martedì 29 gennaio 2008

IL PROCEDIMENTO PER LA FONDAZIONE DI UN NUOVO COMUNE

Con la retorica prassi dell'insignificante politichese nostrano si tenta in questi giorni di far apparire la nostra proposta del tutto priva di fondamento e di consenso.
In realtà, in una città che sembrava ormai rassegnata al quotidiano asservimento alla partitorazzia, la proposta di un nuovo assetto territoriale utile a tracciare un futuro di speranza sia alla città del mare che alla città del monte, interessa ed aggrega, alimenta la voglia di partecipazione, obbliga a delle riflessioni e pretende delle risposte.

Che la politica ora non sia in grado di cogliere l'importanza del momento storico che vive la sua stessa comunità non sorprende affatto, così come non deve sorprendere la nostra disponibilità all'attesa: prima o poi la si smetterà di demonizzare ed a mascherarsi dietro le appartenenze e si comincerà a dialogare. Uomini di buona volontà, con il senso delle istituzioni e con capacità propositive ne esistono ancora.




In attesa che ciò accada noi ottimizziamo i tempi per organizzarci e programmare ulteriori momenti di incontro, di informazione e di partecipazione.
Stiamo elaborando un volantino informativo, che appena pronto stamperemo e distribuiremo in tutto il comune. Ci sembra cosa utile farne circolare sul blog una prima bozza, contribuendo sin da subito a far chiarezza sull'iter amministrativo che segue la presentazione della Proposta di Legge n. 260 al Consiglio regionale. Cliccate pure sull'immagine per scaricare il file in PDF e, una volta stampato, cominciamo pure a farlo circolare!


ARTICOLO SULLA RACCOLTA FIRME DI CALABRIA ORA:

Continua l'uso giornalistico del termine "Marinate". Noi insisteremo a bollarlo ed a bandirlo non perchè fissati sulla lingua italiana, ma perchè quel termine, così legato ad un'area paludosa bonificata ed inabitata, è un serio ostacolo alla presa di coscienza che nell'area costiera esiste oggi un nucleo urbanizzato composto da 10.000 abitanti, che rivendicano il diritto a servizi degni pubblici degni della seconda città della provincia. E inoltre, come già detto, quel termine è una jattura! E' tanto pretendere dai giornalisti titolisti anche una funzione emancipante culturalmente?



2 commenti:

pino ha detto...

.....d'accordo che MARINATE sa piú di gastronomia che di civile convivenza, peró non maltrattate le paludi....luoghi di grande vitalitá biologica.
Pino De Seta

Moderatore ha detto...

NO! Non ci permetteremo mai trascurare la vitalità biologica delle paludi! Anzi... il problema è che se si continua ad accostare (anche solo verbalmente) l'area costiera all'antica palude delle marinate, permarrà sempre l'idea che questa sia "terra di nessuno", in cui abita un "animaliu"! Ed a proposito di "animaliu" forse pubblicherò presto (un regalo a te ed agli altri) un post con la poesia dedicatagli da V. Ammirà

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