venerdì 26 settembre 2008

IN ATTESA DEGLI ESITI... NO ALLO SBARCO!

Vediamo un pò di fare il punto sulla situazione PET-COKE:
La motonave WORLD TRADER PRIMO è sempre in rada, come in agguato, pronta a rivomitarci addosso il suo carico di "feccia di petrolio" prodotto in Nigeria, paese africano che ovviamente vende quella "feccia" con regole sul ciclo produttivo diverse rispetto quelle in uso nella Comunità Europea. Già la provenienza del prodotto non è un buon viatico!
Crediamo che le nostre sollecitazioni, presso l'Assessore Regionale all'Ambiente, siano servite a qualcosa perchè abbiamo riscontrato esserci stato nei giorni scorsi l'intervento dell'ARPACAL, che ha prelevato dei campioni della feccia nera per farli analizzare. Esiti? Entro la settimana.
Dall'Assessore Provinciale all'Ambiente, informato del problema, non abbiamo ad oggi avuto alcun riscontro. Il Comandante della Capitaneria non è ancora rientrato.
Rispetto all'adeguatezza dello stoccaggio ed altro, il Sindaco, informato ieri del problema, ha dato il via alla verifica dello stato concessorio, dando mandato ai Vigili Urbani il compito di eseguirne il volere. Esiti? Avremmo già dovuto saperne qualcosa.
Attendiamo ancora un pò.
A tutela della salute pubblica, riteniamo non si possa attendere molto... anche perchè scoprire se quel sito è idoneo o meno, oppure in regola (distinguiamo per la prassi di alcuni all'uso di cavilli amministrativi) con le norme previste per lo stoccaggio del Pet-Coke, non è cosa che può richiedere più di 24 ore!
Non per una ma per ben due solide ed incontestabili preoccupazioni, crediamo che sia, in via cautelare, momentaneamente evitare di procedere nuovamente allo sbarco del Pet-Coke:

1) Se le analisi dell'ARPACAL
rivelassero una percentuale di zolfo superiore al 6% (tramutando cosi' il PET-COCKE da prodotto a rifiuto speciale) chi si assume la responsabilità che lo sbarco possa essersi realizzato per la seconda volta con con le modalità dei cumuli scoperti e della movimentazione con le ruspe, nell'ignavia degli operatori e traportatori (i primi che hanno inalato senza alcuna protezione quelle polveri cancerogene)? Ricordiamo inoltre che il porto ed il centro urbano sono in realtà lo stesso luogo (a meno che non ci sia ancora qualcuno che pensi che il porto è giù al mare e la città al monte!)

2) Se dovesse riscontrarsi l'INIDONEITA' del sito di stoccaggio, chi si assume le responsabilità legate allo stoccaggio momentaneo in banchina dei cumuli che necessariamente dovranno essere invece stoccati in siti autorizzati (dove in Calabria?) ed idonei al Pet-Coke?

Non crediamo siano preoccupazioni da poco, nè di meno si rilevano le responsabilità!
Nel dubbio, in attesa degli esiti delle verifiche chimico-amministrative, ed a tutela precauzionale della salute, in presenza di un probabile richio... è il caso che il Sindaco, tutelando efficacemente i suoi jellati cittadini delle "marinate" (sic!) ed esercitando in pieno i poteri derivanti dall'essere l'autorità massima a garanzia della salute pubblica, emani una specifica ordinanza sindacale che ne condizioni lo sbarco agli esiti!
Anche perchè... da ieri, da quando abbiamo cominciato a scriverne e ad informare, nessuno può più dire che non sapeva cosa fosse il PET-COKE!

Da oggi la RETE LILLIPUT di ISOLA DELLE FEMMINE conta anche sul nostro impegno:

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