sabato 10 aprile 2010

ARRIVEDERCI "DON ERMANNO"!

Ermanno Romeo, dai più affettuosamente e rispettosamente chiamato Don Ermanno, conosciuto
anche come "Capo Romeo", non c'è più.
Ci ha lasciati ieri nel pomeriggio alle 16,00. Figura nobile e gentile, cordiale e cortese. Uomo in bianco e nero, proprio perché persona d'altri tempi: integerrimo, onesto, leale.


L'ho conosciuto come nonno dei miei amici Raoul ed Ermanno, sempre attento, apprensivo, appassionato. Me lo ricordo, già avanti con gli anni, io bambino, giocare al pallone al Pignone, lo ricordo in mille altre occasioni di vita spicciola e quotidiana, sempre disponibile, gentile, dai modi garbati. Lo ricordo accanto a sua moglie Filomena Falcone, donna bella, distinta, riservata, dal nobile ed elegante portamento.


Parlare di Don Ermanno, capostazione per molti anni della Stazione FS di Vibo Marina e successivamente Capo Gestione sempre di Vibo Marina mette emozione, incute quasi timore e rispetto. Trovare le parole adatte per un uomo che ha fatto parte della generazione che io voglio chiamare "bella", quella dei Satriani, dei Piro, dei Figliucci, non è semplice.
La generazione delle lotte sindacali e politiche, le contrapposizioni ideologiche, quando si faceva politica appassionatamente e disinteressatamente. Attivo politicamente nel PSI, quello delle grandi battaglie di civiltà, appassionate e leali, quando Vibo Marina era fucina di idee e fermenti, in pieno boom industriale, sociale e culturale, gli anni delle trasformazioni che videro i primi abitanti di Vibo Marina essere protagonisti di una stagione intensa intrisa di ideali, luci e prove di maturità, disinteressata alle glorie, attaccata ai valori ed ai principi.

Uomini che purtroppo oggi mancano alla società in cui viviamo, la società colorata, sfavillante, senza sostanza, senza valori, una generazione che ragiona col portafogli e non con il cuore. Mancherà incontrarlo sotto casa, quando ti veniva incontro e guardandoti negli occhi ti stringeva la mano, tenendola nella sua, serrandola in segno di schietta amicizia e lealtà.
Mancherà Don Ermanno, a tutti, quel suo essere signore d'altri tempi in un'epoca rovinosa e rovinata, dove l'essere signori ormai si misura solo dal volume del portafoglio.
Arrivederci Don Ermanno e grazie!
Roberto Maria Naso

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