sabato 18 ottobre 2008

SE SOLTANTO SI METTESSERO IN RELAZIONE... LE COSE!

Il Consiglio Comunale è stato convocato nientemeno che il 9 Novembre. Non sappiamo se a quella data verrà più trattato il tema PETCOKE, nè se per quella data saranno disponibili gli esiti dei prelievi ARPACAL su quello sbarcato e depositato.
Non sappiamo gli esiti delle verifiche amministrative sulle autorizzazioni comunali, provinciali o regionali.
Non sappiamo praticamente nulla. Quasi quasi sembra non sia accaduto nulla o, se accaduto, tutto si sia magicamente risolto.
Allora... forse è il caso di stuzzicare qualche riflessione, tentare di mettere insieme i dati e gli eventi, cercare di riportare alla memoria episodi vecchi di qualche annetto, che se letti nel loro insieme assumono una valenza diversa, complessa...

Partiamo dall'Alluvione del 2006!


1) A qualche giorno di distanza da quel tragico evento si capì che era necessario procedere alla caratterizzazione dei fanghi sulle spiaggie e delle acque del mare. I torrenti scaricarono sulla costa, durante il loro tragitto, di tutto, attraversando aree industriali ed ovviamente anche il deposito di PETCOKE. Le analisi vennero effettuate ripetutamente dall'ARPACAL, in diversi punti del litorale;
2) Gli esiti di quei primi esami (si allegano); furono tutt'altro che tranquillizzanti. Venne rilevato un inquinamento stratificato - in mare e in terra - che partiva dai coliformi fecali e finiva agli IPA (questi ultimi presenti ovviamente anche nel PETCOKE);

3) All'epoca era ovviamente più importante rimediare a quell'inquinamento che scoprirne l'origine, percui, dopo aver vietato la balneazione per un anno, l'anno successivo si decise di rimuovere completamente la sabbia inquinata.


4) Con 700.000 euro si sostitui buona parte delle sabbie: la sabbia fresca di Gioia Tauro ricoprì le nostre spiaggie che in breve si rioffrirono all'economia balneare. Tutte le analisi successive riscontrarono la buona riuscita del disinquinamento (autodepurazione del mare e ruspadepurazione delle spiaggie).

5) E che fine fece la sabbia vecchia ed inquinata? L'Italcementi (che usava ed usa il PETCOKE) si offrì per smaltire gratuitamente quelle sabbie, riutilizzandole nel ciclo produttivo del suo cemento. Ottimo! pensarono in molti: si risolse in un solo colpo il problema del dove "discaricare" quelle sabbie inquinate ed il problema di andare alle origini di quel "certificato" inquinamento.

Beh! Direte... tutto bene allora?! In realtà qualcosa s'inceppò.

6) Quelle sabbie erano così, come dire... talmente tanto piene di sostanze (?), che la cementeria produsse, con quella sabbia, un pessimo ed inutilizzabile cemento!

Risultato? Dirigente rimosso, produzione ritirata dal mercato e pagamento danni per le aziende di costruzione che avevano adoperato quel prodotto!
La sequenza cronologica degli avvenimenti, e gli esiti di tutti quei fatti... obbligano quantomeno alla prudenza ed all'accortezza.

Nel dubbio, se fossimo degli amministratori responsabili, noi non sottovaluteremmo il problema!
Non sarebbe il caso di regalare ad ogni Consigliere Comunale un "bel piatto" di nero Petcoke?

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