lunedì 29 luglio 2013

LA VITA RIMOSSA. APPUNTI PER LA RISCOPERTA DEL CAV. GAETANO DE CAROLIS.


Frontespizio
Abbiamo sempre attribuito la costruzione della Tonnara di Bivona al Cav. Gaetano De Carolis, legando le ragioni di quella iniziativa ad un suo personale investimento imprenditoriale, ma quanto emerge dalla biografia del De Carolis tracciata dagli amici alla sua morte, ne rivela una diversa realtà.
Va detto che si deve solo ad un breve ma dettagliato volumetto funebre, dato alle stampe nel 1890*, l'oppurtunità di "riscoprire" - sottraendola all'immeritata penombra storiografica vibonese - l'attiva esperienza del Cav. Gaetano De Carolis, "decoro della città", tenace e capace cittadino dell'antica Monteleone (oggi Vibo Valentia).
Prima di tracciarne per i nostri lettori una breve biografia, preme mettere in risalto quanto sia stata vana la ricerca della cappella di famiglia nel cimitero di Vibo Valentia, dove il nostro dovrebbe essere stato seppellito, come conferma l'epigrafe trascritta da Ettore Capialbi nell'antico volumetto:

“Qui dorme l’avvocato Cav. Gaetano De Carolis, nato in Cerchiara il 5 febbraio 1819, morto a Monteleone il 22 gennaio 1890.  Fu sostegno ed incremento della sua famiglia, decoro della città, aiuto dei prossimi nelle angustie, meritò il compianto di tutti, ma più nell’unica figlia Teresa che gli pose questo monumento.”
Alcune pagine del libro del 1890

Averne rintracciato dati utili a conoscerne la carriera politica ed amministrativa, oltre che la sua particolare passione per lo sviluppo del nostro territorio, è per noi motivo di particolare soddisfazione.
Ma andiamo con ordine. Nato a Cosenza il 5 febbraio 1819, Gaetano fu il figlio primogenito di Domenico De Carolis, Amministratore Generale dei Beni del Duca di Monteleone e Terranova, nelle due Calabrie. Al padre subentrò nel ruolo, immediatamente dopo la morte per una caduta da cavallo, il 10 ottobre 1840, nei pressi di Portosalvo, lungo la sponda del torrente Candrilli,  durante l'abituale percorso tra Briatico e Monteleone.  Gaetano assistette impotente all’incidente mortale del padre ed a nulla valse il suo tentativo di procurargli  immediato soccorso.
Egli studiò, con ottimo profitto, Diritto a Napoli, sotto la scuola di Vincenzo Clausi, dove si laureò ventunenne l'anno prima di quel tragico incidente, il 12 giugno 1839. La morte del padre dunque lo obbligò ad abbandonare la carriera ed a sostituirlo nella tutela degli interessi della sua famiglia e quelli della Ducale Casa di Monteleone.
Sposatosi in seguito con Maddalena Serrao di Filadelfia, il Cavalier Gaetano di Carolis fu più volte Consigliere Municipale, Sindaco di Monteleone, Deputato Provinciale di Catanzaro, Presidente della Congregazione di Carità, Capitano della Guardia Nazionale, Cavaliere prima e Ufficiale poi, della Corona.
Alcune pagine del libro del 1890

E' proprio alla sua caparbia volontà, scopriamo, che dobbiamo la costruzione, a spese della Corte Ducale, di  "un vasto e sontuoso caseggiato, da servire per gli usi della tonnaja, dipendente da quella. E fu suo primo pensiero farvi costruire ed aprire al culto una vaga Chiesa, da servire non pure a’ marinai, sì alla gente che vi accorse numerosa anche da’ luoghi lontani; o che, passando per la strada trova come un dolce e inatteso conforto, alle ansie faticose, e a’ sospiri del cuore, tendenti ad una vita migliore di questa."
Queste le parole usate dall'Abate Ottavio Ortona nel ricordare la costruzione della nuova Tonnara di Bivona e della chiesetta, suo primo pensiero, non mancando di fornirci in conclusione un importante dettaglio celebrativo: "Siffatta chiesa, provvista riccamente di tutto il bisognevole, e con la massima decenza, con le statue di S. Antonio e di S. Francesco di Paola, fu aperta e benedetta nel 1883, con gioia indicibile di quell’ottimo Vescovo di Mileto, che fu il Monsignor Carvelli

Mons. L. Carvelli, Vescovo di Mileto
che nel 1883 benedì la chiesetta della
Tonnara di Bivona
Dunque, il Cav. De Carolis avviò la costruzione della Tonnara di Bivona in nome e per conto della Corte Ducale, probabilmente con la prospettiva di incentivarne una maggiore produttività economica, contando sul consolidarsi dello sviluppo economico del nuovo Regno unitario.


Nel prezioso volumetto, sono raccolte le parole lette sul suo feretro dal conte Ettore Capialbi, il quale, ricordandone le virtù di  “Monteleonese d’Elezione (...) uno dei pochi a cui il Comune e la Provincia debbono la loro organizzazione dopo il risorgimento nazionale”, non manca di dettagliarne i meriti pubblici, a partire dalla istituzione dell’Asilo Infantile, l’Educandato femminile, il mantenimento dell’Orfanotrofio Provinciale, la Colonia Agraria e la costituzione della Banca Popolare Vibonese, istituita con decreto del 9 settembre 1875 (e della quale il De Carolis fu per lungo tempo Direttore).
La sua casa fu l’albergo dei Garibaldini, ospitò il Maggiore Friggeri, di nobile famiglia ungherese ed il suo aiutante Marcora (che divenne in seguito deputato in parlamento). Da Consigliere Provinciale fu Presidente della Commissione del Bilancio.

* Abate Ottavio Ortona. In morte del Cav. Gaetano De Carolis. Tributo estremo di affetto che a lui pubblicamente rende l’inconsolabile figlia. 1890. Napoli, Stab. Tip. Del Cav. A Morano. Cortile S. Sebastiano, 51

P.S.: Si ringrazia sin d'ora quanti riusciranno a rintracciare le sorti della Cappella della Famiglia De Carolis (oltre che della epigrafe), inspiegabilmente introvabile nel cimitero di Vibo Valentia.
(C) E' vietata ogni riproduzione del presente articolo senza espresso parere favorevole dell'autore A. Montesanti.

lunedì 22 luglio 2013

LA TONNARA DI BIVONA ED IL MASTRO D'ASCIA PROVIDENTI GIOVANNI.

Mastro Giovanni Providenti in veste di calafato (Bivona, 26 marzo 1930)
Mentre dalla Calabria  non giunge alcuna nuova (nè dal Comune, nè dalla Soprintendenza, nè dalla Regione, nè dalla Corte dei Conti, nè dalla Procura) sul triste destino di degrado e di abusi che avvolge la Tonnara di Bivona, nonostante milioni di euro sinora spesi  ...
dalla Sicilia ci giungono nuovi apporti documentali utili a colmare il vuoto del periodo pre-bellico.
E' al giovane ricercatore di Milazzo, Massimo Tricamo, che da tempo svolge positivamente ricerche sulla storia alieutica della sua regione, che apprendiamo di una preziosa nota spese per il calatafaggio dell'intero barcareccio della Tonnara di Bivona nel 1930 (vedi foto).

La nota conferma, per come avevamo già scritto in passato, l'affidamento della gestione della Tonnara di Bivona all'imprenditore catanese Mario Battaglia (che in quegli anni gestiva anche la Tonnarella di Vaccarella di Milazzo), negli anni compresi tra il 1924 ed il 1936.
Le manutenzioni eseguite al barcareccio della tonnara di Bivona al 30 luglio 1930
Dalla nota contabile ricaviamo il dato interessante della presenza in Bivona dei fratelli Providenti, Giovanni (vedi foto) e Stefano, abili mastridascia siciliani, per sovraintendere ai meticolosi lavori di calatafaggio delle imbarcazioni.

Non possiamo che ringraziare il ricercatore per il materiale segnalatoci sul suo blog (vedi link), che tra l'altro comprende preziose corrispondenze utili definire la gestione delle diverse tonnare vibonesi negli anni immediatamente dopo il periodo bellico, del quale avremo modo di scrivere nei prossimi post ...


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