mercoledì 30 novembre 2011

PROCESSO GOLDEN HOUSE: NEL SILENZIO DELLA CITTA', PARLA IL PROF. VERSACE!

Procede spedito il processo Golden House verso la sua conclusione dibattimentale, prevista entro il mese di dicembre, eppure sembra che la vicenda ormai interessi a pochi. Ieri è stato audito il Prof. Versace e noi riportiamo gli articoli di stampa con le sue dichiarazioni più per continuare a documentare la paradossale vicenda che per quanti immaginiamo interessati alla sua testimonianza.
Il prof.Versace ha evidenziato come il suo Piano 2 puntasse al rilancio delle attività produttive puntando a delocalizzare le aziende colpite, perchè in area a rischio, in base alle previsioni del suo Piano 1, che metteva in luce gli esiti dell'alluvione ed i rischi dell'area, ma nelle fasi post-alluvione, la mancanza di un’unica regia che coordinasse l'attività di ogni soggetto attuatore (Comune, Provincia, Camera di Commercio) ha praticamente reso invisibile la messa in sicurezza, anzi ha ribadito - e noi questo l'abbiamo sempre detto - che ad oggi, il territorio non è stato ancora messo in sicurezza.
E' d'obbligo però ricordare che la "cabina unica di regia" esisteva ed esiste ancora: se l'Ufficio del Commissario all'Emergenza Alluvione Vibo Valentia non ha svolto tale ruolo ... è conseguenziale dedurre che non abbia funzionato allora ... e che continui impunemente a non funzionare oggi!
Vi lasciamo così riflettere sul nostro triste destino in caso di una prossima "bomba d'acqua" alla luce dello stato delle cose e delle sue dichiarazioni.




martedì 29 novembre 2011

A VITTORIO DE SETA.


Lu tempu ... si è preso il documentarista Vittorio De Seta, così l'intero sud perde un grande poeta ed artista, che ha saputo raccontare i nostri mari e le nostre terre senza infingimenti, senza intrusioni, con sguardi da dentro di straordinaria bellezza, regalando alla storia della nostra nazione voci e suoni ormai riascoltabili e visibili solo nelle sue pellicole. Guardava con attenzione alle iniziative per realizzare il Museo della Cultura del Mare, ma non nascondeva il suo pessimismo sulla capacità della classe politica vibonese e che potessero spendere il loro tempo per realizzarlo. Non lo contraddimmo allora, figuriamoci oggi. Per quanto è stato e per quanto ha fatto dedichiamo a lui nostro pensiero e le nostre passioni, certi di non dimenticarne mai lo sguardo e l'esperienza.



Nato a Palermo nel 1923 (calabrese per parte di madre), è stato celebre autore di documentari premiati in Italia e all'estero come “Un giorno in Barbagia”, “Banditi ad Orgosolo” (migliore opera prima al Festival di Venezia del 1961), “Lu tempu di lu pisci spata”, “Diario di un maestro”, con Bruno Cirino nei panni di un insegnante che combatte l’abbandono scolastico in una scuola della periferia romana . Il suo nome è legato tra le altre cose a “I dimenticati”, nel quale raccontò la festa dell’abete di Alessandria del Carretto, unico momento festoso di una comunità isolata, che nel 2009 gli ha assegnato la chiave del Comune e la cittadinanza onoraria.
Nel 1993 ha raccontato la nostra regione nel documentario “In Calabria” (85 min). Ospite dell’edizione 2008 del Festival Internazionale del Cortometraggio di Pentedattilo, talmente  affascinato dall’antico borgo, il Maestro De Seta decise di realizzare, in quei luoghi, il cortometraggio "Articolo 23 - Pentedattilo", episodio del film collettivo “All Human Rights for All” promosso dalle Nazioni Unite per il sessantenario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed ispirato ai trenta articoli della stessa Dichiarazione: cinque minuti appena, di poesia totale.
Il suo ultimo film è stato, nel 2006, il lungometraggio, “Lettere dal Sahara”, presentato fuori concorso alla Mostra internazionale del cinema di Venezia. L’anno precedente, in occasione di un tributo al regista del Tribeca Film Festival 2005 e del Full Frame Documentary Film.

lunedì 14 novembre 2011

TONNARA DI BIVONA: INTERVENGA LA SOPRINTENDENZA PER I BENI MONUMENTALI!

Pubblichiamo integralmente l'articolo di ieri, de Il Quotidiano della Calabria, a firma di Zaira Bartucca.

Non ci sono parole per definire le sorti amare che stanno per toccare alla Tonnara di Bivona. E' il pensiero dell'ex presidente del Parco marino "Costa degli Dei" Antonio Montesanti che invece ormai da tempo di parole ne spende a fiumi dal suo progetto in rete, "Percorsi di autonomia mentale", conducendo una vera e propria battaglia per tentare di recuperare quanto rimane della memoria storica del prezioso bene monumentale. Documenti, pareri, puntualizzazioni e anche critiche, che da qualche tempo hanno attirato l'attenzione della stampa e, conseguentemente, dell'associazione "Insieme per Bivona". Interpellato dal nostro giornale ha così dichiarato la necessità di "chiarire fino in fondo la questione Tonnara" e ha spiegato i motivi per cui, a sua detta, l'attende un "assurdo destino" e, ancora, perchè è diventata "merce di scambio politico" tra l'Onlus e l'amministrazione comunale.

La replica all'associazione. "Tutti si dedicano ormai alla Tonnara - è l'esordio di quanto detto da Montesanti - al solo scopo di accaparrarsene l'uso, anche a discapito della sua storia e della sua valorizzazione", compresi i "membri autorevoli dell'associazione" (Insieme per Bivona). L'autorevolezza cui fa riferimento è quella "istituzionale dei soci intervistati, uno consigliere comunale e l'altro consigliere provinciale (rispettivamente Michele e Stefano Soriano). Padre e figlio - specificava Montesanti nei giorni scorsi dalle sue pagine web - hanno spiegato ai quotidiani che nei mesi della prima concessione d'uso provvisoria sono stati fatti dei lavori di ristrutturazione, che immaginiamo siano autorizzati dal Comune, e che nei prossimi doteranno i locali di sedici acquari e realizzeranno iniziative utili a valorizzare la Tonnara. Il tutto ovviamente sarà documentato da un progetto coerentemente temporaneo, immaginiamo concordato ed autorizzato dall'ente". La concessione all'onlus, però, per Montesanti è stata rilasciata "inspiegabilmente in tempi lampo, ovvero a tre, quattro giorni di distanza dalla richiesta", motivo per cui non è stata "una bella rivelazione scoprire, proprio tramite la stampa, che i protagonisti della vicenda Tonnara sono sempre e solo legati alla politica". Ma non è ad alcuni dei possibili inquilini della preziosa struttura che Montesanti rivolge le critiche più pesanti, anzi, ha dichiarato, "ben vengano tali iniziative, perchè sono meglio di niente. Noi invece - gli autori del sito - le nostre critiche le rivolgiamo all'ente comunale e non all'associazione ed ai loro propositi". Vediamo i motivi.
"La Tonnara non è del Comune". Anzitutto "bisogna ricordare che l'intero manufatto storico è, compresi quelli che vengono erroneamente chiamati "locali annessi", sottoposto a tutela di Ministero Beni Culturali e Demanio. Sono poi diversi gli argomenti che confermano l'illegittimità di quanto accade intorno alla Tonnara perchè il Comune non ne è proprietario e non ha sottoscritto alcun accordo con il Ministero per esserne titolare dell'uso, per come previsto dalla legge. Secondariamente le delibere emesse dall'amministrazione, compresa l'ultima, sono illegittime, sia per quanto appena esposto sia perchè l'ente avrebbe dovuto disporre, prima di deliberarne la concessione, parere sull'uso e nulla-osta dal Demanio e dalla Soprintendenza. Ricordo che, ad esempio, è una nota di quest'ultima che impedisce il trasferimento della Prefettura nel complesso del Palazzo Gagliardi, proprio perchè ristrutturato con finanziamenti finalizzati per uso museale e di valorizzazione. Eppure il palazzo è di proprietà del Comune. A maggior ragione, visto che la Tonnara non lo è, tale principio di destinazione deve valere per il manufatto nel suo complesso che, tra, le altre cose, non può essere trattato come se si trattasse di una torta da spartire tra chi è coinvolto". Al Comune, dunque, Montesanti chiede la messa in regola di tutte le procedure legislative e "un vero ed unico programma di valorizzazione" contemporaneamente attendendo "reazioni, o meglio ancora spiegazioni". Quelle cioè, come accennato, relative al mancato rispetto delle leggi di settore (tra cui il dec. legislativo n.42/2004 noto come Codice dei beni culturali e del paesaggio e in particolare l'art.57, che prevede l'autorizzazione preventiva della concessione da parte della Direzione regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della Calabria), a causa delle quali l'interessato si appella adesso a chi di competenza e a chi potrebbe preservare l'importante manufatto storico "da un ente locale che ha sin qui svolto azioni tutt'altro che idonee".
Il ruolo della Soprintendenza e della Regione. "A garanzia di tutti - ha proseguito l'ex presidente del Parco marino - bisognerebbe chiedere l'intervento tempestivo della Soprintendenza per i beni monumentali e paesaggistici delle Province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, che è competente per la tutela della Tonnara ma che in tutta la vicenda latita da sempre. I lavori di restauro, che oggi consentono a qualcuno di parlare di locali annessi con forbito opportunismo, ne sono una evidentissima prova. Ormai solo l'intervento dell'ente appena citato, con autorevolezza, può chiarire quali norme regolano un bene demaniale tutelato dal Ministero dei Beni Culturali e chi ed in virtù di quali norme, e con quali adempimenti, ne può detenere la titolarità d'uso. Una mancanza di attenzione è comunque da imputare a tutti gli organi preposti, Soprintendenza, Demanio, Regione e Comune, che di fatto è ormai diventata insostenibile perchè causa principale del ritardo con cui a questo monumento è negata la corretta fruibilità pubblica e probabilmente un corretto restauro funzionale. Quanto detto non esclude che possa essere richiesto dalla stessa Regione uno specifico accordo di valorizzazione al Ministero, sottraendo così la Tonnara ad un ente locale che ha sin qui svolto azioni tutt'altro che idonee a tutelare e valorizzare un bene monumentale di tale pregio".
Conclusioni. In conclusione Montesanti ha dunque invitato tutti gli enti competenti appena citati a prendere "pronta visione di quanto esposto", in particolare chiedendo alla Soprintendenza di "attenzionare in maniera ungente il caso", per evitare un ulteriore danneggiamento del manufatto, anche in termini strutturali, "nell'attesa che gli enti interpellati forniscano le risposte richieste e compiano finalmente quegli atti previsti dalle norme. Comune compreso, ovviamente".

domenica 6 novembre 2011

TONNARA DI BIVONA: SE E' ORMAI MERCE DI SCAMBIO POLITICO ... LO SI FACCIA ALMENO RISPETTANDO LE NORME (SE LO PREVEDONO)!!!


Articolo su CalabriaOra che riprende il nostro blog
 E' bastato che la stampa locale riprendesse il nostro post del 29 ottobre scorso, nel quale abbiamo pubblicato l'ennesima delibera di giunta - che riteniamo illegitima - sugli usi impropri del Monumento di Archeologia Industriale noto come Tonnara di Bivona,  per ottenere più di una risposta (ma ahinoi! solo sulla stampa) utile a comprendere il destino che attende quella che ormai è diventata una torta divisa a pezzi.
Le reazioni però, o meglio ancora le spiegazioni, che attendavamo dai funzionari o dal Sindaco, vengono invece dai soci dell'associazione Insieme per Bivona. Spiegazioni che accettiamo ovviamente, per l'autorevolezza istituzionale dei soci intervistati, uno Consigliere Comunale e  l'altro Consigliere Provinciale. Padre e figlio  hanno spiegato sui quotidiani che nei mesi della prima concessione d'uso provvisoria sono stati fatti dei lavori di ristrutturazione (che immaginiamo autorizzati dal comune) e che i prossimi mesi di concessione d'uso provvisoria doteranno i locali di 16 acquari e realizzerano iniziative utili a valorizzare la Tonnara (filmati, mostre, etc. seguendo il modello di Favignana e Porto Palo). Il tutto ovviamente sarà documentato da un progetto coerentemente temporaneo (immaginiamo concordato ed autorizzato dal comune). Ben vengano tali iniziative, anche perchè è meglio di niente! Noi le nostre critiche le rivolgevamo all'ente comunale e non all'associazione ed ai loro propositi (che potrete leggere negli articoli pubblicati a lato) per valorizzare l' "antica tonnara" ed i suoi "locali annessi".
Articolo su CalabriaOra del 5 novembre
Ma visti i propositi dichiarati e proprio in virtù dell'autorevolezza degli uomini politici coinvolti,  è necessario sgombrare il campo anche dal più piccolo dubbio che la Tonnara possa essere considerata merce di scambio politico. Sarebbe una deriva che non promette nulla di buono per la nostra comunità, che difficilmente si sottrarrebbe ai consueti riti del potere. Riti importanti come quelli della mattanza di Favignana ma tutt'altro che occasione di crescita culturale. Stiamo sempre parlando di un bene monumentale unico in tutta la Regione, percui è importante sapere se le iniziative programmate per l'uso temporaneo del "locale annesso alla Tonnara" (annesso, Sic!), come esplicitato nell'ultima delibera comunale, siano in qualche modo connesse all'uso degli altri "locali annessi" alla Tonnara: quelli che la parrocchia di Bivona usa, relativi alla Cappella dei Tonnaroti o con l'uso che i Vigili Urbani fanno del primo piano della Palazzina Gentilizia o con i lavori di recupero e ristrutturazione della Loggia, che partirano (ci auguriamo) a breve o, infine, con l'uso che ne farà l'Ente Regionale Parco Marino "Costa degli Dei" (ammesso che al nuovo Presidente sia data la possibilità di perseguirlo). Noi, questa visione d'insieme, questa "connessione" o meglio ancora un vero ed unico programma di valorizzazione lo chiediamo all'ente locale che oggi si assume la responsabilità di gestire la Tonnara! Proprio perchè tutti gli attori protagonisti di questa sventurata vicenda recitano ormai a braccio, è la politica culturale dell'amministrazione comunale che perde la faccia in questa vicenda, diventata oggettivamente complessa ed ingarbugliata. Ed il bene monumentale rischia di essere compromesso definitivamente da questo inverosimile limbo, "purgatorio etico" nel quale nessuno può più esprimere pareri o proposte: a destra nessuno obietta perchè il sindaco è di destra, a sinistra nessuno obietta perchè i concessionari sono di sinistra! Abbiamo più di una perplessità sulla correttezza del modo di agire  fin qui adottato dinanzi ad un bene che dovrebbe essere tutelato e valorizzato, sia perchè vincolato con decreto ministeriale dallo Stato Italiano, sia per l'impegno di tanti cittadini che come noi credono nell'obbligo, verso le future generazioni, di farlo efficacemente. Qualcuno dimentica, e noi di questa dimenticanza ne diamo responsabilità al Sindaco ed ai suoi funzionari, che non è così che ci si comporta dinanzi ad un bene tutelato dallo Stato, per mantenerne testimonianza viva e perenne di una comunità e di una cultura complessa ed estinta. 
Eppure per farlo efficacemente basterebbe applicare le leggi di settore piuttosto che quelle non scritte dell'appartenenza alla casta politica. Non è stata per noi una bella rivelazione scoprire, tramite i quotidiani, che i protagonisti della vicenda Tonnara, sono sempre e solo legati alla politica. Ma questo è, e siamo pronti a farcene una ragione, quasi certi che le nostre rivendicazioni verranno sconfitte, visti i protagonisti.
Probabilmente è anche alla luce di questa scoperta che andrebbero lette le rapide concessioni, a soli tre o quattro giorni dalla data di richiesta, a tale associazione locale? In grado di  dissolvere in pochi giorni tutte le complesse e comprensibili procedure amministrative (non risolte nemmeno alla data odierna) che si frappongono all'utilizzo della Tonnara da parte dell'Ente Regionale Parco Marino "Costa degli Dei", nonostate sia trascorso più di un anno dalla formale richiesta dell'Ente Parco e dell'Assessorato Regionale all'Ambiente?
Articolo sulla Gazzetta del Sud del 5 novembre
A questo punto non rimane che chiedere chiarezza, partendo dalla legge di settore, vale a dire il Decreto Legge n.42/2004 (e s.m.i. - scarica legge in pdf), noto come Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Per comprendere la lettura calabrese della Legge statale abbiamo pensato di chiederne lumi alla  DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CALABRIA.  Il Direttore del Servizio II, premettendo la necessità di acquisire opportuna documentazione attestante il regime giuridico del bene ed a chi (e a quale titolo) sia in consegna,  precisa opportunamente che - ad ogni modo - ai sensi dell'art.57-bis del Codice dei Beni Culturali, la concessione in uso doveva essere preventivamente autorizzata dalla competente Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria. Ora, considerato che nelle due delibere di concessione d'uso non ritroviamo riportate nell'articolazione del deliberato alcun riferimento ad una preventiva autorizzazione della competente Direzione Regionale, scartando l'ipotesi di una dimenticanza, ne desumiamo l'assenza.
Questo sostanzia ulteriormente la nostra tesi sulla illegittimità di quanto compiuto sin qui dall'amministrazione comunale.
In sintesi, ritenevamo gli usi deliberati illegittimi perchè difformi dall'uso previsto dai finanziamenti erogati dallo Stato e dalla Regione per la valorizzazione del Bene d'Archeologia Industriale ... oggi si rivelano ancor più illegittimi perchè privi di alcuna autorizzazione preventiva da parte della competente Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria. Certo, sanare la situazione è possibile, basta richiedere il Nulla Osta e rettificare le delibere ... ma lo si faccia! Ironicamente si potrebbe approfittare dell'occasione per richiederne Nulla Osta anche per il Parco, per i Vigili e per la Parrocchia e sanare così l'ingarbugliata e complessa situazione.
Ma la cosa più importante che scopriamo leggendo la legge è un'altra! La breve risposta del Dirigente del Settore II della Direzione Regionale, fa sorgere spontaneo un dubbio, un quesito, che rigiriamo a tutte le istituzione coinvolte direttamente o indirettamente, prima che la Tonnara possa divenire oggetto di ulteriori e più corposi "interventi di ristrutturazione" da chi temporaneamente la ha in uso.
Considerando la Tonnara di Bivona oltre che Bene Storico, vincolato ai sensi della L.1089/39 con Decreto Ministeriale del 06.12.1991, è anche un Bene Demaniale (dunque non  proprietà del comune ma bene che eventualmente avrà in documentata consegna); considerato che siamo giuridicamente certi che questa struttura non rientri tra i beni gestibili da un ente locale, solo in virtù delle leggi delega sul Demanio Regionale; considerato che se mai vi fosse stato qualche dubbio questo è fugato dall'art.5, comma 5, del Decreto Legislativo attuativo n. 85 del 2010 che  chiarisce il senso della esclusione dei beni culturali nel loro insieme, dal meccanismo ordinario di trasferimento (come configurato dagli articoli 2 e 3 del decreto medesimo), riservando, per tale categoria di beni, un trattamento speciale; considerato insomma che va sottoscritto  uno specifico "accordo di valorizzazione" tra l'ente ed Ministero ai Beni Culturali, così come è in realtà previsto dal Codice dei Beni Culturali agli artt. 57 e 106 ... il quesito che poniamo è questo: Esiste questo accordo, il solo che consentirebbe al comune di usarla e di concederla in uso?

Noi, dopo aver visitato il sito del Ministero, alla sezione benitutelati.it, ed ancor più, dopo aver letto l'articolo del Dr. Paolo Carpentieri, Magistrato del Tar, pubblicato recentemente sul sito giustizia-amministrativa.it, abbiamo ormai più di una riserva sulla titolarità  che ad oggi l'ente comunale si attribuisce, proprio perchè nessun ufficio ha contezza dell'esistenza di tale prassi, o della necessità di formularne una richiesta al Ministero o tanto più della sottoscrizione di un atto valorizzazione! Sufficienza? Supponenza? Ignoranza? Pressapochismo o altro? Non sappiamo.
Di certo dal 2010 è un vigore un decreto delegato che ne chiarisce termini e procedure. E' probabile che una mancanza di attenzione sia da imputare a tutti (Soprintendenza, Demanio, Regione o Comune), ma siamo convinti che tale mancanza è diventata ormai, di fatto, INSOSTENIBILE, perchè  causa principale del ritardo con cui a questo monumento è negato alla corretta fruibilità pubblica e probabilmente ad un corretto restauro funzionale!
E' indubbio che questa nuova, e più corretta, condizione giuridica della Tonnara di Bivona, seppur apre scenari del tutto nuovi ed inattesi  perchè esclude ogni possibilità d'uso all'ente comunale, certo rincuora  ... vista la prassi adottata sin qui dal comune! Questo non esclude che possa dunque essere richiesto dalla stessa Regione uno specifico accordo di valorizzazione al Ministero, sottraendolo così ad un ente locale che ha sin qui svolto azioni tutt'altro che idonee a tutelare e valorizzare un bene monumentale di tale pregio!
Riserviamo dunque le novità sulla legittimita di quanto accade a Bivona alle prossime riflessioni ed articoli, perchè ce ne saranno veramente ... in attesa che gli enti da noi interpellati forniscano le risposte richieste e compiano finalmente quegli atti previsti dalle norme.
Comune compreso, ovviamente.

SE VOLETE DARCI UNA MANO A DIFENDERE LA TONNARA, COPIATE L'ARTICOLO O INVIATENE LINK A QUESTO INDIRIZZO:

SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI E PAESAGGISTICI DELLE PROVINCE DI REGGIO CALABRIA E VIBO VALENTIA

Responsabile: arch. Roberto BANCHINI
Piazza Castello (Palazzo ex Compartimento FS), REGGIO CALABRIA
e-mail: sbap-rc@beniculturali.it

link

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...