giovedì 15 dicembre 2011

I SOGGETTI ATTUATORI DELLA MESSA IN SICUREZZA ... RINVIATI A GIUDIZIO COME RESPONSABILI DELL'ALLUVIONE 2006!

Alluvione bis, ammesse tutte le parti civili Entrano nel procedimento pure Legambiente e Wwf.
Comune e Provincia saranno citati in giudizio



"Ammesse le parti civili e rispedite al mittente, con ordinanza del gup Cristina De Luca, tutte le opposizioni degli avvocati della difesa. Il procedimento scaturito dalle indagini sull'alluvione bis, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dal procuratore Mario Spagnuolo, prende corpo e, molto probabilmente, sarà destinato a gonfiarsi ancora di più, considerato che la lista di coloro i quali potrebbero chiedere il risarcimento del danno davanti al Tribunale potrebbe allungarsi. Ad annunciarlo ieri sono stati alcuni legali al termine della prima udienza preliminare dove sono comparse le 15 persone che a vario titolo debbono rispondere di omicidio colposo, disastro colposo e omissioni in atti d'ufficio.
Sono state ammessi in qualità di parti civili i familiari delle vittime di quella disastrosa alluvione (3 luglio 2006). Si tratta della madre, del papà e dei fratellini di Salvatore Gaglioti, il piccolo di 16 mesi strappato dalle braccia della mamma da una valanga di fango e detriti e seppellito in un vigneto della frazione Longobardi, rappresentati dall'avvocato Giuseppe Pasquino. Lo stesso legale insieme all'avvocato Gaetano Pacienza, ha poi ricevuto mandato a rappresentare i familiari ed i congiunti di Ulisse Gaglioti, guardia giurata e zio del piccolo Salvatore, investito ed ucciso anche lui insieme al collega Nicola De Pascale, dalla valanga di fango mentre quella mattina transitava sempre sulla statale 18 bordo di una Fiat Panda.
Si sono costituiti parte civile per conto di familiari e congiunti di Nicola De Pascale, gli avvocati Giovanni Vecchio e Maria Repice.
Ammessi al processo, nonostante la ferma opposizione delle difese, anche Legambiente Calabria e Wwf. Secondo quanto chiarito nell'ordinanza emessa dal gup dopo una camera di consiglio di circa due ore, le due associazioni sono legittimate alla costituzione di parte civile. Un concetto che nei loro interventi era stato fermamente contestato dagli avvocati delle difese che sono intervenuti nel corso dell'udienza.
Gli imputati sono Ugo Bellantoni, 75 anni, già capo ufficio tecnico di palazzo "Luigi Razza", ma in pensione da circa dieci anni, difeso dagli avvocati Giovanni Marafioti ed Ernesto D'Ippolito; l'arch. Silvana De Carolis, 60 anni, già responsabile della ripartizione urbanistica di palazzo "Luigi Razza" (avv. Giuseppe Di Renzo) e l'arch. Giacomo Consoli, 59 anni, ex dirigente del Comune (avv. Antonello Fuscà). Coinvolti anche i proprietari della strada privata inerente la lottizzazione di località Sughero, mai ceduta al Comune. Si tratta di: Livia Galli, 82 anni di Tropea (avv. Antonio Crudo); Raffaella Marzano, 60 anni (avv. Crudo); Alessandra Marzano, di 58 anni (avv. Crudo); Maria Antonietta Marzano di 55 e Fabrizio Pasquale Scipione Marzano di 47 anni (avv. Crudo). Davanti al gup pure l'architetto Pietro Paolo La Rosa, 56 anni, di Rosarno (avv. Giosuè D. Megna), l'ex presidente della Provincia Ottavio Bruni, 67 anni, (avv. Giovanni Vecchio), Domenico Corigliano, 69 anni, ex comandante della Polizia Municipale (avv. Ernesto D'Ippolito); l'ing. Giovanni Ricca, 61 anni, di Carolei (provincia di Cosenza) già dirigente regionale e per anni ai vertici dell'Autorità di bacino (avv. Vincenzo Adamo); l'ing. Ottavio Amaro, 52 anni, di Reggio Calabria (avv. Luigi Li Gotti); l'ing. Filippo Valotta, 47 anni (avv. Giovanni Vecchio) e l'ex assessore provinciale Paolo Barbieri, 53 anni, (avv. Giuseppe Altieri).
La prima udienza è stata completamente monopolizzata da una serie di questioni preliminari, a cominciare dalla costituzione di parte civile. L'avvocato Antonello Fuscà, in particolare, si era opposto alla costituzione degli eredi De Pascale sostenendo che l'assicurazione in un precedente procedimento civile aveva provveduto al risarcimento del danno. Lo stesso legale, inoltre, aveva espresso la sua contrarietà anche alla costituzione di Legambiente e Wwf, sottolineando che nel procedimento che si è aperto ieri non ci sono reati connessi alla legittimazione attiva delle associazioni ambientaliste. In ogni caso le richieste delle parti offese sono state tutte ammesse e inoltre il giudice ha disposto che le stesse possono citare come responsabili civili anche il Comune e la Provincia. L'udienza è stata aggiornata al 7 marzo 2012."
 
Articolo di N. Lopreiato, Gazzetta del Sud 15/12/2011
 
Riportiamo integralmente l'articolo, esprimendo una piccola considerazione:
Per l'alluvione del 2006 anche il Comune e la Provincia di Vibo Valentia verranno dunque sottoposti a giudizio, per le loro responsabilità. Dal 2006 ad oggi i due enti sono stati indicati come "Soggetti Attuatori", dal Commissario Straordinario,  per le opere di messa in sicurezza. Visto che da più parti in questi mesi è stata messa in evidenza che la "messa in sicurezza" in questi anni non è stata realizzata, anzi è stata scelta come area della delocalizzazione delle attività produttive, l'area rischio esondazione di Trainiti, posta nell'insediamento industriale di Porto Salvo ... ci si domanda: QUALE DESTINO AMARO CI ATTENDE?

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