ogni dismissione, valorizzazione o utilizzazione, anche a fini economici, attuata, rispettivamente, mediante l’alienazione ovvero la concessione in uso o in locazione dell’immobile. 
Nel corso di un sopralluogo effettuato lo scorso 12 dicembre 2014, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia (ora soprintendenza Belle arti e paesaggio della Calabria) ha accertato le condizioni di conservazione del bene, rilevando una situazione di degrado e di abbandono che compromette e inficia i lavori eseguiti con i finanziamenti precedenti, determinando, inoltre, un grave depauperamento del patrimonio storico artistico. Pertanto, la Soprintendenza, atteso che l’immobile risulta sottoposto alle disposizioni di tutela del Codice e che vige per i proprietari l’obbligo di garantirne la conservazione (articolo 30, comma 3 del Codice citato), con nota n. 354 del 22 gennaio scorso, indirizzata all’Agenzia del Demanio–Direzione regionale Calabria e al comune di Vibo Valentia, ha invitato a “realizzare i presidi necessari a scongiurare il progredire del degrado della struttura”, concordando preventivamente con la Soprintendenza modalità e tempi. Ha invitato, altresì, a provvedere al tamponamento provvisorio delle aperture e dei varchi “che attualmente consentono l’introduzione abusiva di estranei nell’edificio e negli spazi di pertinenza esponendoli ad atti vandalici”. La Soprintendenza, pertanto, rammentato che i finanziamenti erogati erano finalizzati alla valorizzazione e alla fruizione del bene, ha richiesto all’Agenzia del Demanio di far conoscere i provvedimenti che, di concerto con il Comune, si intende intraprendere. Con riguardo al pregresso, gli uffici periferici dell’Amministrazione hanno comunicato che. ai loro atti, risulta quanto segue. Sin dal 2005 la allora Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Calabria, con nota n. 1564/M del 19 dicembre 2005, indirizzata al comune di Vibo Valentia, aveva espresso parere favorevole, con prescrizioni, alla realizzazione delle opere relative a “POR Calabria 2000-2006. Programma di sviluppo urbano. Asse V Città. Museo del Mare. Centro di Archeologia Marina”. Il 9 dicembre 2011, con la nota n. 3361, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Reggio Calabria e Vibo Valentia, a seguito di segnalazione inviata da “ufficio Stampa comune di Porto Santavenere”, ricordate le norme a tutela dell’immobile (in particolare gli articoli 21 e 22 e 57-bis del Codice, chiedeva al Comune di inviare, con urgenza, il progetto tecnico, il capitolato di gara e il piano di gestione per il recupero museale della Tonnara, al fine di poter esprimere le proprie determinazioni di competenza. Riscontrando la richiesta della Soprintendenza, con nota n. 5865 del 3 febbraio 2012, il Comune - premesso che non rientrava nelle intenzioni dell’amministrazione comunale modificare la destinazione finale della Tonnara - rispondeva che: il complesso immobiliare era stato oggetto di vari interventi di ristrutturazione per il suo completamento; gli eventi alluvionali che avevano colpito la città, avevano, in parte, compromesso il completamento dell’immobile, tanto da richiedere un ulteriore finanziamento per procedere al recupero totale dell’intero complesso; nelle more del riutilizzo del complesso architettonico, atteso che la palazzina e i locali destinati ad auditorium risultavano completati, l’amministrazione comunale aveva “pensato bene di attuare una politica di presidio e vigilanza dei locali ultimati, al fine di preservarli da eventuali atti vandalici”, per cui aveva dato indirizzo al dirigente del settore Polizia Municipale di “dar luogo ad un servizio di vigilanza dell’immobile, mediante l’istituzione di un distaccamento della polizia municipale, in locali posti al primo piano dell’immobile e aveva concesso, su richiesta di una associazione onlus, “in via del tutto temporale e sino al 31.3.2012, l’uso dei locali destinati ad auditorium al fine di realizzare iniziative di carattere culturale e sociale”. Il Comune precisava, anche, che “il succitato utilizzo non comporta alcun intervento di modifica né dei locali e né sull’immobile stesso e che, quindi, nessun lavoro è stato autorizzato” e che, infine, “Per quanto attiene poi all’autorizzazione (art. 57-bis …), essendo stata fatta l’occupazione solo per i succitati motivi di presidio e vigilanza, quale deterrente ad eventuali atti di vandalizzazione dell’immobile, ed in via del tutto temporanea, non si era ritenuto di chiedere preventiva autorizzazione”. Successivamente il Comune con nota n. 3027 del 22 febbraio 2012, inviata anche alla Soprintendenza e alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici di questo Ministero, chiedeva all'Agenzia del Demanio-Filiale di Catanzaro, il trasferimento all’amministrazione comunale stessa dell’intero complesso La Tonnara di Bivona, ai sensi dell’art. 5, comma 5, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, recante “Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42”, rientrando il complesso immobiliare in questione “nelle strategie e obiettivi di valorizzazione di questa Amministrazione, con un utilizzo a polo museale della civiltà del mare della Calabria e sede del Parco Marino Regionale fondali di Capocozzo-S. Irene-Vibo Marina-Pizzo-Capo Vaticano-Tropea.” Nelle more e/o in subordine del trasferimento e del completamento dell’immobile, chiedeva di poter utilizzare le parti già finite, ad uso gratuito, quale sede del succitato parco regionale marino e per attività artistiche-culturali, avvalendosi della collaborazione dell’associazione non profit “Insieme per Bivona Onlus” (non disponendo di personale proprio), per curare l’apertura, la chiusura e la pulizia dei locali destinati ad auditorium e fornire assistenza alle manifestazioni organizzate e autorizzate dall’amministrazione comunale. Informava, infine, dell’indirizzo dato al dirigente del settore Polizia municipale di provvedere alla vigilanza del complesso mediante distaccamento posto nell’immobile stesso. A tale richiesta l’Agenzia del Demanio-Filiale Calabria rispondeva in data 7 marzo 2012, con nota n. 3587, che le richieste del Comune non potevano essere accolte in quanto “l'immobile in questione, appartenendo al Demanio pubblico dello Stato - Ramo Marina Mercantile, è escluso dal trasferimento ai sensi dell'art.5 del decreto legislativo n.85/2010 atteso che tale tipologia di beni non può essere oggetto di tavolo tecnico operativo”; per la sua natura di res extra commercium, l’attribuzione in godimento dell’immobile può avvenire soltanto “nella forma della concessione a titolo oneroso”; che le concessioni amministrative sono “provvedimenti intuitu personae. nel senso che esse ineriscono alla persona del beneficiario che non può farne, quindi, liberamente oggetto di cessione a terzi”. Pertanto, invitava il Comune, in qualità di Ente gestore del demanio marittimo, ad adottare gli opportuni adempimenti di competenza finalizzati ad una proficua messa a reddito del bene e ciò al fine di scongiurare che si possa configurare la sussistenza di danno erariale ovvero di illecito arricchimento dì soggetti privati. 
 

Delibera di Giunta dell'ottobre 2011 con la quale si rinnova la concessione in uso della Tonnara, facendo riferimento a date e deliberazione precedenti, comprensivo di pareri positivi di regolarità tecnica e amministrativa/contabile.


In relazione, infine, agli interventi da eseguire sull’immobile, la Soprintendenza, con nota n. 4866 del 21 settembre 2012 ha espresso parere favorevole, con prescrizioni, al “Progetto definitivo e esecutivo Museo del mare e tonnara loc. “Bivona”. Legge regionale n. 24/87 art. 13 comma 1 e L.R. n. 19/2009 e art. 5 comma 7 L.R. n. 8/2010 – Decreto D.G. n. 2979 del 15/03/2010”. Alla stessa Soprintendenza, però, risulta che, a causa della perdita del finanziamento di 1.304.000 euro ottenuto dal Comune in base al POR, non siano mai iniziati i lavori di restauro dalla stessa autorizzati, pur non addivenendo a nessun accordo con il Comune per un piano di gestione della Tonnara di proprietà statale, accordo che si rende necessario in quanto l’immobile non può essere oggetto di trasferimento dallo Stato all’amministrazione comunale. 
Questo Ministero auspica che l’attenzione verso la Tonnara si concretizzi in azioni efficaci al mantenimento e alla fruizione dell’opera, in quanto la stessa assume valori storico-culturali rilevanti non solo per quanto riguarda il patrimonio storico-architettonico ma anche sotto il profilo demo antropologico. Il mantenimento di tali valori assume particolare rilevanza per il riconoscimento dei caratteri identitari che potrebbero essere assunti come strumento per uno sviluppo socio culturale del territorio. Con la recente riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo sono stati istituiti il Polo museale della Calabria e il Segretariato regionale del Ministero per la Calabria. Al Polo è stato affidato il compito, tra gli altri, di promuovere un sistema museale regionale integrato; al Segretariato, anche quello di valorizzazione e promozione turistica degli itinerari culturali e di eccellenza paesaggistica e delle iniziative finalizzate a promuovere la conoscenza delle identità territoriali e delle radici culturali delle comunità locali. Gli uffici di questa Amministrazione, nell’ambito delle proprie competenze, sono disponibili, pertanto, a collaborare, nelle forme istituzionali previste dal Codice e dalla vigente normativa, con gli enti interessati alla valorizzazione della Tonnara di Bivona, anche ai fini dell’inserimento di ogni futura iniziativa e attività in una più generale e coordinata pianificazione e organizzazione."


La redazione di questo blog si riserva di esprimere un più approfondito parere su tale atto nei prossimi giorni.
Si mette in risalto però come la bontà della nostra ormai quinquennale denuncia e protesta è confermata in pieno da quest'atto ministeriale, riscontrandosi la prassi illegittima del Comune (nel non aver richiesto preventivi pareri al Demanio o alla Soprintendenza, tra l'altro senza possedere alcun titolo concessorio sull'immobile). Nell'atto infatti si rileva come il Comune richieda al Demanio parere sull'uso della Tonnara solo nel febbraio 2012, quasi un anno dopo averla concessa in uso ad una associazione locale o a se stesso come sede dei temporanea dei Vigili Urbani. 


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