lunedì 21 gennaio 2008

PORTOSANTAVENERE COME PORTOFINO.


Ho appena letto un intervento sul Quotidiano di stamani che merita una immediata riflessione. A caldo, come si usa dire.
Per avallare la tesi che la richiesta di autonomia amministrativa sia una trovata populistica, la Coordinatrice Comunale di FI di Vibo Valentia si dilunga sull'elenco dei problemi (che sono davvero tanti) della città del mare, sull'operato dei politici vibonesi (davvero deficienti o deficitari), usando un occhio di riguardo al Consigliere Regionale che in fondo, poverino, accogliendo una problematica postagli dai cittadini, ha svolto fino in fondo le funzioni per le quali è stato eletto (davvero imperdonabile non usare la prassi della Partitorazzia), ed infine, seguendo la linea della concretezza politica, offre la sua proposta per ricominciare a discutere del futuro dell'area costiera partendo dal "palcoscenico del suo lungomare", riassumendolo con uno slogan d'effetto:
"VIBO MARINA COME PORTOFINO".

Perfetto, finalmente una proposta su cui discutere.
Però, efficacissima Gelanzè, dicutiamone senza porre paletti allo slogan di paragone e se le premesse saranno queste, diciamoci tutta la verità. Bisogna dare atto alla Coordinatrice Comunale di FI di aver fatto una bella ed utile proposta, anche perchè cosa manca a Vibo Marina, Bivona, Portosalvo, Longobardi e S. Pietro per diventare come Portofino? Soltanto una cosa: Diventare comune. Come lo è Portofino! Del resto è del tutto evidente che Portofino non è una frazione di Camogli! Se la coerenza non è acqua la linearità della proposta di FI non mi sembra ponga altri scenari, diversi da quanto proposto dall'ex-sindaco serrese.
Se dal punto di vista scenografico (nel senso del progettare uno scenario utile alla ri-qualificazione del turismo) la proposta si cala perfettamente nella nostra realtà costiera, allora altrettanta validità la si deve riconoscere nei suoi conseguenti risvolti tecnico-amministrativi, oltre che di democrazia partecipata!
Ed allora, per essere conseguenti, andando oltre lo slogan facile, bisogna anche dire che: Portofino ha una sua autonomia amministrativa, un consiglio, dei tecnici e... ed il numero della sua popolazione? Sapete che numero raggiunge? Ben 516 residenti nel 2006, secondo i dati ISTAT. Un numero ancor più piccolo del più piccolo comune della nostra provincia! E credo che nessuno oggi, anche a rischio di sembrare in controtendenza rispetto alla finanziaria, si azzarderebbe a dire che Portofino sia un comune da sopprimere o da accorpare a S. Margherita Ligure o Camogli (ed anche lì come numero di residenti non sono messi molto bene!) o che la sua autonomia finanziario-amministrativa non sia in grado di sostenere i bisogni dei suoi cittadini e dei suoi affezionati turisti.
Grazie Cesella Gelanzè! Grazie perchè, dubitando che lei possa aver coniato tale slogan disconoscendo l'assetto amministrativo di quel comune, offre ulteriori ragioni a chi è concorde con la proposta di autonomia. Le dirò di più, lanciamo assieme questa bella iniziativa, promoviamone attivamente lo slogan "Vibo Marina come Portofino" ed alimentiamo il dibattito seriamente, o quanto meno chiariamo quanto possa essere utile o meno una nuova amministrazione comunale per raggiungere tale traguardo.
Speriamo però che al momento di discuterne, anche lei, appena pronunceremo il nome di Porto Santa Venere, non dica che la sua era soltanto una provocazione!
Ne approfitto per invitarla a leggerne il linkato Statuto Comunale, di Portofino, giusto per avviare la discussione su cosa significhi per una comunità riconoscersi in un comune solidale.
Antonio Montesanti

4 commenti:

GO!!! ha detto...

Caro Antonio,
a chi non piacerebbe vivere in un contesto di civiltà ,ordine ,pulizia e benessere ?
Condizioni naturali per chi si trova a Portofino ma (ahimè) totalmente in antitesi con lo status di chi vive in "Portosantavenere" .
Secondo me il fatto di essere Comune a se non può fare tutta questa differenza .
Semmai sono le teste pensanti(sempre loro) che possono dare il giusto indirizzo di convivenza civile e democratica ad un territorio .
Quelle teste pensanti di cui il nostro territorio è sprovvisto da molto tempo e che ha favorito il degrado e l'abbandono che è ormai sotto gli occhi di tutti .
Eppure la soluzione ci sarebbe e tra l'altro senza nessun costo per l'Amministrazione .
La soluzione è semplice, anzi semplicissima .
Si chiama "TOLLERANZA ZERO " !:
L'applicazione ,senza sconto alcuno, della legge .
Questo imporrebbe a tutti un nuovo modo di approcciare alla vita pubblica e sociale e chi non si identificherebbe ,sarebbe naturalmente tagliato fuori e costretto a cambiare luogo .
Ma probabilmente una situazione del genere inficerebbe per prima gli amministratori che sarebbero costretti a fare il proprio dovere e quindi a lavorare .
No ! Credo proprio che questa mia idea debba rimanere un'utopia !
Per fortuna mi rimane almeno la consapevolezza che posso comunque continuare a sognare . Ed almeno questa nessuno potrà mai limitarla .

Moderatore ha detto...

Caro GO!!!, condivido appieno la soluzione della Tolleranza Zero rispetto alla diffusa illegalità. Va aggiunto però che è la stessa sufficienza con cui si affrontano le tante problematiche dell'aria costiera (al pari delle sue risorse!) ha reso la nostra comunità talmente vittima/carnefice della illegalità tanto da dover considerare "illeggittime" le stesse forme di rappresentanza politiche nel quale l'attuale stato amministrativo ci fa crescere e farà crescere i nostri ragazzi! Anche mille teste pensanti hanno bisogno di un sistema amministrativo che "organizzi" analisi e proposte e "concretizzi" soluzioni condivise. Tale pratica è riservato alla città del monte, alle sue associazioni, alle sue teste pensanti, ai suoi ragazzi. La proposta di un nuovo assetto amministrativo è una soluzione (non un sogno) prevista dalla nostra Costituzione, dallo Statuto Regionale ... nonchè un fatto storico che si concretizza in Italia almeno 2 o 3 volte l'anno, senza che alcuno lo ritenga sovversivo o utopico. Ed è proprio perchè si sceglie di praticare la legalità fino in fondo la soluzione auspicata è quella di un nuovo comune.
Altro discorso sono gli amministratori: nessuno esclude che i nuovi possano essere peggio degli attuali, ma almeno vivranno come noi a zero metri dal livello del mare e non potranno sottrarsi dall'incontrarci quotidianamente nel palazzo di città, nel bar pulito o nel comando dei vigili! Chi discuterà di lottizzazioni, piani regolatori, bilancio o altro ... sarà tra noi quotidianamente ed avrà il nostro territorio, la nostra economia ed il nostro sociale sotto il naso!
Questo non accade e non accadrà mai con questo assetto amministrativo, che ormai è una pantomima della democrazia.
Il problema semmai è uno solo: quanto sei disposto a pagare per guarire della tua incredibile assuefazione al peggio?

LORENZO ha detto...

Carissimi,
condivido pienamente entrambe le riflessioni perchè sè vero cha da un lato la "tolleranza Zero" rappresenterebbe un modo efficace per ridurre il problema dall' altro è pur vero che solo questo non basta. Non siamo solo una popolazione anarchica in cui,ognuno di noi si sente libero di fare ciò che vuole, ma siamo anche una popolazione che vive in uno stato di disordine e di totale abbandono che sicuramente non dipende, esclusivamente da noi. Fino ad oggi nessuna amministrazione si è mai preoccupata, di analizzare fino in fondo le potenzialità che il territotrio di PORTOSANTAVENERE potesse offrire, o meglio le hanno analizzate le hanno concretizzate ma lo hanno fatto ad esclusivo vantaggio della città capoluogo. Non abbiamo mai avuto nessuno, capace di amministrarci e di difendere i Ns diritti.Le persone che hanno potuto far parte delle varie amministrazioni comunali sono stati sempre alienati da una supremazia numerica e non intellettiva nonchè da una tracotanza insita in molti abitanti della città del monte.
Ogni volta ci troviamo a subire obtorto collo le decisioni prese dall' alto senza avere la possibilità di dire la nostra opinione. Chiunque andrà ad amministrare non sarà in grado di vedere il nostro bellissimo paese a livello del mare ma lo farà sempre da 476 m e, per gente che non riesce a vedere aldilà del proprio naso arduo sarà il tentativo di poterlo fare da quell' altezza. L'autonimia è l' unica speranza che resta a PORTOSANTAVENERE per poter essere paragonata a Portofino.La vera autenticità del nostro paese non sta nell’essere di come è,
ma nel riuscire a farla somigliare il più possibile al sogno che si ha di essa.

Moderatore ha detto...

Ottima riflessione, Lorenzo!

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