giovedì 29 maggio 2008

"PROPERA LENTE"... tra Frazioni e Quartieri marini

Svetonio e Aulo Gallio, storici romani, ci raccontano che l’Imperatore Augusto adottò quale proprio motto la frase “Propera Lente” (o come si ritrova in altri testi “festina lente”; cioè affrettati lentamente), che utilizzò associandola ad un simbolo costituito da un delfino (la rapidità mercuriale) intrecciato ad un’ancora (la fissità, la concretezza).
Il filo conduttore sta proprio nell’interpretazione del motto "Propera Lente" (affrettati lentamente), l'aureo ossimoro che insegna a non compiere nessuna azione se non dopo averla soppesata adeguatamente ma, quando si è presa una decisione, ad agire fulmineamente.
"La fretta è una passione degli sciocchi che, essendo incapaci di distinguere il limite di ogni azione, agiscono senza precauzioni. I saggi sogliono invece peccare di eccessivo indugio poiché un'attenta riflessione spinge a procrastinare: sicché una conclusione intelligente viene talvolta sciupata dalla poca prontezza nell'eseguirla", così spiega le due facce della frase “propera lente Baltasar Graciàn, un Padre Gesuita un po’ anticonformista ma geniale vissuto nel ‘600.
Partire adagio, senza fretta; ma essere pronti ad accelerare i tempi, a cogliere le occasioni, quando ci troveremo davanti ad una possibilità imprevista.

Da qualche giorno è balzata alle cronache politiche locali una lettera scritta dal sen. Murmura al sindaco, al presidente del consiglio ed ai consiglieri comunali nella quale li si invita a dibattere - a tutela della loro dignità funzionale - il nostro progetto di legge. Ne allego la copia fornitami gentilmente da un consigliere.
Sembrerebbe che uno stuolo di consiglieri si sia precipitato a richiedere che tale argomento venga presto messo all'ordine del giorno dell'assemblea comunale.
Mentre attendiamo che ciò finalmente si concretizzi non è possibile sottrarsi dal riflettere sul termine dall'onorevole utilizzato per definire i luoghi della contestazione: "QUARTIERI MARINI".
Prima di disquisire sul senso di tale distinzione senatoriale, definiamo brevemente, e per difetto, le differenze:
Una Frazione è costituita da «un'area del territorio comunale comprendente, di norma, un centro abitato, nonché nuclei abitati e case sparse gravitanti sul centro».
I suoi confini sorgono dove "l’attrazione" del centro abitato delle frazioni cessa e comincia quella dei centri abitati delle frazioni geograficamente limitrofe. Il Regolamento anagrafico di cui al D.P.R. 223/89, all'Art. 9 dà il compito al Comune di provvedere «alla suddivisione del territorio comunale in frazioni geografiche con limiti definiti in base alle condizioni antropogeografiche rilevate» e di tracciare su carte topografiche concernenti il territorio comunale i confini di tali frazioni. Le frazioni, pur non essendo delle entità istituzionalmente riconosciute, quasi sempre rappresentano una comunità che si riconosce in esse, con una propria identità storica e culturale. Ne sono prova la loro indicazione negli Statuti, o in altri regolamenti approvati dal consiglio comunale, l'istituzione di Circoscrizioni o la presenza forme associative avanzate come le Pro Loco.
Il Quartiere, invece, è un termine più antico, derivante dai settori in cui erano suddivise le città medievali (anche se, essendo noi 1/3 della popolazione residente, sarebbe più appropriato definirci con il termine Terziere), ma che nell'ordinamento italiano rappresenta più un primo livello di ambito sociale che un organo amministrativo. Per esempio, la suddivisione in quartieri di una città tende a replicare suddivisioni culturali ed etniche (si possono avere così un quartiere cinese, un quartiere italiano, ed... ovviamente, marinaro), più che geografiche.

In pratica secondo il nostro, e credo funzionalmente ad una strategia oppositiva al Progetto di Legge "Censore", i centri abitati costieri non sarebbero più "frazioni comunali" ma "quartieri".
Se, dopo aver tanto studiato sulla riforma del Titolo V della Costituzione, nello spronare al lavoro i consiglieri comunali Egli usa tale specifica definizione, una ragione deve pur esserci! Quale? ... per intanto dal sito istituzionale del comune è sparita la copia in pdf dello Statuto Comunale; Pensate che sia probabile che la stessa sorte toccherà ai cartelli stradali delimitanti i "quartieri" (dove compare la scritta "Longobardi (Frazione di Vibo Valentia") o ai bandi comunali che prevedono interventi nell'area??... Propera lente!

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