giovedì 22 marzo 2012

TRAGICO PENNELLO.

Come non riflettere sul fatto che ... mentre ieri mattina a Serra S. Bruno con la manifestazione di Libera si celebravano le vittime di 'ndrangheta, la sera a Vibo Marina, nel quartiere Pennello, la 'ndrangheta celebrava il suo dominio sui vivi, con dei kalashnikov!




"Uno scontro tra clan per il controllo del territorio e delle attività illecite. È l'ipotesi più accreditata tra gli inquirenti che stanno indagando sull'agguato in cui ieri sera ha perso la vita il 42enne pregiudicato Francesco Scrugli e sono rimasti feriti Rosario Battaglia, di 27 anni e Raffaele Moscato di 26, anche loro con precedenti penali. Secondo la Dda di Catanzaro che sta portando avanti le indagini – prima avviate dal sostituto procuratore di Vibo, Maria Gabriella Di Lauro – sarebbe in atto una vera e propria guerra di 'ndrangheta tra clan rivali confermate da una serie di delitti avvenuti nell'ultimo periodo nella provincia di Vibo. L'ultimo episodio sarebbe quello accaduto ieri sera. Una prima ricostruzione di quanto accaduto è stata fatta dai carabinieri della compagnia Vibonese che per tutta la notte hanno interrogato conoscenti e familiari delle persone coinvolte nell'agguato. Da quanto è emerso Scrugli intorno alle 19,30 mentre entrava, in compagnia dei suoi due amici, in un'abitazione di via Arenile, nella frazione della marina di Vibo – di proprietà di uno dei due –  è stato raggiunto dai sicari – sembra due – che hanno fatto subito fuoco all'indirizzo dei tre. Dalle analisi sarebbero stati esposi una trentina di colpi sparati da un kalashinikov e, non da due pistole, come precedentemente si era pensato. Scrugli, che è stato raggiunto in diverse parti del corpo, è morto all'istante. I due feriti sono stati soccorsi e accompagnati nell'ospedale “Jazzolino” dove sono stati medicati. Battaglia è rimasto ferito, non gravemente, a una spalla e a una gamba. Mentre l'altro uomo ha riportato ferite ad braccio. 
Francesco Scrugli, considerato affiliato alla 'ndrina Lo Bianco di Vibo, era già sfuggito ad un agguato lo scorso 11 febbraio. In quell'occasione l'uomo, rimasto coinvolto nel processo “Nuova Alba” e nell'operazione “Nasti Embassy” contro il clan vibonese, si era salvato per un pelo: il colpo di pistola che lo aveva ferito al collo non era risultato fatale. 
Vertice in Prefettura per la sicurezza
Intanto questa mattina si è svolto un incontro di coordinamento delle forze di polizia convocato d'urgenza dal prefetto, Michele Di Bari, per esaminare i gravi fatti di sangue avvenuti ieri nel Vibonese. Un vertice che si è concluso con la decisione di intensificare le misure di vigilanza dei territori interessati dagli eventi delittuosi, «attraverso – si legge in una nota della Prefettura – mirati e straordinari controlli da parte delle Forze dell'ordine territoriali, con l'ausilio dei reparti anticrimine della polizia di stato e del gruppo operativo dei carabinieri»".
Tratto da: 22/03/2012 16:50/Corriere della Calabria.

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