mercoledì 6 agosto 2008

QUALI I VERI INTERESSI?

Riceviamo via mail un Comunicato Stampa dalla FEMCA e dalla FEGICA CISL che pubblichiamo con piacere, convinti come siamo che offrire alla nostra comunità occasioni d'informazione e confronto, sia il modo migliore per costruire "la città del mare":
"Mi piacerebbe far conoscere anche ai visitatori del Vostro Blog, molto interessante, il parere della FEMCA e della FEGICA CISL in merito allo sviluppo di Vibo Marina nel rispetto della sua natura e delle sue origini.
Cordiali saluti, Giuseppe Conocchiella, Seg. Gen. FEMCA Cisl Calabria
"
Ovviamente per ragioni di spazio, riportiamo nel post solo alcune considerazioni espresse nel lungo comunicato, consentendo ai nostri utenti di scaricarne il file completo.
Il nostro commento? Dalla lettura dell'ordinanza 61, ed in particolare dal Versace2, non vi sono dubbi che ENI (e comparto petrolchimico) godrà delle maggiori provvidenze a sostegno della delocalizzazione in area più sicura, localizzata nelle ex cave Cemensud, sotto S. Pietro praticamente, così come non vi sono dubbi sul blocco edilizio x 5 anni nell'area industriale dismessa. Quindi sulla carta nessun rischio occupazionale e nessuno sfruttamento edilizio sconsiderato; ovviamente il problema dei tempi di applicazione delle fasi previste dal decreto dipende dalla locale Camera di Commercio e dalla locale amministrazione comunale, che sinora si comporta come se neanche abbia letto l'ordinanza.
Forse è giunto il momento di mettere "il dito nella piaga" ed affrontare con schiettezza le problematiche espresse con forza nell'ultima frase del comunicato, che volutamente caratterizziamo in grossetto! Qualcuno, nel palazzo di città, ci dirà mai come stanno in verità le cose? Ed ancor più, sarà mai disposto a concedere ai cittadini di Porto Santa Venere un ruolo diverso da quello di muti e servili spettatori?

Il rischio di un’alluvione più grave e senza ritorno per Vibo Marina.
Ordinanza 61/2008! Dov’è la protezione civile e quali i veri interessi?


"(...) I funzionari preposti a formulare l’ordinanza hanno valutato l’applicabilità del piano predisposto da CAMILAB alla luce delle scorte d’obbligo nel campo energetico? (...) La mancanza di depositi costieri, con il futuro federalismo fiscale, a chi gioverà? (...) A chiarimento della nuova geografia logistica in caso di chiusura dei De.Co. di Vibo Marina, avremo il rifornimento di tutti i distributori Calabresi attraverso autobotti provenienti da Napoli, Taranto, Milazzo o Augusta. Oggi un viaggio di una autobotte che carica al De.Co. di Napoli ha un’incidenza su litro di prodotto al distributore di euro 0,034 (ATB da 38.000 lt, viaggio di A/R di 800 Km a 1,6 euro a Km). L’incidenza tende ad aumentare in funzione del costo del gasolio e dei costi per gli autisti. Un discorso a parte va fatto in merito alle accise per prodotto movimentato, nel 2007 circa 700.000 ton/a. Sono state versate allo Stato, circa 500 ml di euro. Quota parte di queste accise viene restituita alla Regione Calabria e al Comune di Vibo Valentia. (...) Il burocrate ha verificato se i deposito hanno le concessione e le autorizzazioni di legge per stare in quel posto per molti altri anni; se mai si è avuto un rischio per la popolazione da quando esistono? Si è chiesto il tecnico cosa sarebbe successo al pennello in mancanza della diga formata dalla ferrovia e dai pannelli in cemento di recinzione dei depositi dell’Eni R&M.
(...) Per quanto sopra si ritiene che l’ordinanza vada ritirata o modificata in modo che una nuova “alluvione politica” non si abbatta sul territorio di Vibo Marina (...) Come mai tanto silenzio da parte dell’amministrazione comunale, del Sig. Sindaco, degli Onorevoli vibonesi su un ordinanza senza testa e senza coda, ma con la presunzione di elargire qualche euro per agevolare la vocazione “turistica” del porto che senza industria ed indotto non sarebbe mai nato e tanto meno raggiunto questo grado di sviluppo. (...)
Pregiatissimo Presidente, non osiamo pensare che Lei possa sacrificare tanti posti diretti e indiretti (circa 300 unità) per consegnare il porto ed il territorio a fantasiosi imprenditori che là dove l’ordinanza dice che c’è pericolo di alluvione ammassino villaggi stratosferici a più piani con l’obiettivo dichiarato di trasformare il porto commerciale in zona turistica. A chi giova questo? Il turismo va bene per l’estate e d’inverno?

FEMCA e FEGICA CISL
I Segretari Generali
Giuseppe ConocchiellaFrancesco Saverio Colloca

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