giovedì 22 luglio 2010

IL FARO LENTICOLARE FRANCESE DI SANTA VENERE RITROVATO TRA LE CARTE DEGLI ANNALI DEL REGNO DELLE DUE SICILIE.

E' da tempo che non doniamo ai nostri lettori qualche curiosità storica sul nostro territorio, rimediamo dunque con una piccola chicca scoperta sfogliando gli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, anno 1859.
Tema, quello a noi caro del nostro porto.
La notizia è inedita ed interessantissima perchè rivela come, ancor prima della scelta della rada di S. Venere come luogo ideale per costruirvi l'importante infrastruttura del Regno, il sito fosse già dotato da qualche anno di un faro lenticolare, utile a rendere localizzabile ai naviganti "l'unico naturale ricovero di qualche importanza nella lunga costa occidentale".

Essendo inedita la notizia ed andando il fatto al di là della memoria, nessuno sino ad oggi immaginava l'area già dotata un faro lenticolare, nè tanto meno dove questo potesse essere collocato.
Nessuno immaginava che un faro costruito ancor prima del nostro porto, nemmeno quanti oggi organizzeranno la seconda edizione della manifestazione estiva "il Faro".

Colmiamo subito questo vuoto storico, anche perchè il testo degli Annali fornisce tracce utili a determinare sia il tipo di faro che la sua localizzazione.


Il tipo di faro.

Il fanale acquistato per segnalare la rada era "un faro lenticolare di Quarto Ordine a fuoco fisso variato da splendori" appositamente acquistato in Francia con 1621,55 ducati.

Vista la descrizione dunque si può affermare essere un del tipo ideato nel 1819 dal fisico A. J. Fresnel, che introdusse il sistemadiottrico, caratterizzato da lenti e prismi circolari posti dinanzi alla sorgente luminosa per rifrangerei raggi di luce in tutte le direzioni.

In pratica un faro del tipo francese (quale era Fresnel appunto) possedeva lenti , collegate a un motore rotante, e variando la velocità del movimento, modificavano la luce in modo da darle significati differenti. Tale "sistema francese" era apprezzato perché permetteva di indirizzare con efficacia i raggi luminosi del faro, senza disperderli inutilmente in altre direzioni.




Dove venne posto il faro?


Per localizzarne la posizione partiamo dalla notizia stessa, che consente di ridurre l'area d'indagine: il faro venne costruito "presso la spiaggia fra la Città di Pizzo ed il Lago di Bivona, e propriamente sull' estremo poggio dell'oliveto del signor Duca Pignatelli, colla spesa di ducati 6300".
Le proprietà del Pignatelli erano in gran parte comprese tra S. Venere e Bivona e l'unico "estremo poggio" che potesse estendersi sul mare a poca distanza dal Lago di Bivona, coltivato ad uliveto, si localizza nel triangolo compreso tra la Torre di S. Pietro di Bivona, Casa dell'Alfiere (oggi proprietà De Riso-Gagliardi) ed il Casino Froggio.
La felice posizione dell'Alfiere e della Torre rende entrambi i siti coincidenti con la descrizione fornitaci dalla striminzita notizia. Però ... anche da una notizia striminzita si può ridare valore ad un territorio.

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[Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, volume LXV, Gennaio/Aprile 1859, p.102]

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