sabato 13 marzo 2010

SANTA VENERE ... SALVA!

E' difficile non cogliere certi segnali ... e non rendere evidente come ieri S. Venere sia ripassata dalle nostre parti.
L’episodio meriterebbe di essere descritto nelle forme di un quadretto ex-voto, tanto in uso nella marineria calabrese nel XVIII secolo, perché in fondo rappresenta la cronaca di una tragedia di mare sfiorata, dunque la rappresentazione di una grazia ricevuta.
Il motopesca “Uragano” giace ora a circa 350 metri di profondità, inghiottito dal mare in tempesta pochi minuti, nel Golfo di Lamezia, a circa 12-13 miglia dal porto. ’Nto mari non c’è taverna recita un detto marinaro. Il comandante descrive un'onda altissima, seguita da altre simili che in un attimo ha avvolto il motopesca, rendolo ingovernabile una volta che il mare invade la sala macchina. All’equipaggio non rimaneva che sottrarsi dal pericolo, lanciare un disperato SOS e tuffarsi in mare. E così ha fatto Luciano De Pinto, comandante dell’Uragano, assieme ai pescatori Giorgio Bono e Onofrio Cutrì. A salvare la vita agli uomini è l’arrivo provvidenziale del motopesca “Santa Venere”.
Già … proprio l’equipaggio del peschereccio intestato alla nostra santa, riesce a trarre in salvo i loro colleghi ed a lanciare l’SOS alla sala operativa della Capitaneria di Porto di Vibo Marina. In poco meno di 25 minuti si completa il salvamento.
Solo dei ciechi non coglierebbero in queste vite salvate dal mare in tempesta ... un “antico” segno di grazia, ed a noi entusiasma raccontare quanto accaduto così, senza farci trascinare dalla mera cronaca, segnalando il simbolismo legato a Santa Venere …
A questo simbolismo non penserà nessuno in questi giorni, tutti avvolti come siamo nei simboli di animalesca violenza che le 'ndrine ripetutamente diffondono nella nostra terra.
Eppure basta riguardare al mare: la solidarietà di quell'equipaggio, nel nome di Santa Venera, ha reso il mare in tempesta ... un mare di vita!

1 commento:

Anonimo ha detto...

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