venerdì 15 marzo 2013

TONNARA CANTAFIO: ECCO LA FASI DELLA BENEDIZIONE DELLE RETI DELLA STAGIONE DI PESCA DEL TONNO DEL 1957!

Disegno promozionale della "Tonnara Angitola Srl"
La storia della Società a Responsabilità Limitata «Tonnara Angitola» di Vibo Marina, la cui sede venne costruita nel porto agli inizi degli anni '40, è una storia che merita di essere riscoperta e riscritta, dalla sua nascita sin dal suo fallimentare epilogo.
La "Tonnara Angitola Srl", nota ai più come "Tonnara di via Emilia",
fotografata qualche mese prima dell'abbattimento.


Coll. foto Cantafio - 1957: il corteo entra in tonnara
guidato da Vincenzo Cantafio
Coll. foto Cantafio - 1957: il corteo si porta sul lato mare,
verso le barche e le reti della tonnara.
Voluta, caparbiamente voluta da Vincenzo Cantafio, venne edificata con lo schema degli stabilimenti di tonnara sicilia, con lo "scaro a mare" nello stesso bacino del porto e l'ampia zona produttiva, legata al moderno (per l'epoca) processo di bollitura ed inscatolamento del tonno.

Ma di ciò ne scriveremo nei prossimi giorni, anche perchè, la notizia che oggi interessa porre in evidenza è un'altra.

Grazie al web siamo entrati in contatto con uno dei nipoti di Vincenzo Cantafio che conserva con emozione e dedizione alcune foto fino a ieri inedite della Tonnara.

Coll. foto Cantafio - 1957: Don Costa, il parroco di S. Francesco di Pizzo,
frati cappuccini e il Rais Canduci 
Ricordiamo che oggi quella Tonnara, nota negli anni '70-'80 come tonnara di via Emilia, non esiste più. La sua area demaniale venne poi scelta per costruire al suo posto la sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza.
Coll. foto Cantafio - 1957: Fasi della benedizione della TonnaraCantafio
Per noi, la scoperta delle foto della Collezione Cantafio ha un valore doppio:
primo, perchè si uniscono organicamente , integrandole, a quelle altrettanto prezione scattate nell'agosto del 1954 da Alan Lomax [vedi link]; secondo perchè testimoniano un episodio del quale nessuno dei contemporanei ricordava più nulla!
Si, è proprio così ... nessuno in paese ricordava del rituale religioso legato all'inizio della stagione di pesca!

Scattate probabilmente tra la fine di marzo ed i primi di aprile del 1957, quelle piccole 6 foto hanno dunque un valore etno-antropologico enorme per la nostra comunità.
In esse ritroviamo il giovane parroco Don Costa che si unisce nel rituale propiziatorio al parroco ed ai monaci cappuccini della Chiesa di S. Francesco di Pizzo.
Si conferma un legame dunque, forte tra le due comunità costiere, ben rappresentato dalle origini pizzitane di Vincenzo Cantafio*.
Coll. foto Cantafio - 1957: Fasi della benedizione della TonnaraCantafio

E' emozionante vederlo aprire i portoni della tonnara, circondato da pescatori (tra essi riconosciamo il Rais Canduci, donne e bambini, e guidare il benedicente corteo religioso dentro e fuori lo stabilimento, fino alla benedizione delle reti e del crociato di tonnara!

Coll. foto Cantafio - 1957: La benedizione del Crociato di Tonnara
Ringraziamo il sig. Pino Cantafio per averci consentito di ridare valore al  vissuto della nostra città, riscoprendo  queste scene, che fino a ieri erano mancate alla nostra storia collettiva.

Il suo ricordo dello zio Vincenzo è carico di affetto e riconoscenza, sempre presente nei suoi ricordi di bambino  come una grande e generosa persona, stimato da tutti, probabilmente vittima di una delegata gestione dell'azienda, un pò superficiale, che costrinse al fallimento di quella impresa.
Quel fallimento forse poteva essere gestito in maniera migliore da un curatore fallimentare, tutt'altro che interessato a salvare il lavoro di circa 200 tonnaroti, ma di questa vicenda avremo modo di scriverne ancora.


 ... Oggi è per noi tutti un giorno di festa per le foto e la memoria ritrovata, che ricostruiscono quello che prima di noi sembrava impossibile: la storia!






* Ricordiamo che alla famiglia Cantafio si debbono gran parte delle attività imprenditoriali esistenti nell'area costiera sin dall'avvio dell'attività portuale. 

In particolare la gestione della TONNARA ANGITOLA Srl era condivisa tra Cantafio Vincenzo e Cantafio Gregorio (padre di Pino, custode delle preziose foto); l'Agenzia Marittima a Cantafio Peppino, che curava inoltre le attività d'assistenza allo sbarco portuale e  quella alberghiera (è infatti del 1933 la costruzione dell'Albergo Miramare)  


Coll. foto Cantafio: G. Cantafio con gli amici e il barcone della tonnara
(sullo sfondo il MP "Tonno")

venerdì 8 marzo 2013

VITTORIO DE SETA E IL TEMPO DEL PESCESPADA.



Tra aprile ed agosto il pesce spada va a deporre le uova nelle acque che separano la Sicilia dalla Calabria. Da Bagnara Calabra a Scilla, fino a Messina e Punta Faro, i pescatori attendono questo momento per far scattare la pesca e ucciderli. L'attesa è lunga ed estenuante: gli uomini siedono sulla barca e sono pronti ad afferrare i remi. Il silenzio è rotto soltanto dallo sciabordio delle onde e dal lento raccontare dei più anziani che ricordano gli anni della grande abbondanza di pesce.
Finché la vedetta non dà l'allarme: ecco i pesci. Calcolando la luce, la direzione dei pesci e quella della corrente, la vedetta deve guidare l'avanzata delle imbarcazioni. Il fiociniere, in piedi sulla prua della barca, deve colpire prima le femmine dei pesce spada, perché poi uccidere i maschi sarà più facile e dovrà fare attenzione perché quelli non colpiti al cuore, non moriranno subito e tenteranno in ogni modo di inabissarsi e liberarsi dell'arpione.
Al tramonto i pescatori tornano alla riva dove li attendono donne, anziani e bambini, che si accalcano curiosi, pronti alla festa che si svolgerà nella notte.
E' importante dire che proprio nei giorni in cui De Seta montava il suo documentario, ebbe modo di incontrare Alan Lomax e Diego Carpitella, reduci delle registrazioni dei canti dei tonnaroti  e delle foto realizzate nel porto di Vibo Marina.

Documentario di Vittorio De Seta 
realizzato nel 1954.
Assistente alla regia: Vera Gherarducci
Assistente al montaggio: Luciana Rota
Organizzazione: Maurizio Tedaldi
Direttore di produzione: Alfredo Manganiello

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