venerdì 8 marzo 2013

VITTORIO DE SETA E IL TEMPO DEL PESCESPADA.



Tra aprile ed agosto il pesce spada va a deporre le uova nelle acque che separano la Sicilia dalla Calabria. Da Bagnara Calabra a Scilla, fino a Messina e Punta Faro, i pescatori attendono questo momento per far scattare la pesca e ucciderli. L'attesa è lunga ed estenuante: gli uomini siedono sulla barca e sono pronti ad afferrare i remi. Il silenzio è rotto soltanto dallo sciabordio delle onde e dal lento raccontare dei più anziani che ricordano gli anni della grande abbondanza di pesce.
Finché la vedetta non dà l'allarme: ecco i pesci. Calcolando la luce, la direzione dei pesci e quella della corrente, la vedetta deve guidare l'avanzata delle imbarcazioni. Il fiociniere, in piedi sulla prua della barca, deve colpire prima le femmine dei pesce spada, perché poi uccidere i maschi sarà più facile e dovrà fare attenzione perché quelli non colpiti al cuore, non moriranno subito e tenteranno in ogni modo di inabissarsi e liberarsi dell'arpione.
Al tramonto i pescatori tornano alla riva dove li attendono donne, anziani e bambini, che si accalcano curiosi, pronti alla festa che si svolgerà nella notte.
E' importante dire che proprio nei giorni in cui De Seta montava il suo documentario, ebbe modo di incontrare Alan Lomax e Diego Carpitella, reduci delle registrazioni dei canti dei tonnaroti  e delle foto realizzate nel porto di Vibo Marina.

Documentario di Vittorio De Seta 
realizzato nel 1954.
Assistente alla regia: Vera Gherarducci
Assistente al montaggio: Luciana Rota
Organizzazione: Maurizio Tedaldi
Direttore di produzione: Alfredo Manganiello

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