martedì 27 ottobre 2009

PIANO INTEGRATO PER LO SVILUPPO DEL PORTO: ECCO IL DOCUMENTO IN CUI ANCHE IL COMUNE IPOTIZZA DI COSTITUIRE UNA AZIENDA PORTUALE!

Il vibonese ha per sua natura una sorta di resistenza mentale alla programmazione, alla elaborazione di Piani e Progetti. Si ... li si invoca, si ricevono finanziamenti per elaborarli ... e poi li si dimentica: una volta fatti nessuno si cura di applicarli figuriamoci poi leggerli o farli leggere!
Emblematico è il caso del Piano Versace! All'indomani dell'alluvione del 3 luglio tutti lo hanno invocato in nome della messa in sicurezza, qualcun'altro lo ha finanziato e nonostante fosse sulle labbra di tutti la necessità di applicarlo... nessuno lo aveva letto! Tant'è che l'amministrazione comunale si rammentò fosse "saggia necessità" integrare il quasi pronto Preliminare del Piano Strutturale (Karrer 2) solo dopo l'intervento della magistratura vibonese (vedi Operazione Golden House)! Qualcuno aveva addirittura ignorato fosse importante inserirlo nello strumento principe della pianificazione urbanistica! Da mesi si sta lavorando per integrare il Versace nel Karrer 2 ... ma nesunno ne sa ancora nulla!
Oggi con il Porto di Vibo Marina accade lo stesso. Tutti parlano del Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto come un piano unico e salvifico, ed addirittura in confliggente rispetto alle strategie della Camera di Commercio ma non è così, anzi stante la difficoltà di reperirlo della sua stesura finale, dubitiamo sia stato - da quanti in nome di questo negano le potenzialità dell'ASPO - mai sfogliato interamente!
Oggi dunque è necessario ripetere l'operazione "informazioni utili per tutti": ieri, grazie a noi, per un lungo periodo solo sul nostro sito era scaricabile integralmente il Piano Versace ed oggi consentiamo di conoscere i contenuti del Documento Preliminare - Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto [per scaricare il pdf clicca qui], che ricordiamo, per diventare Definitivo, dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale.
A leggere il documento preliminare non si comprendono le ragioni di tanto ostracismo alla costituzione di una ASPO Territoriale, anzi in esso è lo stesso comune ad ipotizzare l'istituzione di un organismo di governance similare! Non ci credete? Leggete pure ... e speriamo che lo leggano anche i nostri amministratori, prima della discussione in consiglio!
Nel Piano difatti non si rileva alcun "o con me o contro di me" (leggi o Piano Portuale Comunale o ASPO)!
Nessun conflitto istituzionale vi potrebbe essere tra una ASPO ed uno strumento di programmazione che utilizza le seguenti parole virgolettate: il Piano "(...) sarà oggetto di una negoziazione diretta con l'ente Regione e con tutti gli Enti per i quali é previsto il coinvolgimento Istituzionale, secondo le proprie competenze e funzioni attribuite.
(...) Ciò comporta, inevitabilmente, una compartecipazione al processo di condivisione degli obbiettivi con il coinvolgimento attivo di enti e Istituzioni differenti le cui competenze e funzioni devono sinergicamente correlarsi secondo una univoca strategia di sviluppo portuale
".
Dunque la divisione attuale, tra Camera di Commercio e Comune (o forse è meglio dire Lico e Sammarco?) non è una divisione sui contenuti ! Ancor più ... è lo stesso "contenuto" del Piano, nel paragrafo non a caso intitolato "Struttura Gestionale", a rivelarne una visione d'intenti sorprendente, quando recita:
"Nell'ambito portuale di Vibo Marina, per la gestione delle attività el 'attuazione del Piano Integrato di Sviluppo del Porto potrà ipotizzarsi la costituzione di un organismo di governance, dotato di autonomia amministrativa contabile e finanziaria, in grado di assumere attività gestionali complesse, da svolgere con caratteristiche manageriali ed obiettivi secondo le direttive dell 'Ente Comunale. Gli obiettivi che dovrà perseguire e gli indirizzi generali ai quali essa dovrà uniformare la sua azione, sono quelli individuati nel Piano Integrato di Sviluppo del Porto e precisamente:
a) promuovere, realizzare e gestire strutture ed infrastrutture di interesse economico generale del comprensorio portuale di vibo Marina, tanto di pertinenza del pubblico demanio marittimo che della proprietà privata, partecipando, secondo le norme del codice civile, con altri soggetti pubblici e privati, ad organismi anche associativi, ad enti, a consorzi ed asocietà;
b) provvedere, direttamente o mediante apposite imprese, all'erogazione di servizi di interesse generale, nonché di tutti i servizi connessi con quelli relativi alle operazioni portuali;
c) curare l'immagine del porto di Vibo Morina attraverso la diffusione di notizie sulla vita dello scalo, sia in ambito nazionale che all 'estero, e provvedere alla raccolta e pubblicazione periodica di tutti i dati riguardanti l'economia portuale ed i suoi traffici, nonché i suoi programmi di sviluppo;
e) amministrare i beni patrimoniali nonché quelli conferiti.
f) definire il Programma Operativo Triennale concernente le strategie di sviluppo delle attività del porto da sottoporre agli organi collegiali comunali e gli incentivi volti o garantire il rispetto degli obiettivi prefissati;
g) elaborare e proporre aggiornamenti per il piano regolatore portuale, acquisendo su di esso le intese con le Amministrazioni competenti."

Stante ciò, per attuare coerentemente il suddetto Piano, solo due possono essere le strade immaginate dagli estensori del documento:
1) o il Comune - primo in Italia - intende creare una società portuale pubblica [o mista (?)], finanziandola con il suo magro bilancio (?), inventando una tracciato gestionale non previsto dalla legge 84/94 (riordino della legislazione in materia portuale)
2) o il Comune, descrivendo in premessa esattamente ruoli e competenze sancite dalla stessa legge solo in capo alle Autorità Portuali o alle ASPO (le uniche a poter presentare un Piano Operativo Triennale al competente Ministero), intende promuovere una Autorità Portuale o una ASPO!
Ma ...
1) dinanzi all'evidente impossibilità di creare una - seppur originale - società di gestione diversa da quelle previste dalle norme sulla gestione portuale;
2) dinanzi alla evidente impossibilità di creare una Autorità Portuale per mancanza dei requisiti (sarebbe necessario più del doppio del movimento merci annuale prodotto dal nostro porto - prodotti petroliferi inclusi);
3) dinanzi alla evidente esclusiva titolarità - secondo norma - delle Camere di Commercio ad istituire le ASPO ...
appare evidente che chi usa il Piano Integrato per lo Sviluppo del Porto per dividere gli enti territoriali, sempre e comunque (e - cosa ancor più grave - non far decollare l'economia della città portuale!) faccia una guerra di trincea, prenda le parti solo per partito preso, senza preoccuparsi di informarsi e informare sui contenuti delle proposte alla luce dei documenti e delle norme!
A meno che ...
A meno che l'inspiegabile ostruzionissmo ad una ASPO Territoriale sia conseguente all'inatteso ostacolo che l'ASPO crea alla ipotizzata costituzione di una Società di Gestione comunale nella quale (per ottenere l'OK del Ministero competente) ... qualcuno auspica che l'Autorità Portuale di Gioia Tauro si proponga come socio di riferimento!
Nel dubbio di altre cento imponderabili bizzarrie gestionali ... ed in attesa - spettatori come sempre noi cittadini, eh? - dell'evolversi della situazione oggi vi consentiamo di conoscere i contenuti del Piano, convinti come siamo che spesso gli atti ... aiutino a capire gli strilli indispettiti ed i silenzi ingiustificabili!

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