sabato 29 ottobre 2011

TONNARA DI BIVONA: PER IL COMUNE E' LEGALE FARLA A PEZZI!

Con una ostentata convinzione di non dover rendere conto alla storia del proprio operato, la giunta comunale ha prorogato la illegittima concessione temporanea di agosto. Lo avevamo previsto sin d'allora che quella delibera di concessione temporanea di 60gg. ne celava un'altra che avrebbe reso quel temporaneo ... stabile!Con la delibera attuale, che riportiamo sotto, si passa da 60gg a 6 mesi, nonostante non sia stata svolta alcuna attività che possa giustificare tanta premialità! Ma quello che rende insopportabile questo nuovo documento è che non  ne sia seguito alcun altro che candidi la Tonnara di Bivona ad usufruire dei finanziamenti regionali della rete museale: addio museo dunque! ADDIO VALORIZZAZIONE DELLA TONNARA!
La politica del sindaco in proposito è presto detta: del tutto ignaro di cosa sia questo benedetto monumento di archeologia industriale (e del tutto convinto che a nulla valga saperlo!) ne predispone la "divisione degli interni" come uno dei tanti palazzotti abusivi di Bivona! Un pezzo a te, un pezzo a lui, un pezzo a quell'altro! Ottimo. Per far comprendere la drammaticità di questo taglio riportiamo una pianta della Tonnara del 1911, nel quale è segnato l'uso di ogni locale del piano inferiore. Questa pianta rappresenta ormai il solo documento nel quale si comprende l'utilizzo funzionale alla pesca dell'edificio. Ovviamente se non sorprende il comportamento dell'ignavo sindaco, sorprende il silenzio della Soprintendenza a Beni storici ed etnoantropologici ... come a dire "sappiamo delle prassi vibonesi ma ... è inutile intervenire, non cambieranno mai"! 
L'oggetto della Delibera n. 272 del 13 ottobre 2011 resterà nella storia! Innanzitutto perchè sancisce che non è intenzione del comune valorizzarla, e poi perchè è una delibera alla "vibonese": quasi a rispondere alla nostra tesi sulla illegittimità di tutto il procedimento relativo all'uso della Tonnara (unica risposta, perchè per il resto silenzio assoluto), la giunta ufficialmente si autoassolve con un divertente incipit: "LEGALE PROROGA CONCESSIONE TEMPORANEA ALLA ASSOCIAZIONE ''INSIEME PER BIVONA ONLUS'' DI ALCUNI LOCALI ANNESSI ALLA TONNARA DI BIVONA. ", come se bastasse scrivere Legale nell'oggetto deliberativo per sancirne la legalità o scrivere di locali annessi alla Tonnara per nascondere l'uso illegittimo del bene monumentale! Se non fosse drammatico ci sarebbe da riderci su: leggete pure il resto del deliberato per sorridere amaramente (estratto dall'Albo Online) . No, non siamo in Calabria ma a Vibo Valentia ... dove basta una legalità di facciata per avere consensi, mentre il resto, più è a pezzi e meglio è!  



Sintesi storica per gli ignavi:
L'antica tonnara di Bivona viene acquisita ai beni demaniali marittimi per un accordo negli anni '60 tra il proprietario, che aveva omesso per decenni il pagamento del canone concessorio e lo stato. Successivamente la tonnara viene dichiarata bene monumentale e vincolata con apposito decreto del Ministero Beni Culturali, entrando così a far parte del patrimonio indisponibile dello stato. Stato e Regione, dal 1990 ad oggi ne finanziano il recupero a fine di recupero e valorizzazione museale.  Con la legge delega alla regioni ed ai comuni, il bene monumentale, viene improvvisamente gestito dall'ente comunale come una qualsiasi spiaggia ricadente nel territorio, tanto che nonostante la tonnara sia stata oggetto di interventi di recupero e valorizzazione a fini museali, lo stesso comune recentemente decide di concederlo in uso gratuito ad una associazione ed a sede dei vigili urbani, omettendo di predisporre atti utili ad un recente bando regionale per la rete museale. 
Si chiede se tutto ciò sia possibile, vale a dire in primis se il bene momumentale non debba invece considerarsi escluso dalla legge delega, in secondo luogo se è possibile che comune possa utilizzare il bene monumentale demaniale non declassificato, omettendo qualsiasi atto previsto per l'uso dei beni demaniali (richiesta concessione, D1, etc.) o al rispettivo ministero a beni monumentali che ne ha posto il vincolo di tutela.

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