lunedì 14 settembre 2009

ALLA RICERCA DI "NAVI A PERDERE" NELLA CALABRIA DERELITTA!


Il recente ritrovamento del relitto di un mercantile carico di fusti sospetti al largo di Cetraro (CS), non puo lasciarci indifferenti imponendoci una riflessione. Non esiste ambito, territorio, settore economico, luogo terrestre o marino in cui la ndrangheta non eserciti pienamente la sua supremazia. E' probabilmente una forte paura di fondo che spinge gran parte dei calabresi a voltarsi da un'altra parte, a non vedere ... ma il timore di vedere comincia a diventare meno rischioso del rischio delle contaminazioni a cui intere nostre comunità sono assoggettate.
Del problema delle "navi a perdere" se ne parla da tempo, navi affondate in mare volontariamente per smaltire (in maniera diversificata rispetto a "normali" discariche terrestri) in modo rapido e illegale rifiuti tossici e radioattivi. Giusto per comprendere il problema delle "navi a perdere" vi segnaliamo alcuni link documentali dal sito di Legambiente:
Le intercettazioni dei boss (da Mare Monstrum 2005)
Rifiuti radioattivi: il caso Italia (1995)
L’intrigoradioattivo (1996)
Lenavi dei veleni – Cronistoria di un intrigo internazionale (2004)
Lenavi a perdere (dal Rapporto Ecomafia 2006)
Inchiesta de La Nuova Ecologia – “Le navi a perdere” (2008)
Comitato per la Verità (istituito nel 2007 da Legambiente, su iniziativa dei gruppi calabresi)

Ovviamente citiamo anche il link di un blogger, quello di atavicabruzia, che scrive della vicenda della "nave a perdere" di Cetraro in maniera altrettanto documentata.

Il ritrovamento di Cetraro probabilmente renderà finalmente ricontrabile in modo inoppugnabile il criminale del dominio della ndrangheta anche delle acque della nostra regione (oltre la terra e le coste), rendendo ancor più criminali quanti la fiancheggiano silenziosamente o la sopportano con sguardo distratto!


La domanda che regna sovrana adesso è una sola: dove sono gli altri relitti contaminati? Per provare a darvi una risposta segnaliamo un modo semplice semplice per trasformarsi in ricercatori di relitti grazie al web! Sapevate che con un semplice click è possibile localizzare gran parte dei relitti delle coste meridionali? Proprio così, grazie al Progetto Archeomar (nel cui sito troverete più dettagliate informazioni) è possibile "vedere" cosa nascondono e custodiscono silenziosamente i nostri mari. A quel progetto si deve la creazione di un documentatissimo GIS (Geographical Information System) completo ed interattivo con la localizzazione di relitti (antichi, bellici o contemporanei), al pari di reperti o siti archeologici sommersi, creato per supportare il Ministero e le Soprintendenze nella gestione, valorizzazione e tutela di quello che potremmo definire il nostro patrimonio archeologico sommerso.
Grazie alla realizzazione di un ottimo sito web sugli esiti de progetto è oggi possibile visionare tali "reperti", con la loro localizzazione completa di foto o video, rinvenuti grazie alla ricerca multidisciplinare di informazioni edite ed inedite, i rilievi strumentali e le verifiche in mare, la classificazione e valutazione dei dati. Ogni oggetto nascosto nel mare della Campania, Puglia, Basilicata e Calabria è stato censito, posizionato, georeferenziato.
La realizzazione del progetto è stata assegnata ad un raggruppamento di imprese ed il personale dell’ATI (Associazione Temporanea di Imprese), coinvolto direttamente nel progetto, ammonta ad oltre 120 esperti ed include: archeologi subacquei e navali, geofisici, geologi, equipaggi delle imbarcazioni, piloti ROV (Remotely Operated Vehicle), tecnici, grafici, fotografi, architetti ed esperti in informatica. L' ATI, capitanata dalla Cooperativa Nautilus di Vibo Valentia, composta da 8 aziende specializzate nei diversi settori dell’archeologia, dell’informatica e delle prospezioni geologiche marine, Insomma, una gran mole di dati grazie ai quali non è da escludere che, visionando sul web quei relitti classificati di "età contemporanea", qualcuno di voi possa riconoscervi una "nave a perdere" con tanto di rifiuti tossici, fatta affondare a pagamento dalla ndrangheta! Altri scopriranno invece un mare ricco di tesori sommersi, navi greche o romane al pari del nostro porto antico di Trainiti, meravigliandosi dell'incredibile ricchezza archeologica della nostra regione!

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