domenica 12 febbraio 2012

LA CITTA' NON SARA' PIU' LA STESSA ... SENZA IL SUO MIMMO.


Mimmo Vaianella (11.11.1929 - 15.01.2012)

Lo scorso gennaio si è portato via il nostro amico Mimmo ... e la nostra città non sarà più la stessa senza di lui. Con lui ed il suo ironico sorriso, abbiamo attraversato gli anni '80 e '90, nella speranza che un comune impegno poteva condurre alla soluzione dei tanti problemi che vivevamo "al porto". E' stato in prima fila, in seconda, in terza ... ed alla fine si è isolato nelle stanze del centro anziani. Lo ricordiamo vicino ai giovani che rivendicavano partecipazione, o dinanzi ad un giudice, per rivendicare il diritto alla salute, sempre pronto a spendersi in prima persona. La sua vera passione era la poesia, nella quale trasferiva - col dialetto era impareggiabile - tutta la sua vitalità. Viveva attivamente e prendeva appunti. Limava i suoi versi col divertimento del paradosso. Di lui Sharo Gambino, nella presentazione del suo libro "Poesie/1984" - che vi consigliamo di leggere - scrisse: "Egli scrive versi semplici perché è lui stesso un semplice, un candido, un buono. Solo chi è in possesso di queste tre qualità, infatti, può trovare il coraggio -ma lui non lo sa che di coraggio si tratta -di spogliarsi spiritualmente dinanzi a tutti e a tutti mostrare i cantucci segreti dell'anima, svelarsi per quello che è, un inguaribile, anacronistico romantico capace di amare come si amava una volta, quando i mulini erano bianchi, direi per usare lo slogan di uno spot pubblicitario. E, nel caso di Vaianella, i mulini erano bianchi quando c'era in giro assai meno materialismo, quando la separazione tra i due sessi era netta e “lui” passava e ripassava nella strada, e “lei” se ne stava a sospirare nascosta -ma non poi tanto -dietro le imposte socchiuse. I tempi in cui due amanti, nell'impossibilità di incontrarsi fisicamente, si consumavano, languivano, si sentivano disposti a qualsiasi sacrificio e talvolta si sacrificavano sul serio e la storia e la letteratura si arricchivano di pagine che oggi destano ammirazione anche se i Vaianella sono una sparuta schiera ormai in fase di estin­zione. Egli, Mimmo Vaianella, il “non tecnico”, possiede la capacità di trasfigurare un tramonto, di comunicare brividi di fronte ad un immenso cielo stellato, di far vibrare l'anima di commozione e pietà per un “ragazzo” non più tra i vivi, intenerire per un impossibile amore; e tutto questo gli è concesso -miracolo dell'arte -appunto perché parla con la semplicità disarmante dei puri, con l'immediatezza dei semplici, cosi come, in campo diverso, parlarono coi colori un Henri Rousseau, il «Douanier », un Ligabue ed altri non smaliziati e commerciali « fauves ». Vi sono momenti in cui Vaianella sfiora la perfezione poetica (esiste, la perfezione, in arte come in ogni altra capacità dell'uomo di esternare la propria capacità creativa?).  Diverso il registro usato da Mimmo Vaianella esprimendosi in dialetto vibonese. Qui l'ardente innamorato qualche volta scompare, scompaiono i suoi lai, i suoi tormenti, le sue notti infinite e dense di contingente di pace nel conflitto che arde in Medio Oriente."
Che altro aggiungere? Nulla, se non un ricordarlo su questo nostro blog con una delle sue poesie, perchè in realtà, con sincera umiltà, è stato il vero cantore in versi ... della nostra debole città. 

L'OMU D'AJERI

Di tuttu lu paisi fu votatu 
stu giuvanottu novu dilegatu(*)
ma lu paisi aspetta cosi novi, 
pecchissu pensu ca fu misu e provi.


Li cosi di lu porto, nui li sapimu tutti 
perciò sàrria l'ura mu videremu i fatti. 
Pe nu doluri i testa o na spina di rizzu
non trovi medicini e ai pemmu scappi o Pizzu, 
Ddio mundiscanza e libera si ppoi ti senti mali, 
no 'ntrovi nuju medicu e 'tti scappanu o spitali.


Nu càmiu apertu tu vidi girari, 
ca li mundizzi voli ricogghiri, 
si ppòi li voi vidiri duvi stannu, 
javanti o furnu i Griffu c'avi n'annu.


Poi 'ncesti lu Pinnellu, chi di tant'anni aspetta, 
mu vidi chiju jornu la gioja i n'a conetta. 
Non 'ndi parramu poi di strati e fognaturi, 
ca tutta chia genti è cchina di doluri.


Stà giunta comunali ch'è fatta di scenziati, 
non penza ca lu populu è prontu a barricati,
di centru o di sinistra, pe 'nnui no n'ha mportanza, 
ma chiju chi guardamu è sulu la sustanza.

(*): Delegato. L'amministrazione delle frazioni costiere in passato si fondava sulla istituzione del Delegato del Sindaco (1910-1971) o del Presidente di Circoscrizione (1972-2010), che in qualche modo ne rappresentava i bisogni dei cittadini presso il comune collinare. Le recenti manovre finanziarie hanno definitivamente abolito questa figura. 

1 commento:

vento di calabria ha detto...

Ho avuto il piacere di conoscerlo e di essergli amico.. un grande Portulano che ci lascia..In questi momenti difficili per il nostro paese ci sarebbero utilissimi persone del suo spessore.. Addio Mimmo, ora scriverai le tue poesie sul cielo infinito.

Saro Messina

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