mercoledì 11 febbraio 2009

AMBIENTE: TRA PETCOKE ED EX-GASLINI ATTENDIAMO CHE FINALMENTE... IL SINDACO CI CONSOLI!

Stasera continuiamo la nostra campagna informativa a tutela della salute della nostra comunità, ed aggiungiamo alle preoccupazioni dei lavoratori dell'ITALCEMENTI, quelle espresse da Legambiente. I preoccupati cominciano ad essere in tanti, e quando si è in tanti il problema dell'uso squilibrato del territorio diventa serio.
Cosa dice Legambiente? Innanzitutto che le richieste dei cittadini di chiarezza sono più che legittime, anche perchè lo stabilimento complessivamente ha un grande impatto ambientale sul territorio. "occupando un’area di 320.000 metriquadrati, produce una quantità enorme di cemento e clinker (più di un milione di tonnellateall’anno), utilizzando 1340 motori, 9 molini che frantumano pietre di tufo calcaree marna, 22 nastri trasportatori e 20 elevatori che consumano molte migliaia di kilowatt. La linea di cottura, poi, deve raggiungere la temperatura di 1500 gradi per un migliaio di tonnellate di prodotto di scarto della lavorazione del petrolio, chiamato petcoke, che è altamente inquinante", senza dimenticare "che ogni giorno entrano ed escono dallo stabilimento centinaia di camion, che inquinano e che trasportano migliaia di tonnellate di materie prime e di prodotto finito, e centinaia di mezzi pesanti che estraggono e trasportanole materie prime dalle cave limitrofe. Pertanto, chiunque afferma che l’azienda rispetta l’ambiente offende l’intelligenza dei cittadini, che pretendono la tutela della propria salute"!

A proposito di salute, è bene ricordare che l'area Ex-Gaslini è stata in passato una fabbrica molto inquinante e molti dei suoi scarti di lavorazione per la produzione di olio al solfuro sono stati per decenni deposti al suo interno. Il fermo attuale dei lavori, a seguito dell'operazione Golden House, potrebbe essere l'occasione giusta per verificare cosa si nasconde sotto quei terreni. Vibo Marina come Crotone? Di certo no, perchè le sostanze chimiche sono diverse... ma si sa, quando si comincia a interrare materiale di scarto, senza alcun controllo...
Nelle settimane scorse abbiamo notato che gli scavi nell'area possono aver raggiunto anche i 2 metri di profondità, e le terre di riporto erano così nere... ma così nere... ma così nere, che sorge spontaneo il sospetto di una loro matrice inquinante.
In tal senso sollecitiamo le autorità competenti di attivare una urgente verifica di quel materiale di risulta, prima che le pioggie che si prevedono nei prossimi giorni, possano estendere un pericoloso focolaio inquinante in buona parte del paese!
Noi la segnalazione la facciamo... speriamo che finalmente anche il Sindaco ci Cònsoli!

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Stiamo entrando nel ridicolo....caro amministratore, ma cosa volete fare di vibo marina o porto santa venere? un isola felice dove si vivrà di amore e di aria, dove tutti i giorni li passeremo a bivaccare sl nostro lungomare circondati da passerotti e gabbiani? come dovremo vivere, di che cosa dovremo vivere? i vostri progetti sono ambiziosi ma la loro realizzazione è a breve termine? siete in grado di assumervi le responsabilità di tutto ciò che state procurando? sarete in grado di dire alle famiglie che visti i vostri attacchi oggi e considerate le condizioni economiche del ns teritorio,non sono in grado di pagare i mutui, fare la spesa, condurre una vita dignitosa? Certo che qualsiasi attività indudtriale deve essere portata avanti nel rispetto delle leggi e nel rispetto della tutela ambientale, ma da ciò che leggo mi sembra che il vostro obbiettivo non sia quello di mettere in sicurezza il territorio, ma sia quello di far terminare le attività di scarico del pet-coke sul ns territorio. Vi rendete conto quante famiglie vivono di questo? no forse no...passiamo ai cantieri bloccati in viale delle industrie e a bivona, qui la situazione è ancora più ridicola....da quanti anni caro amministratore vive a vibo marina o santa venere? a quante alluvioni ha assistito? davvero lei è convinto che l'area dove sono stati edificati i recidence sono a rischio di alluvione o di frane? eppure sembra un paradosso,li non stava sorgendo una centrale al carbone, ma delle abitazioni che avrebbero portato sviluppo e fervore economico per tutta la cittadinanza. Il tanto famigerato piano versace, un piano di studio, che ha fotografato la situazione delle aree colpite da alluvione il giorno dopo il tragico evento, anche un bambino avrebbe potuto asserire che quelle aree erano allagate( ALLAGATE), ma oggi a distanza di 3 anni quelle aree sono sicure come tutte le altre aree del nostro paese.Sa quanti operai hanno abbandonato i cantieri giorno 5 febbraio 2009? glielo dico io, circa 100 operai,sa quanti imprenditori oggi rischiano il fallimento? ma a lei questo credo non interessi, anzi queste persone con tutti i lavoratori e le relative famiglie,potranno bivaccare sul lungomare in attesa che lei e quelli come lei gli indichino la strada da seguire per poter sopravvivere...gli attacchi continui e ripetuti e le insinuazioni da lei rivolte appaiono diffamatrici e prive di qualsiasi logica. all' interno delle aree di cantiere è stata effettuata un operazione di bonifica, sono stati demoliti dei capannono vecchissimi che rappresentavano un pericolo per l' incolumità dei nostri bambini che ignari avrebbero potuto accedere in qualsiasi momento alla ricerca del tanto famigerato tesoro.in quelle aree vi era la presenza di eternit, rimosso in maniera corretta e attraverso l'operato di ditte autorizzate e con le autorizzazioni degli oragni di vigilanza.le terre nere da lei citate io non le ho viste, li c'è solo tanta sabbia e tanto sudore, sudore di operai che giorno dopo giorno lavorando cercavano di poter portare il pane a casa....e bivona? come mai solo oggi ci stiamo interessando della sicurezza del nostro territorio, come mai a bivona dopo l'alluvione sono stati edificati palazzi e villaggi e addirittura scuole? come mai? questo riesce a spiegarmelo? come mai nella vicina longobardi, dilaniata dalle frane del luglio 2006, si continua a costruire? un cittadino normale potrebbe pensare he l' attacco sia rivolto solo ed esclusivamete a detrminate persone.lei che dal suo sito sembra elevarsi a paldino della giustizia questo riesce a speigarmelo?
Distinti saluti da una persona che lavora( e vorrebbe continuare afarlo) e non fa chiacchiere....

Moderatore ha detto...

Delle costruzioni a Longobardi, a Bivona o accanto al luogo della frana assassina, ne abbiamo scritto; di tanti altri problemi al pari di tante cose che potrebbero essere la nostra ricchezza, abbiamo scritto. Io non ho le stesse sue certezze che oggi, a tre anni dall'alluvione il nostro paese sia al sicuro dall'identico rischio, tant'è che nessun'opera - indicata nel piano versace - è stata cantierata (ed anche lì, visto il numero di fossi e torrenti, avrebbero trovato lavoro centinaia di persone). Perchè? La cosa più complicata, nel nostro paese, è trovare persone col desiderio di darsi risposte ed agire di conseguenza. Le sue domande, tante e serie, le assicuro sono anche le mie domande.
Molte le può rivolgere agli enti competenti, come faccio io... alle altre potrei darle qualche risposta, riflettendo insieme sugli esiti conseguenti, se decide di rinunciare all'anonimato.

Anonimo ha detto...

Ecco, attendevo questa risposta e se mi consente almeno per ora gradirei rimanere nell' anonimato, avremo comunque tempo per confrontarci in maniera civile ed educata come del resto penso sia nello stile di ognuno di noi.
Non crede che tutte le attività debbano continuare e con loro lo sviluppo economico del ns territorio? mi spiego meglio: un cittadino leale, senza interessi di parte, avrebbe preferito che sugli organi di stampa e sui siti internet, ci si indirizzasse verso altre direzioni, tutti i cittadini evrebbero dovuto manifestare il loro dissenso all' operato delle amministrazioni, pretendendo che venissero apportate le giuste misure preventive per evitare che nuove calamità naturali potessero creare quello che hanno causato nel 2006, ma nello stesso tempo i cittadini leali avrebbero dovuto lottare affinchè le aree poste sotto sequestro fossero ultimate prima possibile,xchè vede gentile amministratore i palazzi possono piacere o non piacere( a me non piacciono)ma in quella zona ci sono innumerevoli costruzioni che fanno letteralmente schifo, avete mai visto la zona "pennello" dal mare? è uno spettacolo indecoroso, e noi ci permettiamo di "godere" sull' interruzione degli unici fabbricati che sarebbero stati portati a termine come si deve e che avrebbero portato sviluppo e turismo.
ma come mai nessuno sino ad oggi si è interessato di quella zona? come mai nessuno ha fatto in modo che i famigerati forni e tutte le altre ferraglie che si trovavano all' interno della exgaslini venissero trasferiti in luoghi più idonei?( musei????)vede caro amministratore, il nostro paese non andrà mai da nessuna parte, e vuole sapere la mia opinione a tal proprosito? qui da noi viviamo sempre e purtroppo con la cultura del sospetto...ma le sembra giusto quello che hanno scritto sui giornali e quello che hanno riferito alcuni giornalisti, il giorno dopo il sequestro dei cantieri? " A Vibo si continua a costruire sui morti" Dio solo sa, se ogni volta che percorro la statale che ci porta a vibo, non rivolgo una preghiera alle povere vittime di quel tragico luglio 2006, in quella maledetta curva...ma i morti non erano nell' area ex gaslini!!!!! sarebbe ora che tutti i cittadini di vibo marina,si svegliassero da questo magnifico sogno basato sulla natura e sull'AMBIENTE, su ciò che è bello e ciò che è meno bello...a tutte queste cose avremmo dovuto pensarci 50 anni fa, quando persone scellerate hanno deciso di investire sull' industria e non sul turismo...cementificio,nuovo pignone, cementificazione assassina sui litorali(pennello)...ora non le sembra tardi? certo non è mai tropo tardi, ma le cose vanno fatte con il cervello, noi dobbiamo pretendere che le attivita che rguardano il trasporto e il deposito del carbone siano messe in sicurezza( se già non lo sono?????)e che continuino ad esistere perchè fanno vivere tantissime famiglie, noi dobbiamo pretendere che i cantieri siano riaperti e siano portati a compimento e nello stesso tempo dobbiamo pretendere che le amministrazioni mettano in sicurezza i torrenti e le aree a rischio....noi dobbiamo pensare ad oggi e a domani, per il futuro e per la trasformazione del nostro territorio ci si può sedere attorno ad un tavolo e discutere, ma non si può fare tutto e subito senza causare danni gravi ed irreparabili dal punto di vista economico...il nostro territorio è al collasso( non verranno rilasciate concessioni edilizie fino a nuovo ordine...)si rende conto di cosa vuol dire?????Si rende conto di quante famiglie si troveranno sull' orlo di un disatsro?

Moderatore ha detto...

Sono sempre disposto a far fronte alle sue attese, purchè lei sia disposto - viste le più che valide argomentazioni - al piccolo gesto di presentarsi. La nostra città sarà certamente migliore sapendo che anche "con lei" può sperare in un futuro civile ed educato!

fra contartese ha detto...

Ma che senso hanno poi i palazzi fatti costruire, se quei palazzi poi ci fanno ad abitare inglesi sempre se è una presa in giro. E poi lì davvanti macerie...

Comunque perchè non hanno pensato prima di costruirli lì, se era zona alluvioat?

Moderatore ha detto...

E' un pò come le passerelle di cemento costruite sulla sabbia per i diversamente abili: vengono fatte solo pensando al guadagno delle imprese appaltanti piuttosto che per i cittadini; nessuno pensa, nè prima nè dopo, alle ragioni per cui devono svolgere un'utilità pubblica. Risultato? Beh! se sono un vantaggio solo per chi li costruisce... ovviamente "è opportuno" che il mare le distrugga in una sola stagione!

Anonimo ha detto...

In risposta al sig. contartese e al moderatore: Guardi Sig. Contartese che quei palazzi, non sono mica casa popalari....quelle sono costruite dallo stato,con soldi statali....i residence,sono costruiti da privati,con soldi propri,ed è naturale che devono dare un profitto...qui si fa confusione....non penso che lei si alza la mattina e decide di andare a lavoro senza poi avere un profitto, ha mai visto un imprenditore che lavora per far guadagnare gli altri?( la ditta fate bene fratelli, è fallita diversi anni fa...) Indirettamnte le opere di costruzione portano sviluppo e guadagno....ma come vedo ancora siamo su pianeti diversi...qui il problema, ma non ne avevo alcun dubbio, non è il territorio in se,qui non parliamo delle responsabilità delle amministrazioni nella loro immobilismo perenne nel prendere atto che il nostro territorio deve essere messo in sicurezza, qui il problema è l' imprenditore e il suo guadagno, qui il problma è il palazzo bello o brutto,qui il problema è chi verrà ad abitare o meno...non è per caso che siete un pò comunisti? speravate forse che quei palazzi venissero costruti per gli abitanti della zona pennello? magari speravate che le orribili costruzioni dele litorale venisero abbattute e magari gli abitanti trasferiti nei grossi quartieri stile ex unione soviatica.....siete fuori strada...ma fuori strada...torno a ripetere...a V.Marina siamo abituati a vedere sempre il marcio in qualsiasi iniziativa che non sia la nostra, ma cosi dove dobbiamo andare.....?altro che autonomia,se questi sono i presupposti con VIBO VALENTIA TUTTA LA VITA...o MONTELEONE.....

Moderatore ha detto...

Vedo se riesco a spiegare quali siano le questione importanti, secondo me, che meritano di essere messe in risalto, non prima di averle "ripulite" dai luoghi comuni e dai conflitti di parte.
1)Interessi collettivi.
E' evidente, a prova di ogni smentita, che il territorio costiero è sottratto, almeno dal 1945, ad un governo democraticamente partecipato. Ciò non è solo colpa di Vibo, ma è fondamentalmente conseguenza di una comunità che ha anteposto gli interessi di tutti a quelli di qualcuno. Anche a non voler citare il solito esempio del Pennello, basta guardarsi intorno: molte belle villette o bei complessi condominiali e nessuna struttura pubblica; molte imprese e nessun servizio alle imprese; molti cittadini e nessun servizio pubblico; ect. etc. Questa "comunità fragile" è insediata – ed abbiamo l’obbligo, per i nostri ragazzi, dal 3 luglio 2006 di non nascondercelo più - in un territorio altrettanto fragile che non può più sopportare scelte improvvisate e contraddittorie... ed ancor più, qualsiasi scelta non dovrà più avvenire senza aver messo realmente in sicurezza il territorio, senza aver colmato il vuoto di strutture e servizi pubblici, senza un progetto che metta ordine tra la “città-porto”, l’area turistica e l’area industriale. Il governo di queste criticità non mancherà di produrre lavoro, economie concrete, sviluppo e certezze.
2)Il comune di Vibo.
Ormai sono convito che il comune di Vibo, per il vantaggioso controllo del consenso elettorale che ne consegue, non ha alcun interesse a “curare” questa comunità dalle sue divisioni, conflitti e fragilità – anzi li alimenta elargendo favori ad alcuni e negando diritti ad altri - percui ritengo un nuovo assetto amministrativo l’unica via salvifica. Al di là di questo però, come faceva semplicemente faceva notare Francesco, non era lecito attendersi dal comune, affrontata l’emergenza alluvionale, indirizzare tutti i suoi sforzi e le sue risorse per mettere in sicurezza le nostre vite? Chiunque ne avrebbe, 2 anni fa (anche i costruttori) compreso le ragioni di un blocco edilizio per il tempo necessario a predisporre un Piano in tal senso, arricchito però… visto il nostro disordine urbanistico, da un piano di riqualificazione delle zone da delocalizzare, risocializzare, terziarizzare! Tutto ciò, ad oggi, non è avvenuto, e certamente non per mancanza di mezzi finanziari o di strumenti di piano!
Il blocco edilizio attuale, è un atto terzo rispetto l’autorità giudiziaria, un atto unilaterale dell’amministrazione comunale, che interessa l’intero comune, ed il fatto che sia attivo dalla data del sequestro delle costruzioni di Vibo Marina, quantomeno rivela che dal punto di vista normativo, le vicende insediative meritavano un’attenzione maggiore rispetto all’assetto idrogeologico del territorio, già dalla prima stesura del Piano Versace, altrimenti perché il blocco dura tutt’oggi in tutto il comune?

3)Le imprese.
Oggi, ovviamente, un blocco è incomprensibile. Incomprensibile perché nel territorio sono state concesse diverse lottizzazioni e 89 permessi a costruire… incomprensibile perché dopo 3 anni, non accadendo null’altro di distruttivo, e non avendo realizzato alcuna “messa in sicurezza”, presumiamo non ve ne sia più alcuna necessità. Ma mentre questa presunzione può essere comprensibile in quanti fanno impresa col cemento, che per loro natura ritengono il cemento armato indistruttibile… non può essere né comprensibile né giustificabile da un ente pubblico. Al contrario dell’impresa dunque è evidente che è il comune a non aver svolto il suo ruolo: avrebbe dovuto valutare le proposte del privato alla luce di un complessivo quadro di sicurezza, sia territoriale che normativo, subordinando i tempi dell’intervento alla necessaria (poi rivelatasi obbligatoria), messa in sicurezza. Per il privato sarebbe stato un ulteriore vantaggio investire in un'area messa in sicurezza!

4)Responsabilità
Ritengo tutti i Soggetti Attuatori responsabili di quanto accaduto, e il Sindaco in primis, sul nostro territorio, che di fatto hanno attuato ben poco, sia in termini di prevenzione che in termini di esecuzione degli interventi idraulici-strutturali previsti dal Piano Versace, oltre che a quanto prevedibile e previsto nelle circolari del Commissario per l’Emergenza. L’ho sempre affermato: è un interesse legittimo per le imprese fare il loro mestiere e perseguire il loro interesse; cosi come è legittimo pretendere dall’ente pubblico azioni conciliative con gli interessi collettivi. Tra l’altro ove l’ente non vi riesca per saggezza, vi sono proprio le leggi a “guidarlo”.

5)Timori.
C’è qualcuno che gioca ad allontanare da sé le responsabilità, tentando di far credere che la colpa di quanto accade sia di qualcun altro. Il gioco poi diventa ancor più utile se lo si pratica dividendo ulteriormente una comunità “allevata” nella divisione, come la nostra. E’ un gioco alla quale vi prego di non partecipare, di non aderire acriticamente o con leggerezza, anche perché oltre che essere un gioco che si basa sull’assenza o la violazione delle regole, rischia di rendere vulnerabili quanti ancora credono proprio in voi.

Anonimo ha detto...

La nostra cittadina, ricca di grandi potenzialità finora inespresse, in assenza di scelte razionali a livello politico-amministrativo, invece di svilupparsi come un moderno centro portutale, é stata trasformata in un incredibile coacervo di industrie abbandonate, depositi petroliferi in pieno centro abitato, in un preoccupante scenario di degrado ambientale, con un intero quartiere sorto in area demaniale con relativa devastazione dello splendido arenile esistente. Le istituzioni, che avrebbero dovuto programmare e guidare lo sviluppo, sono state assenti o si sono rivelate non all'altezza dei loro compiti. Ad iniziare dal secondo dopoguerra, venne compiuta una pesante e sistematica devastazione nella generale indifferenza e favorita da una politica in puro stile colonialista.Ma chi si volta a gurdare il passato non ha futuro davanti a sé. E allora cerchiamo di guardare al futuro, che a mio avviso non va ricercato nell'auspicio di stare con Vibo per tutta la vita, considerato che i guasti che abbiamo davanti agli occhi si devono proprio a questo mortale legame con la città del monte, favorito certamente da una mancanza di coscienza collettiva nella città del mare. E proprio quando sta affacciandosi timidamente un piccolo segnale di risveglio, esso rischia di essere vanificato dalle divisioni. Personalmente sono contro ogni forma d'integralismo, compreso quello ambientalista, ma non dobbiamo permettere che si perpetuino gli errori del passato.Le peggiori devastazioni si sono consumate sotto il peso del ricatto occupazionale questo é valido ancor di più in una situazione di grave cirsi economica come quella che stiamo vivendo. Il caso Golden House é sul tavolo del giodice del Riesame; speriamo che esso sappia trovare soluzioni che possano coniugare il rispetto delle leggi con la salvaguardia degli aspetti sociali e dei livelli occupazionali. Ma il potere giudiziario non potrà mai sostituirsi a quello politico, al quale spettano le decisioni di natura economica e sociale, per cui, superato questo spinoso caso, sarà opportuno cominciare a pensare seriamente al domani, al nostro domani.

giuseppe addesi

Anonimo ha detto...

Se il blocco dei cantieri, è dovuto a ragioni diverse da quelle che riguardano l'aver costruito in zone "poco sicure" che avrebbero dovuto essere messe in sicurezza...non lo so e non mi pronuncio..ma sono d'accordo col moderatore sulle responsabilità delle amministrazioni! inoltre vorrei chiedervi, quali sono le opere che l'amm.comunale dovrebbe porre in essere per mettere il territorio in sicurezza? queste misure sono inconciliabili con la ripresa delle attività di edilizia?
Se aspetiamo la messa in sicurezza del territorio, e se queste opere come spesso accade qui da noi richiedessero tempi molto lunghi, cosa facciamo?
questo è il punto della discussione!!!

Moderatore ha detto...

Dovremmo smettere di farci distrarre pretendere la messa in sicurezza, tutti indistintamente. Gli interventi sono già stati indicati, alla fine del 2006, nel Piano Versace, che puoi scaricare dal nostro sito. Bisognerebbe "rivedere" - inserendo progetti concreti di messa in sicurezza sulla collina e sulla costa - gli interventi che il comune ha approvato, ripartendo dal mutuo di 25 milioni di euro finanziato dalla Regione.
Bisognerebbe dare priorità all'adeguamento delle costruzioni sequestrate, ai fattori di rischio evidenziati nel piano...
Insomma, bisognerebbe proprio impegnarsi seriamente tutti seriamente: noi a pretendere (molti, hanno pensato solo al risarcimento del proprio danno) e gli amministratori a fare!

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