domenica 13 luglio 2008

SINTESI DI STAMPA


Ringraziamo la stampa che ha pubblicato il nostro pubblico ringraziamento agli assessori comunali Romeo e Barbuto.
Ovviamente nella sintesi della Gazzetta e de Il Quotidiano lo spirito del nostro ringraziamento non può essere totalmente colto, percui rinviamo agli stessi una "gita informativa" sul nostro sito.


Approfittiamo dell'occasione per segnalare, sempre su Il Quotidiano di oggi, un articolo molto interessante sulla pratica delle lottizzazioni nel nostro comune.
Noi ne stiamo parlando da tempo ed il Pasquino viene in nostro soccorso con alcune notizie in più e considerazioni tutt'altro peregrine.
E' interessante notare come quelle considerazioni inducano ad una ulteriore riflessione sull'esistenza di un diverso modo di applicare le norme urbanistiche nel territorio.
Nella città delle "alici marinate" (da oggi la chiameremo così per distinguerla opportunamente sia da quella della ItalyHomes che da quella del capoluogo) quando si debbono costruire in un solo botto 200 tipologie di appartamenti basta soltanto il parere degli uffici tecnici, diventa cioè una banale pratica amministrativa... al contrario, nella città capoluogo di provincia, quando si costruisce con lo stesso impatto socio-urbanistico la pratica ha maggior valore, prevedendo un solo percorso obbligato: occorre "esclusivamente" una delibera confermativa del Consiglio Comunale!
Confessiamo la nostra ignoranza sulle norme urbanistiche, tant'è che al quesito, per la sua scontata banalità, non riusciamo a dare nemmeno un bricciolo di dignità... però non sembra del tutto balzano porselo, anche perchè se soltanto le avessero chiamate con il termine più appropriato - "lottizzazioni" invece che "villaggi turistici" - forse saremmo riusciti ad ottenere quello che riteniamo socialmente più corretto: qualche benefica struttura pubblica.
Non comprendiamo...
Chissà se qualche architetto o ingegnere può spiegarci le ragioni del diverso approccio/percorso autorizzativo?

11 commenti:

Anonimo ha detto...

le banalità si sprecano

Anonimo ha detto...

Quali?

Moderatore ha detto...

Credo che il commento si riferisse al numero delle tante banalità che siamo costretti a riscontrare... (e ribadite nel post di ieri) si sprecano, per l'appunto! Quindi nessuna vena polemica. Però se vi firmaste... anche con un nome falso, godreste di diritti di cittadinanza! Il che non è affatto banale.

Anonimo ha detto...

mi riferivo alle banalità cui dobbiamo assistere quotidianamente come cittadini di un Comune lontano dai propri cittadini. Rimango dell'avviso che l'autonomia sia l'unica via percorribile per rientrare in possesso del territorio e del nostro futuro. Roberto

Moderatore ha detto...

Non c'è più alcun dubbio! Credo che a sostegno della nostra tesi, e ad integrazione delle documentazioni comprovanti il non governo del territorio e della nostra comunità, invieremo alla Segreteria della I Commissione una copia del nuovo Piano di Trasporto Pubblico ed una della nuova Guida della città, entrambe di grande valore probatorio perchè prodotte in data successiva al Progetto di Legge!

Anonimo ha detto...

Mi hanno telefonato quelli degli altri comitati, per un incontro ai primi di agosto, possiamo cogliere l'occasione per farlo direttamente brevi manu. Carta canta. Purtroppo, anche se per noi si riduce solo a lamento visto il nero su bianco che i ns "savi" politici vibonesi hanno saputo generare. Roberto

Moderatore ha detto...

Mi sembra un ottima idea! Abbiamo tante cose da fare e da dire... e farle insieme non può che essere un vantaggio.
In questi giorni ho incontrato alcuni turisti:
lo sai che sono incavolati neri quando hanno scoperto che la nostra città non era un comune? "Ma come sperate di poter migliorare?" hanno concluso!

calabrisella ha detto...

Il Regolamento urbanistico ed edilizio di Vibo si può reperire in Comune all'Ufficio Urbanistica e fotocopiarlo c/o una copisteria convenzionata (neanche troppo vicina al "Palazzo").
Se provate a leggere le norme che regolano il nostro territorio capirete che di quest'ultimo si può fare quello che si vuole. Ci sono pochissimi vincoli sia di natura tecnica che estetica.
E' chiaro che in questo modo sia molto facile costruire qualsiasi cosa.
Il Piano Strategico è un'ottima opportunità per garantire al nostro territorio, alle nostre città, al nostro mare, alla nostra storia quella protezione necessaria a garantirne la continuità. Ma se provate a fare un commento sul blog di Città Futura puntualmente non viene pubblicato. E' come sbattere la testa contro un muro.

Moderatore ha detto...

Aspetteremo che lo pubblichino sul sito istituzionale o su quello del settore urbanistica o su quello di vibofutura2015!
Nell'attesa però mi preme ribadire che da quanto ho capito il Piano Strategico non è affatto uno strumento normativo: vi si elaborano delle progettazioni di massima x richieste di finanziamenti (POR; PIP; PUP; PER; PUF; PAF...) ma non stabilisce regole; è concertato ma non vincolante, percui... non è affatto uno strumento di tutela. Se tu prepari una scheda, e viene poi finanziata da un ente... il comune la farà sua ed ovviamente quel progetto si limiterà a condizionare l'uso di quella fetta di territorio in cui andrà ad essere realizzato. Ma le norme rimangono sempre quelle. Quali?

calabrisella ha detto...

si, è esatto, il Piano Strategico non stabilisce delle norme ma aiuta a stabilirne. Infatti è buona norma (e non è un gioco di parole) di ogni Comune che si rispetti, redigere un nuovo Regolamento Urbanistico ed Edilizio a seguito del Piano Strategico.
Se provate ad andare in qualsiasi comune d'Italia, anche tramite internet, per esempio Firenze, ma anche comuni molto piccoli, scoprirete che ognuno possiede un piano strategico ed un nuovo regolamento.
Siamo forse speciali noi?

Moderatore ha detto...

Beh! Qualcuno è davvero convinto che il suo potere, in questo territorio, è speciale.
Concordo che spesso i due piani viaggiano insieme, anzi, proprio per favorire in senso sociale gli investimenti privati previsti o prevedibili nel Piano Strutturale di un comune, si ricorre al Piano Strategico per condividerne finanziamenti utile. Ma da noi, non essendo palesemente dichiarata tale strategia, si gioca con le partecipazione...

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