sabato 7 novembre 2009

RISCHIO IDROGEOLOGICO E MITIGAZIONE DEL RISCHIO!

Quest'anno i risultati inediti della campagna "Ecosistema a Rischio 2009" di Legambiente dedicati specificamente alla Calabria sono stati presentati nella sede del Comune di Vibo Valentia! [scarica qui l'articolo di CalabriaOra, dal quale abbiamo ripreso la foto]
Nel comune al 100% più a rischio frane della regione (vedi alluvione 2006) ... sono stati illustrati i risultati di una indagine tutt'altro che rassicurante: il 100% dei comuni calabresi sono classificati a rischio idrogeologico dal ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane!
In questa occasione però siamo dubbiosi sul senso da dare alla scelta del nostro capoluogo di provincia: è stato un modo per indicare la città come un esempio virtuoso nelle politiche di difesa dal rischio idrogeologico o un modo per indicarla come la più rappresentativa del non fatto o del fatto al contrario?
Oppure è stato un modo per tranquillizzarne i vertici? Come dire, se tutta la regione è nelle vostre condizioni di rischio... voi non potete in alcun modo "sentirvi" responsabili di quanto accaduto! L'ipotesi del "mal comune mezzo gaudio" sarebbe paradossale. Paradossale sarebbe che Legambiente si prestasse ad un uso strumentale di tal fatta ... dopo essersi costituita Parte Civile nel primo procedimento penale sull'alluvione, oggi chiuso per non luogo a procedere (gli imputati erano Bertolaso, De Bernardinis, Anas, etc.) e che certamente sceglierà di costituirsi nuovamente tale con il processo bis (il nuovo filone d'indagine sull'alluvione del 6 luglio 2006 ha indicato gli enti locali tra i responsabili del disastro) [vedi il Quotidiano].
Ma a parte i dubbi sul senso dell'ente scelto e del fatto che non si sia approfittato del tema per stringere l'amministrazioni comunale ad un impegno concreto nel mitigare rischi idrogeologici partendo dal nuovo PSC (e ciò ha ancorpiù ridotto l'evento come una operazione conforto, una vera e propria occasione di "mitigazione del rischio penale" offerta agli amministratori vibonesi), i dati forniti sono davvero inquietanti:
L’85% delle amministrazioni che hanno risposto alle interviste ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi e nelle aree a rischio frana;
il 45% delle municipalità monitorate presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio;
il 61% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali, con grave rischio non solo per l'incolumità dei lavoratori ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni in caso di alluvione;
nel 27% dei casi presi in esame sono presenti in zone esposte a pericolo strutture sensibili, come scuole e ospedali e strutture ricettive turistiche, ad esempio alberghi o campeggi.

In sintesi i numeri del dossier Ecosistema Rischio 2009 delineano il quadro di un territorio estremamente fragile, dove sono 409 su 409 i comuni a rischio frane o alluvioni, e che puntano il dito contro uno sviluppo urbanistico e un uso del territorio e delle acque poco rispettosi delle limitazioni imposte dal delicato assetto idrogeologico e aggravati dal diffuso abusivismo edilizio. Nonostante l’80% delle amministrazioni monitorate preveda nei propri piani urbanistici vincoli di edificabilità per le zone a rischio, un sovrabbondante 85% dei comuni presenta abitazioni in tali aree. E le delocalizzazioni procedono a rilento: solo nel 7% dei casi, infatti, sono state avviate iniziative di delocalizzazione di abitazioni dalle aree più a rischio. Zero assoluto, invece, per quanto riguarda le delocalizzazioni di strutture industriali. è evidente, quindi, che questi vincoli devono essere ulteriormente rafforzati.

Qualche segnale positivo arriva dalla pianificazione dell’emergenza e dall’organizzazione della protezione civile locale. Un abbondante 77% dei comuni, infatti, ha predisposto un piano d’emergenza con il quale fronteggiare situazioni di crisi come frane e alluvioni, peccato che solo il 47% delle municipalità abbia aggiornato tale piano negli ultimi due anni (peccato non ci si sia soffermati su quello di Vibo!).
Consistente, ma ancora insufficiente, il livello di organizzazione e diffusione del sistema di protezione civile, con il 36% delle amministrazioni che hanno attivato una struttura di protezione civile attiva 24 ore su 24.
Pesa sulla diffusa esposizione della Calabria al rischio idrogeologico, inoltre, una politica di informazione alla cittadinanza frammentaria e poco consistente. Sebbene l’informazione alla popolazione su quali siano i rischi, sui comportamenti individuali e collettivi da adottare in caso di calamità e sul piano d’emergenza predisposto dal proprio comune, rappresenti una delle principali attività di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, soltanto il 22% delle municipalità intervistate è attiva su questo fronte. Ancor peggiore la situazione per quel che riguarda la realizzazione di esercitazioni: solamente un esiguo 8% delle amministrazioni ne ha organizzata almeno una nel proprio territorio durante l’ultimo anno.
Tutti i 200 corsi d’acqua della Calabria sono caratterizzati da opere di regimazione in cemento armato, dall’escavazione degli alvei e dall’edificazione lungo gli argini mentre, proprio a causa della morfologia e delle precipitazioni sempre più violente, sarebbe necessaria la presenza di una vegetazione di sponda in grado di rallentare il deflusso e di aree libere dal cemento per consentire la naturale “espansione” dell’acqua.
Si constata inoltre come i comuni della Calabria non abbiano complessivamente messo le tematiche di prevenzione di alluvioni e frane tra le priorità del loro lavoro, l’urbanizzazione di queste aree e dei versanti franosi è l’attuale politica di gestione del territorio, ponendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Come evidenzia il dossier Ecosistema Rischio Calabria 2009, infatti, solo il 16% delle amministrazioni svolge un’efficace politica di prevenzione, informazione e pianificazione d’emergenza.

Link:
www.calabriaora.it
www.legambientecalabria.org/home/dettaglio-comunicato.asp?quale=156
www.ilquotidianodellacalabria.it

venerdì 6 novembre 2009

ORGANIZZIAMO LE SPERANZE!

E' stato un incontro molto costruttivo quello tenutosi ieri sera nella sede della Proloco di Vibo Marina. Ospite gradito il nuovo parroco Don Saverio Di Bella. Una occasione per conoscersi vicendevolmente e scambiarsi informazioni, esperienze e speranze. Tutti hanno posto in risalto le problematiche del nostro paese (che tra l'altro risulta essere la seconda parrocchia - per numero di parrocchiani - della provincia di Vibo) ed a tutti Don Saverio ha espresso la sua volontà di "riorganizzare la speranza" nel nostro paese: accoglienza, disponibilità a rendere fruibili a tutti le strutture parrocchiale, unità della comunità. "Sono nato in un paese di mare (Parghelia), sono stato parroco in un paese di mare (Tropea), ed svolgere queste nuovo impegno in un paese di mare renderà "sopportabile" ogni difficoltà".
Due mesi sono bastati per conoscere i nostri punti deboli, tutti conseguenti ad un vuoto di governo umiliante. Paradossalmente è evidente che nulla funzioni perchè ... in realtà troppi traggono vantaggio da quanto non funziona. Invertire questa prassi è possibile: anche perchè sono tante le risorse positive che esistono nella nostra comunità e nel nostro territorio. C'è tanto lavoro da fare per questa comunità "allogena", ma l'esperienza, il carattere e gli intenti del nostro nuovo parroco rivelano una grande notizia: il nostro paese, con Don Saverio, può contare su una nuova e vitale risorsa!
All'incontro era presente il neo-assessore al Bilancio G. Pacienza (socio storico della Proloco) che riprendendo la nostra tesi del "terzo" (visto che nell'area costiera risiede 1/3 della popolazione comunale, il comune deve garantire ai residenti almeno 1/3 del sue risorse economiche e di servizi) ha informato che nei prossimi giorni incontrerà Comandante dei Vigili Urbani per riorganizare la presenza dei Vigili nell'area costiera partendo dalla necessità di distaccarvi almeno 1/3 dell'intero corpo.

Impegno di buonsenso ma difficile ... anche perchè, oltre ai problemi ben noti di pianta organica, ad oggi non si sa nemmeno chi è il nostro Comandante (fino a qualche giorno fa lo era part-time - 1/7 alla settimana - quello di Lamezia) visto che l'attuale... si è trasferito ad Afragola!

domenica 1 novembre 2009

NATUZZA CI LASCIA ... UN ALTRO DISEGNO.

(ANSA) "E' morta stamattina a Mileto Natuzza Evolo, di 85 anni, nota come la 'mistica' di Paravati. La donna era nota per la sua capacita' di 'parlare' con la Madonna e con i morti. Natuzza si e' spenta a Paravati nel Centro per anziani che lei stessa aveva realizzato grazie alle offerte dei fedeli. Le e' stato fatale un blocco renale che l'aveva colpita nei giorni scorsi e che aveva aggravato una situazione clinica gia' molto compromessa."

video

Noi vogliamo ricordarla con un filmato de "La Settimana Incom", datato al 20 febbraio 1948 dal titolo "Fenomeni soprannaturali? Col sangue la donna di Paravati disegna." rintracciato sul sito dell'Archivio dell'Istituto Luce. Già all'epoca il reportage rivelò alla nazione quella piccola donna calabrese che "disegnava" con le ferite sulla sua pelle figure sacre e riportate dalla "miracolata" sopra dei fazzoletti. Oggi ci ha lasciato ... "un altro disegno".

link:
www.ansa.it
www.archivioluce.com

sabato 31 ottobre 2009

LA MARE OCEANO ... ED IL FIATONE SUL COLLO!

Un frammento della intricata storia delle navi dei veleni è passato anche dalla nostra città, nel nostro porto.
Nell'area offlimits della banchina presso la quale è rimasta attraccata la "Mare Oceano" si è insiedato il Laboratorio Mobile dello speciale nucleo dei Vigili del Fuoco Nbcr, con lo scopo di rilevare la presenza dei raggi alfa dai campioni prelevati nell'area marittima di Cetraro.
Il laboratorio, giunto da Roma il giorno prima, è l'unico dotato della strumentazione adeguata per il riscontro di Raggi Alfa.
La determinazione, l'accortezza ed il riserbo con i quali si è proceduto ad effettuare le operazioni di sbarco ed analisi dei campioni indicherebbero la non automatica esclusione di sostanze radioattive da quanto prelevato in fondo al mare nonostante la dichiarata certa attribuzione del relitto ai resti del Catania. Ma è realmente quello il relitto indicato dal pentito di 'ndrangheta? E' realmente quello il relitto ritrovato dalla Regione?
Dal sito di http://www.aiellocalabro.net/ riprendiamo una immagine nella quale sono collocate, con tanto di latitudine, il Catania, il Cagliari ed il relitto ritrovato in questi mesi, assieme alla riproposizione di un articolo de il Manifesto a firma di A. Palladino, nel quale si parla del relitto del Cagliari e del suo posizionamento a poche miglia dall'area oggetto del rinvenimento di un relitto senza nome. Quell'area risulta dunque davvero trafficata di relitti!
Se i relitti fossero davvero due - ed a così poca distanza tra loro (3/4 miglia) - e giudicassimo quanto accade oggi con un pò di dietrologia, il dubbio che siano stati rilevati e filmati entrambi i relitti ... ma fornite solo le immagini del Catania è più che lecito.
E' indubbio l'interesse a calmare gli animi, "smontare" l'eccessivo clamore di quanto si è scoperto in questi mesi in Calabria (i siti contaminati, il filo di sangue che legherebbe le morti di Ilaria Alpi ed il Capitano De Grazia, i traffici internazionali di rifiuti, i pentiti di 'ndrangheta che ne parlano, etc. etc.). L'interesse in questo caso non è solo sociale, economico o ambientale, è anche politico! Potrebbe essere comprensibile l'uso delle immagini del relitto poco distante da quello rinvenuto mesi addietro: comprensibile, sia nel caso più negativo, legato ad ipotesi di depistaggio, sia nel caso più positivo, legato cioè a ragioni di "buona fede", stante la necessità di condurre discreti quanto efficaci esami - e discrete quanto efficaci indagini - senza che nessuno abbia più addosso il "fiatone" di una montante indignazione popolare e di una grave quanto inattesa crisi economica dell'intera regione ... la già tanto martoriata Calabria.
Se il problema diventa politico, in una terra dove la politica è tossica da sempre ... è facile non far coincidere la verità con la soluzione ... basta dire che il caso è chiuso ... e nessuno si chiederà il perchè non si sia svolta alcuna conferenza stampa per illustrare gli esiti degli esami compiuti!

Notizie sul Nucleo Nucleare Batteriologico Chimico Radiologico dei Vigili del Fuoco.

giovedì 29 ottobre 2009

SIAMO FRANCHI ED A TESTA ALTA!

Solo una piccola news, utile ... forte e senza infingimenti.
Plaudiamo alla iniziativa di Confindustria e Ance di estendere in tutta la nostra regione quanto già promosso lo scorso anno in Sicilia: una campagna di sensibilizzazione responsabile contro il pizzo!
Questa è una iniziativa che trova in toto la nostra disponibilità alla divulgazione e sostegno, e ciò lo facciamo proprio nel giorno in cui su youtube è stato pubblicato il video shock (che includiamo per rendere visibile l'animalità di quanti fanno parte delle varie consorterie mafiose) di un delitto nei pressi di una attività commerciale.


Era l'11 maggio e Mariano Bacio Terracino, 53 anni, viene ucciso di fronte al bar "Vergini", in pieno giorno, nel rione Sanità. L'agguato mortale è stato ripreso dal sistema di sorveglianza: il pregiudicato sembra attendere qualcuno fuori del negozio, all'improvviso un uomo con cappello e giubbotto, dopo essere entrato nel bar, esce sparandogli a poca distanza. Dopo un primo colpo al braccio, il killer spara alla nuca, mentre la vittima è accasciata a terra.

E' possibile convivere con tali animali? Assolutamente no! E non dobbiamo dimenticare che con i nostri silenzi ... "alleviamo" comunque simili animali! Girando lo sguardo altrove non salviamo nessuno: nè noi nè gli altri!

Una segnalazione è doverosa, anche perchè non capita spesso che la Gazzetta del Sud (ringraziamo la redazione!) pubblichi qualcosa di noi.
Il nostro post di ieri sul Piano Integrato Portuale, con alcune nostre riflessioni, è stato ripreso dal quotidiano, rimandando i lettori a visitare il nostro blog per conoscere i contenuti del documento: ottimo!

P.S.: Sarebbe stata apprezzatissima l'inclusione nell'articolo del nostro indirizzo web: Verba volant, scripta manent ...!

Infine una chiosa sulle Zone Franche Urbane, dalle quali siamo stati inopinatamente esclusi dalla Regione per un inedito indice (non richiesto dal Ministero) creato proprio per escludere l'area in quel periodo più in crisi (per gli esiti dell'alluvione 2006, ovviamente!) della Regione. La Giunta regionale,lo ricordiamo, sulla base di quel parametro approvò una graduatoria (il Ministero richiedeva solo 3 Zfu in Calabria) che ovviamente ci vide quarti (Zfu “Località Marinate”con indice 11,52), surclassati dal Quartiere delle Case Popolari di Rossano ((Sic!) Zfu “Quartieri Aterp”/13,73).
Ebbene, ieri il Ministero ha confermato le tre zone Zfu richieste dalla Giunta Regionale, chiudendo definitivamente la partita italiana delle Zone Franche.
Nonostante ciò il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, ha dichiarato che lavorerà ... affinché anche la quarta Zfu proposta (quella nostra, che purtroppo è stata denominata col termine sempre più iellato di Marinate) venga approvata dal Ministero! Eccezionale, vero?
Che dire? Semplice: in politica le parole rendono sempre qualcosa, anche quelle inutili! Nella nostra regione poi sono proprio le parole inutili a rendere il doppio se dette nei momenti topici! La dichiarazione ne è emblematico esempio: la promessa, fatta nel momento in cui viene praticamente smentita la precedente ... rivela come sia possibile, con una ulteriore inutile promessa, smentirne un'altra ancora! Vale a dire l'assicurazione che ci si sarebbe impegnati - per i "marinati" esclusi - di una particolare Zfu regionale! Siamo franchi ... ed alziamo la testa!

link:
www.confindustriavv.it
www.gazzettadelsud.it
www.regionecalabria.it

martedì 27 ottobre 2009

PIANO INTEGRATO PER LO SVILUPPO DEL PORTO: ECCO IL DOCUMENTO IN CUI ANCHE IL COMUNE IPOTIZZA DI COSTITUIRE UNA AZIENDA PORTUALE!

Il vibonese ha per sua natura una sorta di resistenza mentale alla programmazione, alla elaborazione di Piani e Progetti. Si ... li si invoca, si ricevono finanziamenti per elaborarli ... e poi li si dimentica: una volta fatti nessuno si cura di applicarli figuriamoci poi leggerli o farli leggere!
Emblematico è il caso del Piano Versace! All'indomani dell'alluvione del 3 luglio tutti lo hanno invocato in nome della messa in sicurezza, qualcun'altro lo ha finanziato e nonostante fosse sulle labbra di tutti la necessità di applicarlo... nessuno lo aveva letto! Tant'è che l'amministrazione comunale si rammentò fosse "saggia necessità" integrare il quasi pronto Preliminare del Piano Strutturale (Karrer 2) solo dopo l'intervento della magistratura vibonese (vedi Operazione Golden House)! Qualcuno aveva addirittura ignorato fosse importante inserirlo nello strumento principe della pianificazione urbanistica! Da mesi si sta lavorando per integrare il Versace nel Karrer 2 ... ma nesunno ne sa ancora nulla!
Oggi con il Porto di Vibo Marina accade lo stesso. Tutti parlano del Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto come un piano unico e salvifico, ed addirittura in confliggente rispetto alle strategie della Camera di Commercio ma non è così, anzi stante la difficoltà di reperirlo della sua stesura finale, dubitiamo sia stato - da quanti in nome di questo negano le potenzialità dell'ASPO - mai sfogliato interamente!
Oggi dunque è necessario ripetere l'operazione "informazioni utili per tutti": ieri, grazie a noi, per un lungo periodo solo sul nostro sito era scaricabile integralmente il Piano Versace ed oggi consentiamo di conoscere i contenuti del Documento Preliminare - Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto [per scaricare il pdf clicca qui], che ricordiamo, per diventare Definitivo, dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale.
A leggere il documento preliminare non si comprendono le ragioni di tanto ostracismo alla costituzione di una ASPO Territoriale, anzi in esso è lo stesso comune ad ipotizzare l'istituzione di un organismo di governance similare! Non ci credete? Leggete pure ... e speriamo che lo leggano anche i nostri amministratori, prima della discussione in consiglio!
Nel Piano difatti non si rileva alcun "o con me o contro di me" (leggi o Piano Portuale Comunale o ASPO)!
Nessun conflitto istituzionale vi potrebbe essere tra una ASPO ed uno strumento di programmazione che utilizza le seguenti parole virgolettate: il Piano "(...) sarà oggetto di una negoziazione diretta con l'ente Regione e con tutti gli Enti per i quali é previsto il coinvolgimento Istituzionale, secondo le proprie competenze e funzioni attribuite.
(...) Ciò comporta, inevitabilmente, una compartecipazione al processo di condivisione degli obbiettivi con il coinvolgimento attivo di enti e Istituzioni differenti le cui competenze e funzioni devono sinergicamente correlarsi secondo una univoca strategia di sviluppo portuale
".
Dunque la divisione attuale, tra Camera di Commercio e Comune (o forse è meglio dire Lico e Sammarco?) non è una divisione sui contenuti ! Ancor più ... è lo stesso "contenuto" del Piano, nel paragrafo non a caso intitolato "Struttura Gestionale", a rivelarne una visione d'intenti sorprendente, quando recita:
"Nell'ambito portuale di Vibo Marina, per la gestione delle attività el 'attuazione del Piano Integrato di Sviluppo del Porto potrà ipotizzarsi la costituzione di un organismo di governance, dotato di autonomia amministrativa contabile e finanziaria, in grado di assumere attività gestionali complesse, da svolgere con caratteristiche manageriali ed obiettivi secondo le direttive dell 'Ente Comunale. Gli obiettivi che dovrà perseguire e gli indirizzi generali ai quali essa dovrà uniformare la sua azione, sono quelli individuati nel Piano Integrato di Sviluppo del Porto e precisamente:
a) promuovere, realizzare e gestire strutture ed infrastrutture di interesse economico generale del comprensorio portuale di vibo Marina, tanto di pertinenza del pubblico demanio marittimo che della proprietà privata, partecipando, secondo le norme del codice civile, con altri soggetti pubblici e privati, ad organismi anche associativi, ad enti, a consorzi ed asocietà;
b) provvedere, direttamente o mediante apposite imprese, all'erogazione di servizi di interesse generale, nonché di tutti i servizi connessi con quelli relativi alle operazioni portuali;
c) curare l'immagine del porto di Vibo Morina attraverso la diffusione di notizie sulla vita dello scalo, sia in ambito nazionale che all 'estero, e provvedere alla raccolta e pubblicazione periodica di tutti i dati riguardanti l'economia portuale ed i suoi traffici, nonché i suoi programmi di sviluppo;
e) amministrare i beni patrimoniali nonché quelli conferiti.
f) definire il Programma Operativo Triennale concernente le strategie di sviluppo delle attività del porto da sottoporre agli organi collegiali comunali e gli incentivi volti o garantire il rispetto degli obiettivi prefissati;
g) elaborare e proporre aggiornamenti per il piano regolatore portuale, acquisendo su di esso le intese con le Amministrazioni competenti."

Stante ciò, per attuare coerentemente il suddetto Piano, solo due possono essere le strade immaginate dagli estensori del documento:
1) o il Comune - primo in Italia - intende creare una società portuale pubblica [o mista (?)], finanziandola con il suo magro bilancio (?), inventando una tracciato gestionale non previsto dalla legge 84/94 (riordino della legislazione in materia portuale)
2) o il Comune, descrivendo in premessa esattamente ruoli e competenze sancite dalla stessa legge solo in capo alle Autorità Portuali o alle ASPO (le uniche a poter presentare un Piano Operativo Triennale al competente Ministero), intende promuovere una Autorità Portuale o una ASPO!
Ma ...
1) dinanzi all'evidente impossibilità di creare una - seppur originale - società di gestione diversa da quelle previste dalle norme sulla gestione portuale;
2) dinanzi alla evidente impossibilità di creare una Autorità Portuale per mancanza dei requisiti (sarebbe necessario più del doppio del movimento merci annuale prodotto dal nostro porto - prodotti petroliferi inclusi);
3) dinanzi alla evidente esclusiva titolarità - secondo norma - delle Camere di Commercio ad istituire le ASPO ...
appare evidente che chi usa il Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto per dividere gli enti territoriali, sempre e comunque (e - cosa ancor più grave - non far decollare l'economia della città portuale!) faccia una guerra di trincea, prenda le parti solo per partito preso, senza preoccuparsi di informarsi e informare sui contenuti delle proposte alla luce dei documenti e delle norme!
A meno che ...
A meno che l'inspiegabile ostruzionissmo ad una ASPO Territoriale sia conseguente all'inatteso ostacolo che l'ASPO crea alla ipotizzata costituzione di una Società di Gestione comunale nella quale (per ottenere l'OK del Ministero competente) ... qualcuno auspica che l'Autorità Portuale di Gioia Tauro si proponga come socio di riferimento!
Nel dubbio di altre cento imponderabili bizzarrie gestionali ... ed in attesa - spettatori come sempre noi cittadini, eh? - dell'evolversi della situazione oggi vi consentiamo di conoscere i contenuti del Piano, convinti come siamo che spesso gli atti ... aiutino a capire gli strilli indispettiti ed i silenzi ingiustificabili!

sabato 24 ottobre 2009

FOTONOTIZIA: EFFETTO SERRA!

Come previsto nella giornata di Venerdì 23 Ottobre 2009 si è tenuto presso la Sede del Consiglio Regionale della Calabria il Sit–In di protesta delle Associazioni Autonomiste di Sibari, Le Castella, Catanzaro Marina e Porto Santa Venere per sensibilizzare i Consiglieri Regionali sulla indizione dei Referendum Consultivi per le quattro realtà che aspirano a diventare Comune Autonomo.
Una bella pagina di democrazia da parte delle Associazioni Autonomiste che hanno protestato nel massimo rispetto delle Istituzioni senza creare nessun momento di tensione.
Le Associazioni Autonomiste hanno incontrato il Presidente della 1^ Commissione On. Serra che, alla presenza degli On.li Feraudo e De Gaetano, ha rassicurato i presenti al Sit-In che l’indizione dei Referendum Consultivi verrà portato in tempi brevi all’attenzione della Commissione Regionale per il voto finale.
Questo è l'unico "effetto Serra" che auspichiamo si concretizzi!
link:

mercoledì 21 ottobre 2009

VENERDI' 23 OTTOBRE: SIT-IN DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE!

Certo qualcosa bisogna pur fare per scalfire quell'inspiegabile "muro di gomma" che impedisce il corretto percorso legislativo delle proposte di legge ferme in I Commissione, per l'istituzione dei nuovi comuni di Sibari, Porto Santa Venere, Le Castella e Catanzaro Marina! Nel disperato tentativo di porre all'attenzione dei legislatori regionali i bisogni delle collettività rappresentate prima del naturale scioglimento dell'attuale Consiglio Regionale, le rispettive Associazioni hanno deciso di organizzare un SIT-IN, per questo Venerdì 23 Ottobre, presso il Consiglio Regionale a Reggio Calabria!
Sibari sta già organizzando un autobus, e gli altri gruppi si stanno preparando per come possono.
Quanti VENERDI' mattina voglio essere dei nostri non hanno che da contattarci! Per aderire basta contattarci via mail. [scarica volantino]
Amareggiati nel constatare che dopo mesi e mesi dal deposito dei disegni di legge in I Commissione presso il Consiglio Regionale della Calabria, ancora nulla si è fatto per indizire i referendum popolari previsti dallo Statuto della nostra Regione. Il Presidente Giulio Serra, nonostante ripetute promesse fatte in più occasioni pubbliche e private, oggi sembra non voler più accordare i favori di un giusto ed equo iter ai disegni di legge. Questo stallo procedurale è reso ancor più inspiegabile dalle dichiarazioni reseci da quasi tutti i componenti della I Commissione sul fatto che nulla osti il via libera alla indizione dei Referendum Consultivi, come prevede la legge, prova di democrazia e coinvolgimento delle popolazioni interessate, al proseguo del loro iter.
Del silenzio e dell'ignavia, che rischia di condurre al decadimento delle Disegni di Legge con il rinnovo del prossimo Consiglio Regionale, offertoci dall'inconcludente teatrino della politica, le popolazioni interessate se ne ricorderanno al momento opportuno.
E' evidente come qualcuno punti ormai a far decadere le proposte, svilendo le legittime aspirazioni popolari! Ricordiamo però che la politica vera è al servizio dei cittadini, e che per tale principio non dovrebbe mai osteggiare le manifestazioni di libertà e democrazia previste dalla legge! E' in gioco l'etica della responsabilità ed il rispetto della legalità e la nostra regione, i suoi cittadini, di tutto hanno bisogno meno che constatare che è proprio la politica ad impedirne la pratica!
Ricordiamo che costituiamo 4 centri della regione, divisi in più frazioni, che complessivamente raggiungono la quota di oltre 35 mila persone, che ricordiamo ... sono anche elettori!
Non amiamo le dietrologie e non ci interessano i perché e i per come di tale atteggiamento ostativo nei confronti di disegni di legge legittimi, in linea con i dettami della costituzione italiana e dello statuto regionale: a noi interessa che il legislatore faccia quanto ha l'obbligo di fare e che risponda alle richieste poste dalle comunità costiere, che propongono una riorganizzazione amministrativa dei lori territori alla luce delle emergenze idrogeologiche, della erogazione di servizi ai cittadini ed all'assoluto vuoto di governo in cui sono costrette!
Le popolazioni chiedono di autodeterminarsi non per dividersi ma per condividere soluzioni di governo utili a poter meglio amministrare territori considerati marginali dai comuni d'appartenzenza, lasciati pericolosamente in completo stato di abbandono e degrado!
Territori che, al contrario, sono volani di sviluppo, crescita, lavoro ed occupazione, cose non da poco in una regione ai margini di tutti gli indicatori economici nazionali ed europei.
Oltre al SIT-IN di Venerdì, sono all’esame delle 4 associazioni autonomiste ulteriori azioni di protesta, anche eclatanti, poiché non è possibile negare una richiesta democratica pacifica, legittima, legale, supportata da ragioni ben evidenti, già esposte - ahinoi l'anno scorso! - in audizione!

Comitato “Verso l’autonomia di Porto S. Venere”
Associazione “Rinascita per Sibari Comune”
Comitato “Le Castella Comune”
Comitato “Catanzaro Marina Comune”

lunedì 19 ottobre 2009

ECCO IL CENTRO DI AGGREGAZIONE GIOVANILE! PERFINO IL NUCLEO INDUSTRIALE DA' UNA LEZIONE DI GOVERNO DEL TERRITORIO AL COMUNE!

"Dalla analisi e dalla conoscenza delle problematiche del territorio delle frazioni marine (...) il Consorzio per il Nucleo Industriale di Vibo Valentia ha ritenuto di fare proprio lo stato di disagio più volte evidenziato dalla popolazione e dalle aziende insediate (...) con la consapevolezza che la città di Vibo Valentia vive un contesto urbano molto frammentato, suddiviso in diverse aree e frazioni, dove si registra la presenza di una significativa parte della popolazione (...) con alti livelli di disagio, soprattutto giovanile. (...) In queste aree, marginali rispetto la città di Vibo, percorse tra l’altro dal doloroso evento dell' alluvione del 3 luglio 2006, vi è la necessità di un rapido recupero delle condizioni minime di vivibilità, di crescita culturale, morale e sociale. Tutto ciò con l’obiettivo di frenare l’altissimo livello di emigrazione, soprattutto giovanile e, allo stesso tempo, contrastare i fenomeni di rischio di devianza sociale."
Con questa premessa il Consorzio per lo sviluppo industriale, ha partecipato al bando emanato dalla Regione, presentando un progetto - per quasi l'intero importo finanziabile a progetto (800mila euro), per la realizzazione un Centro di Aggregazione Giovanile a Porto Salvo!
[per leggere l'intera nota della Direzione del Nucleo scarica articolo di CalabriaOra]
E' una premessa tutta politicosociale, che non ti aspetti ... probabilmente dovuta alla nuova Presidenza (ricordiamo che oggi il Presidente del Nucleo è l'ex Presidente della Provincia, nonchè Capo Gabinetto della Presidenza della Giunta Regionale, On. Gaetano Bruni); è una risposta alla incapacità di riconoscere e governare i punti deboli del territorio comunale da parte dell'Ente che ne avrebbe il dovere; è una inattesa quanto concreta opportunità per creare a Porto Salvo, l'area più a rischio della costa, una struttura dedicata alla pratica delle varie discipline sportive (pallavolo, basket, tennis, calcetto), dotata di strutture logistiche (spogliatoi, depositi e infermeria), dove promuovere anche la crescita formativa e culturale dei giovani!
Certo, anche questa è una soluzione alla vibonese, adottata più che altro pensando al budget (nemmeno noi che attenzionavamo le proposte ne sapevamo niente), ma dal Nucleo non si può certo pretendere pratichi la partecipazione! Sono gli Enti decentrati elettivi che hanno l'obbligo di sperimentare sempre e comunque percorsi partecipativi, anche quando scelgono di non intraprenderli!
Che dire? Speriamo venga finanziato ed realizzato! Non solo per quanti ne potranno usufruire ma anche perchè la potremmo considerare come l'ennesima "bella lezione" - un'altra, dopo quella dell'ASPO! - data ai nostri assessori ed al nostro Sindaco! Anche se probabilmente non insegnerà loro niente ... a noi conferma la misura di quanto il nostro territorio, i nostri giovani, il nostro mare ... appartenga sempre meno a questo comune!

link:
www.calabriaora.it

sabato 17 ottobre 2009

MA DOVE FINISCONO I GIOVANI?

L'Amministrazione Comunale di Vibo è tra quelle (ormai poche in verità) che non redigono un Bilancio Sociale.
Dubitiamo non sappiano cosa sia, anzi non è da escludere che se ne sia parlato anche al recente incontro formativo piemontese dell'Anci, al quale i nostri amministratori hanno partecipato in massa.
Se avessero redatto un Bilancio Sociale ... sarebbe stato certamente impresentabilmente rosso, deficitario.
Stante poi le condizioni della città costiera ... la situazione è così drammatica che l'ente sarebbe stato certamente da commissariare.
Forse è per questo che da noi non si usa.
I nostri giovani sono usati ... spersi.
Per le strade si vedono sempre quelli più problematici, borderline: li vedi perdersi tra un cocktail ed un colpo alla slotmachine del bar, scimmiottare uomini d'onore sopra macchinine elettriche o armeggiare musiche incomprensibili con i telefonini. Non sono mai soli, camminano in gruppo.
Come i nostri Giganti fanno paura, appaiono rumorosi e altissimi, poi ti tranquillizzi quando li riconosci fragili sotto quelle vesti sporporzionate.
Gli altri non si vedono che la domenica, tutti tesserati a qualche partito o squadre agonistiche e non.
Gli altri giorni è il vuoto, un "vuoto sociale" che in realtà non rimane tale ma che, quotidianamente, si riempie inesorabilmente di male.
La città la riconosci la stessa solo dai visi dei non più giovani, sono i trenta o quarantenni che te la rammentano, altrimenti sarebbe estraniante, respingente ... infelice.
Ma dove finiscono i giovani? In palestra? A scuola di musica, a danza? In parrocchia? Nei Centri Anziani?
Anche qui qualcuno è sparito realmente (nel vibonese la lupara bianca è prassi da record nazionale) gli altri probabilmente si dividono ... tra Vibo e Pizzo: stasera ne abbiamo scoperti un paio a Pizzo, nel nuovissimo Centro d'Aggregazione [vedi link] di quella città ... qui non hanno ragioni per esserci, e nessuno si preoccupa di farne scoprire.