martedì 8 gennaio 2008

1948-2008: 60° ANNIVERSARIO



E' sorprendente la coincidenza delle date! Proprio 60 anni fa, nel lontano 1948, venne costituito il primo comitato per rivendicare l'autonomia amministrativa dell'area costiera. Il suo nome è emblematico nei termini: Comitato di Agitazione Pro Autonomia Comunale "Porto S. Venere".
Il termine "agitazione" salta all'occhio! Difatti non portò loro molto bene: quel termine prestò il fianco all'aggettivazione di "agitatori" dei suoi componenti e questo, in quegli anni post-bellici, non si rivelò utile alla causa.
Alcune delle loro rivendicazioni sono in parte riconoscibili in quelle di oggi, ma oggi possiamo affiacarne ben altre e ben più sostanziose.
Con il sostegno dell'On. Larussa si riuscì a presentare nel 1950 quella che fu la prima Proposta di Legge per la costituzione del nuovo Comune di Porto Santa Venere (che è inserita in allegato all'attuale Progetto di Legge Regionale). Allora il procedimento era differente: occorreva una legge statale a far nascere un nuovo comune, oggi tale competenza è trasferita alle Regioni; anche i requisiti erano differenti: il nuovo comune doveva avere solo 3000 residenti, oggi si è più che triplicato.
Credo di fare cosa utile a tanti nel mettere a disposizione, su questo blog, la riproduzione in PDF del volumetto (basta cliccare sulla sua immagine, posta a lato) di qualche decine di pagine che gli "agitatori" pubblicarono nel '48 a sostegno delle ragioni di quella orami storica proposta. Nel retro di copertina troverete una nota in cui sono elencati in ordine alfabetico i componenti del comitato di agitatori, estratti integralmente dalla controreplica ufficiale del Comune (che pubblicheremo nei prossimi giorni), nella quale viene messo in risalto il dato della loro provenienza: evidenziare come fossero tutti provenienti da altri comuni, consentiva di contrastare efficacemente la pretesa di un riconoscimento giuridico all'identità specifica di quella comunità.
Rileggerlo aiuta a riconoscerci delle radici ben più profonde di quanto avessimo potuto immaginare.
I centri costieri, ieri come oggi, sono relegati a periferia di Vibo, tutt'altro che coinvolti in un disegno di sviluppo; Vibo oggi “esprime” la sola veste istituzionale dei centri costieri, senza riuscire ad esprimerne efficacemente le potenzialità, i diritti ed a regolarne i doveri.
In ciò, nonostante la popolazione residente si è più che triplicata e nonostante l'evoluzione culturale che ci separa da quegli anni, nulla è cambiato rispetto al '48.
Ciò che è cambiato è che oggi sono le due comunità a vivere malamente questo scarto geografico. Il rischio della progressiva decadenza dei due centri urbani è da scongiurare!
Vibo necessita di amministratori che si possano dedicare a tempo pieno ai suoi gravi problemi e che, per esempio, difendano le strutture sanitarie della città capoluogo, ne rafforzino il suo programmato sviluppo verso il Poro ed il Mesima.
Analogamente i problemi legati alla difesa della costa potranno essere meglio affrontati e risolti da nuovi amministratori: è forte l'esigenza, in particolarmodo dopo il 3 luglio e l'abolizione delle Circoscrizioni con la Finanziaria 2008, di amministratori che possano dedicare l'interezza del loro mandato, in egual modo e con uguali tempo, alle città del mare e della terra.
Sotto il profilo demografico, il nuovo comune di Porto Santa Venere sarebbe il secondo comune della Provincia, attestandosi tra le prime 30 città della Calabria per numero di abitanti.
Il nuovo centro urbano del resto nasce proprio sotto l’insegna dell'accorpamento, e non della secessione, puntando all’unione di cinque nuclei abitativi (Bivona, Portosalvo, Longobardi, San Pietro e Vibo Marina) allo scopo di realizzare comuni stretegie di sviluppo, aggreganti e concertate con i centri costieri della provincia.
In pratica, per equivalente aggregazione demografica, è sorprendente notare che con la creazione del nuovo comune sarebbe come aggregare in uno solo ben 10 comuni della provincia vibonese (Polia, Dasà, Vazzano, Capistrano, Simbario, Zaccanopoli, Mongiana, Spadola, Brognaturo e Vallelonga).

Scarica anche da quì l'intera Proposta di Legge in PDF con cartografia a colori

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