mercoledì 3 giugno 2009

"FALSO NELLA GESTIONE DEI CDR": 15 ARRESTI IN CAMPANIA.

La notizia la estraiamo da "La Nuova Ecologia" di oggi, a conferma come il settore dei rifiuti rappresenta sempre più un affare con risvolti tutt'altro che "puliti".
Prima di entrare in questo sistema controverso e con molte zone d'ombra, che mette ancor più a rischio una comunità fragile come la nostra, è bene che chi esercita ruoli istituzionali rifletta ulteriormente!


"La Guardia di Finanza e la Dia di Napoli ha eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare, tutte agli arresti domiciliari, a carico di un esponente politico, professori universitari e funzionari della Regione Campania, nell'ambito dell'indagine condotta dai pm Noviello, Sirleo e Milita sulla gestione dei rifiuti a Napoli durante la gestione Commissariale.
L’uomo politico coinvolto è il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile. L'inchiesta riguarda le presunte irregolarità nei collaudi degli impianti cdr (combustibile da rifiuti) realizzati dalla Fibe spa e dalla Fibe Campania spa in seguito ad appalti del Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti. Gli altri destinatari dei provvedimenti della magistratura sono i collaudatori di questi di impianti, tra i quali alcuni docenti universitari. L'inchiesta ha accertato che le persone arrestate
avevano attestato l'idoneità degli impianti quando questi erano già sotto sequestro e avevano sostenuto la conformità del cdr prodotto alle specifiche del contratto, che in realtà mancava.
Il reato ipotizzato è di falsità ideologica in atto pubblico. Nei certificati di collaudo redatti dai componenti delle commissioni sarebbe stata attestata falsamente l'ottemperanza da parte di Fibe-Fisia Spa e gli impegni previsti dai contratti di appalto. Ciò in contrasto con l'inidoneità tecnica degli impianti cdr che era stata accertata per quanto riguarda la produzione di frazioni di rifiuti rispondenti agli impegni contrattuali. Tale inidoneità era emersa da sopralluoghi e analisi effettuati nell'ambito di indagini della Procura. Un altro reato contestato riguarda la falsa attestazione della conformità degli impianti installati rispetto a quanto previsto dal progetto.
In particolare taluni macchinari, diversi dai progetti approvati, sarebbero stati modificati dall'appaltatore senza autorizzazione e senza che i collaudatori avessero constatato la conformità. Per quanto riguarda la posizione dei direttori dei lavori, Mario Gily e Giuseppe Vacca, questi ultimi avrebbero consentito, con una serie di note dal contenuto ritenuto falso, l'installazione di macchinari diversi da quanto indicato nel progetto, stilando poi relazioni finali dei lavori di costruzione degli impianti di cdr nelle quali non diceva nulla sulle modifiche agli impianti e sulle "criticità funzionali" emerse durante la lavorazione dei rifiuti."

link:
http://www.lanuovaecologia.it/index.php

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