lunedì 25 ottobre 2010

IN SILENZIO ... UN'ALTRA STELLA ILLUMINA IL NOSTRO CIELO!


Un'altra stella si è aggiunta al nostro cielo, indicandoci per sempre l'amicizia e l'amore come unica via per sentirsi parte di una comunità ... che troppo silenziosamente anela a ritrovarsi.
Dacci sempre una mano, Giancarlo! Antonio

Giancarlo nostro, non c’è più. E’ andato. Dopo dure e lunghe sofferenze. Conforta me e la mia famiglia, il fatto di non saperlo più soffrire e l’amore e l’amicizia che in questi mesi di lotta lo hanno sostenuto ed aiutato, regalandogli gioia, conforto e sorrisi. Vi voglio bene tutti, grazie di tutto, di vero cuore. Roberto


Stasera, dalle ore 18,30 a Vibo Marina presso la chiesa santuario della Madonna di Pompei, sarà allestita la camera ardente per GIANCARLO NASO, fratello amatissimo del nostro Roberto Maria Naso. I funerali saranno officiati presso la chiesa nuova di Vibo Marina martedi alle ore 15,30.

mercoledì 20 ottobre 2010

FRANE ED ESONDAZIONI: IL NOSTRO FRAGILE RETICOLO ... IDROENCEFALICO!

Abbiamo un Reticolo Idrografico che ormai va in tilt in una sola notte di pioggia; abbiamo frane ed esondazioni ormai in ogni stagione dell'anno; abbiamo le marine ormai "vivibili" solo nei mesi estivi. Nonostante ciò ... un Reticolo Idroencefalico di interessi edilizi tende a "rimuovere" - al pari delle ruspe che rimuovono il fango dagli alvei dei torrenti - la fragilità che ormai circonda i nostri centri urbani.
Un esempio del Reticolo Idroencefalico ormai andato in tilt a gran parte dei nostri amministratori sono gli articoli apparsi oggi sulla Gazzetta del Sud. Se da un lato si legge la cronaca di quanto accaduto in questi giorni, dall'altro è possibile leggere il reiterato tentativo di "ampliare" le aree edificabili lungo la nostra costa.
E' paradossale - per questo li "riportiamo" assieme - leggere assieme i due articoli. Per pura coincidenza ieri non ci sono state vittime ... la stessa coincidenza provocò la morte del piccolo Salvatore, Ulisse e Nicola.
Noi li ricordiamo sempre, altri non più.


Maltempo, in ginocchio la fascia costiera. I territori dei due comuni al centro della furia di 5 torrenti in piena. Chiesto lo stato di calamità
Marialucia Conistabile - Gazzetta del Sud del 20.10.2010

PARGHELIA. Circa 150 persone evacuate nella notte, altre cento sgomberate. Danni ingenti alle strutture ricettive tra Zambrone e Parghelia, mentre da ieri è bloccato il traffico ferroviario tra Tropea e Zambrone. Frazioni isolate e strade interrotte, smottamenti un po' ovunque e torrenti che continuano a ingrossarsi e a straripare, mettendo a repentaglio interi quartieri, soprattutto a Parghelia.È pesante il bollettino dei disagi creati dal maltempo che si è abbattuto sul Vibonese, dove anche l'entroterra (Polia, Acquaro, Dinami, Nicotera e Cessaniti) ha subito danni. Ma in particolare lungo la fascia costiera le 36 ore di pioggia, praticamente ininterrotta, hanno dato il colpo di grazia a un territorio molto fragile dal punto di vista idrogeologico. Fortunatamente non sono stati registrati danni alle persone, ma ci è mancato poco. Per tutta la giornata di ieri, soprattutto a Parghelia e Zambrone, il livello di emergenza è stato molto alto e gli effetti del maltempo così devastanti da indurre il sindaco di Parghelia Maria Luisa Brosio a chiedere lo stato di calamità naturale.L'allerta, nei due centri del Vibonese, è scattato intorno alle 21 di lunedì. Mobilitati amministratori, Prefettura, Protezione civile, vigili del fuoco e Provincia. In allerta anche carabinieri, polizia e Corpo forestale, unitamente alla polizia provinciale e ai vigili urbani.Tra Zambrone e Parghelia lo smottamento di parte della collina ha lasciato privo di sostegno un tratto della linea ferrata, dove sono in atto i lavori di ripristino. Nelle stesse ore a Parghelia lo straripamento di tre torrenti – Le Grazie (Zona Tropea), Vardaro e Cannamele – provocava danni su tutto il territorio comunale riversando fiumi di fango nei villaggi turistici, a valle. Dalla collina sovrastante, in pratica, è arrivato di tutto, massi e tonnellate di terreno. Una quantità enorme, tanto da ostruire completamente il ponte della ferrovia sotto il quale si snodavano le strade verso il mare e il porto di Tropea. Nella notte tra lunedì e martedì 59 persone sono state evacuate dall'hotel Cannamele il cui giardino è stato inondato dalla piena dell'omonimo torrente. La struttura non ha riportato alcun danno, tranne l'allagamento di qualche scantinato, ma nel giardino sette autovetture sono rimaste bloccate tra i detriti e i massi trascinati dalla piena. Inoltre, durante la notte, il sindaco di Parghelia ha emesso un'ordinanza di sgombero per i residenti di altre località, oltre a Cannamele, e cioé: rione Aria, provinciale Fitili-Parghelia, rione Frezza e contrada Cervo. Complessivamente un centinaio di persone hanno trascorso la notte fuori casa. Alcune di loro e gli ospiti dell'hotel sono stati dirottati in altre strutture di Tropea (Tropis, Terrazzo sul mare e Pietra del mare). Chiusa la strada che collega Parghelia a San Giovanni di Zambrone.Frazione che insieme a Daffinà e Daffinacello sono rimaste isolate, anche se il Comune ha provveduto a liberare qualche strada interna. Ma nel territorio di Zambrone la situazione più grave si è registrata alla Marina dove la via d'accesso alle strutture ricettive è completamente invasa da una montagna di detriti. L'altra notte il sindaco Pasquale Landro ha ordinato l'evacuazione dell'hotel Parco dei principi, dove si trovava un gruppo di 91 turisti (tra i quali due bambini e un neonato) e 8 dipendenti che sono stati sgomberati e portati all'hotel Scoglio del mare. A Zambrone a creare lo stato di allerta è stato lo straripamento del torrente Zinzolo e la piena dello Spano che ha rotto gli argini. Anche qui i danni alle strutture ricettive sono ingenti. Ieri gli studenti di Zambrone e Daffinacello non hanno potuto raggiungere Vibo per l'impossibilità dei pullman di arrivare nei centri abitati. Nessun problema, invece, per gli alunni di elementari e medie di Zambrone. Landro, inoltre, a causa di guasti alla condotta dell'acqua potabile ha ordinato il divieto d'uso in attesa che la Sorical (già al lavoro) provvedesse a sistemare il tutto. Nei due centri, comunque, la situazione è sotto controllo.Problemi segnalati dal sindaco Francesco Prestia anche a Briatico, per l'esondazione dei torrenti Murria e Spataro con danni sul lungomare, mentre nel territorio di Cessaniti è crollato un tratto della Pannaconi-San Cono.

Edilizia paralizzata tra sequestri e dissesto. Maggioranza e opposizione si schierano per la ripresa dei cantieri anche alla luce degli interventi effettuati.
Nicola Lopreiato - Gazzetta del Sud 20.10.2010

Firmano tutti. Sindaco, assessori, il dirigente della ripartizione urbanistica, i consiglieri comunali di maggioranza ed i gruppi di minoranza, che avevano presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno per discutere sulla paralisi edilizia venutasi a determinare da quando scattò l'operazione denominata Golden House (case d'oro) che portò al sequestro di alcuni immobili perché realizzati in area a rischio alluvione. Da quel giorno, infatti, palazzo "Luigi Razza, bloccò qualsiasi tipo di concessione edilizia in attesa che le condizioni di sicurezza su tutto il territorio migliorassero.Il documento sottoscritto dall'Amministrazione e da tutto il Consiglio comunale è diretto al commissario delegato per l'emergenza alluvione, ovvero al presidente della Giunta regionale Giuseppe Scopelliti, quindi allo stesso governatore e all'Autorità di bacino regionale. A loro chiedono un «incontro urgente allo scopo di intraprendere una linea d'azione volta a porre rimedio a questa insostenibile condizione», sottolineando la ormai improrogabile ripresa dell'attività edilizia il cui blocco ha determinato delle gravissime ripercussioni sull'intera economia.Amministratori e consiglieri fanno presente la necessità, quindi, di arrivare ad una «rivisitazione delle ordinanze commissariali precedenti», attraverso le quali venivano recepiti gli studi del prof. Pasquale Versace dopo la disastrosa alluvione del 3 luglio 2006.

La nota evidenzia che «la passata amministrazione ha dato incarico ad una coppia di professionisti di comprovata esperienza e di approfondita conoscenza del territorio comunale, di redigere "uno studio approfondito per conoscere l'effettivo livello di rischio delle aree interessate dai principali impluvi". Palazzo "Luigi Razza" fa presente alle autorità regionali che «nei giorni scorsi l'amministrazione ha recepito uno stralcio del lavoro ordinato» dal quale si evince che «una parte del territorio comunale è compatibile con una "normale attività di governo del territorio". Nel contempo gli enti preposti al compimento dei lavori funzionali ad una messa in sicurezza del territorio – viene evidenziato nella nota – hanno consegnato un elenco di opere che sono già state eseguite o che saranno appaltate nel breve periodo e che quindi hanno modificato in meglio il quadro territoriale di riferimento».I firmatari del documento non trascurano che vi è in atto sul territorio provinciale una chiara disparità di trattamento con i comuni limitrofi, anch'essi colpiti dall'alluvione del 3 luglio 2006 e dove, invece, l'attività edilizia viene esercitata con normale regolarità». Della vicenda che caratterizza il blocco edilizio interessati da parte del Sindaco e dell'assessore all'Urbanistica anche il presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, l'assessore regionale all'Urbanistica Pietro Aiello; l'assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Gentile; il presidente della IV Commissione consiliare Alfonso Dattolo e al dirigente generale delle Infrastrutture, ing. Giovanni Laganà, nonché al dirigente del dipartimento urbanistica e governo del territorio, arch. Saverio Putortì. A loro gli amministratori di palazzo "Luigi Razza" chiedono un intervento chiarificatore, anche attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico di concertazione permanente, che possa fornire un'interpretazione univoca all'intera vicenda».

L'alluvione

Era il 3 luglio 2006 quando la natura si è ribellata scatenando sul territorio vibonese un vero e proprio cataclisma provocando morti, feriti, danni per oltre 100 milioni di euro, centinaia di sfollati. Il giorno del nubifragio, in due momenti differenti, persero la vita lungo la statale 18, perché travolti da ondate di fango e detriti Salvatore Gaglioti, di soli 16 mesi. E le guardie giurate Ulisse Gaglioti, zio del piccolo, e Nicola De Pascale. Tutti uccisi mentre all'interno delle loro autovetture transitavano lungo la Statale.La disastrosa alluvione ha dato vita a due inchieste della Procura della Repubblica. La prima aveva portato a puntare l'attenzione sui vertici dell'Anas e della Protezione civile ma i capi d'imputazione si sono sbriciolati davanti al gup. La seconda, invece, è ancora in piedi e vede indagati amministratori comunali e provinciali, nonché tecnici di Comune e Provincia.

domenica 17 ottobre 2010

PER RIPULIRE LA CITTA' ... NON BASTA PIU' IL PENNELLO!

Rione Pennello, tra erosione e aria irrespirabile Paolillo e Santoro: oltre a controllare l'acqua si faccia anche un monitoraggio ambientale
di Vittoria Sicari - Gazzetta del Sud 17.10.2010


Il quartiere Pennello di Vibo Marina non è solamente l'emblema del degrado fisico e strutturale, ma è anche la zona più inquinata a livello atmosferico. A sollevare l'attenzione sulla grave situazione di irrespirabilità dell'aria ci ha pensato il Wwf che nella giornata di ieri ha organizzato un sit-in sul viale dell'Industria, all'altezza della piazzola Agip. «Oltre a controllare l'acqua – ha sottolineato il responsabile provinciale dell'associazione Domenico Santoro – occorre che le autorità preposte intervengano per monitorare l'aria, che specialmente in questo quartiere è irrespirabile, sia a causa dell'inquinamento gassoso, che della polvere che si solleva da terra da quando la strada camionale, parallela al viale dell'industria è stata chiusa a causa dei lavori di ripristino del letto di un torrente danneggiato dall'alluvione del 2006». In realtà, l'abbandono, che anno dopo anno è diventato cronico, si sta impadronendo di quel che rimane di spiagge, strade, piazze. E se negli anni '60 e '70 il Pennello, benchè non si fosse data alcuna connotazione turistica, era il mare non solo dei vibonesi, ma anche dei turisti provenienti da altre regioni d'Italia, oggi è il simbolo del decadimento totale delle frazioni marine. A ricordarlo Katia Achille che da 58 anni ha casa in quel quartiere e che come tanti altri abitanti della zona sperava, che almeno con il passaggio dell'intera area dal demanio al patrimonio, il comune potesse acquistare i terreni e rivenderli ai privati, bonificando così il territorio.

«Sta di fatto – ha osservato Pino Paolillo segretario regionale Wwf – che abbiamo scritto all'Arpacal per avere dati aggiornati sul monitoraggio ambientale e per sapere come mai a Vibo Marina viene utilizzata una sola unità mobile di rilevamento che staziona nell'area portuale. L'Arpacal – prosegue Paolillo – ci ha a sua volta indirizzati al comune a cui abbiamo protocollato una richiesta in giugno senza avere avuto ancora alcuna comunicazione».
A dare man forte ai responsabili del Wwf c'era anche l'ex consigliere di circoscrizione Michele Zaccaria, Paolo Sorrenti, presidente della Lega navale, il quale ha proposto di avviare un tavolo istituzionale di confronto e Michele Malderizzi, presidente dell'associazione Marinai d'Italia, che nel condividere la battaglia a favore dell'acqua e dell'aria salubre, ha evidenziato la necessità di delocalizzare le industrie ubicate nel centro abitato. Della stessa opinione Domenico Schipilliti dell'associazione Marea, il quale ha espresso preoccupazione riguardo la paventata ipotesi che all'Italcementi possa essere bruciato Cdr (combustibile derivato dai rifiuti) e Pfu (pneumatici fuori uso).
Il punto su cui sia il Wwf che le altre associazioni presenti sul territorio non intendono demordere è che «l'inquinamento c'è e lo si percepisce anche visivamente, infatti, spesso il cielo si colora di una striscia scura che come una coltre sovrasta Vibo Marina». E se l'aria, è acclarato che sia incolore e inodore, forse qualcosa di strano ci sarà pure. Un'interrogativo legittimo che i residenti girano alle autorità sanitarie e agli amministratori locali ai quali chiedono sia di condurre un'accurata indagine epidemiologica, che di provvedere ad acquistare nuove centraline per il monitoraggio ambientale. È comunque notizia recente che l'amministrazione comunale abbia già inserito in bilancio la somma per l'acquisto dei macchinari di controllo per l'inquinamento.

sabato 16 ottobre 2010

METEOSTAZIONE A TROPEA!


La Rete Stazioni Meteo di MeteoWeb continua a crescere e la sezione dedicata alla Calabria, dopo le ultime novità del Progetto Pollino e la stazione meteo di Camigliatello Silano affiancata alla webcam nella nota località sciistica Silana, si fregia da oggi di una nuova stazione meteorologica d’elite.E’ infatti online la stazione di Tropea, rinomata località turistica della Calabria Tirrenica, in Provincia di Vibo Valentia, a pochi km a nord di Capo Vaticano.



Tropea (Vibo Valentia) - Stazione Meteo online - click qui


La stazione è installata a strapiombo sul mare, nel centro storico della città, sul terrazzo della sede del Gruppo Volontari di Protezione Civile di Tropea, che hanno fortemente voluto a disposizione questo strumento e in collaborazione con MeteoWeb, da oggi forniscono i dati meteorologici di Tropea in tempo reale sul web, tramite la Rete Stazioni Meteo del MeteoPortale del Mediterraneo (http://www.meteoweb.it/).
In un periodo in cui i cambiamenti climatici stanno determinando un aumento dei fenomeni estremi, questo strumento è di assoluta importanza soprattutto in una località come Tropea, ad alto rischio frane e dissesto idrogeologico: monitorando i dati della stazione in tempo reale, anche i singoli cittadini potranno intuire, tramite i dati online, i vari livelli di pericolosità di determinati fenomeni meteorologici.
estratto da: Strill.it

venerdì 1 ottobre 2010

VIBO VAL BENE UNA MESSA!

L' iter autorizzativo necessario per consentire all'Italcementi di alimentarsi con CDR (balle di rifiuti talquale) e PFU (pneumatici usati) sta per chiudersi: abbiamo appreso dalla stampa [leggi articolo di CO del 26 settembre scorso] che si è già svolta una Conferenza dei Servizi dalla quale pare ... sembra ... che nulla osti a trasformare la nostra tanto amata fabbrica, che ormai si scambia facilmente per un complesso condominiale all'interno della città, in un inceneritore.
Nulla osta?
Cercheremo di sapere qualcosa in più, anche se la notizia ci cade addosso come una doccia fredda, eppure una domanda ci assilla da domenica scorsa: qual'è stato il parere della Provincia? Quale quello del Comune?
Entrambi positivi? O no? Ma qualsiasi parere sia stato espresso (ed a parte le procedure, le carte e le competenze) ... come mai nessuno di questi enti "locali" ha sentito l'obbligo civile e morale di informarne prima i cittadini? I tanti condomini che vi abitano a fianco?
Già eravammo assillati da domande preoccupanti, legate alla non potabilità dell'acqua giallognola-rossastra: quale acqua usano ai bar e nei ristoranti? Con quale acqua lavano le famose verdure inscatolate vibonesi o le altrettanto famose mozzarelle? Ed i gelati? Le loro etichette riporteranno i valori del manganese e del ferro contenuti? E se si ... riporteranno quelli dell'USL, della SORICAL o dell'ARPACAL? Presi da queste domande ed in attesa di capirlo (grazie però solo alle azioni autorevoli del Prefetto), siamo stati superati dagli eventi, ed ora siamo quì a domandarci amleticamente come potrebbe essere da domani la nostra aria (già giallognola alcune sere) ... al PFU e al CDR!
Nel frattempo è utile prepararsi a celebrare messa!

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