venerdì 11 gennaio 2008

E' COME UN FIGLIO MAGGIORENNE CHE CERCA UN AVVENIRE AUTONOMO, MATURO E NON OSTILE, DAI PROPRI GENITORI.


L’autonomia amministrativa per noi abitanti del futuro comune di Porto Santa Venere rappresenta il raggiungimento di un obiettivo cercato per molto tempo come la maturità cercata dai figli nei confronti dei propri genitori, che una volta raggiunta consente ai figli di allontanarsi in cerca di un avvenire autonomo ma non ostile a quello dei genitori.
Questo paragone dà l’idea dello spirito di questa proposta che vuole coinvolgere dal suo primo passo tutte le realtà sociali, culturali, economiche, politiche del territorio, perché solamente l’unità delle forze presenti ci consente di essere ottimisti sul raggiungimento del traguardo; perché a mio avviso questa iniziativa è simile ad una maratona in cui vince non chi parte per primo e veloce ma chi sa dosare le energie per resistere alla fatica alle difficoltà .
Percui non posso che essere molto contento nell’esprimere il mio parere favorevole alla proposta di Legge n.260 presentata dal Consigliere Regionale Censore.
Porto santa Venere è una realtà ricca di energie positive derivanti dai suoi cittadini che rappresentano un mix di indigeni ed immigrati da tutta italia e da poco da tutta europa e oltre, questa caratteristica unita alla presenza del mare determina una elasticità mentale, una disponibilità all’ascolto ed una fattività molto diversa da Vibo Valentia, città collinare che preferisce l’entroterra il terziario, e il commercio, vedi l’asse Vibo-Jonadi , Vibocenter ecc.
Queste diversità sono una ricchezza che però nello stesso comune hanno difficoltà ad avere spazi adeguati, la nascita del nuovo comune darebbe un forte impulso allo sviluppo di tutte le potenzialità del territorio consentendo uno sviluppo economico, turistico, portuale, imprenditoriale ed occupazionale più rispondente alle esigenze dei cittadini.
Porto Santa Venere collegata ai limitrofi comuni costieri è, di fatto, un centro autonomo sotto il profilo urbanistico-territoriale, ambientale, economico e culturale.
Sono ottimista, perché questa idea ha coinvolto fin dall’inizio i giovani con pari dignità tra uomini e donne, avvicinandoli al mondo vero della politica, intesa come partecipazione a qualcosa che appartiene a tutti i cittadini e in modo particolare a loro,che sono la forza vincente per il futuro.
Sono ottimista perché tutti vogliamo conquistare l’autodeterminazione del nostro territorio come espressione di una forte autostima collettiva, siamo orgogliosi di appartenere al futuro comune .
Giusto per parlare un attimo in burocratichese, dal punto di vista normativo, dinanzi all’obiezione più ricorrente - un numero di abitanti forse di pochissimo inferiore a 10.000 - va detto che la riforma del titolo V della Costituzione ha notevolmente ampliato l’autonomia legislativa delle Regioni, e ciò in particolare in materia di circoscrizioni comunali, in quanto è stata espunta dall’art. 117 , 3° comma della Costituzione, rientrando quindi nel 4° comma che riconosce l' esclusiva potestà legislativa delle Regioni. Oggi, pertanto, la normativa regionale sulla istituzione del nuovo comune non soggiace al vecchio vincolo dei 10.000 abitanti.
La finanziaria del resto ha cancellato tutte le circoscrizioni di tutti i comuni calabresi, rafforzando di fatto la necessità di riconoscere un nuovo comune per la grande comunità di Porto Santa Venere.
Lo spirito di decentramento amministrativo fortemente voluto in questi anni fortifica le ragioni di questa proposta di legge.
Ricordo che presso l’Auditorium della Chiesa nuova di Vibo Marina, sabato alle ore 17.30 ci sarà una conferenza sulla proposta di legge regionale 260 che chiede la costituzione del comune di Porto santa Venere.

Ferdinando Cammarota
Consigliere Comunale

1 commento:

Anonimo ha detto...

Per l'acqua salmastra del Pennello e, per amore al Paesello, da sempre emigrante e mai emigrato.
'Ndino


Ferdinando Papandrea

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