venerdì 5 settembre 2008

ZONA FRANCA URBANA: TRADITI DALL'INDICE...

E' ufficiale: SIAMO FUORI dalle Zone Franche Urbane! Non solo, dal 1 settembre sono note anche le metodologie adottate per stilare la classifica finale.

"La Regione Calabria, a seguito di Valutazione delle proposte (...) e valutato l'Indice di disagio socioeconomico Comunale, sceglie prioritariamente quali aree sulle quali attivare le ZFU sul proprio territorio, le prime tre classificate in base ai punteggi seguenti:
1) Crotone ZFU «Retroporto di Crotone» – Punteggio 19,00
2) Lamezia Terme – ZFU «Torrenti-Rotoli» – Punteggio 15,86
3) Rossano ZFU «Quartieri Aterp» – Punteggio 13,73";
a seguire nell'ordine la classificazione delle altre proposte avanzate dalle rispettive amministrazioni comunali (tutti punteggi che avevamo già anticipato nei giorni scorsi):
4) ViboValentia ZFU «Località Marinate» – Punteggio 11,52
5) Cosenza ZFU «Centro Storico» – Punteggio 10,64
6) Corigliano ZFU «Centro storico» – Punteggio 10,35
7) Reggio Calabria ZFU «Catona» – Punteggio 10,28

Per l’individuazione delle ZFU prioritarie, è stato utilizzato dalla task force dell'assessorato, in aggiunta ai criteri stabiliti dal CIPE, l’ Indice di Disagio socioeconomico Comunale (IDSC), per il calcolo del quale sono sono state utilizzate le indicazioni ed i dati previsti, per ottenere, per ogni singolo comune, dalla combinazione dei quattro 4 indicatori di esclusione socioeconomica, i valori percentuali calcolati come media comunale, secondo la seguente formula:
IDS(C) = 0,40*(DIS(c) –DISNAZ)+ 0,30*(OCCNAZ – OCC(c))+ 0,15*(GIOV(c) –GIOVNAZ)+ 0,15*(SCOLNAZ – SCOL(c))
dove il valore C è il valore complessivo di tutte le sezioni censuarie del comune, nessuna sezione esclusa. La somma dei singoli punteggi ottenuti dal criterio (iii), dal criterio (iv), e dall’IDSC ha determinato il punteggio finale per ogni singola proposta progettuale e la graduatoria per la scelta delle ZFU prioritarie nella Regione Calabria.
Questo, in sintesi aramaica, è stato il criterio adottato per la scelta!
Da una rapida occhiata della Relazione allegata alla Delibera pubblicata sul BUR del 1 Settembre, che potete scaricare cliccando sul link, il confronto con i Quartieri ATERP di Rossano è stato condizionato proprio dall'aver scelto un indice che trae i suoi esiti dall'analisi dell'intero territorio comunale; siamo convinti che se l'indice si fosse basato sulla esclusiva valutazione dei dati dei singoli quartieri (visto che poi solo su tale aree verranno applicati i benefici previsti) il nostro Disagio Socioeconomico, questo si, davvero Storico! sarebbe stato in grado di farci balzare in testa alla classifica regionale!
Tant'è, si doveva scegliere e si è scelto! Ora non resta altro da fare che indirizzare un appello ai nostri parlamentari (ed a quelli di maggioranza in particolare, On. Bevilacqua in primis, al quale potete indirizzare una mail di sollecito impegno) di adoperarsi affinchè venga accolta la richiesta formulata dalla Regione Calabria nella stessa delibera, vale a dire "di richiedere al Ministero dello Sviluppo Economico di voler proporre al CIPE, un numero superiore di ZFU per la Calabria da ammettere al finanziamento (...) in considerazione della particolare difficoltà della stessa Regione, risultante dai più significativi indicatori socio-economici".
Dopo essere stati traditi dall'INDICE IDSC non resta che sperare di non esserlo anche dai parlamentari calabresi! Speranza vana?

ADDENDUM:
Vi rimando all'interessante riflessione di Iemma

5 commenti:

Michele M. ha detto...

E' tutta una Porcata Made in Bossiland. Scommetto che tra le zone franche ci saranno le ricche Lombardia e veneto in testa ad evadere le tasse!

Rocco Iemma ha detto...

Per la verità le Zone Franche Urbane candidate sono quasi tutte al Sud, proprio perchè è una misura per le aree disagiate, non per quelle ricche.

Non facciamo sempre i meridionali piagnucoloni...

;)

Moderatore ha detto...

Già... ma non credo si tratti di poveri o di ricchi, sud o nord o quant'altro. Zone franche, porti franchi, fiere franche nella nostra penisola se ne sono istituite sin dal medioevo e sin d'allora a benficiarne sono stati nobili, borghesi e commercianti, in Calabria al pari che in Lombardia: allo stesso criterio spalmatorio rispondono oggi e risponderanno domani.
Il problema che pongo è solo sui criteri per i quali si "giustificano" scelte: alcune volte ho il sospetto che i criteri si scelgano dopo aver scelto piuttosto che prima di scegliere. Più che propedeutici sembrano formalizzanti.

Rocco Iemma ha detto...

Come sai, su questa tua considerazione non mi pronuncio, dato che ho scelto di affrontare l'argomento da tecnico.

Posso solo rimandare a un mio articolo che dovrebbe comparire domani su Strill.it.

A presto e complimenti!

Sei stato il primo a dare la notizia della scoperta di questo (finora) sconosciuto IDSC.

Moderatore ha detto...

Leggerò con interesse il tuo articolo su strill.it anche perchè, dal punto di vista tecnico, mi piacerebbe capire la validita scientifica dell'IDSC rispetto all'IDSQ (Indice Disagio Socioeconomico di Quartiere)... che poteva certamente essere "creato" dagli statistici economici regionali.

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