domenica 28 ottobre 2012

OGGI "FACCIAMO RUMORE"!

Dalle quindici del pomeriggio marceremo per le vie del paese. Faremo rumore e sottoscriveremo una lettera appello, indirizzandola a tutte le istituzioni.
Non è per eccessiva cautela, sono decenni che si chiede di non considerare le comunità costiere del comune di Vibo come seconde case, secondo posto dei programmi, secondi nelle attività culturali ... secondi o ultimi nella sicurezza. Questa volta, a cascata, ad ogni organo dello Stato sarà reso edotto (e responsabilizzato) di quanto  accade in questa comunità negli ultimi mesi ... in cui la criminalità pare pronta ad un salto di qualità a dispetto dei passi indietro dell'Amministrazione locale. E' dunque il caso di pensare ora, ognuno per la sua parte, a porvi rimedio. I giovani si fanno portatori di proposta più che di protesta, richiamando ogni istituzione centrale o decentrata al proprio ruolo.
Oggi trascriviamo per intero la lettera che verrà inviata alle Istituzioni; nei prossimi giorni decriveremo il percorso intrapreso, le aspettative e gli esiti ... di un 28 ottobre che in ogni caso sarà un giorno indimenticabile!




AL  PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
AL  PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
AL MINISTRO DELL’INTERNO,
AL PREFETTO DI VIBO VALENTIA
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REGIONE CALABRIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
AL SINDACO DI VIBO VALENTIA
e, per conoscenza:
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO TRIBUNALE DI VIBO VALENTIA

La situazione di emergenza in cui vivono le comunità di Vibo Marina, Bivona, Portosalvo e Longobardi, frazioni abbandonate del comune di Vibo Valentia (VV) in cui risiedono privi di servizi e speranze più di 10.000 abitanti, è ormai diventata insostenibile:
·         Il degrado ambientale, sociale, economico, rende  ormai vittime predestinate i nostri giovani, i più deboli, disperati ed emarginati dei quali, finiscono tra le maglie dei gruppi criminali, oggi stabilmente insediati nel nostro territorio, con il preciso intento di governarlo, approfittando del tangibile vuoto politico-istituzionale.
·         Negli ultimi mesi si sono consumati omicidi, attentati, aggressioni, distruzione di beni pubblici, incendi ad attività economiche e beni privati, che hanno stravolto ogni residuo senso di sicurezza e d’appartenenza ad una sana comunità. Il recente incendio del Lido la Playa, e quello tentato del lido Beach For Fun oltre a numerosi altri danni, impongono una concreta e forte risposta collettiva, che sappia colmare i vuoti individuali (perché è anche vero che sino ad oggi noi cittadini abbiamo tollerato e permesso di tutto, accettando passivamente soprusi ed abusi) e sociali (perché è anche vero che non esistono luoghi aggregativi e di socializzazione).
·         Le modalità con cui si insinua lentamente un controllo del territorio che a noi pare ogni giorno di più malavitoso, impongono la necessità di realizzare percorsi sociali ed istituzionali utili a consentire alla parte migliore della città di riappropriarsi del bene comune, impedendo così alla criminalità organizzata di compiere un ulteriore salto di qualità.

Noi tutti, presa coscienza della gravità del momento, oggi Vi manifestiamo la nostra voglia di reagire responsabilmente a tutto ciò! Vi chiediamo di intervenire prontamente per tutelare il nostro diritto di vivere in una normale città dello Stato Italiano, con iniziative utili a garantire il costante ed ottimale presidio delle Forze dell’ordine dei centri abitati del territorio costiero; di predisporre, attivare o riattivare un efficace sistema di videosorveglianza; di avviare urgenti iniziative di aggregazione sociale, con particolare attenzione al fragile mondo giovanile, con attività ricreative e culturali, utili a contrastare l’esclusione e l’isolamento sociale, alimentando percorsi positivi d’identità, di valorizzazione delle tante risorse locali e d’inclusione attiva e solidale nel sociale così come nell’economia.
Al Sindaco della città chiediamo in particolare la convocazione di un Consiglio Comunale Aperto, da svolgersi a Vibo Marina, che affronti le ferite aperte della vivibilità e che riprogrammi i piani di finanziamento (europei, statali, regionali, comunali) delle Opere Pubbliche, di concerto con tutti gli Enti (Provincia, Regione Calabria ecc.), al fine di realizzare edifici pubblici in cui erogare servizi utili alla coesione ed alla crescita della comunità intera.
Con questi segni evidenti della Vostra presenza, sarà più facile, per ognuno di noi contribuire nella costruzione di una comunità responsabile, guardando al futuro con ottimismo, giustizia e cultura della legalità. 

martedì 23 ottobre 2012

TONNARA DI BIVONA: IL COORDINAMENTO NAZIONALE ANTIMAFIA RIFERIMENTI SCRIVE AL SINDACO ED AL PROCURATORE!!!


La campagna di sensibilizzazione su Facebook comincia a dare i suoi buoni frutti. Oggi il Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti ha fatto sua la nostra denuncia ... ed ha chiesto chiarimenti al Sindaco ed alla Procura di Vibo Valentia. 
Siamo convinti che a breve, il silenzio istituzionale su questa triste vicenda della mancata valorizzazione di un bene monumentale collettivo, finanziato per valorizzare la cultura e le potenzialità aggreganti di una intera comunità, cesserà! 
Ogni ente, dal comune al soprintendenza, si giustificherà (giusto per di allontanare da se l'evidente responsabilità civile e penale) per non aver svolto fino in fondo il proprio ruolo ma forse ... finalmente ... le cose si muoveranno ed i nostri giovani potranno avere un'opportunità migliore ... per incontrarsi (non solo nelle tante salegiochi o slotmachines dei bar della città), e rivendicare il diritto di crescere in una comunità che li valorizza  ... assieme la storia della propria comunità e delle proprie radici! Forse è questo che si vuole impedire, per questo  ... ringraziamo Riferimenti con un sincero ed urlato "grazie!!!"

Museo del mare e centro di archeologia marina presso la Tonnara di Bivona (Bene Monumentale decreto ministeriale del 6/12/1991).
A seguito di una denunzia pervenuta, quest’associazione [vedi link] ha chiesto con lettera al Comune di Vibo Valentia e alla Procura della Repubblica, come mai il Museo del mare, finanziato per 1.304.000 di euro dalla Regione Calabria con i fondi del Por 2000/2006, ad oggi, nonostante i lavori siano stati ultimati da quattro anni ed i soldi spesi, non esiste, mentre al suo posto sorge, invece, la sede dei vigili urbani e quella di un’associazione locale.
A tal proposito, il Coordinamento Riferimenti chiede di poter conoscere conoscere la seguente documentazione:
1)Lo stato finale dei lavori
2)Conto finale
3)Certificato di ultimazione lavori,
4)Collaudo staticoe collaudo tecnico amministrativo
5)Parere destinazione d’uso finale della Soprintendenza ai beni monumentali.
L'articolo su La Gazzetta del Sud del 24 ottobre 2012
Leggi per intero

lunedì 22 ottobre 2012

TONNARA DI BIVONA: A TRE ANNI (o 4?) DAL FINE LAVORI, E' POSSIBILE SAPERE CHE FINE HA FATTO IL PLURIFINANZIATO MUSEO DEL MARE?

UN CLICK PER MANIFESTARE 
IL NOSTRO SDEGNATO QUESITO
SULLA PAGINA FACEBOOK
DELL'ASSESSORATO REGIONALE ALLA CULTURA



Noi dobbiamo fare gli intellettuali: scrivere libri, fare ricerca ... offrire contributi per la valorizzazione, collaborare ... e stare muti. Per il resto, bisogna stare zitti. Non si può disturbare chi amministra sbagliando: non si può proporre nè si può contestare! ... bisogna tacere nonostante siano trascorsi nove anni dal finanziamento e quattro dal fine lavori!



I soldi sono stati spesi ma il Museo non c'è: al suo posto c'è la sede dei vigili urbani e la sede di una associazione locale. Ma allora, anche in silenzio, è possibile conoscere ... lo Stato Finale dei lavori, Conto Finale, Certificato di ultimazione lavori, Collaudo statico e Collaudo Tecnico-Amministrativo, Parere destinazione d'uso finale della Soprintendenza ai Beni Monumentali?

Atti che certamente ci saranno, visto che dall'agosto 2011 il bene monumentale vincolato viene usato dall'amministrazione comunale in maniera palesemente difforme al finanziamento ricevuto. Oppure vale la solita giustificazione: siamo in Calabria, zitto e muto!

giovedì 18 ottobre 2012

VIBO MARINA ... NON LA VOGLIAMO "TERRA DI NESSUNO"!

La maglietta ... antica

Zona Franca, terra di nessuno, il far west, l’inferno.....queste sono alcune tra le parole piú usate (ed abusate) per descrivere la situazione che si vive a Vibo Marina e dintorni ormai da alcuni anni.
Omicidi, attentati, aggressioni, distruzione di beni pubblici, incendi a strutture private hanno stravolto luoghi che, in tempi non molto lontani, erano considerati tranquilli, nei quali si poteva passeggiare e trascorre giornate serene.
Peró gli ultimi attacchi criminali, durante il quale è stato incendiato il Lido la Playa, e, il mancato attentato al lido Beach for fun, non possono e non devono passare senza una adeguata reazione.
Ed una prima reazione c’è stata.
Infatti un gruppo di giovani, ragazzi e ragazze, di Vibo Marina, grazie alla rete sociale, sono riusciti a riunire, ad organizzare un sit-in  davanti alle ceneri del Lido la Playa, affinché si prendesse coscienza di una situazione sociale drammatica, alla quale bisogna dare delle risposte concrete.
Il degrado del nostro territorio è palese, è sotto gli occhi di tutti, probabilmente non se ne sono accorte ancora le istituzioni. O, fatto gravissimo, se ne sono accorte ... e lo hanno sottostimato; sottostimato al pari di tutti i bisogni della città del mare.
E lo stesso degrado ambientale, sociale, economico, hanno permesso le infiltrazioni di gruppi criminali, che arruolano giovani disperati ed emarginati e che vorrebbero mettere totalmente le mani sul nostro territorio sono chiari segni di un vuoto politico-istituzionale.
Peró è anche vero che, in parte, il vuoto sta dentro di noi, sino ad oggi noi cittadini abbiamo tollerato di tutto, abbiamo permesso di tutto. Abbiamo accettato passivamente soprusi ed abusi, abbiamo tollerato atteggiamenti di sopraffazione.
La maglietta solidale
Quell’appuntamento voluto dai giovani era il bisogno di portare “solidarietá” agli amici danneggiati, era l’esigenza di “coesione sociale”, era infine, e non ultimo, il bisogno di “legalità” a spingere un centinaio di ragazzi lí sulla spiaggia a testimoniare con la loro presenza che non si toccano i loro luoghi, non si toccano piú i luoghi di Vibo Marina. 
Ed ecco che dall’estremo abbandono del nostro territorio, preda di atti vandalici eseguiti con modalità mafiose, preda di lotte do potere per il controllo del territorio, nasce la necessità di riappropriarsi di ció che è il bene comune.
Domenica scorsa, in un auditorium stracolmo, si sono incontrati e la comunità si è stretta intorno a loro: sono tutti concordi di dimostrare, entro fine mese, nelle forme e nei modi che decideranno a breve, il loro no a tutto questo! I giovani e la città intera chiedono a Davide e Serena di riaprire, perchè la Playa è la loro casa ... ed il paese è il loro paese!

Alla politica non chiediamo più nulla. Anche fosse in grado di capire quanto accade, è del tutto priva della libertà di pensiero ed azione e, cosa ancor più pesante, della cultura ... necessaria ad elaborare le opportune risposte!
Nell'attesa ... speriamo che le forze dell’ordine tutte sappiano rispondere a questa andata di violenza e che il Prefetto, intervenga a tutelare il diritto a vivere in sicurezza e solidarietà, così come avviene tutte le città con più di 10.000 abitanti (lo specifichiamo perchè lo si vuole sempre dimenticare) della nostra regione!

Ed ora vi propongo di leggere questo bellissimo racconto, estratto dal recente post di calabriaenonsolo.blogspot.it , redatta da una nostra conterranea:
La Playa???Casa mia!!!
Coltivare dei sogni e farli crescere  è quello a cui tutti aspiriamo: è quando ci avviciniamo molto al raggiungimento dell'obiettivo che assaporiamo la felicità.
Ma coltivare i sogni non è facile, spesso il percorso è pieno di ostacoli, il più delle volte siamo noi stessi il primo ostacolo, ed infatti molti preferiscono tenere i propri sogni chiusi nel misterioso cassetto! Forse, ad un certo punto della nostra crescita qualcuno ci ha detto che credere nei sogni è pura fantasia e che per realizzarsi bisogna tenere i piedi per terra e volgere lo sguardo solo verso mete concrete (quali siano le mete concrete poi è da verificare!).
Per molto tempo anch'io ho avuto in testa questo pensiero limitante. Limitante e debilitante per la mia autostima. Realizzare i propri sogni necessita di una grande forza interiore che va al di là della volontà; essa si basa sulla consapevolezza delle proprie capacità e sulla certezza che il desiderio di raggiungere un risultato che ci regalerà gioia pura ci guiderà nel nostro percorso anche se questi può sembrare assurdo ai molti. Credere in se stessi è fondamentale e ne ho avuto la riprova proprio in questi giorni. Ma per farvi capire meglio ho bisogno di raccontarvi la personalità e le vicende dei protagonisti di questa storia ...


venerdì 12 ottobre 2012

I GIOVANI ... TRA LE PAROLE DI RITO E DI FATTO!

Riportiamo integralmente gli articoli estratti su il Quotidiano e CalabriaOra di oggi. Per stimolarvi  a riflettere sulle "condizioni e condizionamenti" dei nostri giovani, è un buon esercizio raffrontare le parole dei giovani che sono corsi a presidio del lido e quelle di chi presidia le istituzioni locali:  sono pur sempre coetanei, siano essi dentro o fuori le istituzioni, eppure ...

martedì 9 ottobre 2012

UNA NOTTE DI FUOCO DISTRUGGE IL LIDO LA PLAYA!

Ecco quello che rimane del Lido La Playa 

Ci sono episodi che ormai non vengono neppure più battuti dall'ANSA Calabria, per quanto siano routine.  Neanche un incendio che distrugga un lido balneare  fa più notizia ... eppure, spesso dietro una attività economica stagionale come queste, c'è un percorso onesto e vistuoso, da sostenere.
E' il caso di Davide e della sua giovane famiglia, generosa e stimata dall'intero paese.
Questa notte un incendio, che molti segni lasciano interpretare come doloso, ne ha completamente distrutto le speranze, tra quei legni anneriti del Lido La Playa di Vibo Marina.
La cosa è resa ancor più inquietante dal fatto che gli autori, dopo aver dato fuoco al lido, hanno tentato di dar fuoco, con una tanica di benzina anche al lido accanto, ma i vigili del fuoco, accortisi del principio d'incendio, hanno avuto la meglio sulle fiamme.
Non possiamo che esprimere il nostro disprezzo e rifiuto per simili atti, condannandone gli autori che, mafiosi o no, ne hanno completamente mutuato l'atteggiamento vile e distruttivo. Condanniamo il continuo tentativo di creare un clima di paura e di sospetto nella nostra città ed invitiamo la comunità a stringersi attorno ai nostri giovani, che con caparbia testardaggine scelgono di investire la propria vita e le proprie risorse nel loro paese, convinti di dare anche il loro contributo per la sua crescita.
Agli amici che lo gestivano va tutta la nostra totale solidarietà! Il nostro invito è di non farsi scoraggiare e di contare sulla nostra vicinanza per  proseguire nella realizzazione del loro sogno ... perchè avere è l'avere un sogno, difendendolo a denti stretti contro ogni evidente ostacolo ... che rende alta la fronte!
Grafico delle visite a distanza di due ore dalla news online
C'è una segnale positivo in tutta questa opprimente vicenda: dopo un paio d'ore dalla notizia online il nostro blog è stato praticamente preso d'assalto da tutti gli amici: 445 visitatori in due ore con punte di 58 visitatori nello stesso istante ... è la dimostrazione che chi conta sull'isolamento ha sbagliato il suo scopo! Davide ed i suoi ... hanno talmente tanti amici, che se servono braccia e quant'altro ... sono già a loro disposizione. Ed anche con la mente non faremo di meno. Serviranno soldi? Organizziamo qualcosa ... una sottoscrizione? un'asta o qualcos'altro? ... rumble, rumble ... vedremo!



lunedì 8 ottobre 2012

LA TONNARA DI BIVONA ED IL MUSEO LIQUIDATO!!!

Visto che il finanziamento ottenuto risale al 2004 (per averne contezza basta digitare questo numero di CUP: E47B05000030006 su Google Search), alla luce dei quattro anni trascorsi dalla fine lavori ... considerato che del  Museo del Mare e Centro di Archeologia Marina non è possibile vedere o toccare nulla, nè si ha contezza di alcuna volontà di realizzarlo a Bivona, chiediamo:

è possibile conoscere, prendere visione o ottenerne una sintesi  ... dello Stato Finale dei lavori? 
del Conto Finale?
del Certificato di ultimazione lavori? del Collaudo statico e Collaudo Tecnico-Amministrativo? 
Ed infine del Parere di destinazione d'uso finale rilasciato della Soprintendenza ai Beni Monumentali? 

Considerando che ancora oggi, nell'Anno Domini 2012, visivamente e strutturalmente del Museo del Mare e Centro di Archeologia del Mare non v'è traccia ... vorremmo almeno essere consolati dalla sola visione degli Atti ad esso riferiti; atti che certamente ci saranno, visto che il finanziamento europeo sembra essere stato interamente liquidato.


mercoledì 3 ottobre 2012

ITALCEMENTI INVESTA IN UN MODERNO ED ECOCOMPATIBILE HUB DI SMISTAMENTO ED IN UN INNOVATIVO TERMINAL PORTUALE INTERNAZIONALE!


Proviamo a fare il punto della situazione venutasi a creare dalle recenti posizioni assunte dall'azienda bergamasca. L'azienda ha ieri confermato che intende mantenere il presidio industriale vibonese, destinandolo alla "macinazione" del clinker.
Anche qui attendiamo chiarezza, nel senso che non è del tutto chiaro, dai resoconti giornalistici, se nello stabilimento vi sarà una semplice frantumazione/amalgamazione di argille, marne, ossidi e polveri diverse ... per ricavarne quella che in gergo chiamano farina o se verrà chiuso il processo produttivo del clinker con la sua cottura in forno rotante.
Ma questo a breve si saprà. Considerando che l'Italcementi possiede già diversi centri di macinazione come sarà possibile concretizzare un'operazione industriale che punti a rendere vantaggioso questo ennesimo centro di macinazione, che traguardi la riassunzione di tutti gli 82 ex dipendenti, oggi in Cassa Integrazione, al posto dei soli 25 annunciati?
E' evidente che l'azienda intenda approfittare della sua posizione egemone sul territorio: controllo indiretto sulle attività di cava, sul trasporto su gomma,  sulla movimentazione marittima; controllo diretto dei 40 ettari occupati dal sito industriale.
Monetizzare questa posizione o metterla a valore, in un contesto di mercato sfavorevole, diventa dunque la priorità delle priorità.
Se al valore attuale di questo storico investimento aziendale sul nostro territorio aggiungessimo il plusvalore derivante da interventi statali e regionali (Area di Crisi, Zona Franca o a Burocrazia Zero, Fondi FSE o POR, etc.) è chiaro che la strada da intraprendere non ha altra via che quella della programmazione.
Secondo noi la posizione scelta dall'azienda già da maggio, seppur celata dai contraddittori provvedimenti di messa in mobilità e successiva Cassa Integrazione Speciale, tende a realizzare in loco un'area organizzata di deposito di materie prime e combustibili, dal quale fornire il proprio sistema produttivo italiano di cemento. Una sorta di hub, di terminal ombellicale, non ancora espressamente dichiarato come tale.
Sappiamo che l'azienda che gestisce lo sbarco del petcoke in ambito portuale ha recentemente avuto una proroga al 31 dicembre 2012 per l'esecuzione dei lavori necessari a rendere più sicura la movimentazione del petcoke; immaginiamo che tale atto sia propedeutico ad una conferenza dei servizi, da realizzarsi a breve, per consentire la movimentazione di un maggior numero di tonnellate del nero combustibile. Il che farebbe supporre che non si rinuncia in realtà all'uso dei forni, che non s'intende dunque  compromettere la possibilità di lavorare il clinker, escludendo definitivamente ogni ipotesi di riconversione dell'impianto esistente

Ma a questo punto, invece di adagiarsi ad una ancora contorta e balbettante strategia aziendale (vedi il pdf delle strategie future che sembrano non lasciare scampo proprio al sud!), non sarebbe il caso di anticipare tutti, proponendo con forza la creazione di un vero e proprio Terminal Territoriale, con Hub Terrestre e Terminal Portuale?
Perchè non abbandonare completamente l'inquinante idea della combustione a qualsiasi costo, in pieno centro urbano, e lavorare chiaramente in un innovativo Terminal Portuale, che sfruttando la via di trasporto marittima, possa sviluppare la logistica di shipping, legandola al previsto ampliamento del bacino portuale? Secondo noi questa sarebbe una prospettiva tutt'altro che peregrina, che consentirebbe addirittura di moltiplicare per dieci le opportunità occupazionali!
Lavorare con questa visione di sviluppo, significherebbe abbandonare la prassi delle "scelte non scelte", delle cose "fatte per fare", che tanti danni ambientali ed occupazionali hanno causato nel nostro territorio.
Significa pretendere dallo Stato l'ampliamento (promesso ma mai concretizzato) del bacino portuale, riorganizzarne le banchine, ridisegnando gli investimenti strutturali in sinergia con una visione concreta, condivisa con una grande azienda internazionale, di sviluppo del traffico marittimo.
Ricordiamo che da tempo Italcementi  agisce attivamente nello shipping, con quote in societa come Medcem, MTB, MLA, Sider Navi.
Analisi strategia aziendale al 25 settembre 2012
Secondo le notizie rintracciate sul web Italcementi dispone di 5 terminal, tutti all’estero, dislocati in Albania, Gambia, Kuwait, Sri Lanka e Mauritania, gestiti grazie alla Interbulk Trading, una divisione specializzata con sede in Svizzera, che cura gli scambi commerciali di clinker, cemento comune e speciale, prodotti cementizi e combustibili fossili, oltre a sovraintendere alla logistica e al trasporto (anche marittimo) dell'azienda.
Attualmente Italcementi si è in buona parte ritirata dai porti italiani, puntando quasi esclusivamente sul trasporto gommato (nel '97, attraverso la controllata Silos Granari, aveva acquisito dalla ex-Ferruzzi vari silos portuali a Palermo, Catania, La Spezia, Bari, Napoli, Ancona, ma nel gennaio 2012 - anche per far cassa - la Silos Granari, scorporata l’attività di stoccaggio cementizia, è stata ceduta alla Terminal Cereali Srl del gruppo Casillo). Dunque ad oggi, in Italia ... l'azienda bergamasca non può contare efficacemente su un vero e proprio Terminal Portuale degno di tale nome.
Analisi strategia aziendale al 25 settembre 2012
E questo mentre, al pari del gruppo Fiat, Italcementi ormai abbia impostato la sua nuova forza produttiva, tutta in aree e mercati internazionali. Recentemente Italcementi ha vinto la gara per la realizzazione della Jamal Abdul Nasser Street, uno dei più grandi progetti infrastrutturali in fase di attuazione in Kuwait. A marzo è stato avviato il programma di revamping della cementeria di Devnya Cement, in Bulgaria; il nuovo impianto, uno dei più grandi del Gruppo in Europa, operativo dal 2015  a produrre 1,5 milioni  di cemento all’anno, costerà un investimento di 160 milioni di euro. Un mese fa la controllata Ciments Français ha raggiunto un accordo per il conferimento a West China Cement della partecipazione in Fuping (acquisita nel 2007) e del 35% di Shifeng (2010) a fronte di un aumento di capitale riservato che permetterà a Italcementi di diventare il terzo azionista di West China Cement, che nel 2011 ha registrato ricavi per 380 milioni di euro.
Analisi strategia aziendale al 25 settembre 2012

Con questa proiezione internazionale, che non accenna a decrescere, non sarebbe importante per l'Italcementi, poter contare in Calabria, proprio a Vibo Valentia Marina, su un moderno Terminal Portuale gestito quasi in esclusiva (considerando l'importanza di mantenerne la funzione di terminal petrolifero), in grado di rendere efficace e funzionale il collegamento con l'ormai fitta rete di impianti produttivi internazionali e un innovativo hub di smistamento? Siamo nella fase migliore per il recupero di investimenti importanti già decisi per l'impianto portuale, ma non attuati per mancanza proprio di una strategia di trasporto marittimo; una fase che consentirebbe di programmare un Terminal privato, attrezzato in ampia banchina con le migliori attrezzature per il carico e sbarco di prodotti alla rinfusa, con nastri trasportatori verso silos innovativi per impatto ambientale (magari realizzati all'interno della struttura di allungamento del braccio di sopraflutto)!
Un innovativo Terminal Portuale, nel quale realizzare il deposito e lo shipping per conto proprio e perfino, volendo, per conto delle altre aziende cementiere italiane?
Ma andiamo, per una volta pensiamo in grande e pensiamo in meglio, in tecnologie ed in sicurezza per la salute!
Certamente la visione va arricchita di particolari, di impegni reciproci tra Stato, Regione ed Azienda, per l'ottimizzazione in un paio di anni dell'investimento strutturale. Va arricchita dei particolari legati alla valorizzazione, tutela e sviluppo del territorio e la comunità locale.
Ma su questo tema e questa visione ... per concretizzarne un progetto complessivo ed un percorso fattivo, c'è qualcuno oggi in grado di usare la testa?

lunedì 1 ottobre 2012

ITALCEMENTI: UN NUOVO PERCORSO, GRAZIE ALLA PREFETTURA!


Riprendiamo integralmente il comunicato stampa del Prefetto di Vibo Valentia del 01.10.2012, dal sito istituzionale della Prefettura.


Un nuovo percorso per la vertenza Italcementi con la mediazione della prefettura di Vibo Valentia

«Inizia un nuovo percorso. Un punto in più rispetto a ieri. Adesso sta ai sindacati ed alle istituzioni aggiungere gli altri tasselli utili a far marciare il lavoro avviato». Lo ha affermato il prefetto di Vibo Valentia Michele di Bari al termine del produttivo incontro che si è tenuto venerdì scorso nella prefettura sulla vertenza Italcementi.

L’azienda ha infatti manifestato la volontà di mantenere il presidio, trasformando parte dell’impianto in centro di macinazione, salvaguardando così 25-30 posti di lavoro. Un segnale positivo che supera la precedente decisione aziendale di chiudere definitivamente lo stabilimento di Vibo Marina, con la cassa integrazione a zero ore per tutti gli 83 dipendenti.

La scelta di convertire il sito produttivo in centro di macinazione consentirà, inoltre, di salvaguardare i lavoratori dell’indotto del settore trasporti.

Si avvia pertanto, con la mediazione della prefettura, un nuovo percorso nella difficile vertenza, per la definizione degli accordi tecnici relativi alla modulazione della cassa integrazione.


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