mercoledì 25 novembre 2009

AUTOSTRADA DEL MARE ... ADDIO!

La notizia che "da gennaio ci sarà una via alternativa all’autostrada Salerno-Reggio Calabria per il trasporto merci, che via mare collegherà il porto di Corigliano a quello di Catania" merita subito un commento a caldo [leggi articolo di CalabriaOra]. Perchè? Perchè rappresenta il metro esatto con cui misurare il valore dei nostri amministratori, con un risultato a nostro sfavore ovviamente disarmante e che dimostra come gli amministratori cosentini siano davvero di razza!
Nonostante possediamo un porto classificato al pari di quello di Gioia Tauro (da molti anni prima, sic!) i nostri "uomini di potere" che tanto credono nello sviluppo del porto di Vibo ... disdegnano l'ASPO, non riescono a redigere il Piano Regolatore Portuale, giocano con il Piano Integrato Portuale e da ultimo litigano con il Comandante del Porto reo di impedire "parcheggi" per il diporto. Mentre da noi si recita malamente a braccio ... gli "uomini veri" del cosentino sono riusciti a convincere il Governo che la via più breve, più sicura e più economica per raggiungere la Sicilia dalla Calabria sia Corigliano!
E' eccezionale! Anche uno ... dei nostri 80 Consiglieri Comunali e Provinciali e relativi 20 Assessori al pari dei 4 Consiglieri Regionali, il relativo Assessore ed un Capo Gabinetto ... saprebbe che la Sicilia è ad un tiro di schioppo dal nostro porto, che navigando sul Tirreno la si raggiunge più economicamente ed in sicurezza piuttosto che farlo dallo Ionio e dal Tirreno! Eppure ... proprio perchè il nostro porto deve restare un "corpo estraneo" allo sviluppo delle economie di noi tutti nessuno - e diciamo nessuno! - ha voluto sprecare una parola, un atto o un documento a favore del suo inserimento tra gli scali delle "Autostrade del Mare"!
Mentre dunque costatiamo che i nostri amministratori somigliano sempre più a dei Gadget (nenanche GRATUITI) inutili, non ci resta che fare un bell'inchino a quelli cosentini, per la loro tempra!Dopo tre anni e due governi (Prodi e Berlusconi) di tentativi per la riformulazione del bando di gara, dopo un precedente bando andato deserto per mancanza di soggetti interessati (difficile che dallo Ionio si potesse raggiungere la Sicilia con meno spese che dal Tirreno! Ndr.), con l'appoggio dei Ministri Bianchi e Mattioli, la tempra dei politici cosentini dona a Corigliano l'occasione di "poter verificare finalmente se il Porto può veramente ambire a diventare un punto di transito per le merci, un nodo di interscambio fra la strada ed il mare per i collegamenti nazionali, intracomunitari ed internazionali, una vera e propria piatta forma per la valorizzazione, la commercializzazione e la internazionalizzazione dei nostri prodotti tipici di eccellenza" (Oliverio - Furciniti).
Che tempra! 9 milioni di euro solo per poter verificare ... una teoria che il "mercato" probabilmente rifiuterà! Quale camionista sceglierà 9 ore di viaggio marittimo rispetto alle 4 autostradali? Una ipotesi in cui nessuno credeva ... ma sostenuta con vigore e determinazione si è concretizzata! Da noi invece accade il contrario: il vigore e la determinazione riescono a ridurre a chimere ... le cose concrete!
Questa è la prova provata che meritiamo di meglio ... che meritiamo l'autonomia da Vibo prima che sia troppo tardi!

martedì 24 novembre 2009

DELOCALIZZAZIONE: ONLINE IL PROTOCOLLO D'INTESA!

Credevamo di non riuscirci ma alla fine assolviamo sempre il nostro compito di documentare quanto avviene nel nostro territorio. E' dal 20 ottobre [vedi articolo CalabriaOra] che avevamo l'obiettivo di rintracciare i Protocolli d'Intesa legati alla delocalizzazione delle aziende presenti nell'area - che ormai è bene chiamare "Area Versace" - in cui ricadono i depositi costieri.
Alla fine siamo riusciti a reperire i contenuti del Protocollo siglato con il Gruppo Eni, [scarica Protocollo] che certamente sarà rappresentativo nelle linee guida, per i protocolli stipulati con le altre aziende.
Il documento è bene leggerlo per intero perchè da esso si ricavano interessanti informazioni sul controverso percorso degli anni e degli atti che ci separano dall'alluvione 2006, nonchè le modalità operative ed i propositi legati alle procedure della definitiva delocalizzazione. Ricordiamo che il Piano di Delocalizzazione si è reso necessario proprio a seguito delle nefaste conseguenze dell'alluvione e che On. Loiero, quale Commissario all'Emergenza, aveva emesso l'Ordinanza n.61, che prevedeva appunto il trasferimento delle attività dismesse o produttive dall’area interessata. Con la firma del Protocollo di intesa si è dato ufficialmente il via alle attività tecnico operative necessarie per consentire la delocalizzazione. La cosa più importante - a nostro avviso - che prevede il Protocollo è l'istituzione del Gruppo di Lavoro Tecnico, che alla luce dei dati (monitoraggio situazione, caratterizzazione delle aree, etc.) avrà il compito di presisporre uno Studio di Prefattibilità da sottoporre alla Conferenza dei Servizi. Per quanto sappiamo i lavori del Gruppo tecnico procedono speditamente e presto saranno consegnati gli esiti.
Sarà importante dunque conoscere gli esiti della caratterizzazione degli inquinanti dell'area, non solo per prevedere tempi e costi della bonifica della zona, ma anche per indicarne la destinazione futura.
E' ovvio che gli esiti della caratterizzazione determineranno in qualche modo la futura destinazione dell’area in questione (se i costi della bonifica saranno maggiori del badget previsto, per la presenza di troppi o complessi inquinanti, è da supporre che l'area sarà negata ad usi turistici).
Più certa è invece l'area dove reinsediare le attività: l'area del Nucleo Industriale di Portosalvo. Precisiamo che con la sottoscrizione del Protocollo d’intesa, si sospendono temporaneamente gli obblighi derivanti dall’esecuzione dell’ordinanza n. 61/2008 del Commissario delegato (tempi e modi della delocalizzazione obbligatoria) per i suoi sottoscrittori, fino all’adozione, completa e conforme, da parte delle amministrazioni competenti di tutti gli atti necessari a rendere effettivamente operativo il futuro accordo di programma!
Tra le righe del protocollo, estraiamo una informazione che non sapevamo. La sottoscrizione del protocollo "non costituisce in alcun modo acquiescenza agli atti ed ai provvedimenti impugnati innanzi al TAR per il Lazio nel giudizio avente R.G. n. 9883/2008 e agli atti e al comportamento assunto dalle amministrazioni coinvolte nel procedimento avviato dal Commissario delegato".In soldoni alcune (Eni e Gruppo Sensi) delle aziende soggette alla ordinanza n.61 hanno da tempo proposto un ricorso al TAR del Lazio, sospendendone in qualche modo di fatto gli obblighi!
Ci si domanda come mai l'Amministrazione Comunale non abbia percorso lo stesso iter del ricorso al TAR intrapreso dalle aziende, ritenendo essa con decisione che l'Ordinanza 61 sia stata una iattura per lo sviluppo edilizio del territorio. Eni-gmi della politica!

giovedì 19 novembre 2009

CHE CI FA QUEL CERCHIETTO DINANZI AL NOSTRO PORTO?

Abbiamo visitato ieri il sito http://www.navideiveleni.it/ realizzato da Legambiente, dedicato alla vicenda delle Navi a Perdere. Tra i suoi tanti contenuti interessanti il sito contiene la cosiddetta Cartina ODM [scarica pdf], documento che figura agli atti della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. ODM è la sigla di Ocean Disposal Management, la società dell'ingegner Giorgio Comerio.
Ci si domanda, guardando quei cerchietti tratteggiati a penna sulla cartina, se quei segni calligrafici posti nelle acque del Tirreno e dello Ionio hanno trovato una spiegazione e, in tal caso, quale spiegazione sia stata data sul cerchietto posto dinanzi la nostra costa, a poche miglia dal porto di Vibo Marina. Ovviamente una risposta ci sarà, forse anche banalissima - potrebbero anche essere i punti più caratteristici del Parco Marino della Costa degli Dei! - ma vista la provenienza della carta ed il fatto che sia già stata acquisita (e probabilmente svelata) in Commissione Parlamentare ... ci piacerebbe conoscerne gli esiti più del numero dei crocifissi che mancano nelle scuole del comune!
Qualcuno conosce il senso di quel cerchietto ed è in grado di fornirci una spiegazione?

mercoledì 18 novembre 2009

L'UFFICIO DELLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA RAMMENTA ALLA REGIONE CALABRIA ... I COMUNI IN LISTA D'ATTESA!

L'Ufficio della Presidenza della Repubblica risottopone all'attenzione della Regione Calabria la richiesta per l’effettuazione del Referendum Consultivo previsto dalla Costituzione e dallo Statuto della Regione Calabria, inviata nei giorni scorsi dall’Associazione “Rinascita” per Sibari Comune al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano!
Un plauso va agli attivi cittadini del futuro Comune di Sibari ... che con il loro costante impegno consentono anche alla nostra Proposta di Legge (al pari di quelle di Le Castella e Catanzaro Lido) per l'Istituzione del Comune autonomo di Portosantavenere di non finire "nascoste" nel cassetto delle cose da far dimenticare!
Il destino ha voluto che percorressimo assieme questa "avventura legislativa" ... e ringraziamo il destino per tanta caparbietà!
La missiva di risposta del Presidente la estraiamo direttamente dal sito dell'associazione Rinascita per Sibari, al quale vi rimandiamo per i particolari!
Che dire? Se loro ringraziano il Presidente Napolitano per l'attenzione comunque dimostrata, noi ringraziamo loro per quanto "inventano" ogni giorno!

giovedì 12 novembre 2009

SONO INIZIATI I LAVORI DI RESTAURO DEL CASTELLO DI BIVONA!

Da qualche settimana sono iniziati i lavori per il Restauro conservativo e la valorizzazione del Castello di Bivona, destinato a divenire Centro per lo Sviluppo Turistico e la Tutela del Patrimonio Culturale del Comprensorio Vibonese.

E' questo un evento da celebrare, per i molteplici risvolti positivi per la nostra comunità.

Due sono le cose per le quali dobbiamo gioire: per il semplice avvio dei lavori (che certamente offriranno l'opportunità di approfondire la conoscenza delle tanti fasi costruttive del complesso fortificato) ma ancorpiù ... perchè grazie a questo intervento la proprietà del Castello non è più di un privato ma di un ente pubblico, il comune per l'appunto.
E' ancora difficile abituarsi all'idea che quel monumento sia divenuto legalmente e definitivamente patrimonio collettivo ... faremo del nostro meglio affinchè ciò accada presto.

Non nascondiamo le difficoltà dell'impresa, tanto che le foto di ieri della Tonnara di Bivona la rivelano come "impresa impossibile".

Portoni e finestre spalancati ed aperte, barconi ed ambienti interni alla mercè della pioggia o di chiunque voglia provocare danno o furto.
Degrado che grida ... che indigna ... ma che ancorpiù ... è lì a dimostrare come concetti (o valori?) di "bene storico", "bene monumentale" o "bene collettivo" non appartengono certo alla nostra prassi amministrativa!
Così come è difficile rinvenire concetti (o valori?) di "competenza", "responsabilità" o "valorizzazione".
Accadrà lo stesso con il Castello di Bivona?
E' probabile* ...

*ci auguriamo di essere smentiti, ovviamente!

mercoledì 11 novembre 2009

INCONTRIAMOCI SABATO!

Sabato 14 Novembre 2009 ore 18,30 c/o l'ALCO - Assoc. Lavoratori Cattolici Organizzati (Ex Asilo S. Venere) di Via Emilia, si riunirà il Comitato "Verso l'Autonomia di Porto Santa Venere" per discutere sullo stato delle attività in essere e da programmare, i nuovi scenari in vista delle prossime elezioni comunali, lo stallo del DdL presso la Prima Commissione del Consiglio Regionale della Calabria. I simpatizzanti nonché naturalmente gli iscritti sono invitati a partecipare massiccimente ed attivamente.

sabato 7 novembre 2009

RISCHIO IDROGEOLOGICO E MITIGAZIONE DEL RISCHIO!

Quest'anno i risultati inediti della campagna "Ecosistema a Rischio 2009" di Legambiente dedicati specificamente alla Calabria sono stati presentati nella sede del Comune di Vibo Valentia! [scarica qui l'articolo di CalabriaOra, dal quale abbiamo ripreso la foto]
Nel comune al 100% più a rischio frane della regione (vedi alluvione 2006) ... sono stati illustrati i risultati di una indagine tutt'altro che rassicurante: il 100% dei comuni calabresi sono classificati a rischio idrogeologico dal ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane!
In questa occasione però siamo dubbiosi sul senso da dare alla scelta del nostro capoluogo di provincia: è stato un modo per indicare la città come un esempio virtuoso nelle politiche di difesa dal rischio idrogeologico o un modo per indicarla come la più rappresentativa del non fatto o del fatto al contrario?
Oppure è stato un modo per tranquillizzarne i vertici? Come dire, se tutta la regione è nelle vostre condizioni di rischio... voi non potete in alcun modo "sentirvi" responsabili di quanto accaduto! L'ipotesi del "mal comune mezzo gaudio" sarebbe paradossale. Paradossale sarebbe che Legambiente si prestasse ad un uso strumentale di tal fatta ... dopo essersi costituita Parte Civile nel primo procedimento penale sull'alluvione, oggi chiuso per non luogo a procedere (gli imputati erano Bertolaso, De Bernardinis, Anas, etc.) e che certamente sceglierà di costituirsi nuovamente tale con il processo bis (il nuovo filone d'indagine sull'alluvione del 6 luglio 2006 ha indicato gli enti locali tra i responsabili del disastro) [vedi il Quotidiano].
Ma a parte i dubbi sul senso dell'ente scelto e del fatto che non si sia approfittato del tema per stringere l'amministrazioni comunale ad un impegno concreto nel mitigare rischi idrogeologici partendo dal nuovo PSC (e ciò ha ancorpiù ridotto l'evento come una operazione conforto, una vera e propria occasione di "mitigazione del rischio penale" offerta agli amministratori vibonesi), i dati forniti sono davvero inquietanti:
L’85% delle amministrazioni che hanno risposto alle interviste ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi e nelle aree a rischio frana;
il 45% delle municipalità monitorate presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio;
il 61% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali, con grave rischio non solo per l'incolumità dei lavoratori ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni in caso di alluvione;
nel 27% dei casi presi in esame sono presenti in zone esposte a pericolo strutture sensibili, come scuole e ospedali e strutture ricettive turistiche, ad esempio alberghi o campeggi.

In sintesi i numeri del dossier Ecosistema Rischio 2009 delineano il quadro di un territorio estremamente fragile, dove sono 409 su 409 i comuni a rischio frane o alluvioni, e che puntano il dito contro uno sviluppo urbanistico e un uso del territorio e delle acque poco rispettosi delle limitazioni imposte dal delicato assetto idrogeologico e aggravati dal diffuso abusivismo edilizio. Nonostante l’80% delle amministrazioni monitorate preveda nei propri piani urbanistici vincoli di edificabilità per le zone a rischio, un sovrabbondante 85% dei comuni presenta abitazioni in tali aree. E le delocalizzazioni procedono a rilento: solo nel 7% dei casi, infatti, sono state avviate iniziative di delocalizzazione di abitazioni dalle aree più a rischio. Zero assoluto, invece, per quanto riguarda le delocalizzazioni di strutture industriali. è evidente, quindi, che questi vincoli devono essere ulteriormente rafforzati.

Qualche segnale positivo arriva dalla pianificazione dell’emergenza e dall’organizzazione della protezione civile locale. Un abbondante 77% dei comuni, infatti, ha predisposto un piano d’emergenza con il quale fronteggiare situazioni di crisi come frane e alluvioni, peccato che solo il 47% delle municipalità abbia aggiornato tale piano negli ultimi due anni (peccato non ci si sia soffermati su quello di Vibo!).
Consistente, ma ancora insufficiente, il livello di organizzazione e diffusione del sistema di protezione civile, con il 36% delle amministrazioni che hanno attivato una struttura di protezione civile attiva 24 ore su 24.
Pesa sulla diffusa esposizione della Calabria al rischio idrogeologico, inoltre, una politica di informazione alla cittadinanza frammentaria e poco consistente. Sebbene l’informazione alla popolazione su quali siano i rischi, sui comportamenti individuali e collettivi da adottare in caso di calamità e sul piano d’emergenza predisposto dal proprio comune, rappresenti una delle principali attività di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, soltanto il 22% delle municipalità intervistate è attiva su questo fronte. Ancor peggiore la situazione per quel che riguarda la realizzazione di esercitazioni: solamente un esiguo 8% delle amministrazioni ne ha organizzata almeno una nel proprio territorio durante l’ultimo anno.
Tutti i 200 corsi d’acqua della Calabria sono caratterizzati da opere di regimazione in cemento armato, dall’escavazione degli alvei e dall’edificazione lungo gli argini mentre, proprio a causa della morfologia e delle precipitazioni sempre più violente, sarebbe necessaria la presenza di una vegetazione di sponda in grado di rallentare il deflusso e di aree libere dal cemento per consentire la naturale “espansione” dell’acqua.
Si constata inoltre come i comuni della Calabria non abbiano complessivamente messo le tematiche di prevenzione di alluvioni e frane tra le priorità del loro lavoro, l’urbanizzazione di queste aree e dei versanti franosi è l’attuale politica di gestione del territorio, ponendo a rischio la sicurezza dei cittadini. Come evidenzia il dossier Ecosistema Rischio Calabria 2009, infatti, solo il 16% delle amministrazioni svolge un’efficace politica di prevenzione, informazione e pianificazione d’emergenza.

Link:
www.calabriaora.it
www.legambientecalabria.org/home/dettaglio-comunicato.asp?quale=156
www.ilquotidianodellacalabria.it

venerdì 6 novembre 2009

ORGANIZZIAMO LE SPERANZE!

E' stato un incontro molto costruttivo quello tenutosi ieri sera nella sede della Proloco di Vibo Marina. Ospite gradito il nuovo parroco Don Saverio Di Bella. Una occasione per conoscersi vicendevolmente e scambiarsi informazioni, esperienze e speranze. Tutti hanno posto in risalto le problematiche del nostro paese (che tra l'altro risulta essere la seconda parrocchia - per numero di parrocchiani - della provincia di Vibo) ed a tutti Don Saverio ha espresso la sua volontà di "riorganizzare la speranza" nel nostro paese: accoglienza, disponibilità a rendere fruibili a tutti le strutture parrocchiale, unità della comunità. "Sono nato in un paese di mare (Parghelia), sono stato parroco in un paese di mare (Tropea), ed svolgere queste nuovo impegno in un paese di mare renderà "sopportabile" ogni difficoltà".
Due mesi sono bastati per conoscere i nostri punti deboli, tutti conseguenti ad un vuoto di governo umiliante. Paradossalmente è evidente che nulla funzioni perchè ... in realtà troppi traggono vantaggio da quanto non funziona. Invertire questa prassi è possibile: anche perchè sono tante le risorse positive che esistono nella nostra comunità e nel nostro territorio. C'è tanto lavoro da fare per questa comunità "allogena", ma l'esperienza, il carattere e gli intenti del nostro nuovo parroco rivelano una grande notizia: il nostro paese, con Don Saverio, può contare su una nuova e vitale risorsa!
All'incontro era presente il neo-assessore al Bilancio G. Pacienza (socio storico della Proloco) che riprendendo la nostra tesi del "terzo" (visto che nell'area costiera risiede 1/3 della popolazione comunale, il comune deve garantire ai residenti almeno 1/3 del sue risorse economiche e di servizi) ha informato che nei prossimi giorni incontrerà Comandante dei Vigili Urbani per riorganizare la presenza dei Vigili nell'area costiera partendo dalla necessità di distaccarvi almeno 1/3 dell'intero corpo.

Impegno di buonsenso ma difficile ... anche perchè, oltre ai problemi ben noti di pianta organica, ad oggi non si sa nemmeno chi è il nostro Comandante (fino a qualche giorno fa lo era part-time - 1/7 alla settimana - quello di Lamezia) visto che l'attuale... si è trasferito ad Afragola!

domenica 1 novembre 2009

NATUZZA CI LASCIA ... UN ALTRO DISEGNO.

(ANSA) "E' morta stamattina a Mileto Natuzza Evolo, di 85 anni, nota come la 'mistica' di Paravati. La donna era nota per la sua capacita' di 'parlare' con la Madonna e con i morti. Natuzza si e' spenta a Paravati nel Centro per anziani che lei stessa aveva realizzato grazie alle offerte dei fedeli. Le e' stato fatale un blocco renale che l'aveva colpita nei giorni scorsi e che aveva aggravato una situazione clinica gia' molto compromessa."

video

Noi vogliamo ricordarla con un filmato de "La Settimana Incom", datato al 20 febbraio 1948 dal titolo "Fenomeni soprannaturali? Col sangue la donna di Paravati disegna." rintracciato sul sito dell'Archivio dell'Istituto Luce. Già all'epoca il reportage rivelò alla nazione quella piccola donna calabrese che "disegnava" con le ferite sulla sua pelle figure sacre e riportate dalla "miracolata" sopra dei fazzoletti. Oggi ci ha lasciato ... "un altro disegno".

link:
www.ansa.it
www.archivioluce.com

link

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