domenica 19 settembre 2010

ANCORA MARIJUANA: MA CHE SUCCEDE A LONGOBARDI?

Una ennesima piantagione di marijuana è stata scoperta a Longobardi, a pochissimi metri dal bivio della ss 18, dagli uomini della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia, diretta dal capitano Stefano Di Paolo. La piantagione, oltre 150 piante di oltre 2,5 metri di altezza ed in avanzatissimo stato di maturazione,erano state coltivate lungo uno scosceso costone di montagna, quasi a strapiombo sulla statale 18, ed erano protette dagli occhi indiscreti degli elicotteri della Benemerita da un fitto castagneto. I Carabinieri, che hanno scoperto la vasta coltivazione durante un pattugliamento a piedi nei boschi alle porte del capoluogo, appena si sono trovati nella terrazza naturale adibita a campo di canapa, sono rimasti a bocca aperta. Infatti, le numerosissime piante erano talmente cariche di foglie, semi e fiori, che erano letteralmente piegate a terra, incapaci di sorreggerne il peso. Il terreno, per favorire la crescita e l’aumento del principio attivo della droga, era inoltre costantemente rifornito d’acqua da un tubo di oltre 60 metri che correva tra la fitta vegetazione sino ad arrivare al pozzo di una proprietà terriera posta a poca distanza. Un sistema davvero ingegnoso e che assicurava discrezione ed efficacia all’illegale coltivatore. Data il complesso ed efficace sistema produttivo i Carabinieri hanno deciso attendere per 5 giorni che si facesse vivo il produttore. E così è successo ieri pomeriggio quando, Francesco Leonardo Brasca, insegnante 62enne di Vibo Valentia ed ex-sindaco del Comune nei primi anni ’90, ha fatto la sua comparsa nel proprio terreno. Immediatamente gli uomini dell’Arma sono sbucati fuori dai loro nascondigli nella vegetazione intimandogli l’alt e chiedendo spiegazioni sulle centinaia di kg di marjiuana che crescevano rigogliosi a poca distanza, ed il cui inconfondibile odore si avvertiva in tutta la zona. Lui, senza perdere il sorriso, si è limitato ad accollarsi la titolarità del terreno e la responsabilità di tutto quanto vi si trovasse sopra. Sono quindi scattate le manette con l’accusa di coltivazione illegale di canapa indiana e tutta l’illegale coltura, previo campionamento, è stata distrutta con il fuoco sul posto.
Sorprende però, più del fatto che il produttore sia stato un sindaco di Vibo Valentia, la costatazione di come Longobardi, un tempo famosa per le sue uva zibibbo, dopo le frane assassine del 2006, sia divenuta in questi anni luogo privilegiato per la coltivazione di canapa indiana: non si contano più le coltivazioni individuate dai Carabinieri in quell'area, alle quali vi sono scoperte dedite intere famiglie! Se il coltivatore scoperto oggi è addirittura un insegnante ed ex sindaco... vien dunque da domandarsi con inquietudine: MA CHE SUCCEDE A LONGOBARDI?

fonte: strill.it

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