giovedì 29 marzo 2012

UN SALUTO, NEMMENO L'ULTIMO, AD ANDREA!

Andrea Frezza

"Qua nessuno sa chi sono. (...) Qualcuno crede che io sia un professore di liceo o un dirigente dell'amministrazione dello Stato in pensione, alquanto bizzarro nell'aspetto, che con i soldi della liquidazione ha acquistato e restaurato la casetta dello scoglio." 
Così viviamo per dire sempre addio [Velvet Rubbettino, luglio 2011]



All'alba di oggi ci ha lasciato Andrea Frezza, un grande regista ed un grande scrittore vero ... ma prima di tutto un grande uomo, che ha scelto di vivere i suoi ultimi anni in via Emilia, a due passi dal mare. Al pari del protagonista del suo ultimo romanzo, aveva deciso di trascorre gli ultimi scampoli di tempo concessogli rifugiandosi nella città del mare, come per non distaccarsi del tutto dalla sua Vibo, città che ha amato ma che ormai non riconosceva più.
Dal suo profilo FB, riportiamo quanto scriveva sinteticamente di se stesso: "Sono stato regista di 7 film, attualmente per cause di salute scrivo romanzi. Il prossimo, numero 8, esce a fine marzo. Il titolo è "Così viviamo per dire sempre addio".
Non ne facciamo la biografia, perchè sarà facile rintracciarla sul web, eppure l'averlo conosciuto è bastato per guardare a quanto accade attorno in modo migliore. Abbiamo avuto il piacere di incontrarlo in quella casa, aprendone l'uscio con emozione, come quando si apre uno scrigno prezioso. Ed è stata la scoperta di un'umanità geniale e viva, che a stento la sua malattia riusciva a trattenere. Neanche quelle stanze riuscivano a contenerlo: era nella nostra città eppure era sempre altrove. Le imposte bianche delle grandi finestre erano
ormai dei segnali da farista esperto; aperte o chiuse erano il segno della tranquillità o della sofferenza. Oggi gli diciamo "a presto", con la consapevolezza che non sarà l'ultimo saluto ... perchè rincuorati dalla certezza che uomini del suo pari rimangono immortali.
Archivio Istituto Luce/Conversazioni in Calabria
Per conoscerne "il pensiero antico", il suo approccio problematico alla nostra realtà territoriale, vi segnaliamo il documentario "Conversazioni in Calabria", del quale ne ha curato la regia alla fine degli anni '60, interamente visibile online [vedi link diretto].
C'è una scena che primeggia nel bel mezzo del documento: una escursione tra le nebbie della campagna, priva di commento ... con i passi tra il fogliame che improvvisamente diventano ansiosi, frenetici, timorosi e celati al suono di uno fischio e di uno sparo! Questo è il nostro vero rapporto con la nostra terra: grazie Andrea!

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