domenica 28 novembre 2010

L'ITALCEMENTI FA CHIARIZZO!

Il Direttore di Produzione dell'Italcementi Angelo Rizzo, nei giorni scorsi [leggi pdf da ilQuotidiano] ha inviato una lettera ai quotidiani regionali per fare chiarezza. Intento nobile ma reso del tutto invisibile dal carattere generalistico delle riflessioni, naufragato per aver evaso gran parte dei quesiti posti dalla comunità!
Nessuna parola su AIA, VIA, prescrizioni ARPACAL, concessioni, lavori, accessi stradali, misure precauzionali, sistema controllo emissioni e polveri, convenzioni, aree di rispetto, controlli sulla salute dipendenti, stato attuale epidemiologico ... nemmeno uno dei 5 punti da noi posti nei giorni scorsi ha avuto attenzione. Niente di niente. Nulla di nulla.
Dunque, potremmo coniare un nuovo vocabolo, definendo il tentativo fatto dal Direttore... solo un vuoto gesto di CHIARIZZO (giocando con ironia sul cognome) piuttosto che un solido atto di CHIAREZZA!
In ogni caso è bene approfittare della disponibilità al dialogo (in attesa di un confronto franco con la cittadinanza) e porre alla Direzione così pronta a fare chiarezza, DUE nuovi quesiti, che aggiungiamo a quelli rimasti in attesa ... ma che meriterebbero anche una letterina tutta per loro.
Un quesito postoci da un nostro lettore ed un altro posto da noi:

Primo Quesito - Secondo la stessa Italcementi, nel 2006 (quindi prima della presentazione della RELAZIONE TECNICA DESCRITTIVA CEMENTERIA DI VIBO VALENTIAIMPIANTO DI ALIMENTAZIONE DI CDR ALLA LINEA DI COTTURA, che è datata 10/07/2007) nell’impianto di Vibo Marina sono stati bruciati ben 674 tonnellate da “ceneri pesanti da incenerimento di RSU e assimilati e da CDR” (fonte: http://www.italcementi.it/NR/rdonlyres/8EF27E2E-5AAE-42E8-B9CE-C0F65653EEDD/0/ViboValentiaPresentazionecompleta.pdf, pag.36), oltre ad altre “materie prime alternative”. Con quali autorizzazioni? Con quali controlli della qualità dell’aria? Con quali effetti sulla salute pubblica e sull’ambiente?

Secondo Quesito - Avendo la DANECO SpA (per atto commissariale) l'esclusiva allo smaltimento di tutto il CDR prodotto nella regione, è possibile sapere sin d'ora da dove proverrà quello utile per la nostra fabbrica?

In attesa di risposte chiare ... sempre vostri

domenica 21 novembre 2010

BILANCIO PARTECIPATO!

I cittadini suggeriscono le priorità del 2011. Si avvia in forma sperimentale il "bilancio partecipativo": una settimana dedicata alle assemblee popolari.
Alessandro Bongiorno
(da Gazzetta del Sud di oggi)

Saranno i cittadini a indicare all'amministrazione comunale alcune priorità da realizzare nel corso del 2011. È la novità introdotta dall'amministrazione del sindaco Nicola D'Agostino. Da domani, e per tutta la prossima settimana, si terranno delle assemblee popolari nei quartieri dove i cittadini potranno suggerire uno o più interventi che il Comune si impegnerà a portare a compimento. Si tratta del cosiddetto "bilancio partecipativo", uno strumento che mira a stimolare la partecipazione diretta e democratica alle scelte che riguardano la città. L'iniziativa parte in forma sperimentale, ma c'è già l'impegno dell'amministrazione a regolamentare questo momento di ascolto, di confronto e di proposta che, in alcune realtà del Centro-Nord, ha già dimostrato tutta la sua efficacia. Vibo Valentia è una delle prime città del Sud a scommettere sulla partecipazione dei cittadini e sul "bilancio partecipativo". L'assessore Giuseppe Scianò ha assunto l'impegno a realizzare almeno un paio degli interventi suggeriti dai cittadini, sia utilizzando una parte delle risorse del bilancio comunale accantonate in modo apposito, sia attingendo a dei mutui. «Non tutte le opere – ha precisato l'assessore Scianò – potranno essere realizzate, ma cercheremo di raccogliere proposte e suggerimenti direttamente dai cittadini e dalle associazioni. Speriamo di riuscire a coinvolgere tanti cittadini, perché l'iniziativa mira anche a risvegliare i sentimenti di partecipazione. A questo proposito, pensiamo anche di creare o riattivare le consulte. Pensiamo a consulte dello sport, dell'ambiente, delle associazioni dei consumatori, della cultura, degli anziani. Siamo pronti anche ad aprire e mettere a disposizione dei cittadini spazi d'incontro. Nel palazzo Santa Chiara, dove sarà operativo il polo culturale, c'è una sala riunione con 300 posti a sedere, il primo dicembre apriremo l'auditorium del Valentianum». Sulla riscoperta della partecipazione ha insistito anche il consigliere Antonio Pagano. «Dobbiamo crescere insieme e – ha aggiunto – questi momenti vogliono essere occasioni di partecipazione e di aggregazione». Se gli ateniesi si riunivano nell'agorà per decidere delle guerre con Sparta e della sorte della propria città, Vibo si accinge a sperimentare un nuovo spazio di partecipazione democratica, contribuendo alla gestione delle risorse di cui dispone il Comune per gli investimenti. Ogni cittadino potrà, così, fornire il proprio contributo, confrontando le proprie proposte e le proprie idee con gli altri cittadini e con la stessa amministrazione comunale.
Alla presentazione del bilancio partecipativo era presente anche la dirigente del settore Teresa Giuliani che ha confermato la disponibilità di adeguate risorse da destinare, nel corso del 2011, agli investimenti anche se ancora non sono noti i trasferimenti dello Stato. L'amministrazione comunale, dopo sette ore di confronto, ha già approvato una bozza di bilancio sulla quale aprirà il confronto sia con le forze politiche in consiglio che con i cittadini. «Si tratta di una bozza – ha specificato Scianò – che attende di essere integrata con le proposte e i suggerimenti che verrano dal consiglio comunale, e quindi anche dalle forze di opposizione, e dai cittadini. Domani, in aula, voteremo, con largo anticipo, gli assestamenti e poi proveremo ad adottare il bilancio entro il mese di gennaio. Stiamo affrettando i tempi, sapendo che questo è, comunque, l'atto più importante della vita amministrativa di un ente pubblico. Subito dopo, metteremo mano al regolamento sul bilancio partecipativo e ci dedicheremo anche a favorire la nascita della consulte con l'obiettivo di rimettere in movimento la partecipazione di tutti i cittadini alla vita pubblica».

Condividiamo in toto l'iniziativa assunta dall'Assessore Scianò e ci auguriamo che sia una vera occasione di partecipazione!
Lo potremo verificare insieme proprio Martedì 23, alle 18,00, presso l'auditorium della chiesa di Vibo Marina.

martedì 16 novembre 2010

ITALCEMENTI, CDR E PFU: UN PROGETTO DA RIFIUTARE PERCHE' CARENTE (COME DA VERBALE)!

La nostra contrarietà a trasformare l'Italcementi in un inceneritore è nota, così come sono note le ragioni. Basta cliccare sull'argomento CDR del nostro blog per riportarle a memoria.
E' triste però notare come all'aumento delle paure per tale proposta, la politica nostrana - con la solita preoccupante cecità e superficialità di giudizi - preferisca dividersi sul niente, piuttosto che informare i cittadini.
Noi preferiamo continuare ad informare sui fatti. Lo avevamo fatto pubblicando il Progetto
[Relazione Tecnica sull'uso del CDR (8 mb); Relazione Tecnica sull'uso del PFU (5,3 mb); Relazione SIA completa (10,5 mb)], e sfogliandolo semplicemente, ci sorprese l'assoluta uniformità di quel progetto con la Relazione Tecnica dell'Italcementi di Vibo e quella della stessa società per lo stabilimento di Scafa (a parte l'altezza ed il diametro della ciminiera -la nostra è più grande - le relazioni non hanno praticamente molte differenze: stesse parole, stessi capitoli, stesse procedure, stesso anno d'elaborazione (2007). Date un'occhiata per verificare! Nessuno di noi azzardò che fosse una copia perfetta, ma il dubbio che non fosse proprio realizzato secondo le caratteristiche della nostra cementeria, in pieno centro urbano ed in un territorio che punta il suo futuro sul turismo, era più che leggittimo.
Che quel progetto presentasse "anomalie" dunque, rispetto alla sicurezza ambientale richiesta per un simile impianto, era prevedibile ma tutto ci aspettavamo meno che rilevarlo dalla Conferenza di Servizi che in qualche modo avrebbe dovuto dare il via alla fabbrica. Oltre a non specificare come fronteggiare l'aumento del traffico di mezzi pesanti, il controllo sulle polveri, le ceneri incombuste dei rifiuti, gli imprevisti, le autorizzazioni pregresse (avute o meno)etc. ... gravi lacune presenta rispetto al sistema di monitoraggio delle emissioni in atmosfera!
Insomma ... la comunità corre grossi rischi consentendo alla fabbrica di alimentarsi con i rifiuti (provenienti da chissà dove) solo per spendere sempre meno - anzi guadagnandoci - in combustibili, aumentando così i suoi profitti.

Ma più delle nostre osservazioni valgono gli atti, percui pubblicando l'intero verbale della Conferenza di Servizi tenutasi il 15 settembre 2010 [clicca quì per scaricarlo in pdf], presso il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, diamo a tutti la possibilità di comprendere la complessità della trasformazione dell'impianto e le posizioni effettive degli enti intervenuti, che in breve riassumiamo, anche se è utile preliminarmente sottolineare le due sorprendenti "discrasie politiche" che emergono dal verbale: Seppur sulla stampa locale emerge una posizione "quasi favorevole" del comune di Vibo (al pari dello schieramento di destra) sul CDR, nel verbale risulta in realtà molto riluttante: non esprime alcun parere, subordinandolo alla piena conoscenza dei dati pregressi e del futuri, oltre che alla stipula di una convenzione compensativa. Stesso discorso per la Provincia: seppur sulla stampa locale emerge una posizione contraria (al pari dello schieramento di sinistra), l'Ente si esprime favorevolmente sul CDR, con qualche riluttanza sulle emissioni in atmosfera.
Ma leggiamo attentamente le posizioni espresse dagli enti presenti alla riunione:

Il Comune di Vibo Valentia ritiene fondamentale che il monitoraggio sia specificamente dettagliato da ARPACal, con particolare riferimento alla necessità della ditta di utilizzare CDR come combustibile alternativo, le cui ricadute non sono note al Comune. Il Comune chiede che gli sia chiarito l'iter concessorio dello stabilimento e gli aspetti urbanistici, oltre a conoscere quali siano le emissioni che si individueranno al camino, con particolare riferimento al rispetto dei limiti di legge. Ulteriore richiesta da parte del Comune è sapere qual è la compensazione ambientale agli eventuali impatti ambientali arrecati al territorio, e che venga stipulata apposita convenzione prima del rilascio del parere conclusivo. Ritiene inoltre che, per poter esprimere il proprio parere di competenza, sia necessario acquisire preventivamente la VIA.

II Consorzio Industriale di Vibo Valentia fermo restando il rilascio dei previsti pareri ambientali, ricorda che è opportuna la stipula di un atto aggiuntivo alla convenzione in essere con la ditta perché sia migliorato l'afflusso all' impianto in modo da alleggerire la viabilità esistente prima della conclusione dell 'iter del procedimento.

L'ARPACal per gli aspetti ambientali, che specifica la necessità di acquisire la compatibilità ambientale, senza la quale non si ritiene possa essere chiuso il procedimento. Chiede che il piano di monitoraggio sia rettificato ed integrato con una serie di indicazioni che vengono allegate, che la ditta si riserva di presentare. Entrando nei contenuti le prescrizioni introdotte servono ad effettuare controlli più stringenti sulle emissioni (controllo in continuo con accesso da parte di ARPACal) per la verifica dei limiti di legge, oltre ad avere analisi periodiche sui prodotti (rifiuto) in ingresso ed in uscita all'impianto. In merito all'utilizzo del CER 16.01.03 sia specificato che si tratta esclusivamente di pneumatici fuori uso e non altre parti di gomma dei veicoli. Particolare attenzione deve essere anche dedicata alle caratteristiche del cdr in ingresso utilizzato come combustibile. L'ARPACal segnala l' esigenza di poter fare un sopralluogo sull'impianto.

La Provincia, in linea di massima rilascia parere favorevole relativo ai rifiuti a condizione che vengano rispettati i limiti previsti dalla legge, mentre per le emissioni in atmosfera si riserva di rilasciare il parere previa valutazione del piano di monitoraggio delle emissioni diffuse e convogliate.

L'ASP di Vibo Valentia fa proprie le prescrizioni dell 'ARPACal vista la necessità di conoscere quali siano le emissioni dei camini e di averne un controllo in continuo e comunque vincola il proprio parere al parere di compatibilità ambientale.


Se dunque quel progetto presenta tali carenze, come messo a verbale, è di fatto del tutto inattuabile, dunque non approvabile da nessun ente per come è stato presentato!
Ma una domanda però ci gira in testa come un tarlo:
Come è possibile che si discuta di autorizzare o meno CDR e PFU, modificando l'impianto di una azienda che ancora oggi immette nell'atmosfera i suoi fumi, filtrati o meno, senza/priva (come risulta dal verbale pubblicato oggi) l'Autorizzazione Integrata Ambientale e ... ancor più la Valutazione d'Impatto Ambientale per l'attuale impianto?

venerdì 12 novembre 2010

BUONE PRASSI? COMINCIAMO A STUDIARE!

Lo abbiamo letto e ve ne consigliamo la lettura! In poco più di 100 pagine tante esperienze positive utili a capire come migliorare il nostro impegno, la nostra città ed i nostri politici!

Il manuale del buon amministratore locale”.
Buone prassi da imitare per sindaci, assessori, cittadini attivi
104 pagine, 5,00 euro (Altreconomia ed.2010). Con un contributo di Rita Borsellino.

Un manuale “tascabile” per amministratori e cittadini virtuosi, una vera e propria cassetta degli attrezzi per promuovere le “buone prassi municipali”, attraverso 11 storie e decine di esempi, dal Nord al Sud Italia. Questo libro non è semplicemente un elenco di “buone pratiche” o di casi virtuosi. Piuttosto, a partire da questi, è un manuale, una guida pratica, per riprendersi qualcosa che è già di tutti: il diritto/dovere di avere cura della propria comunità, indipendentemente dall’essere amministratori o semplici cittadini. Dai rifiuti all’accoglienza, dai piani regolatori al turismo, dalla sicurezze alle fonti rinnovabili. Due esempi? In un’epoca di tagli ai trasferimenti, a Cassinetta si è deciso di non construire più, e quindi di rinunciare a quella boccata di ossigeno finanziario data dagli oneri di urbanizzazione. Una scelta di tutela del territorio scelta e condivisa dai cittadini. Mentre, dall’altra parte d’Italia, a Sicignano degli Alburni, in provincia di Salerno, dove amministrazione e cittadini hanno deciso di accogliere un gruppo di immigrati in difficoltà.
Il libro è corredato da un “Lessico del buon amministratore”, che spiega voce per voce qual è il glossario della partecipazione politica (da “Servizi pubblici” a “Politiche sociali”) e quali sono gli organi dell’amministrazione (da “Delibere” a “giunta” o “bilancio di previsione”). Con esse, un breve prontuario di forme di “cittadinanza attiva” (come istanze, petizioni, proposte) e un dizionario delle organizzazioni e reti che riuniscono esperienze di municipi virtuosi (dalla Rete del Nuovo Municipio ai Comuni Virtuosi, dagli Enti locali per l’acqua ad “Avviso pubblico”, che riunisce i comuni che lottanocontro la mafia.
Perché, come scrive Rita Borsellino nel volume, “Partecipare è prima di tutto un sentimento, un’emozione, quasi una necessità. Partecipo a qualcosa o di qualcosa se mi sento profondamente coinvolta, se non posso fare a meno di starci dentro, se mi accorgo che se non ci fossi non sarebbe la stessa cosa”.

Gli autori: Salvatore Amura è vice presidente della Rete del nuovo municipio; Stefano Stortone si occupa di processi partecipativi. In vendita in libreria, nelle botteghe del commercio equo e a questo link: http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=116.

giovedì 11 novembre 2010

CDR E PFU: SALVATAGGIO... AI PUNTI!


Ringraziamo "Il Quotidiano della Calabria" ed in particolare la redazione di Vibo Valentia per l'attenzione prestataci. Il dibattito ha
prodotto e indotto il Sindaco di Vibo Valentia Nicola D'Agostino a una precisa presa di posizione, apparsa quest'oggi su Il Quotidiano della Calabria. Confidiamo nella sua grande preparazione culturale e umana. La guerra però non è vinta ancora, non bisogna abbassare la guardia o cantare comunque vittoria. l'unione di tutti i cittadini dovrà portare a nuove ed ulteriori iniziative per combattere il degrado e l'inquinamento che da più parti assediano la nostra bellissima e martoriata realtà. Noi non ce l'abbiamo con nessuno in particolare, vogliamo solo portare nuove idee, nuova linfa e contributo alla rinascita della nostra terra per troppi anni abbandonata. Rispettiamo tutte le aziende e realtà produttive che insistono sul territorio, riconoscendone il forte valore aggiunto che danno alla nostra provincia, ma chiediamo anche che quel grande valore aggiunto sia in armonia con il territorio, la vocazione e le peculiarità turistiche ed ambientali. Siamo disponibili come sempre al dialogo e al confronto, unica possibile via di cresciata e progresso per tutti. Confidiamo nell'apporto e nel supporto di tutti.
L'impegno di tutti è fondamentale nel processo di riconquista e vivibilità della nostra terra. Grazie di cuore a tutti.

domenica 7 novembre 2010

LA CITTA' MANIFESTA (FINALMENTE) LA SUA PAURA!

E' vero: Vibo Marina ha paura! Mentre si assiste inermi all'aumento dei casi di decesso per tumore, la comunità apprende che riparte l'iter avviato dall'Italcementi per trasformare la cementeria in un inceneritore. Riparte l'iter autorizzativo, ripartono le delegazioni del comune per visitare nel resto d'Italia le città in cui la società vanta alimentarsi con CDR e PFU!
Nonostante l'intera comunità sia contraria a trasformare la cementeria postbellica in un inceneritore (leggi articolo di oggi su ilQuotidianodellaCalabria) ... la proposta di bruciare (oltre al Pet-Coke) rifiuti, gomme e plastiche usate ottiene credito presso gli enti locali.
Nonostante sia palpabile il sospetto ed il timore che gran parte dell'aumento esponenziale di consumo di farmaci antitumorali nella città sia dovuto all'attuale uso di Pet-Coke ... l'ASP di Vibo Valentia non predispone alcuno studio epidemiologico sul nostro territorio.
L'attenzione al nostro territorio è sempre stato però un punto di forza dell'Italcementi, tanto è vero che prima di bruciare il CDR in altre città, proprio la nostra fabbrica ha accolto delegazioni di amministratori da ogni dove! E' proprio da noi che vanta inediti primati: usa ed userà sempre combustibile di qualità;da oltre 40 anni dota la nostra città di campi di calcio, palazzetti dello sport ... e perfino un enorme parco verde incornicia il nostro porto, con tanto di Centro Medico, Centro Sociale e Biblioteca ... tutti donati al Comune, grazie ad una convenzione compensativa che si distingue di essere stata tra le prime ad essere redatte in Italia. Sono anni che l'azienda fornisce puntualmente i dati quotidiani delle sue emissioni in atmosfera, che persino il Comune ha ritenuto posizionare la sua centralina di controllo controvento, giusto per ampliare la gamma dei dati disponibili! Tutti i dati sono così consultabili online e negli albi pretori dei circondari, con un archivio storico che parte dal 1950: li conoscono talmente in bene che è l'unica industria che autorizzata ad emettere fumi nell'atmosfera con una stretta di mano. Ma la cosa che la distingue è un archivio pubblico dei suoi operai, che sin dai primi attimi dell'avvio produttivo, ne ripercorre la loro vita e la loro morte. Come si fa a non ricambiare tanta corretta politica aziendale con il rischio infondato di qualche decesso in più?

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