mercoledì 28 novembre 2012

PENNELLO: ONLINE L'ATTO NOTARILE D'ACQUISTO!

Ed oggi una chicca documentale per tutti i nostri affezionati lettori. Pubblichiamo integralmente l'atto notarile redatto il 29 maggio 2012, con il quale il Comune di Vibo Valentia ha definitivamente comprato dal Demanio il compendio denominato Pennello (nei lotti di terreno ben elencati) per un totale di 638.000 euro.
Un atto che certamente a breve sarà considerato un atto storico! Sorprende però che non ci sia alcun accenno al prezzo finale di circa  un milione e 200 mila euro. Si, non si comprende come mai nè nella lunga premessa storica, nè sul convenuto, si faccia alcun cenno ai 20 euro al metro quadrato versati dai cittadini al Comune. Ci sarà certamente una ragione di opportunità ... ma opportunità per chi?
Buona lettura.

mercoledì 21 novembre 2012

CONSEGNATE AL PREFETTO DI VIBO LE 1124 FIRME RUMOROSE!!!

E così, due giorni fa, sono state consegnate al Prefetto di Vibo Valentia le 1124 firme che danno forza all'appello indirizzato al Presidente della Repubblica ed agli altri enti legati al territorio regionale e locale. Ricordiamo un attimo perchè si è deciso di "fare rumore"! A seguito dei vari appuntamenti avuti nelle scorse settimane in merito alla situazione socio-ambientale di Vibo Marina e dintorni, alcuni giovani del luogo si sono resi protagonisti di un evento importante e significativo. Giorno 4 novembre, infatti, molti di loro sono scesi in strada per manifestare la loro rabbia nei confronti di una sempre più pervasiva criminalità. Dopo i recenti attentati ai lidi balneari, di cui – come si ricorderà – ad averne la peggio è stato lo stabilimento “La Playa”, i giovani portolani, uniti sotto un’unica sigla apartitica e laica denominata “Facciamo Rumore”, hanno deciso di promuovere un’iniziativa di risveglio delle coscienze. Partendo da un flash-mob organizzato via internet, gli stessi si sono ritrovati in prima battuta a decine nel luogo degli attentati per costruire in media res dei percorsi di attività finalizzati a degli obiettivi precisi. Giorni dopo, nell’auditorium parrocchiale della Chiesa del Rosario, in tanti, giovani e non, si sono poi ritrovati per discutere e fare assemblea. A seguito, dunque, di questi primi significativi segnali di coesione sociale, i giovani si sono resi protagonisti e interpreti di un bisogno comune: il ripristino della normale e civile quotidianità. E per dimostrarlo si è intrapreso un percorso intenso di collaborazioni reciproche, culminate prima con l’interessante incontro con il prefetto della città Michele Di Bari e poi con la manifestazione di piazza del 4 novembre. Nei giorni precedenti al corteo, gli organizzatori del “Facciamo Rumore” hanno provveduto a stilare un breve elenco di priorità da sottoporre ai principali organi delle Istituzioni del Paese, nonché alla politica locale. Dalla sicurezza generale, con un maggiore presidio di forze dell’ordine sul territorio, ai sistemi di videosorveglianza, strumenti utili per la tutela del patrimonio e della persona, passando per la richiesta di individuazione di luoghi aggregativi ed educativi, le attenzioni dei giovani hanno trovato pieno riconoscimento e legittimazione nella campagna di raccolta firme perpetrata nella settimana dell’evento di piazza del 4 novembre.
 A tal proposito, i giovani di “Facciamo Rumore”, rendono noto che ben 1124 cittadini, regolarmente documentati, hanno espresso la loro volontà di vedere legittimato il loro diritto a vivere in una città sicura. Pertanto, così come da programma, i promotori delle scorse iniziative spediranno agli organi dello Stato, con in testa il Presidente della Repubblica, e alla politica locale il prezioso “malloppo”, con la speranza di sensibilizzare quanto più i suddetti destinatari a prendere quei provvedimenti indispensabili per la quotidianità dei cittadini di Vibo Marina e dintorni.

lunedì 12 novembre 2012

PER QUESTA AMMINISTRAZIONE LA TONNARA DI BIVONA VALE MENO DI ZERO!


E così ci risiamo! Per quanto riguarda la Tonnara di Bivona una brutta notizia tira l'altra.
Un pò ce l'aspettavamo, perchè l'aver destinato l'importante bene di archeologia industriale a sede dei vigili urbani estivo e merce di scambio di favori con questo o quello più simpatico di altri, era il segno evidente che nessuno si stesse occupando di redigere il benchè minimo progetto utile a consentire la definitiva fruizione del bene culturale come Museo del Mare.
Ce lo aspettavamo ma la conferma dell'indifferenza amministrativa che relega la Tonnara alla definitiva morte, ferisce sempre e comunque una intera comunità che ha sete di aggregazione e di iniziative!
Sabato scorso dunque, l'assessore regionale alla cultura, On.le Caligiuri, presentando il Piano Regionale di completamento dei Beni Culturali assieme al Presidente della Giunta, ha fornito un elenco di opere finanziate che vede del tutto assente il Museo del Mare e Centro di Archeologia Marina!
Pensiamo che ciò sia certamente imputabile alla non presentazione di alcuna scheda progettuale da parte del comune (o, nel caso lo abbiano fatto, di una errata formulazione).
Dunque, questa amministrazione oggi può vantarsi di un invidiabile record: in due anni è riuscita a fare escludere la Tonnara dalla Rete Museale Regionale e dal Piano Regionale dei Beni Culturali.
Dunque, arricchisce così il proprio curriculum di eventi positivi dichiaratamente destinati a valorizzare il monumento di Bivona: cosa da andarne fieri!
Ritenendo sia un grossolano errore questo atteggiamento di sufficienza, che rischia di rendere al bene di Archeologia industriale non solo un grave danno strutturale, perchè posticipa di troppi anni il suo uso a fine museale, rischiando altresì di trasformare quanto sinora finanziato per la sua valorizzazione (circa 3 milioni di euro) in un grave danno erariale, abbiamo pensato di scrivere l'ennesima richiesta all'assessore Caligiuri. Confidando nel fatto che prima o poi si sentiranno nell'obbligo di far qualcosa ... abbiamo reso pubblica la nostra disponibilità a lavorare volontariamente e gratuitamente per  redigere/formulare ogni necessaria proposta progettuale utile al perseguimento della fruizione pubblica e culturale del bene,  purchè si trovi al più preso il modo di integrare il Piano Regionale, includendovi - se possibile - il già finanziato ma non realizzato Museo Del Mare e Centro di Archeologia Marina di Bivona!
Non entriamo nel merito di un protocollo di valorizzazione sottoscritto con una associazione (?) non più rinnovato dopo un anno di abbandono; non entriamo nel merito della legittimità d'uso attuale; non entriamo nel merito della ottimale ultimazione dei progetti finanziati; non entriamo nel merito degli interventi finanziati per terminare i lavori della loggia; non entriamo nel merito dei barconi lasciati a marcire; non entriamo nel merito dell'uso come sede dei vigili ... non entriamo nel merito di nulla perchè è evidente che una indispettita volontà di non far nulla di quanto da noi proposto e rivendicato si è impossessata dell'agire mentale dei nostri amministratori!!! Anche per questo ci aspettiamo che il nostro sia destinato a restare l'ennesimo inutile tentativo ... perchè le competenze  e le passioni ormai a Vibo Valentia di Calabria valgono meno di zero!
il cannocchiale

lunedì 5 novembre 2012

UN RUMORE FORTE, GIOVANE ... E MATURO!

Il corso ... attraversato dal corteo
Nel riportare le riflessioni di Angelo De Luca, pubblicate su Calabria Ora di oggi, ci pare importante ribadire un concetto senza il quale anche questa manifestazione finirà con l'essere ricordata solo come l'ennesima inutile manifestazione di piazza. 

Tutti i ragazzi, unendosi d'istinto intorno alle giovani vittime della criminalità, hanno dimostrato di saper  reagire, con percorso di stima e di fiducia, che non a caso è stato anche selettivo, che li ha condotti ad stilare insieme una forte proposta, una proposta matura, che supera il timore con uno scenario: Noi ci siamo, ci saremo, non scapperemo difronte alla violenza ed alle intimidazioni ... se voi istituzioni sceglierete noi, parte sana della comunità, facendo finalmente la vostra parte! 
Insomma il paradosso è forte. In altri posti si lanciano appelli affinchè i giovani non scelgano cattive strade, ma qui ... sono i giovani che invitano le istituzione a scegliere buone strade!!! E questa scelta di campo la ritengono una precondizione senza il quale ogni loro impegno è inutile e perdente!  
Questa lucida analisi della realtà, che emerge in tutta la sua ripetitiva durezza nella lettera invita alle istituzioni, a partire dal Presidente della Repubblica, collega il destino della loro presenza attiva all'attuazione di politiche sociali, che sò come con centri di aggregazioni giovanile, biblioteche, etc ...  in cui sperimentare pratiche di partecipazione. E questo, obiettivamente è scelta politica! Affinchè questo avvenga sotto i loro occhi ... chiedono al Consiglio Comunale di discuterne nel loro paese!
 il Prefetto si confronta con i ragazzi 
Insomma, un percorso nuovo, che parte dai giovani in maniera cosciente, in un momento in cui la città è attraversata da una scia criminale che intimorisce tanto da far latitare i più autorevoli masanielli del passato. 
Questa peculiarità non è sfuggita nemmeno al Prefetto di Vibo Valentia, che ha voluto incontrare i ragazzi prima della loro manifestazione, portando con se un Sindaco più confuso che persuaso della necessità di capire il disagio e dare risposte.

Proprio per tutto ciò salutiamo con entusiasmo costruttivo questa voglia di esserci e di fare che i giovani della città ci hanno voluto dimostrare! L'attendevamo ... ed è arrivata!
E adesso, mentre loro riorganizzeranno la loro presenza e le loro proposte, noi continueremo a non perderli di vista. Per esempio, sarà interessante contare i giorni che, dalla consegna della lettera al Sindaco di Vibo, porteranno a concretizzare la più semplice delle richieste avanzate: la convocazione di un consiglio comunale aperto che affronti le ferite del territorio!
Tendenzialmente, in realtà, siamo scettici, perchè la considerazione verso chi amministra la città è davvero ridotta al lumicino (contrariamente all'evidente e crescente "rispetto" che percepiamo verso il malandrino),  qualcosa insomma ci dice che non saranno in grado di cogliere il senso della richiesta, per superficialità e codardia .... eppure vogliamo credere che questo potrà accadere! Qualcuno spunterà, prima o poi, incarnando il senso delle istituzioni! In ogni caso noi, appena avremo contezza della consegna della lettera/appello ... i giorni li conteremo!!!  



"C’è qualcosa che va aldilà del numero di partecipanti. Specie in Calabria. Perché ieri, a Vibo Marina, la maggior parte dei presenti erano giovani. Magari non tantissimi, ma già questa, in fondo, è di per se una notizia. I “Facciamo Rumore”, del resto, se l’erano giurato. “Anche in dieci – avevano confessato tra di loro - sfileremo per le vie del paese”. E comunque la manifestazione è stata ripagata da un centinaio di cittadini che in allegria e divertimento hanno marciato la loro voglia di cambiare lo stato di cose. Posticipato di una settimana, per via della pioggia che ne aveva impedito il regolare svolgimento il 28 ottobre, gli organizzatori dell’atteso evento non hanno demorso e hanno perseguito il loro obiettivo, con tanto di fischietti, trombette, tamburi battenti, giganti apripista e cartelli simbolici innalzati. Si doveva, appunto, fare rumore. Soprattutto per significare un risveglio e per spronare la stessa cittadinanza ad uscire e non a chiudersi dentro casa. 
Tutte le foto della Manifestazione sul gruppo Facebook
Il corteo, partito dal piazzale della Chiesa del Rosario, ha toccato diversi punti della città, arrivando prima davanti ai lidi attentati nei giorni scorsi e fermandosi infine nella piazzetta Nuova per riproporre la raccolta firme da sottoporre a Napolitano, leggere dei pensieri e fare musica. “Ecco – hanno gridato dal palco gli organizzatori a tutti coloro in queste settimane spiavano scetticamente e malignamente l’iniziativa – questa è la nostra faccia. Io sono Giusy, lui è Antonio, l’altro è Gianluca, Marina, Titty, Salvo, Peppe, Ciccio” e via dicendo. Un modo utile, nato da alcune conseguenze contingenti, per dare alla popolazione quello di cui aveva bisogno: nomi e cognomi per poter interpretarne meglio pulpiti e prediche. “Se sei indignato come noi –hanno poi esortato - sei nostro fratello; se vuoi cambiare come noi sei nostra sorella; se sei menefreghista come lo eravamo noi sei nostro amico; se vuoi stare con noi sei nostro cugino”. Un discorso improntato, dunque, sulla trasparenza, teso ad invogliare la gente del luogo a sposare questo progetto, per ora teorico, ma che - promettono - “continuerà e si consoliderà come un movimento ben identificato”. “A Vibo Marina - hanno continuato i giovani - non serve più qualcuno che grida “chi è”. A Vibo Marina serve qualcuno che gridi “perché”. Perché le cose succedono e nessuno fa niente, perché le cose non succedono e nessuno fa sempre niente, perché le idee ci sono e nessuno le mette in pratica”. E loro, con questa marcia allegra, diversamente dai silenzi a cui sono soliti partecipare i più, contro l’illegalità sono voluti essere testimoni dal basso di un principio che in realtà interesse tutti, nessuno escluso.
“Noi siamo giovani e da giovani qui vogliamo rimanere. E l’obiettivo è e sarà proprio questo:
Vivere meglio costruendo una terra di cultura e di amore. A poco a poco, passo dopo passo”. Con la speranza, ovviamente, che la seconda fase del progetto sia di natura social-aggregativa di diverso modo. Perché le manifestazioni, come spesso accade, non rimangano ancora una volta un mero processo finale di un qualcosa che nasce e muore subito. Ma se quello accaduto ieri a Vibo Marina ha un senso, allora di sicuro questo sarà solo l’inizio." 

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