domenica 7 marzo 2010

Da "Sistema Mare" un'opportunità per rilanciare il comparto della pesca


Sfruttare i ben 850 milioni che l'Europa mette a disposizione del mondo della pesca.E' questo uno degli intenti che si propone di raggiungere il nuovo organismo che sta per nascere su progetto del Ministero per le politiche agricole ed in cui sarà destinata a confluire tutta la filiera di riferimento dell'economia ittica. Una struttura per riportare sinergia in un comparto distrutto dalla spartizione delle competenze seguìto alla cancellazione del Ministero della marina mercantile.
In poche parole, "Sistema Mare" nasce come strumento di coordinamento per mettere insieme tutti gli attori di una delle principali risorse nazionali. In questa logica ha preso corpo il protocollo d'intesa tra il suddetto Ministero e Unioncamere, siglato in questi giorni per valorizzare quel sistema di imprese e di lavoratori che operano nei settori della pesca, della cantieristica, dei trasporti marittimi e del turismo e che, nel suo complesso, incide per il 3,4% sul valore aggiunto prodotto nel nostro paese. Punti qualificanti dell'intesa: qualità, semplificazione amministrativa, promozione, formazione, monitoraggio, commercializzazione. L'intento é quello di riportare in un unico organismo le varie componenti (armatori, cantieristica navale, porti, pesca, istituzioni.) Il sistema delineerà, a cascata, le funzioni dell'Agenzia della Pesca. Fra le linee d'intervento previste dal protocollo, gli Sportelli del Mare, istituiti presso le Camere di Commercio per la promozione e divulgazione delle iniziative a sostegno dell'economia del mare. Altro punto qualificante del Protocollo riguarda le imprese e il capitale umano, fornendo strumenti formativi e di assistenza tecnica alle imprese del settore, anche allo scopo di favorire la nascita di imprese innovative e la riqualificazione dei profili professionali.
Considerato che il porto di Vibo Marina rappresenta, fra l'altro, uno dei poli pescherecci più importanti della regione, é auspicabile che le parti istituzionali (Comune,Camera di Commercio,Capitaneria di Porto) riservino la dovuta attenzione a tale iniziativa, che potrebbe consentire all'economia del mare del nostro territorio di prendere finalmente il largo secondo un modello di sviluppo efficiente e moderno.

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