sabato 10 marzo 2012

TONNARA DI BIVONA: UN "PIENO" DI PESCATORI ... MENTRE I CONSIGLIERI COMUNALI "DESERTANO"!!!

E' stato emozionante oggi vedere la Tonnara di Bivona strapiena di pescatori provenienti dall'intero compartimento marittimo. E' stato come vedere una visione  "prendere corpo": la Tonnara che diventa luogo in cui  l'intera comunità marittima regionale avvia percorsi di recupero delle identità e concretizzi percorsi di valorizzazione.
Questa ottima occasione, ovviamente la si deve al Comandante Marzio, della Capitaneria di Porto, che unitamente all'Ufficiale Pesca ed al Nostromo del Porto, hanno scelto i locali della Tonnara come sede di un importante incontro con le associazioni dei pescatori riunite nell'ACI - Alleanza Cooperative Italiane (Lega Pesca/Legacoop - Federcoopesca/Confcooperative e Agci/Agrital), incontro utile per infomare e rendere operativo il Piano di Gestione Locale del versante tirrenico della Calabria, che si prospetta come una grande opportunita' per integrare attivamente i pescatori nelle complesse e multisettoriali strategie di gestione delle risorse del mare.

Ovviamente all'incontro non c'era nessuno dell'Amministrazione Comunale, ed è stato un peccato perchè era l'occasione giusta per comprendere quante occasioni  l'uso illegittimo di quel monumento potrebbe impedire se non addirittura far perdere! Ricordiamo, nella speranza che qualcuno voglia finalmente usare la testa, che tantissime sono le opportunità in gioco, tutte legate, oltre ai PGL del quale si è discusso oggi, all'uso dei Fondi Europei della pesca Fep/Gac - con capofila proprio il Parco Marino Regionale "Costa degli Dei" - che da qui al 2020 programmerà e concretizzerà il futuro sviluppo del nostro compartimento marittimo in attività da proporre capaci di mantenere la prosperità economica e sociale del territorio costiero; per preservare e incrementare l’occupazione nelle zone di pesca sostenendo la diversificazione e l'ecocompatibilità del settore; per promuovere la qualità dell’ambiente e la cultura del mare;  rivitalizzare e sviluppare i paesi costieri con storiche attività pesca; preservare e migliorare il patrimonio naturale e architettonico. 

Insomma, ci sarebbe tanta attività da compiere, tanto da trasformare gli storici locali della Tonnara in un vero e proprio "cantiere aperto" di idee e programmi utili a dare un forte impulso culturale e umano, tale da rendere la nostra città un esempio europeo di buona prassi! Tra l'altro, nel GAC "Costa degli Dei" un progetto da implementare è tutto legato al Museo della Tonnara, con risorse spendibili proprio per valorizzare la nostra cultura del mare. Certo, qualcuno dell'amministrazione comunale avrà chiesto all'associazione "x" (che fino al 30 marzo ha in concessione provvisoria 1/3 della Tonnara) di ospitare l'evento, perchè in verità l'uso finora fattone è stato ben diverso.
Abbiamo infatti assistito inebetiti nei giorni scorsi a sfilate di mascherine carnevalesche, ed a conferenze stampa legate alla manifestazione contro la stessa amministrazione comunale (manifestazione giustissima del resto, ma la scelta del sito era tutt'altro che opportuna!) della quale abbiamo detto nel post scorso!
Così come ancora inebetiti assistiamo a quella che è proprio un'indebita occupazione di un intero piano della Tonnara per un fantomatico "posto fisso estivo" di Polizia Municipale, che di fatto occupa i locali per 12 mesi l'anno.
E' paradossale vero,  scoprire  la sorprendente vitalità del mondo legato al mare, del tutto sottostimata da una classe politica del tutto demotivante, se non addirittura distruttiva. 
Per meglio comprendere la nostra delusione riportiamo integralmente la Deliberazione n. 9 del 28 febbraio scorso (estratta dall'Albo Pretorio Online), della seduta del Consiglio Comunale nella quale si è discusso dell'OdG del Consigliere Stefano Luciano, che con serietà ha fatto proprie tutte le nostre perplessità su quanto accade intorno all'uso di quel Monumento Identitario. Scoprirete come una seduta iniziata alle 16,00 con 29 consiglieri su 41 (sindaco compreso), con un tema importante perchè mette in discussione non solo la visione di una corretta valorizzazione del nostro monumento storico, ma anche la legittimità degli atti compiuti, ebbene ...  circa mezz'ora dopo scendono a 15 consiglieri presenti, ridottisi soltanto a 10 la mezz'ora successiva, seduta comunale che terminerà alle 18,10 per mancanza del numero legale!!!
  






Incredibile vero? Per completare il paradosso, consigliamo la lettura di una determina del settore 2 e 5, che abbiamo allegato alla fine del pdf, la quale rende noto che ... per gli arredi e le attrezzature informatiche "necessari" per allestire all'interno delle tre grandi sale espositive del primo piano della Tonnara di Bivona il fantomatico "posto fisso estivo" di Polizia Municipale, si è spesa una cifra di poco inferiore ai 7 mila euro.
Ci domandiamo: ma prima o poi, qualcuno, in questa città ... comincerà ad usare la testa? 

giovedì 8 marzo 2012

L'ELOGIO DEL NULLA: STATE FERMI, PER CARITA'!


E così, come dicevano gli antichi, "mentre Roma discute Sogunto viene espugnata". Il problema delle nostre condizioni è ben più complesso da affrontare: per inquadrarlo nella più generale situazione di degrado della città, approfittiamo delle attente riflessioni inviateci da un nostro assiduo lettore, Gino Citton, che volentieri pubblichiamo:

"Ho aspettato tutto questo tempo, dal lontano aprile 2010, prima di esprimere un giudizio sull’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia per lasciare alla stessa tutto lo spazio necessario e per  non incorrere, nel mio piccolissimo, nell’accusa che nel 1996 fu rivolta agli anti berlusconiani: non li avete lasciati lavorare! … Con le conseguenze che ne sono derivate dopo che glielo abbiamo lasciato fare …
Quello che adesso posso dire è che l’Amministrazione in carica di Vibo Valentia ha fatto poco e niente ed il peggio non è sul niente, ma sul poco che è stato fatto, ma spieghiamo …
Che non si sia fatto niente (nonostante le promesse) in campo nettezza urbana e raccolta differenziata e che Vibo non sia mai stata così sporca, non è un dramma irreparabile, è un problema. Vuol dire che inviteremo agli Amministratori degli altri Comuni della Provincia (visto che la raccolta differenziata è partita quasi dovunque meno che a Vibo) a dare lezione ai saccenti amministratori di Vibo … 
Che la villa comunale, nei suoi centocinquanta anni circa di storia, è stata per la prima volta interdetta ai vibonesi non è irreparabile! Almeno così – dati i tempi - si conserva intatta per i posteri …
Che la viabilità comunale sia un disastro non è poi la fine del mondo e potrebbe anche essere un vantaggio: alla prossima Parigi – Dakar o al Camel Trophy o nei futuri rallies internazionali potremmo vedere vincitori, anziché i soliti finlandesi, i piloti vibonesi che, sulla scorta dell’esperienza acquisita non avranno rivali (buche incredibili, strade come mulattiere, strettoie, deviazioni e gincane improvvise per automobili posteggiate nei luoghi più impensabili ed imprevedibili o per la presenza di sacchi della spazzatura, animali come ratti e cani randagi che stazionano in centro carreggiata, indigeni pericolosi, non perché adoperino le frecce, ma proprio perché non ne conoscono l’uso, ecc) …
Ma il vero problema è per quello che hanno fatto o minacciano di fare!
Tempo fa, in un mio scritto pubblicato sul Quotidiano, avevo voluto gridare il mio disappunto per la distruzione del selciato storico di via Guglielmo Marconi che aveva resistito agli anni ed ai terremoti ma non a questi Amministratori. Leggo adesso sui giornali l’inaugurazione e riapertura della strada in pompa magna e con paroloni roboanti! Ma di cosa si vantano  se è stata stravolta, svilita ed imbruttita! Le pietre lavorate dagli scalpellini vibonesi si sono ridotte della metà per lasciare spazio ai lati a orribili strisce nere di pietra lavica (o qualcosa del genere) che nulla hanno a che fare con la storia, la cultura e la tradizione vibonese e che già deturpano corso Vittorio Emanuele III! E adesso?!?
Qualcuno è andato a vedere cosa è stato fatto dell’antica, storica, caratteristica scalinata della Cerasarella  (che mi ha dato i natali! Sigh!) – ultimo tratto - ???. Il commento lo lascio ad una sua foto che è apparsa in alcuni locali pubblici della zona con accanto la scritta: “PERCHE’?” … Non ci sono parole. 
E che dire di Viale Matteotti? Adesso bisognerà cambiargli il nome visto che gli alberi sono stati tagliati tutti! Erano un po’ di verde in mezzo al cemento ma, evidentemente, davano fastidio a qualche automobilista viboniano che non trovava abbastanza spazio sul marciapiede per posteggiare!
Adesso da Palazzo Razza viene fuori la voce che si vuole demolire il mercato coperto perché pericolante!!! Come possa essere a rischio di crollo una struttura a piano terra, in gran parte senza tetto ed in ferro, vorrei mi fosse spiegato perché, nella mia ignoranza, non lo capisco. Ci vorranno interventi di manutenzione, di adeguamento, di miglioramento, semplicemente di cura, ma perché la demolizione?!? Mi risulta che pochi anni fa il Comune ci ha speso bei soldi e ne ha a disposizione altri … Forse perché – come qualcuno insinua – ci sono altri interessi? Certo sarebbe un delitto imperdonabile. Il mercato coperto, con i suoi odori, colori, suoni, è una delle più pittoresche realtà della tradizione vibonese. Non per nulla, specialmente durante l’estate è pieno di turisti intenti a fotografarlo.
In collegamento, poi, con i fatti del mercato coperto e di via Marconi c’è la genialata di piazza Morelli! Questa piazzetta è rimasta, almeno fino ad oggi, indenne alle incursioni dei vandali viboniani ed ha un aspetto grazioso e decoroso. Questo evidentemente dà fastidio ed alcuni Amministratori vogliono spostarci il mercato con l’inesorabile conseguenza di rovinarla: nonostante la massima attenzione, infatti, basta un’arancia o un pomodoro spiaccicato per terra ad imbrattarla, irreparabilmente accumulandosi negli interstizi. Vero è che in passato vi si svolgeva la vendita anche di prodotti della terra ma ciò non accadeva più da tanti anni e, in vero, nessuno ne sentiva la mancanza … Meglio sarebbe cercare di rivitalizzare Barattella o qualcosa di simile.
A questo punto mi viene in mente il logo utilizzato dalla mia amica Daniela su Facebook: Mafalda che urla “BASTA!”. Proprio cosi, mi verrebbe da urlare “BASTA!”, ma voglio rivolgere una preghiera ai nostri Amministratori: lasciate stare, non vi preoccupate più, partecipate a convegni, cerimonie, dibattiti, incontri,  ma fermatevi, non provatevi a fare altro, fate quello che vi è riuscito meglio fino adesso: nulla. Riusciremo a sopravvivere ed aspetteremo insieme, pazientemente, che trascorrano questi altri due anni, forse in forma incolore, ma almeno e  sicuramente in maniera indolore …"
Gino Citton

mercoledì 7 marzo 2012

E' TEMPO DI CAMBIARE? QUI NON SI ASPETTA ALTRO!

Già, qui non si aspetta altro ... e il problema è proprio questo: si aspetta! Si sta fermi in attesa che altri facciano, mentre l'indignazione non si trasforma in condivisione e proposte! Proviamo a lasciare nella memoria collettiva quanto è stato fatto domenica, proprio riportando le foto della manifestazione ed il video proiettato , che in qualche modo siamo riusciti a recuperare sul web. Vederle tutte insieme ha un altro effetto: non è una cattiva idea considerare questa "galleria" di fotografica come un invito costante, rivolto ai nostri amministratori (al pari dei nostri cittadini), a dargli un'occhiata, ogni tanto ... magari li aiuterà a smettere di considerare questa città ... un deserto.































domenica 4 marzo 2012

IN ATTESA DELLA RESURREZIONE!


Riprendiamo da vibomarina.eu 
"Si risveglia così il paese questa mattina, tappezzato da questi manifesti. Autore anonimo, ma sicuramente di grande cultura "sociale". Fotografa esattamente lo stato della cittadina: morente, anzi ormai defunto.
Oggi alle 15 ci sarà una manifestazione popolare, voluta dagli ultimi innamorati di porto santa venere, cittadini che negli anni hanno visto lentamente morire la cittadina tra l'indifferenza generale."

E' tradizione di molti paesi calabresi, alimentata probabilmente dalle tifoserie calcistiche, di stampare manifesti funerari, spesso prendendo di mira avversari sconfitti o da sconfiggere. E' una sorta di esorcismo antropologico, che conduce spesso alla reazione, se non alla resurrezione.


mercoledì 29 febbraio 2012

TONNARA DI BIVONA: SI SMETTA DI DIVIDERE E SI RICOMINCI A COSTRUIRE!

2^ Inaugurazione della Tonnara di Bivona: fisher a parete (fonte: web)
E così, inaspettatamente, la Tonnara di Bivona riesce ad entrare in Consiglio! A noi non resta che riconfermare il nostro plauso e la nostra gratitudine alla convinta determinazione con cui il consigliere comunale Stefano Luciano ha investito il Consiglio Comunale della paradossale vicenda legata alla Tonnara di Bivona.
Eravamo convinti che la discussione in Consiglio, prevista ormai da diverse settimane, del punto posto all'Odg, sarebbe stata l'occasione per chiarire la legittimità (noi parliamo sempre di questo, giammai di illeciti, per come riportato alcune volte erroneamente dai quotidiani) degli atti compiuti in relazione all'uso dell'intero complesso monumentale, ma nel leggere i quotidiani, a parte l'affermazione pura e semplice che tutto sia a posto, questo chiarimento ahinoi non è arrivato. Fortunatamente l'Odg forse approvato impegna l'amministrazione a chiarire presto la vicenda. Attenderemo fiduciosi.
Se quanto riportato dalla stampa è vero, allarma e dispiace costatare dalle parole del Capogruppo del PD Soriano, che in fondo ... l'associazione di cui è socio ha solo in uso un pezzo della Tonnara (vedi CalabriaOra), e che del resto l'ultimo finanziamento di 135mila euro si è ottenuto grazie al loro impegno, percui ... interpretiamo noi, che c'è di male c'è se quel pezzo lo gestiamo?
Questa posizione rivela un sorprendente egoismo intellettuale che nega addirittura quanto sia un valore preservarne l'integrità (tra l'altro obbligo di legge) per ogni corretta valorizzazione.
Questa visione - che alimenta separazioni anche nella nostra comunità - la consideriamo un rischio mortale per il futuro della città e dello stesso monumento.
1^ Inaugurazione Tonnara di Bivona: fishers a parete
Proprio queste parole allora ci obbligano a dare atto alla Pro Loco di Vibo Marina di aver consentito il recupero della Tonnara, di averne conseguito la tutela integrale con specifico provvedimento del Ministero dei Beni Culturali, di aver attuato iniziative utili a reperire finanziamenti per anni a fine museali (che hanno superato i 2 milioni e mezzo di euro), di aver convinto alla donazione - per tale fine - dei barconi, di averne tolto il fango dopo l'alluvione ... e di aver con lungimiranza compreso che un simile monumento, una simile struttura non poteva certamente essere correttamente e degnamente gestita e valorizzata da una associazione di volontariato locale, seppur con tante e buone intenzioni. Pensando al futuro della città e dei suoi giovani ed alla necessità di rendere la Tonnara una vera occasione culturale e sviluppo, l'associazione si è col tempo convinta che necessitasse un ente pubblico per una simile impresa, che con scopo statutario e mezzi finanziari adeguati ne programmasse il percorso di valorizzazione.
Una visione espressa più volte al Sindaco ed agli Assessori, con la giunta di destra e di sinistra, e da tutti loro condivisa, anche in incontri pubblici.
Del resto il cammino è complesso: è da perfezionare la gestione stessa della struttura demaniale monumentale, con un accordo di Valorizzazione con il Ministero; lo stesso accordo di valorizzazione presuppone una condivisione di intenti con la Soprintendenza ai Beni Monumentali; occorre reperire risorse per il restauro dei barconi (che tra l'altro sono a rischio non solo di distruzione ma anche che possano essere reclamati dagli Eredi De Riso per la scadenza della donazione finalizzata!) e l'allestimento museale; occorre avere un progetto che abbia l'opportunità di fruire di finanziamenti ed adeguati sostegni pubblici.
Del resto il Monumento ha ricevuto finanziamenti statali, regionali ed europei a tale scopo ed ogni uso difforme (anche con la parolina "temporaneo" rinnovata ogni 90gg. con delibere di giunta) - lo ripetiamo - oltre che illegittimo rappresenta un danno erariale evidente!
Non piace l'idea che a compiere questa missione sia l'Ente Regionale Parco Marino Costa degli Dei (non si spiega altrimenti la preferenza dell'associazione locale ad un ente regionale)? Si lavori allora per istituire un Ente museale apposito (Comunale o Regionale, Fondazione o Consorzio)! Cosa c'è di più creativo, unificante, culturalmente rilevante che mentre si da seguito ai nuovi lavori di recupero della Loggia, si utilizzino i locali come "laboratorio aperto di progetti" che concretizzi idee e opportunità tale scopo (c'è tutta una ricerca da concretizzare di documenti, oggetti e testimonianze) piuttosto che prendere la deriva del "frazionamento" opportunistico, con usi decisi nel ristretto cerchio dei soci di  una associazione o dell'arredatore delle stanze dei vigili, compiendo lavori all'interno inconcepibili per la sua corretta valorizzazione (vedi fishers per mobili pensili o per scaffali porta acquari, privi di senso ed autorizzazioni)!
E' forse ora di smettere di usare il prezioso Monumento per dividere e ricominciare a costruire (del resto anche per i legittimi bisogni di socializzazione, a Bivona esistono a 10 metri di distanza, gli ampi spazi dell'ex scuola elementare, ristrutturata e chiusa) ... prima che qualcuno scopra che usi diversi sono abusi, tra l'altro privi di alcuna logica pubblica e sociale!




Concludiamo il post odierno riportando l'articolo di Angelo De Luca, apparso ieri su Calabria Ora, che ricorda l'altrettanto paradossale destino dei preziosi barconi della tonnara. De resto non è tanto peregrina la possibile rinuncia degli Eredi De Riso al rinnovo della scaduta donazione (vedi link) , visto che i comportamenti dell'amministrazione fin qui resi vanno in senso opposto alla realizzazione del Museo.





venerdì 24 febbraio 2012

PASSEGGIATA PRIMAVERILE AL CASTELLO DI BIVONA.

Foto panoramica dell'ingresso e dell'area sosta del Castello di Bivona
Foto panoramica dalla Torre Regia del Castello
E così, visto che il mese scorso è stato collaudato l'intervento di recupero del Castello di Bivona, abbiamo pensato di fare una passeggiata esplorativa lungo il suo perimetro, documentandolo con macchina fotografica. Rigidamente lungo il suo perimetro esterno, perchè l'opera è ovviamente ancora ufficialmente inaccessibile, chiusa con lucchetti (sia all'ingresso del percorso che all'accesso al maniero), in attesa della celebrativa festa inaugurativa, durante la quale apprenderemo probabilmente il suo "Piano di Valorizzazione e Gestione" e i relativi gestori.
Essendo un fatto formale importante pensiamo cosa giusta approfittare dell'occasione per riportare integralmente l'atto di collaudo, estraendolo dal sito ufficiale del Comune di Vibo Valentia, anche perchè è una chicca amministrativa se si considera che un simile atto sembra non sia mai stato redatto per i lavori svolti (sempre con finanziamenti europei) alla Tonnara di Bivona.



Non sappiamo però quando il Castello di Bivona riprenderà a vivere, quale associazione o ditta privata verrà scelta dall'Amministrazione comunale per "ridare l'anima" al "da troppo tempo chiuso" maniero trecentesco. Non lo sappiamo però non per la negativa pregressa esperienza (nelle forme amministrative come nei metodi e criteri d'uso) della tonnara ma perchè è recentemente nato un contenzioso tra il Comune e gli eredi De Riso. Il 31 gennaio scorso infatti, il Responsabile dell'Ufficio Contenzioso del Settore 1 del Comune di Vibo ha dato comunicazione  al Dirigente del Settore 8 che contro l'atto di esproprio definitivo del Castello (determina n.59 del 11.05.2009, Settore 8) è stato avviato ricorso dinanzi alla Corte di Appello di Catanzaro.
Percorso d'accesso al Castello

Percorso d'accesso al Castello

Percorso di visita intorno al Castello
Percorso di visita al Castello (in ombra a dx i resti del muro di fossato)
Ma ignoriamo per un attimo l'esistenza del ricorso. Sembra che i fortunati che hanno assistito al collaudo serale, si siano emozionati alla vista del Castello illuminato! Il mastio, le mura di cinta ed il lungo percorso pedonale illuminato ... era come se si inserissero finalmente nella città, rivelando alla vista sbigottita quel prezioso gioiello storico.
Onestamente però, tolto il gruppo di continuità ... oggi, alla luce del sole, non è bello vedere il Castello cinto in una costosissima staccionata, che costringe a camminare a poco meno di due metri dalle mura, col rischio sempre possibile della caduta di pietrame dalle mura. A noi, che lo percorriamo al di là della staccionata, percorrendo il tratto fuori dal percorso fissato, il Castello svela la sua maestosa altezza e scopriamo tutto il resto del fossato murario di difesa (anticamente colmo d'acqua), con il suo aggancio strutturale al ponte levatoio. E' penoso scoprirli esclusi da ogni intervento utile a valorizzarli.

Accesso al Castello con pannello didattico e pannello in plastica del finanziamento,
fissato con quattro ficher sulle mura.
E' il silenzio però, unitamente all'erbaccia che comincia a crescere, sul futuro del monumento e della sua area archeologica che non promette nulla di buono. Anche questa volta, vedrete, ci ritroveremo dinanzi ad un fatto compiuto male ed ancor peggio gestito ... come lascia presagire la bruttissima idea di fissare con dei fischer sul muro d'accesso - proprio dietro al pannello didattico di benvenuto -  un cartellone di plastica con gli estremi del finanziamento europeo! 

mercoledì 22 febbraio 2012

4^ RASSEGNA CINEMATOGRAFICA "CULTURA E PREGIUDIZI"

Per il quarto anno consecutivo parte la  Rassegna Cinematografica "Culture e Pregiudizi: conoscere attraverso il cinema culture diverse per unire le differenze". 


Questi i film in programma:

Film: L'Appartamento Spagnolo

        22 Febbraio ore 20.30
Film: Tutti per uno

         29 Febbraio ore 20.30
Film: Into paradiso

          7 Marzo ore 20.30
Film: Cose dell'altro mondo

         14 Marzo ore 20.30
Film: Il ragazzo con la bicicletta

         21 Marzo ore 20.30
Film: Terraferma

         28 Marzo ore 20.30

martedì 14 febbraio 2012

IL CENTRODESTRA CONFERMA: NOTI ESPONENTI DEL CENTROSINISTRA ... IN MOSTRA ALLA TONNARA DI BIVONA!!!

Una Vibo Marina in lacrime fa da sfondo al radiocommento sulla ennesima inaugurazione dell'auditorium della Tonnara. Confermato così l'orizzonte culturale della scelta ... è facile prevedere che alla stessa logica partitocratica non verrà sottratto il destino del Castello di Bivona.
Terminati i lavori di restauro e collaudato da poco (la Tonnara di Bivona non ancora!), anch'esso chiuso da tempo immemorabile, a breve vedrete, gli capiterà la stessa sorte: verrà stipulata convenzione temporanea con un'altra associazione - nella quale non mancheranno d'essere iscritti anche noti esponenti dello schieramento di centrodestra.
Ovviamente anche per il Castello sarà possibile che l'associazione "ristrutturi" qualcosa a piacimento, al pari della Tonnara! In fondo son solo i soli Beni Monumentali di Bivona: uno alla sinistra e l'altro alla destra ... di chi non merita altro!

domenica 12 febbraio 2012

LA CITTA' NON SARA' PIU' LA STESSA ... SENZA IL SUO MIMMO.


Mimmo Vaianella (11.11.1929 - 15.01.2012)

Lo scorso gennaio si è portato via il nostro amico Mimmo ... e la nostra città non sarà più la stessa senza di lui. Con lui ed il suo ironico sorriso, abbiamo attraversato gli anni '80 e '90, nella speranza che un comune impegno poteva condurre alla soluzione dei tanti problemi che vivevamo "al porto". E' stato in prima fila, in seconda, in terza ... ed alla fine si è isolato nelle stanze del centro anziani. Lo ricordiamo vicino ai giovani che rivendicavano partecipazione, o dinanzi ad un giudice, per rivendicare il diritto alla salute, sempre pronto a spendersi in prima persona. La sua vera passione era la poesia, nella quale trasferiva - col dialetto era impareggiabile - tutta la sua vitalità. Viveva attivamente e prendeva appunti. Limava i suoi versi col divertimento del paradosso. Di lui Sharo Gambino, nella presentazione del suo libro "Poesie/1984" - che vi consigliamo di leggere - scrisse: "Egli scrive versi semplici perché è lui stesso un semplice, un candido, un buono. Solo chi è in possesso di queste tre qualità, infatti, può trovare il coraggio -ma lui non lo sa che di coraggio si tratta -di spogliarsi spiritualmente dinanzi a tutti e a tutti mostrare i cantucci segreti dell'anima, svelarsi per quello che è, un inguaribile, anacronistico romantico capace di amare come si amava una volta, quando i mulini erano bianchi, direi per usare lo slogan di uno spot pubblicitario. E, nel caso di Vaianella, i mulini erano bianchi quando c'era in giro assai meno materialismo, quando la separazione tra i due sessi era netta e “lui” passava e ripassava nella strada, e “lei” se ne stava a sospirare nascosta -ma non poi tanto -dietro le imposte socchiuse. I tempi in cui due amanti, nell'impossibilità di incontrarsi fisicamente, si consumavano, languivano, si sentivano disposti a qualsiasi sacrificio e talvolta si sacrificavano sul serio e la storia e la letteratura si arricchivano di pagine che oggi destano ammirazione anche se i Vaianella sono una sparuta schiera ormai in fase di estin­zione. Egli, Mimmo Vaianella, il “non tecnico”, possiede la capacità di trasfigurare un tramonto, di comunicare brividi di fronte ad un immenso cielo stellato, di far vibrare l'anima di commozione e pietà per un “ragazzo” non più tra i vivi, intenerire per un impossibile amore; e tutto questo gli è concesso -miracolo dell'arte -appunto perché parla con la semplicità disarmante dei puri, con l'immediatezza dei semplici, cosi come, in campo diverso, parlarono coi colori un Henri Rousseau, il «Douanier », un Ligabue ed altri non smaliziati e commerciali « fauves ». Vi sono momenti in cui Vaianella sfiora la perfezione poetica (esiste, la perfezione, in arte come in ogni altra capacità dell'uomo di esternare la propria capacità creativa?).  Diverso il registro usato da Mimmo Vaianella esprimendosi in dialetto vibonese. Qui l'ardente innamorato qualche volta scompare, scompaiono i suoi lai, i suoi tormenti, le sue notti infinite e dense di contingente di pace nel conflitto che arde in Medio Oriente."
Che altro aggiungere? Nulla, se non un ricordarlo su questo nostro blog con una delle sue poesie, perchè in realtà, con sincera umiltà, è stato il vero cantore in versi ... della nostra debole città. 

L'OMU D'AJERI

Di tuttu lu paisi fu votatu 
stu giuvanottu novu dilegatu(*)
ma lu paisi aspetta cosi novi, 
pecchissu pensu ca fu misu e provi.


Li cosi di lu porto, nui li sapimu tutti 
perciò sàrria l'ura mu videremu i fatti. 
Pe nu doluri i testa o na spina di rizzu
non trovi medicini e ai pemmu scappi o Pizzu, 
Ddio mundiscanza e libera si ppoi ti senti mali, 
no 'ntrovi nuju medicu e 'tti scappanu o spitali.


Nu càmiu apertu tu vidi girari, 
ca li mundizzi voli ricogghiri, 
si ppòi li voi vidiri duvi stannu, 
javanti o furnu i Griffu c'avi n'annu.


Poi 'ncesti lu Pinnellu, chi di tant'anni aspetta, 
mu vidi chiju jornu la gioja i n'a conetta. 
Non 'ndi parramu poi di strati e fognaturi, 
ca tutta chia genti è cchina di doluri.


Stà giunta comunali ch'è fatta di scenziati, 
non penza ca lu populu è prontu a barricati,
di centru o di sinistra, pe 'nnui no n'ha mportanza, 
ma chiju chi guardamu è sulu la sustanza.

(*): Delegato. L'amministrazione delle frazioni costiere in passato si fondava sulla istituzione del Delegato del Sindaco (1910-1971) o del Presidente di Circoscrizione (1972-2010), che in qualche modo ne rappresentava i bisogni dei cittadini presso il comune collinare. Le recenti manovre finanziarie hanno definitivamente abolito questa figura. 

venerdì 10 febbraio 2012

UN FRAMMENTO PORTUALE




Riportiamo un breve reportage realizzato nel 2002 da Rosario Chimirri [link]. Il porto visto 10 anni fa, dagli altri offre spunti interessanti alle riflessioni sull'oggi e sul domani di un porto nazionale ... nella frazione comunale.
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