venerdì 7 novembre 2008

IL VEGA II NON SI SALVERA'...

Confesso di camminare con un certo magone lungo la banchina del Molo Verde: scorgo sempre il "VEGA II" in condizioni peggiori, appesantito dalle acque che infilandosi lentamente tra il fasciame, ne riempiono la pancia ed i legni della cabina che si lasciano ormai cadere in acqua.
Dispero ormai di poter fermare tale degrado e di salvarne quanto ne rimane.
Non ne pubblico una foto per evitare lo strazio!
Nonostante la disponibilità delle nostre aziende a trasportarlo gratuitamente, nessun interlocutore istituzionale si è degnato di riconoscere un valore a questo storico peschereccio: nessuno vuole portarlo in salvo nei pressi della Tonnara di Bivona; per loro è un elemento di disturbo.

Così... tutto è immobile, cieco e sordo. Nessuno risponde più al telefono, nessuno sente il "dovere" di dare risposte!
Il silenzio non lascia mai presagire nulla di buono... e così il silenzio avvolge anche il destino della Tonnara di Bivona ed il progetto del Polo Museale della Civiltà del Mare (del quale allego scheda inviata a tutti i nostri enti pubblici)... un silenzio che però lascia intravvedere il più grande difetto di quel progetto: quello di essere stato ideato ed elaborato da noi, appartenenti a quei cittadini ormai bollati come "autonomisti" della marina!
E così... come per ogni cosa ritenuta da noi e per noi importante, anche quel progetto non si sottrarrà al destino di non essere accolto e perseguito, quando non osteggiato con improbabili alternative...
Confesso di essere stanco di "tallonare" l'assessore o il dirigente... il RUP o il RUC... o lo stesso sindaco.
Con grande stanchezza osservo il destino distruttivo a cui non riuscirò a sottrarre il VEGA, o a quello che ormai caratterizza la recente storia della Tonnara, quello di essere per qualcuno solo "occasione di cassa" ed a cui noi, con i nostri sogni ed utopie, offriamo ingenuamente il fianco.

"Ma 'stu Vega? Viditi 'ca massimu 'ntà 'stu misi... l'avimu 'i disarmari!" e vai... a trovare spiegazioni che non convincono più nemmeno te stesso... così come non convincono quelle usate per giustificare un "vedremo..." date ad un inatteso pescatore che a giorni dovrà "disarmare" anche il suo vecchio peschereccio!

Ma prima o poi questa stanchezza passerà ed il malessere si trasformerà in indignazione.
Nell'attesa... è forse utile farvi leggere un articolo sulla storia della Tonnara di Bivona scritto per la rivista SPOLA, che ha visto nel numero dedicato al mare calabrese, la collaborazione di Maurice Aymard, Predrag Matvejević, Vito Teti, Vincenzo Saggiomo, Daria Povh, Francesco Marcianò, Felice Arena, Domenico Cersosimo, Aurelia Sole, Annarosa Macrì, Vincenzo Padula, Lello Greco, Antonino Mazza, Fabio Fiori, Assunta Scorpiniti, Ettore Iani, Alfonsina Bellio, Francesco Turano, Antonio Scuticchio,Maria Teresa Iannelli, Stefano Mariottini, Marilisa Morrone Naymo, Francesca Travierso.
Un breve articolo ma utile per comprendere il valore "unificante" per l'intera costa vibonese di quel monumento di archeologia industriale, che ormai da 20 anni attende di essere valorizzato per come deve.
Da oggi, anche per combattere terapeuticamente il malessere, condividerò con voi quanto ho raccolto sulla storia delle tonnare della nostra provincia e sul mondo dei nostri pescatori.
Non riuscirò a salvare il VEGA II? Allora vorrà dire che salverò, donandeveli, ogni "memoria" che le sue fibre di legno contenevano!
A. Montesanti

5 commenti:

calabrisella ha detto...

la stanchezza arriva quando si sbatte contro muri incrollabili..
hai tutto il mio incoraggiamento e la mia vicinanza, perchè quello che fai, anche se non arrivi dove vuoi, è importantissimo e preziosissimo.
Il Vega II deve essere dichiarato "bene di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico" secondo l' art.10 comma 3 del del D.Lgs. 42/2004.
Per fare ciò è necessario presentare alla Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico ed etnoantropologico della Provincia una apposita dichiarazione ed aspettarne gli esiti.
Se non è stata seguita questa procedura, mi attivo subito per informarmi sulle modalità e do la mia disponibilità gratuita ad effettuare questa dichiarazione (da tecnico abilitato), ma prima devo vedere di persona il Vega....e questo potrà avvenire solo dopo Natale. sob!

calabrisella ha detto...

http://www.benitutelati.it/azioni.asp

questo il sito ufficiale della Soprintendenza

Moderatore ha detto...

Acc...! Ho appena finito di scrivere il post e già sei pronta ad intervenire? Mitica!
Per la "dichiarazione" la procedura è complessa, tanto che non si è riusciti ancora a farla per gli stessi barconi della tonnara. Esiste un solo gruppo abilitato, impegnatissimo e con qualche costo, che avevo già contattato.
Ma credi che tutelarlo con la "carta" senza la volontà di tutelarlo "con i fatti", serva a qualcosa?

calabrisella ha detto...

serve sicuramente a fare il primo passo. serve a trovare i finanziamenti per i restauri e la manutenzione, soprattutto se viene dichiarato bene di pubblica utilità. Serve a dare quella ufficialità e quella visibilità necessari ad attrarre gli interessi di tutti.
E' ovvio che i fatti sono più importanti.
E' ovvio che il nostro sistema gestionale della cosa pubblica ci obbliga a passare attraverso lunghi ed estenuanti percorsi burocratici. Ma cosa fare altrimenti?

Anonimo ha detto...

è una follia!!!!! è una coltellata alla nostra identità, il VEGA II è un pezzo della nostra storia....... Oggi c'è chi rimpiange la tonnara di via Emilia, o la Chiesuola di via S.Venere.....
Vogliamo rimpianger anche questo storico peschereccio che per anni ha solcato il nostro mare, che ogni giorno ha sbarcato il pescato????

Già solo questo scafo rovinato dalla salsedine e dal tempo è di per sè il monumento all'immane sacrificio dei pescatori e di tutta la gente di mare....

Non facciamo affondare nei ricordi questo pezzo di identità locale che può essere narrato in mille racconti o in pochi lodevoli libri quale quello di Antonio, ma vogliamo anche un reperto materiale che testimoni la nostra cultura....

Di certo non abbiamo la "verichina vibonese" ma ai sigg Assessori del Palazzo chiediamo che venga tutelato questo bene insieme alla Tonnara e al Castello di Bivona

NON VOGLIAMO CHE COLORO CHE VERRANNO DOPO DI NOI DIMENTICHINO LA STORIA DI UN POPOLO CHE VISSE OLTRE I CONFINI COMUNALI "SPORGENDOSI" SUL MARE..........

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