sabato 28 febbraio 2009

LETTERA MORTA, CON BACINO... D'AUTORITA'!

Purtroppo dal nostro Commissario all'Emergenza, On.le Loiero, ad oggi, non abbiamo ancora ricevuto alcuna mail di risposta alle nostre osservazioni sulla necessità di dare un impulso diverso alla gestione della messa sicurezza del nostro territorio. Nessuna mail e nessun comunicato stampa: quotidianamente facciamo un salto sul sito della Regione Calabria per verificarne l'esito ma nulla... lettera morta! Mentre attendiamo (crediamo nella Democrazia al di là di ogni sua negazione), il salto quotidiano su quel sito si è rivelato utile perchè, entrando nel portale abbiamo cliccato incuriositi sul link dell'Autorità di Bacino della nostra regione, scoprendo una interessantissima lettera, inviata nel marzo 2007 a tutti i comuni della Calabria, oltre che ai dirigenti di settore delle 5 Provincie.
Nella missiva/circolare, firmata dal Segretario Regionale della stessa Autorità di Bacino, ribadendo come l’Art. 10 comma 4 della Legge Regionale 16 aprile 2002, n. 19, così come modificato dalla Legge Regionale 24 novembre 2006, n. 14, impone agli "enti titolari del governo del territorio", prima di adottare atti di pianificazione strutturale, di procedere alla verifica della coerenza e della compatibilità di tali atti, ai fini della valutazione della sostenibilità rispetto al Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI), anche perchè, precisa, tra gli obiettivi principali delle verifiche, risulta specificamente definito quello di “perseguire la sostenibilità degli interventi antropici rispetto alla quantità e qualità delle acque superficiali e sotterranee, alla criticità idraulica del territorio ed all’approvvigionamento idrico, alla capacità di smaltimento dei reflui, ai fenomeni di dissesto idrogeologico e di instabilità geologica, alla riduzione ed alla prevenzione del rischio sismico, al risparmio e all’uso ottimale delle risorse energetiche e delle fonti rinnovabili”.
La lettera circolare, in soldoni, mette tutti di fronte alla parolina "responsabilità", richiamando tutti gli enti competenti al governo del territorio, ed in modo specifico le Amministrazioni Comunali, al rispetto del disposto normativo in ordine alla prescritta verifica di coerenza con il PAI, "strumento pianificatorio sovraordinato", perchè, nell’ambito di alcuni procedimenti di pianificazione già avviati, si è notata la tendenza, da parte di amministratori e tecnici incaricati, a sottovalutare gli aspetti relativi alla sostenibilità ed alla compatibilità ambientale.
Il Segretario rammenta come il PAI sia uno strumento di pianificazione dinamico, che prevede di fatto la possibilità di aggiornamento e modifica delle perimetrazioni di rischio, sulla base di nuove acquisizioni conoscitive derivanti da indagini e studi specifici a scala di dettaglio, di nuovi eventi, di variazione nel tempo delle condizioni di pericolosità e di rischio.
Fa presente inoltre come si disponga, ormai, di una banca dati per ciascun territorio comunale, la cui mancata consultazione in fase di ricostruzione dei nuovi quadri conoscitivi non può essere giustificabile.
Chiude la missiva, il Segretario Generale, allegando una interessante nota tecnica che riassume l'iter procedurale di una verifica di coerenza.
Nella nota si precisa come:
Le Aree a rischio Elevato e molto elevato (R3 ed R4) ed aree in frana associate, sono precluse a qualsiasi forma di nuova edificazione, pertanto stralciate da qualsiasi previsione di sviluppo urbanistico. Qualora si ritenga plausibile il loro utilizzo (per il nuovo quadro conoscitivo ricostruito attraverso specifiche indagini) dovrà comunque preventivamente essere avviata la procedura (prevista dall’Art. 2 comma 2 delle stesse NA e MS) di riclassificazione del rischio!
Si precisa inoltre che l'individuazione delle Aree di attenzione per rischio esondazione, seppur risultano cartografate nel PAI, non derivano da una specifica modellazione analitica ma si basano su criteri
storici o morfologici
,
aggiungendo che l’art. 24 delle norme PAI, al comma 4, specifica che “Nelle aree di attenzione (vedi esondazione. Ndr), in mancanza di studi di dettaglio (…), ai fini della tutela preventiva, valgono le stesse prescrizioni vigenti per le aree a rischio R4”. Alla luce di questa circolare, che non può assolutamente essere considerata una "lettera morta" al pari della nostra al Commissario, avendo i nostri amministratori sulla mano destra l'elaborato per il nuovo Piano Strategico Comunale, in quella sinistra il Piano Versace Uno e Due... (prima ancora dell'Ordinanza Commissariale di divieto) ed ancor più nella testa - ancora freschissimi - gli esiti storici delle frane e delle esondazioni dell'Alluvione del 3 luglio 2006, cosa sarebbe stato opportuno fare?
Beh! Allora... stante questa circolare... appare evidente che per mettere in sicurezza tutti (imprese, comunità e gli stessi amministratori), e consentire l'edificabilità delle aree ahinoi "studiate" solo dal Prof. Versace e dal Camilab, sarebbe stato opportuno, necessario e fors'anche obbligatorio, che l'Ente Locale predisponesse Istanza di Modifica della Perimetrazione di Rischio alla Autorità di Bacino alla luce del suddetto "studietto" Versace - pur ammettendo che si possa essere perduta la memoria dei recentissimi esiti alluvionali (vedi foto) - attendere il Parere del Comitato Tecnico, accertarsi che il Comitato Istituzionale deliberasse la Variante al PAI, prendere atto della coerenza della nuova perimetrazione sulla Carta delle Pericolosità Geologiche, acquisire il parere di Compatibilità Geomorfologica espresso dal Settore Geologico Regionale... e poi, solo poi... decretare il "sicuro sviluppo edilturistico" delle aree a rischio di esondazione, alluvione e frana, usando però la sola accortezza di aver avviato (nell'attesa del parere positivo di Compatibilità Geomorfologica) almeno i lavori di messa in sicurezza idraulica dei torrenti che potenzialmente (vedi foto) potevano esondare nell'area!
Non sappiamo se questo sia stato l'iter percorso dall'Amministrazione. Ahinoi sembra di no! Non se ne conosceva la prassi? Non sembra, visto che di tale istanze il Comune di Vibo Valentia ne ha inoltrate, dall'approvazione del PAI, stante quanto pubblicato sul sito dell'Autorità di Bacino, tra il 2004 e la fine del 2006, almeno 4.
Ed allora? Bah! Attendiamo... che qualcuno si decida a dare certezze in merito... e che scelga di darle anche ai propri amministrati!
Nell'attesa consigliamo agli amministratori di dotare il Comune di un ufficio di web surfing (magari multisettoriale) che si colleghi quotidianamente almeno ai siti istituzionali regionali, per venire a conoscenza - in tempi utili - di bandi, circolari, missive e quanto occorra, ottimizzando così la corrispondenza ed evitando così il non ricevuto, i ritardi o l'illegibilità dei fax, le lungaggini dei protocolli... o il disperso.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Perche non:)

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