lunedì 4 febbraio 2008

UN PENSIERO PER MONTELEONE.

Ad un anno dalla tragica scomparsa di Federica penso sia giusto dedicarle un pensiero. Lo farò senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, né in quella sanitaria; di ciò si è scritto e ancora si scriverà per molto tempo.
C’è però un aspetto che è stato trascurato dai più e sul quale mi preme soffermarmi un attimo: quello sociale. E' un aspetto che riguarda ancora molti di noi, oltre che i suoi coetanei marini di ogni epoca.
E’ solo grazie al libro ed al sito web a lei dedicato (http://www.federicamonteleone.it/) che ho scoperto una ragazza che coltivava belle passioni, grandi obiettivi: amava scrivere e danzare.
Così come non conoscevo molti dei ragazzi che sto imparando ad apprezzare in questi giorni, non conoscevo neanche lei.
Le sue qualità, voglio dire, non mi è stato dato modo di conoscerle! A me, come credo a molti altri di noi. Ancora oggi, terminate le medie, i nostri ragazzi partono su qualche sgangerato autobus per Vibo e scompaiono nelle nebbie delle aule superiori per mezza giornata; quelli che hanno qualche passione in più (studiare, danzare, nuotare, suonare, ecc.) ripartono addirittura, dopo aver fatto un pranzo frettoloso, nuovamente verso la città della terra. Nella città capoluogo c’è il cine, palestre, biblioteche, piscine, sale per incontri o convegni, accademie e club vari o boyscout: c’è quella che da giovani chiamavamo “vita”: alcuni li vedi rientrare la sera facendo autostop, altri nelle macchine affaticate dei loro genitori.
Rientrano col buio: e le nostre case li riaccolgono, senza lasciarcene vedere traccia in paese.
Nella città del mare, se siamo fortunati, li incontreremo pure il sabato sera o la domenica sul corso portuale, ma le loro qualità, il loro saper fare… non lo percepiamo. Poi un giorno, all'improvviso, ti sorprendi, incontrandoli già laureati o già sposati e lì... senti per intero tutto il peso del tempo passato inutilmente nella tua città.




Io non conoscevo le qualità di Federica. E voi? Io conosco le qualità di qualche giovane delle frazioni marine per puro caso o perchè ne conosco i genitori. E voi? Mi fa rabbia che non esista ancora oggi alcun altro modo di conoscerle: non abbiamo uno straccio di luogo pubblico in cui condividere, coltivare, o solamente mostrare, le qualità dei nostri figli! Quanto avevamo nel 1948 è pari a quanto abbiamo nel 2008.
E’ da tempo che chiedo ai tanti Sindaci ed Assessori una sala, una biblioteca, un luogo d’incontro… magari anche una scuola superiore. Un luogo in cui condividere passioni, saperi… un luogo in cui trasmettere e contaminare qualità!
Nulla da fare. A loro sembra una pretesa inspiegabile: "C’è già..." dicono, "è a Vibo!"
Non capiscono o nella migliore delle ipotesi è una pretesa "rinviabile".
Intanto Loro si susseguono, passano… ed anche i nostri ragazzi continuano a non restare.
E’ passato un anno dalla morte di Federica.
Mentre leggo di litigi tra il secondo centro anziani e l’unica scuola, o di ragazzini costretti ad occupare la sala del consiglio comunale per una sola corsa d’autobus, penso che mi sarebbe piaciuto sentire il parere di Federica, su questo come sui tanti vuoti sociali delle nostre frazioni. Se penso al suo piacere di scrivere immagino che forse ne avrebbe scritto un "pezzo" per il giornalino di scuola. Forse ne avrebbe scritto per lei e... per noi.

Leggo che altrove, nel comune di San Marco Argentano, le hanno intitolato una Borsa di Studio. Già, altrove: i nostri ragazzi continuano ad essere apprezzati altrove da qua.
Altrove osano ed usano ancora crescere i propri ragazzi, additandoli ad esempio.
Altrove. Mentre noi continuiamo a fare a meno delle loro qualità, tanto da scoprirci costretti a pensare di non averne!
Nessuna e Nessuno!
Mi capita spesso sentire qualche politico dire: “A’ ‘u portu? No n’c’è nujiu chi ‘bbali!” (“A Vibo Marina? Non vale nessuno!” ndr.) e a voi? Addirittura oggi glielo sento dire con più sarcasmo quando accenno all'idea di una nuova Porto Santa Venere! Capita anche a voi?

Se penso che questo lo dicono a Monteleone... Monteleone? Mi basta ripensare a Federica per sorriderci su, con amarezza.
Antonio Montesanti

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