mercoledì 16 settembre 2015

[TONNARA DI BIVONA] VISITA GUIDATA IN OCCASIONE DELLE GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO.

Manifesto delle Giornate Europee del Patrimonio 2015
curato dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Calabria
“In continuità con la tradizione, anche quest’anno la Soprintendenza Belle arti e paesaggio della Calabria partecipa all’appuntamento delle Giornate Europee del Patrimonio, organizzate dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nei giorni 19 e 20 settembre 2015 per riaffermare il ruolo centrale della cultura nelle dinamiche della società italiana. Ad attrarre l’interesse del pubblico e degli studiosi saranno quattro appuntamenti, che hanno lo scopo non solo di far conoscere l’attività di tutela che la Soprintendenza svolge quotidianamente, ma soprattutto di promuovere il ricco patrimonio esistente sul territorio di competenza.
Per l’occasione due eventi programmati tratteranno il tema “La filiera del cibo sul territorio calabrese”: la ricerca di risorse alimentari, le testimonianze architettoniche che segnano il territorio, le ricadute sulle tradizioni popolari” afferma in una nota il soprintendente Arch. Margherita Eichberg.
“Il primo prevede la presentazione e visita guidata della Tonnara di Bivona (VV), programmata per sabato 19 settembre dalle ore 10:00 alle 18:00. I centri costieri del Vibonese, come attestano le fonti documentarie già a partire dal secolo XI, vantano una notevole tradizione nella pesca del tonno. Nel secolo XVI la tonnara di Bivona – prosegue- diventa di proprietà dei Pignatelli, e fino ai primi dell’800 la pesca del tonno rimane prerogativa dei nobili, mentre con l’invasione francese le tonnare vengono confiscate e vendute a due notabili locali: Gagliardi e De Carolis. I paesi del circondario, provvisti di bravi e valenti artigiani, hanno saputo sfruttare adeguatamente, nel rispetto della natura, le risorse del territorio: sale, olio e ghiaccio per la conservazione, canapa e fibre vegetali per reti e cordame, legno per barche e attrezzi marinari. L’evoluzione industriale e le innovazioni tecnologiche hanno modificato radicalmente i sistemi di pesca provocando il lento declino delle tonnare. Questi manufatti -aggiunge- oggi abbandonati e in attesa di valorizzazione, per la loro notevole valenza storica sono a pieno titolo i simboli del contesto ambientale e paesaggistico in cui sono inseriti.
L’altro evento collegato al tema “La filiera del cibo sul territorio calabrese” è la presentazione e visita guidata dei Mulini della Vallata del Gallico (RC), prevista per domenica 20 settembre 2015 dalle ore 10,00 alle ore 18,00. Gli innumerevoli corsi d’acqua sul territorio calabrese hanno permesso la diffusione di numerosi mulini a energia idraulica, per lungo tempo punti di riferimento per l’economia locale. Dai secoli XVI-XVII i Ruffo di Calabria arricchirono il loro feudo di acquedotti e mulini per soddisfare il fabbisogno di farina dei sudditi: a Scrofi, Corica, Fabio e S. Stefano furono costruiti ex novo o restaurati numerosi impianti. I feudatari e il clero detenevano il monopolio sia sulle acque che servivano ad alimentare i mulini sia sulla costruzione degli stessi. La popolazione era costretta al pagamento di gravose tasse fino alla venuta, all’inizio del XIX secolo, di Napoleone, che abolì il regime feudale e i suoi privilegi, favorendo l’edificazione di mulini privati che utilizzavano gratuitamente l’acqua pubblica. L’uso dell’energia elettrica -ribadisce- li mandò rapidamente in disuso e oggi, inseriti in un contesto paesaggistico di grande suggestione alle pendici dell’Aspromonte, rappresentano un’importante testimonianza di archeologia industriale.  Sabato 19 settembre dalle ore 8:00 alle 20:00, è stata programmata la presentazione e visita guidata del Parco delle Vergini di S. Chiara e della Cattolica di Stilo (RC), a conclusione dei lavori di rimessa in luce dei ruderi del convento e del nuovo percorso di accesso alla chiesetta bizantina. In ultimo, il quarto appuntamento, denominato “La bellezza e il degrado. Restauri problematici”, fissato per sabato 19 settembre 2015 dalle ore 20:00 alle 24:00, prevede l’apertura straordinaria del Laboratorio di restauro di S. Francesco d’Assisi a Cosenza e la visita guidata dei ruderi del monastero benedettino di Sancta Maria Ancillarum Dei, attigui al complesso monumentale. I tecnici della Soprintendenza Architettonica descriveranno la cosiddetta “basilichetta” recentemente “riemersa” e consolidata, mentre i restauratori del laboratorio esporranno le problematiche di un intervento in corso su un dipinto su tavola di ignoto maestro napoletano del sec. XV: un “restauro problematico” a porte aperte, di cui verranno illustrate con l’ausilio di foto e filmati le indagini scientifiche, le metodologie e le tecniche da adottare. Sono appuntamenti con la storia e la memoria locale da non perdere”, conclude.

giovedì 3 settembre 2015

[TONNARA DI BIVONA] RISPOSTA SCRITTA DEL MIBACT ALL'INTERROGAZIONE DELL'ON. NESCI

Risposta scritta all'interrogazione n. 4-02923
della Deputata Dalila Nesci.
Vibo Valentia. Tonnara di Bivona.
Comunicato Stampa Mibact

"Si riscontra l’atto di sindacato ispettivo n. 4-02923, con il quale l’Onorevole interrogante, premesso che il complesso denominato “Tonnara di Bivona”, di proprietà demaniale, riveste interesse storico e ha fruito di una serie di finanziamenti pubblici ai fini del recupero e uso museale, e che risulta essere stato adibito dal comune di Vibo Valentia per usi diversi da quelli previsti nell’ambito dei finanziamenti erogati, chiede di sapere: sulla base di quale norma il Comune utilizzi discrezionalmente l’immobile; se risultino provvedimenti di concessione d’uso o pareri autorizzativi adottati dall’amministrazione MiBACT; quali verifiche tale amministrazione possa promuovere e quali misure intenda adottare affinché il bene sia restituito alla sua funzione. 
Al riguardo, si comunica quanto segue. L’immobile denominato “Tonnara di Bivona” appartiene al demanio pubblico dello Stato – Ramo Marina Mercantile; è stato riconosciuto di particolare interesse culturale con decreto di questo Ministero adottato in data 6 dicembre 1991 e rientra tra i beni sottoposti alle disposizioni del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante “Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137” (di seguito Codice). Pertanto, il bene non può essere distrutto, deteriorato, danneggiato, adibito a usi non compatibili il con suo carattere culturale oppure tali da recare pregiudizio alla sua conservazione. Eventuali interventi, di qualsiasi natura, devono essere preventivamente autorizzati dai competente uffici del Ministero, così come è soggetta ad autorizzazione (art. 57-bis del Codice) ogni dismissione, valorizzazione o utilizzazione, anche a fini economici, attuata, rispettivamente, mediante l’alienazione ovvero la concessione in uso o in locazione dell’immobile. 
Nel corso di un sopralluogo effettuato lo scorso 12 dicembre 2014, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia (ora soprintendenza Belle arti e paesaggio della Calabria) ha accertato le condizioni di conservazione del bene, rilevando una situazione di degrado e di abbandono che compromette e inficia i lavori eseguiti con i finanziamenti precedenti, determinando, inoltre, un grave depauperamento del patrimonio storico artistico. Pertanto, la Soprintendenza, atteso che l’immobile risulta sottoposto alle disposizioni di tutela del Codice e che vige per i proprietari l’obbligo di garantirne la conservazione (articolo 30, comma 3 del Codice citato), con nota n. 354 del 22 gennaio scorso, indirizzata all’Agenzia del Demanio–Direzione regionale Calabria e al comune di Vibo Valentia, ha invitato a “realizzare i presidi necessari a scongiurare il progredire del degrado della struttura”, concordando preventivamente con la Soprintendenza modalità e tempi. Ha invitato, altresì, a provvedere al tamponamento provvisorio delle aperture e dei varchi “che attualmente consentono l’introduzione abusiva di estranei nell’edificio e negli spazi di pertinenza esponendoli ad atti vandalici”. La Soprintendenza, pertanto, rammentato che i finanziamenti erogati erano finalizzati alla valorizzazione e alla fruizione del bene, ha richiesto all’Agenzia del Demanio di far conoscere i provvedimenti che, di concerto con il Comune, si intende intraprendere. Con riguardo al pregresso, gli uffici periferici dell’Amministrazione hanno comunicato che. ai loro atti, risulta quanto segue. Sin dal 2005 la allora Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Calabria, con nota n. 1564/M del 19 dicembre 2005, indirizzata al comune di Vibo Valentia, aveva espresso parere favorevole, con prescrizioni, alla realizzazione delle opere relative a “POR Calabria 2000-2006. Programma di sviluppo urbano. Asse V Città. Museo del Mare. Centro di Archeologia Marina”. Il 9 dicembre 2011, con la nota n. 3361, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Reggio Calabria e Vibo Valentia, a seguito di segnalazione inviata da “ufficio Stampa comune di Porto Santavenere”, ricordate le norme a tutela dell’immobile (in particolare gli articoli 21 e 22 e 57-bis del Codice, chiedeva al Comune di inviare, con urgenza, il progetto tecnico, il capitolato di gara e il piano di gestione per il recupero museale della Tonnara, al fine di poter esprimere le proprie determinazioni di competenza. Riscontrando la richiesta della Soprintendenza, con nota n. 5865 del 3 febbraio 2012, il Comune - premesso che non rientrava nelle intenzioni dell’amministrazione comunale modificare la destinazione finale della Tonnara - rispondeva che: il complesso immobiliare era stato oggetto di vari interventi di ristrutturazione per il suo completamento; gli eventi alluvionali che avevano colpito la città, avevano, in parte, compromesso il completamento dell’immobile, tanto da richiedere un ulteriore finanziamento per procedere al recupero totale dell’intero complesso; nelle more del riutilizzo del complesso architettonico, atteso che la palazzina e i locali destinati ad auditorium risultavano completati, l’amministrazione comunale aveva “pensato bene di attuare una politica di presidio e vigilanza dei locali ultimati, al fine di preservarli da eventuali atti vandalici”, per cui aveva dato indirizzo al dirigente del settore Polizia Municipale di “dar luogo ad un servizio di vigilanza dell’immobile, mediante l’istituzione di un distaccamento della polizia municipale, in locali posti al primo piano dell’immobile e aveva concesso, su richiesta di una associazione onlus, “in via del tutto temporale e sino al 31.3.2012, l’uso dei locali destinati ad auditorium al fine di realizzare iniziative di carattere culturale e sociale”. Il Comune precisava, anche, che “il succitato utilizzo non comporta alcun intervento di modifica né dei locali e né sull’immobile stesso e che, quindi, nessun lavoro è stato autorizzato” e che, infine, “Per quanto attiene poi all’autorizzazione (art. 57-bis …), essendo stata fatta l’occupazione solo per i succitati motivi di presidio e vigilanza, quale deterrente ad eventuali atti di vandalizzazione dell’immobile, ed in via del tutto temporanea, non si era ritenuto di chiedere preventiva autorizzazione”. Successivamente il Comune con nota n. 3027 del 22 febbraio 2012, inviata anche alla Soprintendenza e alla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici di questo Ministero, chiedeva all'Agenzia del Demanio-Filiale di Catanzaro, il trasferimento all’amministrazione comunale stessa dell’intero complesso La Tonnara di Bivona, ai sensi dell’art. 5, comma 5, del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, recante “Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42”, rientrando il complesso immobiliare in questione “nelle strategie e obiettivi di valorizzazione di questa Amministrazione, con un utilizzo a polo museale della civiltà del mare della Calabria e sede del Parco Marino Regionale fondali di Capocozzo-S. Irene-Vibo Marina-Pizzo-Capo Vaticano-Tropea.” Nelle more e/o in subordine del trasferimento e del completamento dell’immobile, chiedeva di poter utilizzare le parti già finite, ad uso gratuito, quale sede del succitato parco regionale marino e per attività artistiche-culturali, avvalendosi della collaborazione dell’associazione non profit “Insieme per Bivona Onlus” (non disponendo di personale proprio), per curare l’apertura, la chiusura e la pulizia dei locali destinati ad auditorium e fornire assistenza alle manifestazioni organizzate e autorizzate dall’amministrazione comunale. Informava, infine, dell’indirizzo dato al dirigente del settore Polizia municipale di provvedere alla vigilanza del complesso mediante distaccamento posto nell’immobile stesso. A tale richiesta l’Agenzia del Demanio-Filiale Calabria rispondeva in data 7 marzo 2012, con nota n. 3587, che le richieste del Comune non potevano essere accolte in quanto “l'immobile in questione, appartenendo al Demanio pubblico dello Stato - Ramo Marina Mercantile, è escluso dal trasferimento ai sensi dell'art.5 del decreto legislativo n.85/2010 atteso che tale tipologia di beni non può essere oggetto di tavolo tecnico operativo”; per la sua natura di res extra commercium, l’attribuzione in godimento dell’immobile può avvenire soltanto “nella forma della concessione a titolo oneroso”; che le concessioni amministrative sono “provvedimenti intuitu personae. nel senso che esse ineriscono alla persona del beneficiario che non può farne, quindi, liberamente oggetto di cessione a terzi”. Pertanto, invitava il Comune, in qualità di Ente gestore del demanio marittimo, ad adottare gli opportuni adempimenti di competenza finalizzati ad una proficua messa a reddito del bene e ciò al fine di scongiurare che si possa configurare la sussistenza di danno erariale ovvero di illecito arricchimento dì soggetti privati. 
 

Delibera di Giunta dell'ottobre 2011 con la quale si rinnova la concessione in uso della Tonnara, facendo riferimento a date e deliberazione precedenti, comprensivo di pareri positivi di regolarità tecnica e amministrativa/contabile.


In relazione, infine, agli interventi da eseguire sull’immobile, la Soprintendenza, con nota n. 4866 del 21 settembre 2012 ha espresso parere favorevole, con prescrizioni, al “Progetto definitivo e esecutivo Museo del mare e tonnara loc. “Bivona”. Legge regionale n. 24/87 art. 13 comma 1 e L.R. n. 19/2009 e art. 5 comma 7 L.R. n. 8/2010 – Decreto D.G. n. 2979 del 15/03/2010”. Alla stessa Soprintendenza, però, risulta che, a causa della perdita del finanziamento di 1.304.000 euro ottenuto dal Comune in base al POR, non siano mai iniziati i lavori di restauro dalla stessa autorizzati, pur non addivenendo a nessun accordo con il Comune per un piano di gestione della Tonnara di proprietà statale, accordo che si rende necessario in quanto l’immobile non può essere oggetto di trasferimento dallo Stato all’amministrazione comunale. 
Questo Ministero auspica che l’attenzione verso la Tonnara si concretizzi in azioni efficaci al mantenimento e alla fruizione dell’opera, in quanto la stessa assume valori storico-culturali rilevanti non solo per quanto riguarda il patrimonio storico-architettonico ma anche sotto il profilo demo antropologico. Il mantenimento di tali valori assume particolare rilevanza per il riconoscimento dei caratteri identitari che potrebbero essere assunti come strumento per uno sviluppo socio culturale del territorio. Con la recente riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo sono stati istituiti il Polo museale della Calabria e il Segretariato regionale del Ministero per la Calabria. Al Polo è stato affidato il compito, tra gli altri, di promuovere un sistema museale regionale integrato; al Segretariato, anche quello di valorizzazione e promozione turistica degli itinerari culturali e di eccellenza paesaggistica e delle iniziative finalizzate a promuovere la conoscenza delle identità territoriali e delle radici culturali delle comunità locali. Gli uffici di questa Amministrazione, nell’ambito delle proprie competenze, sono disponibili, pertanto, a collaborare, nelle forme istituzionali previste dal Codice e dalla vigente normativa, con gli enti interessati alla valorizzazione della Tonnara di Bivona, anche ai fini dell’inserimento di ogni futura iniziativa e attività in una più generale e coordinata pianificazione e organizzazione."


La redazione di questo blog si riserva di esprimere un più approfondito parere su tale atto nei prossimi giorni.
Si mette in risalto però come la bontà della nostra ormai quinquennale denuncia e protesta è confermata in pieno da quest'atto ministeriale, riscontrandosi la prassi illegittima del Comune (nel non aver richiesto preventivi pareri al Demanio o alla Soprintendenza, tra l'altro senza possedere alcun titolo concessorio sull'immobile). Nell'atto infatti si rileva come il Comune richieda al Demanio parere sull'uso della Tonnara solo nel febbraio 2012, quasi un anno dopo averla concessa in uso ad una associazione locale o a se stesso come sede dei temporanea dei Vigili Urbani. 


lunedì 29 giugno 2015

E' ANGELO CESAREO L'AUTORE DEL MISTERIOSO AFFRESCO DI LONGOBARDI

Il nostro articolo del 2009
E così, grazie ad un nostro articolo del 2009 (vedi link) abbiamo scoperto l'autore dell'affresco che ingentilisce un antico balcone del borgo di Longobardi. Possiamo affermare con sicurezza che l'originalissimo affresco è stato realizzato negli anni 1960 da Angelo Cesareo.
Il fratello dell'autore ci ha fatto dono di una breve biografia, che noi, ringraziandolo vivamente, rendiamo vostra, certi di rivelare un piccolo ma intenso vissuto ... utile a riscoprire la memoria ed i valori dei luoghi.

"Angelo Cesareo nacque a Vibo Valentia il 20 Agosto 1943 da Francesco e Michelina Cesareo entrambi Vibonesi, una famiglia numerosa che comprendeva dieci figli due dei quali morirono di polio in tenera eta’ negli anni 1930 e 1932. Fin da piccolo Angelo ha dimostrato una certa attrazione al disegno edalla bella arte nonche’ alla scultura e ceramica. 
Schizzo preparatorio dell'affresco
Papà, che era appunto pittore decoratore ha esercitato una forte influenza sulla carriera artistica di Angelo, come pure due fratelli di papa’ Luigi e Giuseppe, e due cugini di papa’ Cecchino e Jose’ Cesareo, rinomati pittori decoratori del Vibonese. La carriera artistica scelta da Angelo e’ stata infine rafforzata dall’influenza esercitata dal noto pittore Cesare Cesareo residente a Curinga.
Angelo Cesareo, anni 60
Sotto l’attenta supervisione del professore Lenin Mirarchi, Angelo frequentò la scuola d’arte all’Istituto Industriale di Vibo Valentia ed ebbe l’opportunità di dimostrare il suo talento quando insieme a papa’ e per devozione di famiglia, ridipinse il mantello della statua di San Francesco d'Assisi la cui statua si conserva nella Chiesa di Vena Inferiore.
Come promettente allievo della scuola d’arte, Angelo partecipò a diversi progetti gestiti dal professore Mirarchi, e verso i primi anni del 1960 gli fu commissionato il murale di Longobardi che oggi dopo più di 50 anni, e’ ammirato da locali e passanti. Per prima Angelo creo’ un abbozzo schematico a matita e pastelli, e poi si accinse a riprodurlo sulla facciata del palazzo di Longobardi.

La carenza di lavoro spinse Angelo a trovare fortuna altrove e nel 1964 insieme ad una delle sue sorelle, decise di emigrare a Toronto, Canada, sotto la sponzorizzazione del fratello maggiore già in Canada dal 1961. Un po di anni dopo Angelo intuendo che il Canada prometteva molto di più per i suoi fratelli e sorelle che non l’ Italia, riuscì a convincere mamma e papà, ormai di età avanzata, ad espatriare e così nel Novembre del 1965 l’intera famiglia di Francesco e Michelina Cesareo all’infuori della figlia maggiore già felicemente sposata a Vibo, si ritrovo’ riunita a Toronto. 
Alla distanza di piu’ di 50 anni dall’emigrazione, il nucleo familiare dei Cesareo in Canada e’ rappresentato da piu’ di 92 persone. I lavori di Angelo Cesareo in Canada vennero apprezzati da diversi multimilionari ed oggi. I suoi affreschi adornano le pareti interne di molte piscine private. Angelo vive a Toronto con sua moglie, quattro figli e nove pronipoti.
Angelo Cesareo, oggi
 Angelo Cesareo, un artista Vibonese di cui oggi si parla grazie alla curiosità suscitata dalla voglia di scoprire il segreto e sapere il vero nome dell’autore dell’affresco di Longobardi;  segreto finalmente svelato. 

Distintamente 
Nazzareno Cesareo, fratello.




mercoledì 3 giugno 2015

LA NUOVA ASSISE COMUNALE 2015/2020 E LE PREFERENZE DEI SINGOLI CANDIDATI.

Concluse le operazioni di spoglio proviamo a disegnare una provvisoria composizione del prossimo consiglio comunale. 
La maggioranza che sosterrà il neosindsaco Elio Costa spettano 20 seggi sui 32 totali del Consiglio; 10 alla coalizione sconfitta guidata da Antonio Lo Schiavo, a cui toccherà un ulteriore seggio. L'ultimo seggio che rimane, infine, secondo quanto riporta il sito web del Viminale dovrebbe andare a Cesare Pasqua, candidato a sindaco per la lista "Territori e libertà". Restano fuori dal consiglio comunale Tonino D'Agostino ("Cambiamo Vibo") e Franco Bevilacqua (Fratelli d'Italia), sonoramente punito dagli elettori per gli ultimi 5 anni di amministrazione.  
Ecco i seggi che ipotiziamo saranno assegnati: 

COALIZIONE COSTA
"La città che vorrei": 
Giuseppe Policaro, Raimondo Bellantoni, Giuseppe Roberto Muratore, Elisa Fatelli, Maria Rosaria La Grotta;
"Liberali per Vibo": 
Lorenzo Lombardo, Filippo Lo Schiavo, Claudia Sarlo, Rossana Falduto.
"Vibo unica": 
Stefano Luciano, Angelo Palamara, Lorenza Stefania Scrugli, Claudia Gioia.
"Liberamente": 
Carmela Valia, Rosanna De Lorenzo, Ivan Servelli.
"Alleanza per Vibo": 
Alfredo Antonio Lo Bianco, Domenico Console.
"Vibo Valentia popolare": 
Vincenzo de Filippis, Gregorio Polistena.

COALIZIONE LO SCHIAVO
"Partito democratico": 
Stefania Ursida in Fusca, Giuseppe Cutrullà, Maria Fiorillo, Giovanni Russo.
"Lo Schiavo sindaco": 
Loredana Patrizia Caterina Pilegi, Antonino Roschetti, Sabatino Falduto, Pasquale Contartese o Giuseppe Romano.
"Democratici": Giancarlo Giannini, Antonia Massaria.

Di seguito i voti di preferenze dei singoli candidati:






(siti web fonte dati: ww.21righe.it e www.corrieredellacalabria.it)

venerdì 29 maggio 2015

[TONNARA DI BIVONA] SSSSSS ... SILENZIO ELETTORALE, CON RESOCONTO.

Il Dirigente Nesci e l'Assessore Donato illustrano lo stato delle pratiche
documentali relative alla tonnara.
Essendo la difesa e la valorizzazione della Tonnara di Bivona un nostro impegno serio e costante, abbiamo deciso di sottrarla dalle strumentalizzazioni elettorali, evitando di pubblicare novità sulla sua paradossale vicenda per tutto il periodo delle elezioni.
Ad onor di cronaca però non possiamo evitare di informare brevemente sull'incontro di "studio sulla Tonnara", indetto dal Comune e svoltosi nella sede comunale, largamente disertato da enti ed associazioni, che si è concluso con questi esiti:

1) Il comune non ha mai richiesto concessione d'uso perchè il suo costo annuale si attesterebbe intorno le 5.000 euro l'anno;

2) Gli arredi e le attrezzature acquistati per il Museo sono custoditi nei depositi comunali; 

3) E' in corso di elaborazione una proposta d'uso, denominato  "ACCORDO DI RETE PER LO SVILUPPO  DEL CENTRO CULTURALE E DI AGGREGAZIONE “La Tonnara di Bivona”", con l’Istituto Comprensivo “Amerigo Vespucci” di Vibo Marina come capofila della rete, il Liceo  Scientifico “G. Berto”  Vibo Valentia, la Consulta Economica Portuale Santa Venere Vibo Marina, il Sistema Bibliotecario Vibo Valentia, la Pro Loco Vibo Marina e gli Scout 1 Vibo Marina.
L'art. 1 dell'accordo recita: "L’accordo, senza fini  di lucro, ha lo scopo di creare un circuito tra i cittadini, le scuole, i circoli culturali, gli enti pubblici e privati, e a  quanti a livello locale o nazionale desiderano conoscere e preservare i tratti essenziali della nostra storia ed in particolare delle tonnare e delle loro strutture, un tempo fonte di lavoro e vita per tanti calabresi. L’accordo di rete mira ad essere un impegno “in prima persona” per contrastare  il fenomeno della dispersione scolastica e mira a creare opportunità lavorative, per quei giovani che grazie alla riscoperta di antichi mestieri (maestro d’ascia, tecnica di pesca e conserva alimentare), e alla promozione di attività di ricerca e sperimentazione (studio dei fondali e analisi delle acque) possano  fare della “passione” un lavoro . L’accordo si prefigge di  recuperare   il  Complesso  architettonico della Tonnara di Bivona, affinché possa rappresentare  un forte  richiamo culturale  e dare un impulso notevole al  rilancio turistico della zona. I Soggetti Pubblici e Privati coinvolti nell’accordo, grazie agli spazi logistici presenti nella struttura della tonnara ,ognuno per il settore di competenza, organizzeranno attività laboratoriali ed eventi culturali. Gli spazi della tonnara potranno essere utilizzati, senza scopo di lucro , da altri Istituti scolastici  e ad associazioni culturali operanti sul territorio locale e non."

4) Nel caso "l'accordo di rete" formulerà una proposta d'uso e valorizzazione, il comune potrebbe farsi carico del costo concessorio, per sostenerne la realizzazione. 

Vi terremo informati. 


sabato 18 aprile 2015

TONNARA DI BIVONA. SIETE TUTTI INVITATI IL 30 APRILE ALLA "CONFERENZA DI STUDIO" NELLA SALA CONSILIARE DELLA CITTA'.

E così ... il Comune di Vibo Valentia si fa promotore di una "Conferenza di studio" per "elaborare tutte quelle idee e proposte sinergiche volte ad assicurare la gestione e la fruizione di un patrimonio storico di notevole importanza, quale è la Tonnara".
Si, è proprio così. In tre cartelle, per la gran parte occupate dagli enti ed associazioni in indirizzo, il Dirigente Nesci e l'Assessore Donato, invitano a partecipare il 30.04.2015, alle ore 9,30, presso la Sala Consiliare del Palazzo Comunale invitano:


Agenzia del Demanio, Direzione Regionale per la Calabria;
Regione Calabria, Assessore alla cultura
Regione Calabria Settore Beni Culturali
Regione Calabria, Dipartimento 8, Servizio Demanio
Soprintendenza per i Beni Culturali
Soprintendenza per i Beni Archeologici
 Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici
Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina
Prefettura di Vibo Valentia
Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia
Camera di Commercio di Vibo Valentia
Ass. Tur. Pro Loco Vibo Valentia Marina
Lega Navale Italiana Vibo Valentia Marina
Azienda Speciale per il Porto
Parco Marino Regionale Fondali di Capocozzo . .. .
Confindustria Vibo Valentia
Confcommercio Vibo Valentia
Confcooperative Vibo Valentia
Consulta Economico Portuale Santa Venere
Sistema Bibliotecario Vibonese
Italia Nostra Onlus
Fondazione "Federica per la vita Onlus"
Associazione "Facciamo Rumore"
Scuola Media Statale Amerigo Vespucci
Parrocchia San Giuseppe Lavoratore, Bivona.




Questo il contenuto breve, ma interessante, con cui sensibilizza gli enti e le associazioni a partecipare all'incontro di studio:
"Nella frazione di Bivona del comune di Vibo valentia e' presente il complesso architettonico della tonnara di Bivona, composto da una palazzina gentilizia a due piani, dai magazzini del sale e dei galleggianti, dalla cappella e dall'edificio adibito ad appartamento del rais.
La struttura più originale ed unica e' sicuramente costituita dalla Loggia, magazzino adibito alla custodia dei barconi, delle reti e ad una prima lavorazione del pescato. Rappresenta senza alcun dubbio l'esempio più importante di archeologia industriale, legata alla pesca esistente oggi in Calabria, un vero gioiello monumentale, d'interesse nazionale e ricco di potenzialità turistico e culturali tali da poter fare accrescere illustro della nostra regione.
Il Comune di Vibo con l'ausilio di privati ha attuato un piccolo intervento, mettendo al riparo il barcone "caterina" all'interno della loggia. Nonostante questo ed altri lavori di recupero conservativo e riqualificazione funzionale, appare utile evidenziare che l'attuale stato di mancato utilizzo può, nel tempo, determinare un abbandono progressivo. Per tale motivo è interesse e volontà della scrivente Amministrazione, con l'ausilio degli Enti e/o Associazioni cui la presente è indirizzata, elaborare tutte quelle idee e proposte sinergiche volte ad assicurare la gestione e la fruizione di un patrimonio storico di notevole importanza, quale è la Tonnara.
A tal fine tutti gli Enti e/o Associazioni sono invitati a partecipare alla conferenza di studio che si terrà il giorno ..." già scritto sopra.
Parteciperemo ovviamente all'incontro, seppur tardivo e privo di alcun accenno a quanto "egregiamente" fatto da questa amministrazione. Non passa inosservata però l'assenza, tra gli invitati all'incontro studio, dell'associazione con cui l'ente aveva reiterato per ben due volte una determina di concessione e valorizzazione proprio della stesso immobile "esempio più importante di archeologia industriale, legata alla pesca esistente oggi in Calabria, un vero gioiello monumentale, d'interesse nazionale e ricco di potenzialità turistico e culturali tali da poter fare accrescere il lustro della nostra regione."
Un maldestro tentativo di nascondere le responsabilità di questi ultimi 5 anni di orrori.
Noi non mancheremo, anzi estenderemo l'invito ad altri organismi dello stato, enti ed associazioni regionali, convinti che mai come questa volta sarà importante valutare le parole, i presenti e gli assenti. 

martedì 7 aprile 2015

TONNARA DI BIVONA: LA MAGISTRATURA ACCERTI EVENTUALI REATI PENALI E DANNI ALL'ERARIO

Il Quotidiano del Sud dell'8 aprile 2015
E' in questo titolo che riassumiamo il senso del comunicato stampa diramato dalla Deputata M5s Dalila Nesci, immediatamente dopo l'articolo apparso sulle colonne de Il Quotidiano del Sud di oggi.
«Lo Stato dica al più presto quale deve essere il destino della Tonnara di Bivona, a Vibo Valentia», afferma la deputata, informando che a riguardo ha presentato un esposto, interessando la Corte dei conti e la Prefettura di Vibo Valentia affinchè  «accertino eventuali reati penali e danni all’erario».
«Lo stabile – continua la parlamentare, che a riguardo ha presentato un’interrogazione già nel dicembre 2013, ancora senza risposta dal governo – doveva diventare museo del mare, con un apposito finanziamento di ben oltre un milione di euro. Attualmente non si vede nulla e al Comune mancherebbe la concessione demaniale, prevista dalla legge. Ora, come se non bastasse, è spuntata una delibera per il pagamento di un allestimento fatturato nel 2008, ma il municipio non ha mai risposto alle richieste degli estremi concessori avanzate da  Soprintendenza e Demanio».
Conclude Nesci: «Innanzi al silenzio diffuso, la magistratura accerti eventuali responsabilità. È necessario capire in virtù di quale norma e di quale titolo il bene è stato utilizzato discrezionalmente dal comune di Vibo Valentia per usi diversi da quelli previsti nei vari finanziamenti, considerato che la struttura è stata perfino utilizzata come seggio per le primarie del Partito democratico».
Non possiamo che ringraziare la Deputata Nesci per l'attenzione con cui segue la paradossale vicenda amministrativa della Tonnara di Bivona, con interpellanze ed atti come quello odierno, che in qualche modo riportano all'attenzione della pubblica opinione e dello Stato gli esiti sorprendenti della sua mancata valorizzazione.
La ringraziamo ancorpiù per averci voluto inviare copia dell'esposto inviato alla Procura ed alla Corte dei Conti, che provvediamo a pubblicare integralmente sulle nostre pagine, per lo stesso scrupolo informativo con cui seguiamo il caso. 
Per quanti volessero avere contezza solo da oggi della situazione ormai decennale che ha inferto ferite mortali alla struttura ed alle risorse male utilizzate per la sua mancata valorizzazione,  basterà seguire a ritroso i nostri scritti, le nostre denunce ed i documenti riferiti. Nel caso in cui la magistratura intenderà audirci, dichiariamo sin d'ora la nostra più totale disponibilità. Come sempre.




TONNARA DI BIVONA: IL NOSTRO BLOG CONTINUA A CHIEDERE CHIAREZZA SUL PASSATO E SUL FUTURO DEL MUSEO DEL MARE!

E così ... la paradossale vicenda che da anni ormai poniamo all'attenzione del mondo intellettuale, sociale e politico della nostra regione, in questo umile ed umido blog ...  riconquista la prima pagina delle notizie vibonesi, scalzando di posto i pentimenti di ndrina e le affrontate pasquali.
Buon segno! Adesso ne attendiamo uno di resurrezione.

Il Quotidiano del Sud - 7 aprile 2015
link diretto per lettura: http://issuu.com/portosantavenere/docs/ilquotidiano07_aprile_2015


  

mercoledì 11 marzo 2015

TONNARA DI BIVONA: IL MUSEO DEL MARE E' ALLESTITO ... MA NON SI VEDE!

Schermata dell'Albo Pretorio online del Comune di Vibo Valentia
La paradossale vicenda della Tonnara di Bivona si arricchisce di ulteriori novità amministrative, che al di là della vicenda in sè, obbligheranno gli autori di questo blog a sottoporsi a breve ad una immediata quanto accurata visita oculistica.

La nostra periodica visita e sfoglio dell'Albo Pretorio online del Comune di Vibo Valentia ha fornito un nuovo tassello per comprendere la paradossale vicenda della valorizzazione della Tonnara di Bivona.
E' online - e lo resterà per altri 10 giorni - un interessante atto amministrativo, una determina dirigenziale, con tanto di pareri di regolarità contabile e tecnica che quantifica quanto il nostro Comune ha speso per l'allestimento del Museo del Mare - Centro di Archeologia Marina presso la Tonnara di Bivona.

Sono in tutto 65.520 euro. Non è tanto ... e non è nemmeno poco. Certamente somma utile ad attrezzare un Museo di media importanza, certamente  unico nella nostra Regione!
Si, perchè siamo convinti che l'acquisto di quanto elencato nella determina, riferito ad una fattura del 2008, sia stato effettivamente fatto; siamo convinti che la fornitura sia realmente avvenuta e collaudata ... siamo altresì convinti che il Museo sia stato realizzato secondo le moderne tematiche e tecniche di allestimento didattico-museale.

Ma ... il problema è che andando a Bivona non si vede niente! Ora, non volendo minimamente mettere in dubbio i pareri di regolarità tecnica e contabile dei dirigenti comunali che dal 2010 hanno concesso la Tonnara ad associazioni, partiti e Vigili Urbani, garantendone la fruibilità pubblica per feste e vandalismi e che qualche giorno fa hanno dichiarato che nulla osta alla liquidazione delle somme dovute ... vorremmo che qualcuno rispondesse ad una sola e semplice domanda:

DOVE? 
DOVE E' IL MUSEO? 
DOVE E' POSSIBILE  
VISITARE L'ALLESTITO MUSEO ...
VISIBILE CON TANTA CERTEZZA SULLE CARTE,
MA NON A BIVONA,  
NEI LOCALI  DELLA TONNARA
IN CUI DOVREBBERO ESSERE? 

Determina Settore 5 n.182 del 5.3.2015

Determina Settore 5 n.182 del 5.3.2015
Determina Settore 5 n.182 del 5.3.2015

Determina Settore 5 n.182 del 5.3.2015

Pronti ad organizzare visite guidate, mettendo a valore quanto sin  qua realizzato da codesta amministrazione, fiduciosi restiamo in attesa di cortese risposta ...
Intanto però vi facciamo vedere come erano gli interni - e cosa vi fosse dentro - nel giugno scorso, grazie alla visita guidata organizzata per Petyx di Striscia la Notizia!

mercoledì 28 gennaio 2015

TONNARA DI BIVONA: LA SOPRINTENDENZA RILEVA IL DEGRADO DEL BENE STORICO TUTELATO ED INVITA GLI ENTI A PORRE RIMEDIO!

Tonnara di Bivona - Intonaco interno saltato per l'umidità
e vano quadro elettrico vandalicamente rubato. 
Non si è fatto attendere il primo intervento ufficiale della Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici di RC-VV sulla paradossale vicenda della Tonnara di Bivona.
A qualche giorno dal sopralluogo sollecitato da noi e dalla Pro Loco di Vibo Marina (vedi link), ne invia risultanze ed osservazioni all'agenzia del Demanio - Direzione Regionale Calabria (Via Gioacchino da Fiore 34. 88100 Catanzaro), al Comune di Vibo Valentia (Sett.3 Governo del Territorio - Piazza Martiri d'Ungheria - 89900 Vibo Valentia), alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria (Via Scylletion 1 - Roccelletta di Borgia, Borgia (CZ) ed al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - Nucleo Cosenza (Palazzo Arnone Via Triglio 2/ A).
L'atto emesso in questi giorni (MBAC-SBAP-RC - SEGR.SOPR 0000354 22/01 /2015) si rivela importante sia perchè ribadisce agli Enti che sull'immobile permane l'obbligo di tutela e di conservazione ai sensi del D.Lgs n. 42/2004, ma ancor più perchè constata e conferma la situazione da noi denunciata da tempo, ossia "(...) rilevando una situazione di degrado e di abbandono che compromette e inficia i lavori eseguiti con i finanziamenti precedenti, determinando inoltre un grave depauperamento del patrimonio storico-artistico".
La missiva rende giustizia anche allo stato giuridico, invitando l'Agenzia del Demanio ad intraprendere - di concerto col Comune "(...) a realizzare i presidi necessari a scongiurare il progredire del degrado della struttura, concordando preventivamente con questa Soprintendenza modalità e tempistica" sancendo così la titolarità della proprietà in capo alla stessa Agenzia.

E' per noi dunque importante pubblicare per intero la lettera ufficiale, anche per rendere evidente ai nostri lettori che tra i destinatari della missiva compaiono anche la Soprintendenza Regionale per i Beni Culturali ed il Nucleo Regionale di Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri, i quali in qualche modo sono sollecitati a verificare le ragioni per cui un immobile demaniale oggetto di "finanziamenti (...) erogati per la valorizzazione e la fruizione del bene culturale" versi oggi in condizioni di degrado ed abbandono, esponendo a continui atti vandalici l'immenso valore storico-culturale che custodisce.

A noi, nell'attesa di un intervento utile a ridare vita alla Tonnara, non resta per ora che intonare la strofa "a tutti li tunni 'nci circamu pirdunu" dell'antica cialoma dei nostri tonnaroti.



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