domenica 30 gennaio 2011

IL CASTELLO DI BIVONA ... CIRCONDATO DA TERRA AL BITUME!

Grazie all'invio di alcuni nostri affezionati lettori riusciamo a farvi vedere alcune foto eccezionali sui lavori, ormai quasi al termine, del "recupero" del Castello di Bivona.

E' sorprendente scoprire che la realtà sia così diversa dai fotomontaggi allegati al progetto definitivo: da quelle immagini i fruitori dell'aria adiacente al prezioso monumento storico sembrano immersi nel verde al pari della struttura.

Le foto inviateci ieri sera però rivelano una disastrosa realtà: un materiale nero, del tutto simile al bitume nella colorazione e nella consistenza, circonda ormai un intero lato del maniero trecentesco!

A parte però il brutto aspetto del "manto stradale" che più che valorizzare i caratteri storici ed ambientali dell'intero complesso incastellato, lo umilia rendendolo simile ai parcheggi adiacenti dell'area industriale dismessa ... si rimane interdetti per l'effetto impermiabilizzante che un simile intervento va a creare un una zona soggetta a frequenti allagamenti!

Ne abbiamo viste tante di cose incomprensibili e dannose in questi anni ... ma queste foto testimoniano che al peggio non c'è mai fine!

E' possibile che un simile intervento abbia una giustificazione?

Se anche l'avesse, qualsiasi essa sia ... è del tutto evidente sia inadeguata al monumento storico ed contesto nel quale è imerso da secoli!

Ringraziamo dunque gli amici per la segnalazione! Assicuriamo che dopo il primo attimo di sbigottimento ed indignazione ... cercheremo, come sempre, di capire cosa accade ed in qualche modo adoperarci affinchè si possa trovare un rimedio prima della definitiva chiusura del cantiere!

Che dio ci aiuti!


link: http://comuneportosantavenere.blogspot.com/search/label/CASTELLO%20DI%20BIVONA

lunedì 24 gennaio 2011

IT'S INCREDIBLE! PRIMA O POI CI SI CONNETTe!


Secondo l’autorevole istituto americano EPA (Environmental Protection Agency) “i cementifici sono la seconda fonte di diossine e furani grazie alla scelta di utilizzarli per bruciare rifiuti industriali”*.
La prima fonte di diossina, manco a dirlo, è la scelta di bruciare rifiuti urbani.
Dati della Italcementi alla mano, notiamo come per trasformare il cosiddetto “clinker” in cemento e calcestruzzo, la temperatura di cottura del prezioso materiale è di circa 1500 gradi. A quanto pare il principale problema imputabile all’inceneritore non sta nella trasformazione del clinker, quanto piuttosto nella modalità di bruciatura del materiale. Infatti per alimentare la sua fabbrica, l’Italcementi brucia combustile derivato dai rifiuti, ovverosia “cdr”. Come spiegato dall’emerito professore di chimica Connet, “il cdr è un pericoloso composto di carta e plastica che genera la diossina”, dove “tanto è migliore il processo di incenerimento tanto più tossiche saranno le ceneri prodotte”. I dati della stessa cementeria, fermi al 2006 e pubblicati sul sito della stessa fabbrica, sottolineano come per la produzione di clinker vengono immesse nell’aria sostanze tossiche. Per quanto riguarda le emissioni di gas serra, su una produzione ad esempio di 495 mila tonnellate di clinker, attestati nel 2006, vengono immesse nell’aria 822 kili di Co2 per ogni tonnellata di clinker prodotto. Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, notiamo come su 495 mila tonnellate di clinker prodotto sempre nel 2006, abbiamo avuto 6,5 grammi di polvere per ogni tonnellate di clinker prodotto, 1445 grammi di ossidi di azoto, 68 grammi di biossido di zolfo, 20 milligrammi di mercurio e 19 nanogrammi di diossina per ogni tonnellata.
L’EPA però, che di sicuro non conosce la situazione Italcementi nello specifico, ha stimato che, per i cementifici che usano rifiuti come combustibile, l’emissione di diossine è pari a 24,34 nanogrammi per kilo*, dunque ben diversa dalla stima della Italcementi, che al contrario lo calcola per tonnellate.
*(dati ricavati dal sito http://www.circoloambiente.org/)

L'emerito professore di chimica della università di New York a Vibo Marina per parlare di ambiente e futuro. "It's incredible", commenta quando spiega la situazione Italcementi.

Chi ha avuto la fortuna di assistere all’incontro di martedì, presso l’auditorium della chiesa parrocchiale di Vibo Marina, sul tema ambientale “Una soluzione sostenibile per la gestione dei rifiuti”, sarà ritornato a casa con rinnovate convinzioni. Si è parlato di tutto, analizzando problemi ed eventuali soluzioni. Si è parlato di inceneritori e alternative. Si è parlato di responsabilità civile, politica ed industriale. Si sono mostrate tabelle, valori e dati. A margine, cercando di lavare i panni in famiglia, la domanda sorge spontanea: ma chi sono i catastrofisti? Sono coloro i quali credono che chiudere l’Italcementi sia la soluzione migliore per una vita migliore, oppure sono quelli che ancora pensano che il colosso del cemento di Bergamo sia in realtà una vera opportunità di crescita economica “pulita” che produce solo utili? In realtà Paul Connet non dice nulla di nuovo alla popolazione, perché la popolazione conosce già molto bene le dinamiche politico-industriali e le conseguenze derivate. Ma è chiaro che se a sostenerlo è un professore emerito di chimica americano, ulteriori certezze vanno ad arricchire lo sdegno popolare, che dopo l’incontro di martedì, si fa ancora più corposo. Volendo rimanere in buona fede, vuoi perché Connet non è mai venuto nelle nostre zone, vuoi perché comunque rimane un autorevole voce imparziale, se c’è qualcosa che stupisce è vedere come sia lui quello più stupito. Se non altro perché Connet di posti ne ha girati parecchi e di situazioni critiche ambientali ne ha viste altrettante. 2000 in 25 anni per la precisione. Ma Vibo Marina, evidentemente, lascia il segno. Il noto professore ambientalista rimane letteralmente estere fatto dalla triste visione di un agglomerato urbano con al centro una bella fabbrica di cemento. “It’s incredibile”, commenta allibito. Non si capacita e non lo reputa possibile. Sviscera dati su dati, di come ad esempio “le nano particelle contenute nelle ceneri del cemento e immesse nell’atmosfera dagli inceneritori, sono altamente tossiche perchè, frequentemente riciclate, distruggono il sistema di filtraggio dell’aria”. E se a questo si aggiunge che tutto quello che viene bruciato si chiama “cdr”, ovverosia “un pericoloso composto di carta e plastica che genera la diossina”, il gioco è fatto. D’altra parte, il professore capisce bene l’importanza dell’Italcementi in ottica “posti di lavoro”, e sforzandosi di trovare soluzione a questo problema aggiuntivo, che ad ogni modo reputa “ egualmente insufficiente” perché “tentativo di perfezionare una pessima idea”, si appresta a commentare dicendo: “Se proprio volete bruciare qualcosa negli inceneritori fatelo. Ma fatelo almeno con i combustibili migliori, non con quelli più sporchi e pericolosi, come il cdr appunto”. “L’incenerimento – continua l’emerito professore – è una perdita di opportunità e uno spreco di energia”. E le tabelle mostrate lo chiarificano: l’incenerimento non è perseguibile nemmeno dal punto di vista dell’energia recuperata. L’incenerimento non è una pratica sostenibile. Punto. Se si considerano le emissioni tossiche poi, “si è particolarmente preoccupati in quanto ci sono degli elementi che non è possibile distruggere. La cosa peggiore è che tali elementi, i metalli ad esempio, si disperdono nell’atmosfera finendo nelle ceneri; e tanto è migliore il processo di incenerimento tanto più tossiche saranno le ceneri prodotte”. Si tratta, dunque, “di sostanze estremamente tossiche mai create nemmeno in un laboratorio chimico, le quali vengono buttate fuori dall’inceneritore sotto forma di particelle estremamente sottili che possono penetrare profondamente all’interno dei nostri polmoni entrando rapidamente nella circolazione sanguigna”. Le conseguenze? Malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie. Niente di nuovo per Vibo Marina e dintorni, appunto. La lezione del professore americano è chiara, asettica, scorrevole. Non vuole mettere apprensioni o paure alla gente. Lui è stato chiamato semplicemente per far capire a tutti cosa significhi un impatto ambientale di questo tipo. Nulla più. Dall’alto del suo pensiero ambientalista, vorrebbe vedere più responsabilità, perché potrebbero essere appunto le responsabilità di ogni singolo cittadino a fare la differenza. Raccolta differenziata, porta a porta, riciclo, compostaggio, selezione alla fonte, sostenute a loro volta da incentivi economici, nuove politiche industriali e speciali centri di ricerca. Sembrano cose lontanissime dal pensiero comune, soprattutto dalla politica dei nostri giorni. In realtà, come dice lo stesso Connet, “si tratta semplicemente di copiare la natura, perché la natura non produce rifiuti che non si possono smaltire“. Un’utopia, specie se si pensa a Vibo Marina, città dell’abbandono e dell’illusione per eccellenza. “Se in altri posti del mondo ce l’hanno fatta, perché voi non ce la potete fare?”, domanda Connet alla platea. Già, perché? E intanto da qualche giorno l’Italcementi ha ripreso a bruciare cdr. Ma nemmeno questa è più una novità.

1 Link: Rosso Fajettu: Lezioni di ambiente con Paul Connett
2 Link: Rosso Fajettu: Italcementi fabbrica "pulita"?

venerdì 14 gennaio 2011

IL PROF. CONNETT SARA' MARTEDI' 18 GENNAIO A VIBO MARINA!

Martedì prossimo sarà un giorno importante per la nostra città, perchè vedrà la presenza del Prof. Paul Connett, professore emerito di chimica ambientale presso la St. Lawrence University dello Stato di New York.
La nostra comunità ha già espresso con fermezza il suo NO ad ogni ipotesi di trasformare la nostra fabbrica in un "ridicolo" inceneritore, così come con grande senso civico ha sperimentato la raccolta differenziata dei rifiuti la scorsa estate.
Siamo praticamente ad un bivio: raccolta differenziata interrotta e incenerimento dei rifiuti dipingono a tinte fosche e nere il nostro futuro e quello delle generazioni a venire.
Dinanzi a tale scenario ogni contributo a riflettere, discernere il vero dalla propaganda, competenze dalle improvvisazioni, business dal progresso, lecito ed illecito, è ben accetto.
Per tale ragione vi invitiamo a partecipare all'incontro che si terrà a Vibo Marina, martedì 18 gennaio alle 16,30 presso l’ Auditorium “Giubileo 2000” della Chiesa Parrocchiale.

L'incontro, organizzato dalla Rete Nazionale “Rifiuti Zero”, dalla rete Regionale “Franco Nisticò”, nonché dal Forum delle Associazioni Vibonesi per il Territorio, sarà utile per illustrare i pericoli connessi all’utilizzo di CDR (combustibile da rifiuti) nei cementifici e i benefici della Strategia Rifiuti Zero, basata su riprogettazione industriale dei prodotti, riduzione alla fonte dei rifiuti, riuso, riciclo e raccolta differenziata spinta porta a porta.
Contiamo sulla tua presenza e sulla tua disponibilità divulgare l'iniziativa!
E' una importante occasione per conoscere utili soluzioni per assicurare il rispetto dell’ambiente e la salute dei cittadini e per affrontare e risolvere il problema dei rifiuti nella nostra Calabria.


mercoledì 5 gennaio 2011

2011: RINNOVIAMO IL NOSTRO IMPEGNO ... CON UNA TESI SULLE RADICI DELLA NOSTRA PROCESSIONE A MARE!

Da qualche giorno ci chiedevamo come celebrare in maniera efficace i nostri 3 anni di attività e di presenza sul web. Nel gennaio 2008 iniziavano le nostre pubblicazioni online, alimentando il percorso legislativo legato alla proposta di fare di Vibo Marina, Bivona, Portosalvo, San Pietro e Longobardi un unico comune. Abbiamo fornito elementi utili di riflessione e documentazione, denuncia e proposta, ironie e tristezze quotidiane. Abbiamo aperto la nostra realtà al mondo ... e questo ci ha permesso di scoprire che l'enormità del degrado esistente è pari alle grandi ricchezze che abbiamo e che nessuna politica mira a valorizzare. Da questa scoperta trae linfa il nostro sdegno ed il nostro impegno!
Il nostro terzo anno di attività non sarà un anno meno impegnativo degli altri: altre emergenze si aggiungeranno alle esistenti e questo ci obbligherà a peseverare nel nostro percorso, augurandoci di contare sempre sul vostro sostegno!
Con tutta probabilità sosterremo nuovamente un percorso legislativo utile a rivendicare con forza quanto da tempo sosteniamo (il nostro progetto di legge è decaduto con la fine della scorsa legislatura regionale) con argomenti, ragioni e speranze, questa volta però facendoci promotori di una Legge Regionale Popolare, per la quale occorrerà la firma di tutti i calabresi a noi vicini.
Ma mentre ci prepariamo a questo ... non trascureremo di alimentare questo blog, ormai un vero e proprio phamplet delle aspettative e delle passioni di una comunità intera che seppur nella realtà stenta (o decade) sul web si rianima con tutte le storie - antiche e moderne, molte delle quali inedite - che ne hanno segnato (e che ne segneranno certamente) il destino.
Oggi, per celebrarci dunque, doniamo ai nostri lettori una recentissima tesi svolta da una nostra figlia, Maria Giovanna De Natale, dedicata alla nostra festa patronale. Nel ringraziare l'autrice per averla messa (tramite noi) a disposizione della nostra comunità, le rinnoviamo i più fervidi auguri per il suo futuro!
La tesi, dal titolo "Feste, Madonne e Santi. Analisi antropologica della festa patronale di Vibo Marina" è storicamente la prima tesi dedicata al rito che più di tutti rappresenta il nostro paese ed alla nostra comunità: la festa della Madonna del Rosario e la sua processione a mare! Festa ovviamente vissuta insieme in questi tre anni online .
Lo studio antropologico della De Natale è ben svolto e ben documentato e ben sostanzia quel percorso necessario ad una comunità nel riscoprire la ricca complessità delle sue radici, al di là del vissuto di ognuno di noi. E' uno studio che merita di essere divulgato e rende ancora più ricco e documentato il nostro blog, dunque ... ve lo lasciamo leggere e rileggere senza ulteriori indugi, con la soddisfazione di scoprire in bibliografia anche il nostro comuneportosantevenere.org e quello dei nostri amici di vibomarina.eu.

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