venerdì 24 settembre 2010

IL TONNO VIBONESE E LA MAMMA ... DI TUTTE LE RICERCHE!


Riportiamo per intero un articolo scritto da Ilaria Di Biagio per il sito web di Strill.it [vedi link, con belle foto] perchè ci offre informazioni ulteriori rispetto alle esistenti "vasche" dei tonni. Cercheremo si saperne di più.

Vibo Marina: scelta come uno dei siti per la ricerca internazionale del tonno rosso
"Il tonno rosso (Thunnus thynnus - Atlantic Bluefin Tuna) rappresenta sin dall’antichità una delle più importanti risorse marine internazionali sia dal punto di vista biologico, economico che sociale. Negli ultimi 20 anni la crescente domanda di tale risorsa, legata in particolare al mercato giapponese (sushi), ha causato un forte sovrasfruttamento dello stock ed una conseguente diminuzione della popolazione.
Il pericolo del collasso della pesca ed il rischio di estinzione della specie ha portato ad un aumento della pressione esercitata dalla Comunità scientifica, dalle Istituzioni e dalle associazioni ambientaliste. Per tale motivo quest’anno il governo italiano ha disposto una moratoria dell’attività di pesca con reti a circuizione (tonnare volanti).
Nel Tirreno meridionale (tra la costa occidentale della Calabria e nord-orientale della Sicilia) esiste l’unica area di riproduzione naturale del tonno rosso in acque italiane.
Per questo motivo a partire dal 2005 l’area di Vibo Marina è stata scelta come uno dei siti per la ricerca internazionale finalizzata alla conservazione di questa importante risorsa marina.
Lo scopo di tale sperimentazione, che coinvolge l’intera Comunità Europea, e che vede i siti riproduttivi in Spagna, Malta e Italia, consiste nella messa a punto di una tecnologia per l’allevamento sostenibile di tale specie che consentirebbe di soddisfare la forte richiesta di mercato svincolando la necessità di prelievo di individui dalla popolazione selvatica.
Nel 2008, a Vibo Marina, è stato possibile ottenere per la prima volta al mondo, a seguito di un trattamento ormonale, una grande quantità di uova da riproduttori in cattività.
Il risultato è più che migliorato nei due anni seguenti (il periodo riproduttivo è compreso tra giugno e luglio). Il controllo della riproduzione in cattività rappresenta il primo passo per chiudere il ciclo di allevamento, ma il percorso per completarlo, è solo all’inizio."

1 commento:

Anonimo ha detto...

E 'vero! Mi piace la tua idea. Offerta di consolidare l'argomento.
Assolutamente d'accordo con lei. In questo nulla in vi e 'una buona idea. Pronta a sostenere voi.

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