sabato 31 gennaio 2009

UN BELL'ESEMPIO DI.. ARMONIA!

In questi giorni nell'Aula Magna della Scuola Media si svolgono le prove del Concerto Inaugurale della "Orchestra Giovanile Provinciale di Vibo Valentia", che si svolgerà domani sera.
Visitarli è stato molto "ricaricante"! Vedere tutti quei ragazzi, che animano con il loro entusiasmo e la loro passione, quello che forse rappresenta l'unico spazio pubblico che la nostra comunità possiede è stato emozionante. Basterebbe moltiplicare esperienze aggregative come questa e la nostra città in breve sarebbe migliore!

venerdì 30 gennaio 2009

Le interessanti prospettive offerte dalla nuova legge sui porti


Il disegno di legge sarebbe anche pronto da un pò di tempo. Il problema é che, prima di presentare il nuovo testo sui porti italiani, il ministro del Trasporti, Matteoli, vorrebbe incassare la condivisione dei suoi colleghi di governo. E, Invece, il ministro dell'Economia, Tremonti, frena di fronte alla prospettiva di sostenere anche economicamente le banchine della Penisola. A non convincerlo pare sia una delle norme-chiave che il ministro Matteoli intenderebbe inserire nel suo disegno di legge relativamente al capitolo sull'autonomia finanziaria dei porti. Costretti a rincorrere da anni i concorrenti stranieri, che godono di ampia autonomia finanziaria, gli scali italiani non hanno alternativa alla cronica attesa di finanziamenti dal governo centrale. Matteoli prova ad invertire la rotta, assicurando alle autorità portuali il 3 per cento di quanto ogni anno viene raccolto e girato all'Erario. Per fare qualche numero, ricordiamo che il nostro porto, nel 2007, ha incassato dalla Meridionale Petroli e dall'Agip Petroli, la somma di 494 milioni di euro, girati a Stato e Regione sotto forma di accise.
Sarebbero soldi freschi che potrebbero essere incassati e subito investiti in strutture e infrastrutture portuali. Soldi che possono diventare rate di mutui da accendere per sostenere il risveglio dei moli. Oltretutto, la norma sarebbe una vera e propria manna dal cielo, tenendo conto che nel capitolo finanziario dedicato agli scali marittimi italiani, per la prima volta, non c'é un solo euro a disposizione per i porti.
Ma lo scoglio del tre per cento non convince il ministro Tremonti, che chiede tempo per approfondire. E così il disegno di legge Matteoli é, per ora, slittato. A quando?
Le resistenze sono molte, a cominciare dal presidente della provincia di Genova, timoroso di una rivoluzione dell'assetto attuale.

giovedì 29 gennaio 2009

QUALITA' DELL'ARIA E LA CENTRALINA COMUNALE... FUORI LUOGO!

Siamo riusciti a reperire i dati relativi al 2008 sulla Qualità dell'Aria nel nostro comune.

Finalmente sappiamo che la rete di rilevamento è composta da 4 centraline: 3 a Vibo centro (V.le della Pace, via Giovanni XXII e via Argentaria) ed 1 a Vibo Marina (via Parodi); gestite dalla Studiosma di CASALE SUL SILE (TV) per incarico del Comune di Vibo Valentia, esse sono in grado di rilevare i valori di Benzene, Monossido di Carbonio (CO), Biossido di Azoto (NO2), Ozono (O3), Polveri Sottili (PM10) e Biossido di Zolfo (SO2).
Ovviamente consentiamo a nostri affezionati lettori di scaricare in pdf sia gli esiti 2008 di Vibo centro che quelli di Vibo Marina.

Ad una prima lettura il centro città risulta più "malato" di PetCoke rispetto quello costiero!

Già, proprio così... E' proprio in città che sono stati registrati nel corso dell'anno 2008 livelli di soglia o di allarme, delle Polveri Sottili o Biossido di Zolfo!
Ma a ben leggere quei valori espressi dalle centraline del centro, confrontandoli con quelli costieri (ove maggiormente era prevedibile la presenza per il Deposito di Petcoke e la sua movimentazione, nonchè la presenza dell'Italcementi e l'immissione nell'area dei suoi combusti), scopriamo - sorprendentemente - che in quelle stesse date, nella centralina di via Parodi, i valori risultano bassissimi se non addirittura assenti. Che vorrà dire?
Premettiamo di non essere degli esperti ma la cosa qualche dubbio lo crea!
Dubbio che obbliga a riflettere: perchè le emissioni probabilmente prodotte dalla cementeria (SO2) vengono rilevate solo nel centro collinare?
Possibile che l'unica centralina collocata da noi negli stessi giorni non rilevi valori significativi?
Eppure basta una piantina geografica ed briciolo di conoscenza del territorio per dare una risposta e comprenderne i rimedi: essendo prevalente - per gran parte dell'anno - la direzione EST o SUD-EST del vento , solo le centraline del centrocittà (poste appunto a SudEst dall'Italcementi ) sono le uniche in grado di rilevarne le emissioni! E se le Polveri Sottili ed il Biossido di Zolfo, benchè distanti più di 10 km dalla fonte, raggiungono valori rilevanti nel centrocittà, quali valori segnerebbero lungo la costa se la centralina fosse posta nel giusto sito?

Nella migliore delle ipotesi, la collocazione a NORD della Italcementi dell'unica centralina (su quattro) toccataci, si giustifica solo con l'assoluta mancanza di conoscenza dei luoghi e delle sue problematiche.

Ma la migliore delle ipotesi non potrebbe essere l'unica delle ragioni.
Ora... al di là del fatto che ci rammarica notare come in alcune città ove esistono cementerie con impatto ambientale minori alla nostra i dati sulle emissioni vengono quotidianamente resi pubblici (vedi Castrovillari) su siti web istituzionali, mentre da noi per averli bisogna fare i salti mortali per richiederli e... attendere...
al di là del fatto che seppur siano stati raggiunti livelli di soglia durante il 2008 nessun cittadino ne è mai venuto a conoscenza....
al di là che i valori degli inquinanti siano a norma o meno...

al di là di tutto ciò... ci pare importante sottolineare che proprio le rilevazioni delle centraline del centrocittà impongano di non sottovalutare il problema di concretizzare un più efficace controllo della qualità dell'aria nel nostro comune, nonchè strutturarne una diversa e più puntuale informazione pubblica!
Sono proprio per i rischi a cui probabilmente è sottoposta la nostra comunità che richiedono maggiore responsabilità ed intelligenza: non si può che restare senza parole nel constatare che la centralina comunale a cui è demandato il controllo della salute dei cittadini, proprio da noi... sia stata collocata in direzione opposta al vento prevalente!
A tutela di tutti sembra necessario che l'Amministrazione Comunale riveda il posizionamento della centralina costiera! Se a tale scopo volesse per un attimo ascoltare i suoi cittadini, noi consiglieremo opportunamente di localizzandola a S. Pietro o al primo rilievo altimetrico di Contrada Libanio o comunque sottovento, a Sud/Sud-Est dalle fonti d'emissione!
Da chi vive e muore sul territorio c'è sempre da imparare.


Forse, guardando questa foto è meglio comprensibile la direzione dei fumi? Beh! Seppur datata di qualche annetto, la foto (inviataci qualche giorno fa da un nostro lettore, che ringraziamo per il dono) potrà tornare utile ai responsabili della sicurezza ambientale della nostra amministrazione per piazzare in un sito migliore l'unica centralina di cui siamo dotati !

Siamo altresì convinti della necessità di aumentare la platea degli inquinanti rilevabili, alla luce della constatazione che dal 2006 la nostra cementeria usa petcoke come combustibile e che proprio dal 2006 - stante quanto pubblicato dalla stessa Italcementi - tra le immissioni nell'aria dell'impianto vibonese compaiono anche DIOSSINE!

Avere un buon sistema di rilevamento, se non serve ad indirizzare iniziative a tutela della salute... a che altro serve?


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IL DISASTRO FERROVIARIO DI "TIMPA JANCA"
Pubblicato da: Giuseppe Addesi
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Questa sbiadita fotografia di 57 anni fa testimonia, in maniera drammatica, la più grave tragedia avvenuta nella storia di Porto Santa Venere. Neanche la guerra, da poco terminata, era riuscita a mietere tante vittime. Il tragico avvenimento é ormai caduto nell'oblio, come del resto é spesso accaduto per quasi tutto ciò che concerne la memoria storica della nostra comunità marinara.
Era il 17 novembre 1951, il giorno del disastro. L'automotrice 36 percorreva, con 70 persone a bordo, il tracciato ferroviario conosciuto come "Pizzo-Porto S.Venere-Monteleone-Mileto", nato il 2 luglio del 1917 quando ancora Vibo Valentia era denominata Monteleone e Vibo Marina si chiamava Porto Santa Venere.
Quel giorno c'erano passeggeri di un pò tutti i paesi: Mileto, Francica, S.Costantino, Vibo. La "littorina" correva alla velocità di 70 km. orari, tanto per quei tempi, quando il capotreno Carmelo Pisano e il macchinista Giuseppe Scicchitano videro improvvisamente cedere l'ultima arcata del ponte "Ciliberto", tra Pizzo e P.S.V. La littorina, con il suo carico di vite umane, precipitò nel vuoto da un'altezza di 18 metri. Nove persone morirono sul colpo, altre due sarebbero morte in seguito alle ferite riportate, altre 40 rimasero ferite in maniera più o meno grave. Quella tragedia determinò anche la fine della linea ferroviaria. Il ponte non venne più ricostruito e la società "Mediterranea", concessionaria della tratta, istituì un servizio di trasporto su gomma Vibo Marina-Mileto.
Nel 1963 il governo decise di chiudere e smantellare il tracciato ferroviario che, in base ad un progetto rimasto sulla carta, avrebbe dovuto congiungere Vibo Marina a Soverato, attraversando le Serre.
Quello di Timpa Janca può essere, in qualche modo, considerato un disastro annunciato, in quanto l'incuria, l'abbandono, la scarsa manutenzione, in un contesto idrogeologico fragile, che avrebbe richiesto importanti interventi di messa in sicurezza, furono tutti elementi che favorirono sicuramente le condizioni per il verificarsi della tragedia. Un campanello d'allarme era già suonato il 27 ottobre del 1927, quando il treno diretto a Porto Santa Venere, gremito di viaggiatori, giunto nei pressi della stazione di Longobardi, per poco non era stato investito da un enorme macigno staccatosi dal costone e precipitato sulla linea. Solo la prontezza di riflessi del macchinista riuscì ad evitare, in quell'occasione, una strage. Era forse un segnale importante, che avrebbe dovuto suggerire l'adozione di decisi interventi strutturali e invece nessuno se ne sarebbe curato e, questo, fino ai nostri giorni.
C'é un filo invisibile che unisce il disastro di Timpa Janca del 1951 con le tragiche conseguenze dell'alluvione del Luglio 2006. Oggi sono in molti ad auspicare il recupero di quel meraviglioso tracciato panoramico, che rappresenta uno dei luoghi naturalisticamente più suggestivi del nostro territorio.

martedì 27 gennaio 2009

ANDARE AVANTI ANCORA: NON C'E' ALTRA SCELTA!

Carissimo Antonio,
sono anch’io molto dispiaciuto per non essere riusciti a salvare il pescareccio "Vega II", un guscio di legno antico simbolo della della marineria di Vibo , una figura cara del nostro porto segnata dal tempo e dal tanto lavoro in anni di guerra e di pace. Mi chiedo se sia stato fatto tutto per salvare questa volta il “Vega II” in una Calabria ove ogni cosa semplice può divenire complicata. Ancor più mi domando quanta educazione alla salvaguardia dei beni culturali,voglia di partecipazione, carica emotiva sia rimasta ancora in noi cittadini e soprattutto nei nostri ragazzi.
E’ un periodo ancora difficile per Vibo Valentia e Vibo Marina, in tanti settori. Chi si è poi assunto il difficile compito di amministrare a vario titolo questo territorio costiero, bellissimo e pieno di speculazioni, non vive in sintonia con la gente, non ascolta spesso le sue segnalazioni e le sue aspirazioni da cui potrebbe trarne conoscenza e forza; sembra distratto o si dichiara di “non competenza” quando si prospettano interessi che riguardanti la collettività intera, la cultura, l’ambiente, l’etica, il futuro di una città. Sicuramente tu come singolo e con le Associazioni la tua parte l’hai fatta, in pieno e fino in fondo, con coraggio ed onestà, ricerca ed intelligenza, impegno puntuale e disinteressato ed in molti campi d’interesse sociale. Di questo mi sento di doverti ringraziare, vedendo in te un vero cittadino aperto al mondo che vuole anche bene alla sua Calabria ed al suo paese. Non c’è comunque altra scelta che andare avanti ancora, controcorrente, insieme a coloro che ancora credono nella cittadinanza attiva e nel valore dell’etica, attenti ai bisogni della gente ed al valore dei beni comuni. Consapevoli che non tutte le iniziative andranno in porto e che vi è necessità di preparare dei giovani di talento alla politica, continuiamo a credere che un mondo diverso è possibile ed anche Porto Santa Venere nuovo comune. È auspicabile. D’altro canto sappiamo che alcune serie battaglie sono state vinte.
Con affetto e stima Enzo

domenica 25 gennaio 2009

BENECOMUNE... MALE COMUNE!

Ora il VEGA II è distrutto... ogni giorno che passa ne traforma la sorte nel paradosso del nostro essere qui, ora, impontenti.
Noi intendevamo recuperarlo: a costo zero avremmo donato alle future generazioni un "monumento della cultura marinara". Il privato lo donava, un'azienda di rimessaggio l'avrebbe trasportato gratuitamente, un azienda di autogrù l'avrebbe gratuitamente tolto dall'acqua e riposto nell'area dinanzi alla Tonnara di Bivona. Oggi VEGA II è distrutto solo perchè il comune non lo voleva in quell'area. O meglio... solo perchè l'assessore di turno ha scelto di non volerlo in quell'area; ha scelto di non ascoltarci! Ma questa è la nostra sorte da sempre, e l'ascolto è dovuto solo agli amici degli amici. Altro che "benecomune"!
Poco importa constatare che non siamo amici di costoro, ne abbiamo sperimentate in questi anni le cariche... ideali.
Dispiace però scoprire che quanti credevamo persone fuori dal comune si siano rivelati parimenti.
Ad esempio, se fossimo stati il mastro d'ascia incaricato del definitivo taglio... avremmo fatto una sorta di "obiezione di coscienza" ad eseguirne la distruzione... ne avremmo ritardato l'avvio per qualche tempo, adoperandoci fino all'ultim'ora per salvarlo da quella sorte.
Dispiace che ciò non sia accaduto! Rimane l'amaro in bocca a sentirlo parlare di storie del mare, pescatori e padroni di barca!
Per fortuna c'è il nostro caro Roberto che è ruscito stamani a scriverci sopra un articolo su questa paradossale vicenda; quel pezzo di giornale fissa nella storia quanto si possa essere consapevolmente sordi al "benecomune", sia a monte quanto a mare.

sabato 24 gennaio 2009

PIANO PIANO... PIANO SU PIANO!

E' opinione diffusa ormai che la morte che ha percorso le nostre contrade il 3 luglio del 2006 è ormai lontana.
E' opinione diffusa che la giustizia, identificando come responsabili del suo passaggio solo gli "stranieri" a cui spettava lanciare l'allarme con qualche ora d'anticipo o effettuare la manutenzione della Statale18, al chilometro 434, abbia scagionato i vibonesi.
L'opionione che la morte non passerà più da qua si è così diffusa... che sulle colline vibonesi, lungo fossi, torrenti e aree alluvionate si è ripreso a costruire, lottizzare, cementare, sbancare.
E' una opinione più che accreditata ormai che basti un pezzo di carta firmato (che attesti che il nuovo cemento è "conforme" al PIANO VERSACE) per rimuovere il rischio del passaggio della morte.
E' opinione diffusa altresì che il PIANO VERSACE (dopo 4 anni attende ancora di essere finanziato) non esista più, diluitosi sulle scrivanie dei vari enti compententi. Niente più rende quel Piano un Piano. Attestare la conformità al niente è dunque sempre semplice... esonera tutti da ogni responsabilità! E così non resta che guardare increduli i tanti operai dell'ANAS puntellare la Statale con cemento e gard-rail, mentre fermo al semaforo del senso alternato, osservi in basso la città che PIANO su PIANO rimuove ogni commissariamento!

mercoledì 21 gennaio 2009

BILANCIO 2008 IN CHIAROSCURO PER IL NOSTRO PORTO...

Dal consuntivo del 2008, presentato recentemente alla stampa dalla Capitaneria di Porto, emerge che, nel corso dell'anno appena trascorso, sono entrate nella nostra struttura portuale 23o navi, con un decremento del 4,2% rispetto all'ann0 2007 (fonte:il Quotidiano di Calabria) o con un incremento di uguale valore percentuale (fonte: Gazzetta del Sud). Leggendo la stampa locale citata, non si riesce quindi a capire se le cose, prendendo come paramentro il numero di navi, siano andate meglio o peggio dell'anno precedente. Ma, a parte il balletto di segni algebrici sul raffronto con l'anno precedente, un dato viene citato in maniera univoca da entrambre le testate: nel 2008 sono arrivate 230 navi. Il che vuol dire che ci sono stati, mediamente, 135 giorni in cui nel porto di Vibo Marina non é entrata neanche una nave!
Inoltre, continua il resoconto, nel 2008 sono state sbarcate 911.359 tonnellate di merci, prevalentemente prodotti petroliferi, con una riduzione del 9,4% rispetto al 2007.
In positiva tendenza risulta, invece, l'export di prodotti industiali, con un significativo aumento del 3o,2%.
In crescita anche il servizio passeggeri, che ha visto un movimento di 36.266 persone, specialmente da e verso le Isole Eolie, con un aumento del 6,7%.
E' utile soffermarsi su quest'ultimo dato per chiedersi se non é proprio nel servizio passeggeri che bisogna puntare per cogliere una possibile occasione di sviluppo.
Il nostro porto rappresenta una porta aperta posta al centro del Mediterraneo, ma tutte le navi-passeggeri che effettuano crociere mediterranee hanno i medesimi approdi per quanto riguarda i porti italiani: Genova, Napoli, Palermo.
Perché non provare ad inserire anche il nostro porto tra le mete delle navi da crociera, con l'ntento di far riscoprire il patrimonio storico, artistico e paesaggistico della nostra terra e dare un impulso formidabile alla nostra struttura, ad oggi sottoutilizzata e male utilizzata rispetto alle sue potenzialità?

lunedì 19 gennaio 2009

E COSI' FINISCE... DISTRUTTO UN ALTRO MONUMENTO DELLA NOSTRA CITTA'

Questo è un post che non avrei mai voluto pubblicare! E' però necessario farlo per testimoniare ora e per sempre fin dove può giungere la cecità, l'incultura e l'arroganza. Il VEGA II viene distrutto e con esso si dilegua quanto ancora restava della mia "passione" civile! Il VEGA II è morto...
A. Montesanti

venerdì 16 gennaio 2009

SPERANZA: CHI DENUNCIA, PER 10 ANNI, NON PAGHERA' ALCUN TRIBUTO COMUNALE!

"Il Consiglio comunale di Lamezia Terme decidera' presto l'esenzione da tutti i tributi locali, per dieci anni, per gli imprenditori che collaborano con la giustizia".

E' quanto annunciato dal sindaco di Lamezia Gianni Speranza nel corso dell'incontro che si e' svolto nella nuova sala riunioni del comune inaugurata ieri alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Speranza ha ricordato al capo dello Stato che il Comune si e' costituito parte civile, insieme all'associazione antiracket, in tutte le cause di mafia ed estorsione ed ha riferito che il Tribunale di Catanzaro ha stabilito di concedere all'Amministrazione comunale lametina "una cifra di risarcimento record, ben cinque milioni di euro, con la possibilita' che lo Stato anticipi fino ad un terzo appena la sentenza verra' depositata".
Lamezia Terme (AGI) 16 gennaio 2008

Riprendiamo la notizia perchè nei quotidiani nazionali e locali l'importante impegno del Sindaco Speranza non ha trovato spazio alcuno. Peccato, ma non tutto è perso... noi la rilanciamo... per ricordare a tutti noi che anche nella nostra triste realtà è possibile, se lo si vuole, compiere gesti coerenti, in grado di rendere migliori le nostre città!

mercoledì 14 gennaio 2009

ITALCEMENTI: QUANDO UNA FABBRICA DIVENTA SIMBOLO DI UNA COMUNITA'!

Qualcuno pretende di "incasellare" la nostra attenzione alla vicenda PetCoke come una avversione pseudoambientalista alla presenza dell'Italcementi. Non è così. Riteniamo la cementeria una costante occasione di lavoro e sviluppo, di crescita e di sostegno alla fragile economia della nostra comunità.
L'Italcementi è diventata ormai il simbolo della nostra città, ne siamo tutti coscienti.
Già, è proprio così: il SIMBOLO!
Non vi è quindi nulla di anormale nel pretendere da tale "simbolo" una maggiore attenzione alla salute dei suoi operai, della città e dell'ambiente in cui riveste tale ruolo. E' nelle sue possibilità!
In passato la fabbrica ha svolto una notevole "mission sociale" e siamo convinti (ne abbiamo fede) debba svolgerla anche per il futuro. Oggi però ci aspettiamo che riscopra questo suo ruolo "simbolo", prestando più attenzione alle vite che le vivono intorno.
Già, la Vita... è un valore che nelle chiese è ancora possibile respirare. Non è un caso che la presenza simbolica della fabbrica raggiunge il suo culmine rappresentativo nella nostra nuova chiesa.
Entrando in essa, non sfugge allo sguardo la presenza due grandi mosaici che ondeggiano sulle pareti laterali dell'altare; se indirizzate la vostra attenzione al mosaico dedicato alla Madonna del Rosario vi consigliamo di fare attenzione alla finestrella posta in alto a destra. E' proprio in essa che simbolicamente vedrete spuntare una ciminiera.
Sorpresi? Si? Già... dalla finestrella è possibile vedere sullo sfondo uno scorcio del nostro porto ed in primo piano... la ciminiera fumante dell'Italcementi, assurgere al ruolo i rappresentazione simbolica della "nostra" comunità!
Certo, oggi quella ciminiera non esiste più, abbattuta lo scorso anno insieme alle altre... eppure, la nostra comunità, nel costruire il suo nuovo Tempio di fede, ha scelto simbolicamente di rappresentare la fabbrica nel mosaico che mostra la Patrona della città ai suoi fedeli!
Se questo non è un simbolo! Lo è a tal punto che la nostra comunità ha scelto di rappresentarlo nel luogo in cui celebra il valore della vita.
Ed allora?
Non è solo un atto di fede attendersi da essa, sempre e comunque... la più grande attenzione verso la salute di una comunità che la "venera" a tal punto?
Non crediamo che tale presenza sia stata altrettanto simbolicamente rappresentata in altre comunità italiane, presso le quali l'Italcementi ha sede: è un atto unico... di fiducia e responsabilità, che mostriamo con orgoglio. Sfidiamo chiunque a rintracciarne uno simile! E' un atto di fede e non un atto di sottomissione. Per questo auspichiamo un migliore trattamento per noi ed i nostri figli.
Ed allora? Non resta che augurarsi che ogni responsabile aziendale trascorra quotidianamente un minuto di riflessione presso il nostro Tempio, volgendo lo sguardo a quella finestrella!

domenica 11 gennaio 2009

METTIAMO FINALMENTE LA TESTA... ALLO SVILUPPO PORTUALE!

Un’Azienda Speciale camerale (A.S.PO.) per gestire e programmare il futuro sviluppo del sistema portuale vibonese. È questa la proposta lanciata dalla Consulta Economica Portuale Santa Venere alla Camera di commercio di Vibo Valentia (individuato dalla legge come soggetto attuatore) - col coinvolgimento di tutte le istituzioni locali (Comune, Provincia, Regione, Csi e associazioni di categoria) - allo scopo di promuovere, partendo dal porto di Vibo Valentia, nuove politiche di rilancio per l’attività portuale e marittima di tutta la nostra provincia.
La proposta si prefigura come la più seria, concreta ed attuabile, tra le tante avanzate in questi anni. Non è un caso che nasca da chi vive ed opera nel territorio costiero. Il nodo che affronta è emblematico: il governo della risorsa porto. E' un pò come la nostra proposta di autonomia comunale che in soldoni nasce per affrontare i guasti del territorio, proponendo l'istituzione di un nuovo ente a governo della nostra grande area urbana. L'analisi porta a rilevare un pericoloso vuoto di governo? Se ne propone la soluzione guardando le esperienze che altrove hanno risolto positivamente tale vuoto. Anche l'ASPO di Vibo Valentia costituirà l'occasione ottimale. Si tratterà solo di poter istituire un organo di gestione molto più vicino alla realtà locale, dotato di quel pragmatismo necessario all’azione di rilancio e di governance che essa richiede, che è la stessa normativa che istituisce le autorità portuali su territorio nazionale, la legge numero 84 del 28 gennaio 1994 prevede. Chi affermava che nelle frazioni costiere non vi siano "teste pensanti" oggi viene clamorosamente smentito. E' da qui che parte la proposta più efficace, indirizzata all'ente camerale. Al no secco ai sotterranei tentativi di far assorbire il nostro porto nell'Autority gioiese vi è una proposta seria, in grado di governare il presente ed il futuro.
Niente di astruso o di irrealizzabile quindi. La mission principale dell’A.S.PO. sarà quella di mettere in rete tutte le strutture portuali e marittime della provincia di Vibo intendendole come un unico “Sistema Portuale”, in cui ogni porto assumerà delle proprie caratteristiche a livello commerciale, nel rispetto del ruolo che il panorama produttivo locale e sub-regionale ha attribuito (o attribuirà) al singolo porto. Equilibrio e sinergia per diversificare le attività marittime e portuali del territorio dunque. Da esperienze già avviate in Italia nei porti di Chioggia, Agrigento , o Monfalcone , è stato dimostrato come attraverso l’ASPO sia possibile evitare il declino di un porto gestito dallo Stato a livello centrale (senza cioè una struttura locale di gestione) come avviene ad esempio con le Autorità Portuali.
In sintesi, ciò che si chiede è di far cogliere le enormi potenzialità di questo strumento, unicamente al servizio del territorio, ai diretti interessati. L'invito è rivolto soprattutto nei confronti della Camera di commercio di Vibo Valentia, perchè grava su di sé l’ardua funzione di soggetto promotore ed attuatore del progetto. Un ruolo che richiederà convinzione, tenacia e perseveranza nei confronti della politica locale - ma anche di quella regionale e nazionale - nella piena convinzione di costruire il futuro del territorio con le proprie mani.
Ottima iniziativa! Bravi, amici della Consulta Economica Portuale Santa Venere! Mettere una "testa pensante" ad un corpo ancora sano è sempre la soluzione ai problemi ed anche noi faremo di tutto affinchè questa soluzione venga presa in seria considerazione dalla sempre più esanime politica vibonese!

giovedì 8 gennaio 2009

L'EROSIONE RIMOSSA... AL PARI DELLE RESPONSABILITA'.

Uno dei nodi più dolenti del governo del nostro territorio è senz'altro quello legato agli interventi che si realizzano "sul giardino del mare", per parafrasare uno slogan tanto caro ai monteleonesi.
Si progettano e realizzano a suon di contanti "lungomari", "pennelli", "barriere" e riqualificazioni pensando più al giardino che al mare... scontrandosi immancabilmente con l'assoluto rapporto con i luoghi, l'assoluta superficialità metodologica, l'assoluta sottovalutazione delle problematiche legate alle "relazioni" dell’intera costa con il movimento delle correnti marine.
Eppure l'approccio a tali problemi in questi anni è radicalmente mutato. Qualche decennio fa, le barriere venivano costruite basandosi solo su modelli matematici, ad esempio direzione del vento e dell’onda più distruttiva (mareggiata). Poi si passò ai modelli fisici in 2D; oggi si lavora in 3D (vedi le esperienze del Politecnico di Bari, dove si è costituito il LIC - laboratorio di ingegneria delle coste italiano - uno dei pochi in Europa che lavora in 3D).
Il modello 3D ricostruisce in scala i tratti di costa in cui realizzare gli interventi: per esempio sono stati ricostruiti 900 metri di litorale di Marina di Massa, compresi pontile e strada litoranea, riproducendo poi l’evento di una mareggiata tramite generatori posti a fine vasca.
Lo studio del comportamento del modello serve per migliorare la opere di difesa che in quel tratto sono abbondanti.
Da noi lo studio delle correnti è fermo al “modello matematico cartaceo”, e le correnti che si conoscono bene sono solo... quelle partitiche.
Il risultato è ben evidente, paradossale ed inquetante.
Di esempi recenti se ne possono citare a iosa, basti pensare alla sabbia ed all'acqua di mare che una sola mareggiata stagionale, la prima e finora unica, ha depositato su via Emilia e sul Lungomare dei Bidoni (depositi costieri).
Si costruisce ancora vicino al mare dimenticandone l’esistenza, così, tra una dimenticanza e l’altra, si rimuove quotidianamente il grande problema dell’erosione costiera.
Una dimostrazione di ciò è quanto è oggi visibile nella Piazza (?) Capannina, oggetto due anni fa del primo lotto di lungomare.
Gli esiti di quell’intervento sono emblematicamente riassunti dalle foto che pubblichiamo oggi.


Piazza transennata per PERICOLO DI CROLLO;

mare che lambisce e SCAVA pericolosamente sotto l'asfalto,

spiaggia scomparsa DEFINITIVAMENTE con una sola mareggiata.

E siamo solo all'inizio...
la voragine sotto l'asfalto si allarga quotidianamente e gli stessi piloni di cemento armato stanno irrimediabilmente sgranandosi, lasciando a bella vista ferri e rugine.
Se pensiamo che gli stessi progettisti di quell'intervento a breve realizzeranno il Piano Regolatore del Porto, esprimeranno pareri sulle opere strutturali per la sua messa in sicurezza ed ancor più, realizzerano tra breve il tratto di lungomare più soggetto alle mareggiate, quello posto nei pressi di Villa Gagliardi... c'è poco da stare allegri e tranquilli.
Sinceramente... sappiamo che nessuno pagherà per il crollo imminente di Piazza Capannina, però sincerarsi che ciò non ricapi altrove... è dovere di tutti!

lunedì 5 gennaio 2009

GUARDIAMO IL BUCO NERO... DELLA COSCIENZA DEI NOSTRI AMMINISTRATORI!

Ed anche l'ultima nave è partita... lasciandoci in regalo altre 22.000 tonnellate di PetCoke sulla nuda terra di contrada Candrillo di Portosalvo. Oltre 43.000 tonnelate in 3 mesi non sono poche!
In Italia tutti i depositi in cui il PetCoke è poggiato sulla nuda terra sono stati posti sottosequestro dall'autorità giudiziaria e sbloccati solo dopo essere stati messi in sicurezza (impermeabilizzazione, controllo delle acque, copertura per impedire lo svolazzamento delle polveri, etc.)... in Italia. Da noi, nella frazione costiera di un comune noto al mondo col nome di Vibo Valentia, pare che gli uffici tecnici degli enti locali o regionali, non sappiano nemmeno dove sia collocato geograficamente quel deposito. Poco male, perchè pare che anche le carte che ne autorizzano la destinazione e l'uso a deposito per il PetCoke non si trovino. Eppure quel deposito, al contrario della DESERT SERENITY, non ha un motore, ergo resta e resterà sempre lì immobile, in attesa del prossimo sbarco.
Noi, trattenendo il respiro per non inalarne le polveri sottili, possiamo fare qualcosa ... per aiutare a localizzarlo?
Beh, si! Grazie ai potenti mezzi del web possiamo, utilizzando Google e Virgilio (entrambi è il massimo della precisione), segnalarne la sua precisa collocazione: basterà seguire le indicazioni stradali per raggiungerne l'ingresso.
Per quelli che non amano nascondersi dietro un dito consigliamo la visione di Virgilio Mappe, cliccando sull'opzione Aerea... utilissima a comprendere come quel sito sia un BUCO NERO degno dell'inferno, posto nel pieno di un Paradiso ambientale!


Google Maps

Visualizzazione ingrandita della mappa


Virgilio Mappe
Virgilio Mappe

sabato 3 gennaio 2009

ALL'OMBRA DELL'ULTIMO SOLE

L'11 gennaio 1999 Fabrizio ci lasciava. A dieci anni dalla morte, sono moltissime, in tutta Italia, le iniziative in programma per ricordare la figura di uno dei più grandi e più profondi cantautori italiani. Verrà rievocato il De André musicista, anarchico, poeta.
Ma quello che a noi piace ricordare é la sua lunga permanenza a Porto Santa Venere.
Nel 1986 Fabrizio salpa con la sua barca, la "Jamin", per un viaggio nel Mediterraneo. Nel mese di agosto di quell'anno giunge nel nostro porto, dove getta le ancore lontano da occhi indiscreti. Con il suo carattere schivo e riservato, preferiva stare in disparte, evitando interesse e curiosità. Ma quello della "Jamin "nel nostro porto non fu semplicemente uno "scalo tecnico", in quanto De André vi sostera' con la sua barca per diversi mesi. Usata come base logistica per le serate che la sua compagna, Dori Ghezzi, aveva in programma nei diversi centri della nostra costa, la barca rimarrà a Porto Santa Venere per un lungo periodo, anche diversi mesi dopo il periodo estivo. Lui rimaneva da solo in barca con la sua chitarra e ci piace immaginare che dal nostro mare, dal nostro cielo e dalla nostra collina abbia potuto trovare ispirazione per scrivere qualcuna delle sue indimenticabili canzoni.
Vogliamo ricordare quell'incontro con una sua frase : " Meglio essersi lasciati che non essersi mai incontrati".
Molte vie e piazze sono state intitolate, da parte di Comuni di tutta Italia, a Fabrizio De André.
Il nostro desiderio é che, un giorno, anche il Comune di Porto Santa Venere gli possa intitolare una strada a ricordo di quella sua gradita presenza presso di noi.

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