lunedì 30 giugno 2008

POSITIVA... MENTE!

Oggi, all'interno di un ufficio, sono stato fermato da uno dei tanti genitori che il 28 hanno assistito al saggio finale dei loro figli, organizzato da Tommaso e che al termine... quasi increduli, hanno assistito al resoconto dell'attività del Comitato ed alla proiezione delle "Ragioni del SI" all'autonomia.
Una convinta stretta di mano è bastata a presentarci:
"Complimenti - ha esordito - non mi aspettavo questi risultati, nè tante persone che s'impegnavano con passione! Comincio a credere che questa volta ce la faremo!".
Quel "ce la faremo" indica chiaramente la sua condivisione ed il suo sentirsi partecipe. Ho ancora negli occhi il suo sguardo e la sua inattesa fiducia; una persona che non conoscevo, eppure che si sentiva già pienamente coinvolta!
Questo è piccolo episodio che mi piace raccontarvi... perchè rende pienamente l'idea di quanto siamo sulla strada giusta...

UNA GIORNATA DIDATTICA

Prima di andare a fare un tuffo al mare, corre l'obbligo di pubblicare alcuni fotogrammi della giornata di ieri!






venerdì 27 giugno 2008

LA MARATONA CONTINUA

Domani sarà certamente una giornata "piena"! Piena di lavoro, impegno... piena di contatti, informazioni... piena di divertente accoglienza per quanti vorranno essere informati sulla nostra attività.
5 mesi. 6 mesi...
Qualcuno all'inizio diceva che sarebbe stata una gara di resistenza, una "maratona" non certo i "100 metri", giusto per usare un esempio olimpico.
Non aveva torto.
L'esempio a pensarci bene è sempre più azzeccato. E non soltanto riferendosi al lungo e faticoso percorso; anche l'esempio legato al numero dei partecipanti a quel tipo di gara, calza: nelle gare di velocità corrono in 8 o 9, veramente in pochi... nelle maratone no, corrono in tanti, anzi... tantissimi, e nella loro corsa coinvolgono davvero un'intera città! Mentre noi inventiamo momenti di partecipazione autofinanziate, non dimentichiamo che finanziamo anche la partecipazione... strategica, nota come "Vibofutura2015"! Nello scaricare la pagina del giornale noterete anche un articolo dedicato ai prossimi appuntamenti dell'evento, dal titolo Il Comune invoca la partecipazione... così, per facilitare la partecipazione a nuovi spettatori divulghiamo le date degli incontri dei Gruppi di Lavoro (in neretto quelli che si svolgeranno a Porto Santa Venere), anche perchè nel loro sito web queste dritte ancora non ci sono.
  • Domani, ore 9.00-14.00, piazza Municipio, "Info Point ViboFutura 2015".
  • 29 giugno, ore 17.00- 21.00, Vibo Marina, Lungomare,"InfoPoint Vibo-Futura 2015".
  • 2 luglio, ore 20.00-22.00, Castello Svevo,"Open Night ViboFutura 2015" (??? - Sarà una festa? con bouffet e strette di mano?).
  • 3 luglio 2008, giovedì ore 10.00 - 12.00, Vibo Valentia, Palazzo delle Accademie, Gruppo di lavoro tematico "Turismo e promozione culturale"; ore 12.00- 14.00, Palazzo delle Accademie, Gruppo di lavoro tematico "Servizi sociali e sanitari";17.00-19.00, Palazzo delle Accademie, Gruppo di lavoro tematico "Filiera metallurgica".
  • 4 luglio, ore 10.00-13.00,Vibo Marina, Albergo Cala del Porto, Gruppo di lavoro tematico "Porto e servizi per la mobilità"; dalle ore 15.00 alle 17.00, Vibo Marina, Albergo Cala del Porto, Gruppo di lavoro tematico "Filiera Agroalimentare".

Noto che il 3 luglio (data ormai per noi indimenticabile) l'equipe di consulenti, amministratori, imprenditori turistici, promotori culturali, sociali e sanitari, nonchè metallurgici... hanno pensato bene di stare al sicuro sul monte, ben al riparo nel Palazzo delle Accademie...
"Non si sa mai! Se proprio dobbiamo scendere sulla costa" - avranno all'unanimità pensato toccandosi - "meglio scenderci il 4 luglio!!!"
Beh! Poco furbetti... considerando che la messa in sicurezza della collina e dei torrenti non si è nemmeno ipotizzata e che il rischio idrogeologico è maggiore del 2006 per i nuovi permessi a costruire concessi sui fossi... pensano che non bisognerà toccarsi anche domani... ed anche il 4? e il 5? e il 6? e il 7? e l'8? e il 9? e il 10? e l'11? e il 12? e il 13? e il 14? e il 15? e il 16? e il 17? e il 18? e il 19? e il 20? e il 21? e il 22? e il 23? e il 24? e il 25? e il 26? e il 27? e il 28? e il 29? e il 30? ed il 31?...

mercoledì 25 giugno 2008

OGGI IL PREFETTO DI VIBO VALENTIA HA RICEVUTO IL COMITATO!

Si è svolto nel migliore dei modi il primo incontro tra il Prefetto di Vibo Valentia dott. Ennio Mario Sodano ed alcuni rappresentati del Comitato “Verso l’Autonomia di Porto Santa Venere”.
E’ stato lo stesso movimento a richiedere l’opportunità di un primo approccio di conoscenza sui temi legati all’attività del Comitato a sostengno delle comunità costiere e della proposta di legge regionale Censore che istituisce il nuovo comune di Porto Santa Venere, ritenendolo un ulteriore segno per ribadire la corretta prassi istituzionale con la quale il Consiglio di Rappresentanza del movimento intende caratterizzare ogni sua azione..
Ringraziamo il Prefetto per aver accolto la nostra richiesta di incontro. Abbiamo avuto modo di rappresentare lo stato dell’iter legislativo della proposta Censore” – affermano i rappresentanti del Comitato – “ed il percorso valoriale che intendiamo percorrere per realizzare il “sogno” di un nuovo assetto amministrativo in grado di colmare quel “buco di governo” nell’area costiera che di fatto è un ostacolo al decollo economico e sociale di tutti i centri costieri della nostra provincia”.
Il Prefetto ha rilevato come la proposta oggi si inserisca nel complesso contesto di riordino degli enti locali ed enti intermedi, in cui la necessità di realizzare bilanci economici virtuosi obbligherà al loro accorpamento o soppressione, ma – ha aggiunto – potrebbe avere maggiore praticabilità se integrata in una proposta complessiva di riordino dell’assetto amministrativo dei comuni della provincia vibonese.
In effetti noi da tempo affermiamo” – continua il Comitato – “che la costituzione del nuovo Comune di Porto S.Venere potrebbe rappresentare una valida premessa per giungere, in un futuro prossimo, alla creazione di un grande centro costiero, forse il più importante della Calabria, mediante la fusione con gli altri comuni contigui, come Pizzo e Briatico, così come solo accorpando a Vibo i tanti comuni collinari vicini potrebbe realizzarsi una città capoluogo in grado di esercitare in pieno ed omogeneamente il suo ruolo territoriale.”
Positivo dunque il risultato dell’incontro, al quale certamente ne seguiranno altri.
Ne siamo certi – concludono i suoi rappresentanti – sia per la disponibilità dimostrataci ma, ancor più, perché abbiamo intenzione di fornire presto al Prefetto una esaustiva quanto determinante risposta al quesito finale che ci ha posto, e che per noi rappresenta quasi un’entusiamante sfida:
dimostrare che un nuovo comune può anche nascere da un comune che non funziona!

domenica 22 giugno 2008

CASTELLO DI BIVONA: UNA NEWS DI 17 ANNI FA INCASTRA I COLPEVOLI!

Tra il 1990 ed il 92 la Soprintendenza Archeologica della Calabria realizzò una serie di indagini sull'area immediatamente accanto al Castello di Bivona.
Un gruppo di cittadini difese quell'area dalle ruspe del Nucleo Industriale convinti che quanto era nascosto sotto pochi metri di terra avrebbe dato una svolta alla storia dell'area costiera. Quanto rinvenuto era davvero eccezionale e gli scenari che sia aprivano erano inimmaginabili.
Da allora tante promesse ma nessun fatto! Non si era riusciti a reperire nessun soldo per riprendere quegli studi, valorizzare quell'area ed il suo Castello, tant'è che oggi ricade ancora nell'area soggetta al Nucleo Industriale.

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Spesso mi rispondo ironicamente "Se questo castello fosse stato a monte oggi non sarebbe in questo stato!", il bello è che son certo sia così un pò per tutto... con quello stato d'animo penso alle nostre risorse storiche, alla nostra condizione urbanistica, alle priorità ambientali, alle nostre relazioni.
Nonostante il "pessimismo" storico, tre anni fa siamo riusciti in qualche modo, coinvolgendo persone di cultura, a dotare quell'area di un finanziamento di 1.450.000 euro (cliccka per ulteriori particolari) utili ad avviarne la valorizzazione. Risultato? Quei soldi furono sorprendentemente assegnati, ovviamente da spendere dietro la predisposizione di un progetto di recupero da parte dell'ente locale. Come è finita? L'intervento non interessa a nessuno e così quei soldi si perderanno a dicembre. E' un pò come uccidere definitivamente il nostro futuro! Chi doveva intervenire? Chi è l'assassino? Vibo Valentia... il nostr... il loro Comune!
Quale il valore dell'area? Vi offro un filmato che rischia di diventare un cimelio storico: era il luglio del 1991 ed il TG3 Regionale, con un bel servizio di Michele Gioia, diede la notizia di quanto accadeva intorno al Castello.
Quel servizio, oltre rivelare il valore dell'area, rivela... se il finianziamento verrà perso, lo spessore delle reponsabilità e degli autori di tale deprecabile "abuso/reato".
Chissà perchè, ma sono convinto che, nonostante siano trascorsi 17 anni, per molti quel vecchio servizio giornalistico sarà una vera news d'attualità!
Beh! Non perdiamoci d'animo, vorrà dire che anche la valorizzazione del Castello e della sua area archeologica sarà un'altra - tra le tante - delle priorità del nuovo comune di Porto Santa Venere.

venerdì 20 giugno 2008

RIUSCIREMO A SALVARE IL VEGA II

Non posso trattenere in alcun modo la forte sensazione di vicinanza solidale provata nel pomeriggio. Proprio grazie all'appello presente sul nostro blog il VEGA II può contare su nuovi amici! Sarino, un cittadino di Porto Santa Venere, è venuto a conoscenza della nostra iniziativa proprio grazie al blog e, prima ancora di contattarmi, si era gia mosso per coinvolgere un cantiere nautico per le operazioni necessarie al suo spostamento. Praticamente con il suo contatto mi ha comunicato il successo della sua spontanea iniziativa! Oggi abbiamo un punto fermo: Il CANTIERE NAUTICO "LA ROCCHETTA" di Portosalvo mette a disposizione risorse, uomini e mezzi per le operazioni necessarie al trasporto del VEGA presso la sua destinazione: il futuro Polo Museale della Civiltà del Mare di Bivona.
Il contatto pomeridiano è stato molto operativo:
immediato un salto in banchina per verificare le misure dell'antico peschereccio, un giro per verificare i probabili ostacoli lungo il tragitto e verifica dell'aria in cui collocarlo. A noi si sono aggiunti Andrea e Nicola: la difficile operazione "SALVIAMO IL VEGA II" comincia a dimostrarsi possibile!
La solidarietà è come l'abbrivio, basta una piccola spinta e... non si ferma più!
Ringraziamo Rosario e ringraziamo i nuovi amici del Cantiere Nautico "La Rocchetta": qualcosa mi dice che si sono già messi in moto per coinvolgere alla nostra iniziativa altre importanti imprese del nostro territorio.
Nonostante sembri sia per l'ora tarda, in realtà è la gioia per quanto accaduto a lasciarmi senza parole, percui, per ora mi fermo qui, con la certezza che arricchirò presto l'argomento di altri particolari e novità!

giovedì 19 giugno 2008

CHE NE PENSATE?

Vi piacerebbe come 6x3 da esporre su una "vela" x la prossima settimana?

domenica 15 giugno 2008

INSIEME PER UNO SCOPO COMUNE!


Ieri sera si è dato praticamente il via all'iniziativa del 28 GIUGNO, un sabato all'insegna dell'impegno per il nostro paese! Già da ora risulta positivo l'apporto di quanti, associazioni e singoli, hanno manifestato la loro disponibilità a darci una mano.

Per intanto mi sembra cosa buona pubblicare online il manifestino che annuncia l'iniziativa e ne indica il programma di massima, unitamente agli altri volantini (volantino 1; volantino 2) realizzati nei mesi scorsi.


Chiunque dei navigatori del web vuol contribuire a darci una mano, può iniziare a scaricare i files, stamparli ed "appiccicarli" lungo le vie del paese o distribuirli agli amici.


Ovviamente in seguito vi daremo altri particolari sull'iniziativa.

mercoledì 11 giugno 2008

IL PIANO GUTTURALE...

Per chi guarda alla complessità del nostro territorio le notizie riguardanti i metodi e le forme relative all'attuazione del Piano Strutturale Comunale non sono gratificanti. Il consiglio comunale ha dedicato al Documento Preliminare un primo approccio monco, quasi gutturale, rinviandone sine die la discussione ed approvazione.



Nonostante l'Alluvione e Striscia la Notizia si rivede così la nota e vituperata "vibonesità" amministrativa, tra sedute deserte e rinviate, tra consiglieri presenti silenti e quelli assenti parlanti, che prende il sopravvento ogni qualvolta in discussione vi sono gli equilibri legati ai poteri che ruotano intorno alle regole dello sfruttamento edilizio del territorio, difatto i veri "impuniti" delle conseguenze tragiche del 3 luglio 2006.


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Il battesimo non poteva essere peggiore, anche perchè mentre si celebra questo singhiozzante rito, il nostro territorio collinare e costiero è preda della vecchia prassi edificatoria vibonese:
sono in corso opere edilizie di grande impatto ovunque, alcune in aree palesemente a rischio; forte altresì si sta rivelando la volontà politica della giunta comunale di procedere all'approvazione di 7, 8 o 9 (ne abbiamo perso il conto) nuove lottizzazioni prima dell'approvazione del Piano Strutturale.
E' evidente quanto l'approvazione di queste ultime condizioni il destino del PSC e fors'anche il destino dell'attuale giunta.
In tal senso il rinvio dell'approvazione del Documento Preliminare rende palese la strada che si intende percorrere: viene da domandarsi se tra i progettisti delle opere in itinere o da realizzare prima ancora dell'approvazione dello strumento urbanistico (che ricordo detterà finalmente delle regole certe per il futuro) non vi sia qualche politico o consigliere comunale!
Eppure si era partiti bene.
Ricordiamo interessanti incontri ed assemblee partecipate precedenti alla definizione del Documento Preliminare. Per riportare a quel clima, diremmo quasi "disinteressato", pubblichiamo due interviste (al prof. Karrer ed all'assessore Aiello) realizzate il 18 novembre del 2006 ed estratte dal sito del Sistema Informativo Multimediale per la Comunicazione Pubblica del Comune di Vibo Valentia (http://www.ipponion.net/30-ORG/01-VV0-08-UrbTer/index_Page355.htm), Settore 8, PIANIFICAZIONE TERRITORIALE - URBANISTICA, che inspiegabilmente, secondo noi, ritroviamo slinkato dal sito istituzionale (http://vibovalentia.asmenet.it/) dello stesso comune (così come quello legato al Piano Strategico (http://www.vibofutura2015.org/).


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Insomma, un'interessante proposta web, della quale nessuna traccia è possibile rintracciare sul sito istituzionale (beh! Questo in verità potrebbe essere comprensibile: quel sito è così "attivo" che gli assessori risultano quelli del 2005, vale a dire quelli della prima delle prime giunte Sammarco!)
Altre domande? Beh! un'altra va posta.
Se quelle lottizzazioni (stesso discorso vale per i permessi a costruire sui fossi, arenili e aree industriali dismesse), così come dicono i loro strenui difensori, non contrastano in alcun modo con le regole che verranno sancite dal PSC, perchè è così vitale approvarle prima?
Una risposta, certo non esaustiva, la si può anche ricavare dalle due ormai "datate" interviste!

lunedì 9 giugno 2008

150° anniversario del Porto di S.Venere

Nella ricostruzione storica degli antefatti che portarono, nel 1858, al decreto del governo borbonico che decise la costruzione del porto nella rada di Santa Venere (che nessuno, allora, tentò di ribattezzare Monteleone Marina), abbiamo visto come i Comuni di Monteleone e Pizzo avessero chiesto con inisistenza che questo venisse impiantato nella rada di S.Venere.
Da tale circostanza qualcuno potrebbe far discendere, se la preferenza sulla localizzazione cadde su S. Venere e non su Tropea, ciò non fu frutto del caso ma si verificò grazie al determinante interessamento dei monteleonesi. Ne discenderebbe, pertanto, una sorta di diritto, di primato, su tutto il territorio costiero che nel corso dei secoli essi hanno esercitato ed anche tenacemente difeso.
In realtà, le cose non stanno esattamente così, in quanto la decisione a favore di S.Venere, preferita a Tropea e ad altri siti, fu determinata da circostanze obiettive e da elementi inoppugnabili, oltre ad essere preceduta da studi, indagini, sopraluoghi e quant'altro, condotti da diverse commissioni per oltre 60 anni.
Nè va sottaciuto che, ancor prima della decisione del governo borbonico, l'idea della struttura del porto a Santa Venere é dovuta al Generale del Genio francese, De Montemayor, risalente all'epoca dell'occupazione militare (c.d. decennio francese), il quale, dopo specifici studi condotti lungo le spiagge calabresi, si convinse a presciegliere, come il più idoneo, il punto detto S. Venere.
E' incontestabile, invece, una quasi completa dimenticanza e trascuratezza vibonese verso la struttura portuale ed il territorio costiero in genere, protrattasi in tutti questi 150 anni.
Ne é semplice dimostrazione il fatto che Monteleone prima e Vibo Valentia poi non hanno nemmeno sentito la necessità di costruire un'agevole strada di collegamento tra centro e porto, essendo tutt'ora l'unica strada di collegamento costituita dalla Statale 18, che segue il tracciato della strada "carrabile" risalente al periodo borbonico.
E la carenza di collegamenti ha condizionato in maniera pesante le prospettive di sviluppo del porto.
E dire che nel 1784, all'indomani del catastrofico terremoto che colpì la Calabria, nel quadro delle opere di ricostruzione, l'architetto Giuseppe Vinci, di Monteleone, aveva progettato una strada che da Monteleone portava alla marina di Bivona.
Da quel 1784 sono trascorsi 224 anni, inutilmente.

OCCHI APERTI!

Mi soffermo un attimo sulla notizia, estratta da Calabria Ora di qualche giorno fa, che mi offre il destro nel rivelare la pochezza della politica vibonese con qualche esempio esplicito.
Stazioni dismesse. Ne abbiamo parlato ed indicato strade utili per la loro "rivalutazione", sia nel campo dei trasporti che in quelli socio-aggregativi. Ovviamente dalle amministrazioni locali non ci attendevamo un granchè e difatti non siamo stati smentiti. A qualche chilomentro di distanza però l'amministrazione comunale catanzarese si mobilita, richiedendo alla Rfi l'acquisizione delle stazioni, dismesse e non, presenti nel suo territorio. A breve gli enti coinvolti terranno una conferenza di servizi per definirne i particolari. Mentre assistiamo a bocca aperta alle iniziative altrui, qualcun'altro può continuare a tenere gli occhi chiusi, evitando così di vedere il degrado che regna nelle nostre stazioni chiuse, in un territorio privo di edifici pubblici.
Viene dato ampio risalto allo sblocco dei fondi regionali del PostAlluvione, e tutti sono corsi a prendersene il merito. Tardivo e immemore intervento! Si sono dimenticati di spiegarci che quei soldi saranno disponibili solo se, una volta progettati ed approvati gli interventi di messa in sicurezza, il comune accederà al mutuo conseguente presso la Cassa Depositi e Prestiti. Quei soldi serviranno solo a questo: pargarne il mutuo. Ed i progetti per accedervi ci sono? Quelli pubblici non ancora! Ovviamente si attende che vengano prima finanziate almeno le consulenze per i progetti preliminari, grazie ai quali, forse, potrebbero essere attivati i mutui.

Lo sappiamo, è contortissimo, ma non bisogna disperare, perchè in compenso sono aumentati a dismisura i progetti realizzati dai privati... e celermente approvati dall'amministrazione pubblica. Anche noi ne avevamo scritto. Ma amministrare, si sa, è una cosa complessa, e nel vibonese esiste la scuola più esclusiva della regione nel complicare la complessità!
Un plauso va alla bella iniziativa de Il Quotidiano di dare spazio, subito dopo quello fornito allo sblocco dei fondi alluvionabili, ad alcune lettere firmate che dimostrano con quale lena alcuni cittadini si adoperino - e non abusivamente ma con tanto di permesso comunale a costruire - per la definitiva messa in pericolo del territorio!
E dimostrano anche che per fortuna qualcun'altro, oltre a noi, ha aperto gli occhi... ! Speriamo non sia troppo tardi, altrimenti ci toccherà, erogati i finanziamenti del post-alluvione, pagare una considerevole quota di mutuo solo per ripristinare le condizioni di minore insicurezza, rispetto ad oggi, esistenti nel pre-alluvione! Ma perchè preoccuparci? Da oggi in Consiglio Comunale, saltate (per fortuna) le lottizzazioni, si discuterà del Piano Strutturale!

sabato 7 giugno 2008

1858-2008- IL PORTO DI S.VENERE COMPIE 150 ANNI!

Sono trascorsi esattamente 150 anni da quando il Re di Napoli decretò che venisse costruito un porto sulla costa tirrenica della Calabria.
La scelta cadde su Santa Venere, che riuscì a spuntarla su altre importanti candidature (Reggio, Scilla, Paola, Pizzo,Tropea), ma la decisione fu quanto mai travagliata e osteggiata, nonché basata su uno sterminato numero di relazioni,perizie,piante fatte da innumerevoli commissioni. Particolarmente dura fu l'opposizione di Tropea, che osteggiò fino alla fine la scelta a favore di Santa Venere.
E' quanto emerge dopo il ritrovamento (da parte dello storico locale Filippo Bartuli) di un interessante scritto autografo che reca la firma del giudice Gaetano Agnini, magistrato nato a Mileto nel 1835. L'articolo fu scritto per il giornale "L'Avvenire Vibonese", ma forse non fu spedito o non fu pubblicato. Esso arricchisce di notizie inedite le nostre conoscenze sulla costruzione del porto, intorno al quale si é poi insediata e sviluppata la nostra comunità.
E quale miglior modo ci sarebbe, per celebrare degnamente i 150 anni del porto, della istituzione del nuovo Comune di Porto Santa Venere?
Ma torniamo all'articolo del giudice Agnini. Si parte dalla relazione che Giuseppe Maria Galanti(1743-1806) inoltra al mimistro della Marina, ammiraglio Acton, dopo un suo viaggio in Calabria e nella quale, per la prima volta, troviamo ufficialmente menzionato il nome di Santa Venere. Nel 1793 egli scrive che "con la pianta sulla perizia fatta di un porto idoneo a costruirsi in un luogo molto opportuno. Il luogo si chiama Santa Venere e dista due o tre miglia (sic) da Monteleone e in altrettanta distanza dal Pizzo. Il luogo merita attenzione."
Scrivendo al ministro Acton, il Galanti così continua: "tra le cose degne dell'intelligenza di Vostra Eccellenza, io credo che la più vantaggoisa e la più degna dei benefici sguardi del Sovrano sia la costruzione di un porto che la natura ci ha additato quasi in mezzo alla lunga costa da qui a Messina, la quale per lo lungo corso di 300 miglia é del tutto mancante del menomo sicuro ricovero de' bastimenti. Anni addietro un pilota genovese, dalla fortuna di mare fu spinto alla spiaggia della marina chiamata di Santa Venere. Mi sono rivolto a don Ermenegildo Sintes, regio ingegnere, che mi fece la pianta e anche il calcolo approssimativo di 4520 canne cube di fabbrica...potrebbe aversi la più bella costruzione del porto con tutte le necessarie opere di lanterna, ridotti di artiglieria, magazini e altro per una spesa totale non oltre 125 mila ducati."

Ma per circa 60 anni si ebbe una lunga ed aspra disputa per la costruzione del porto che il governo borbonico aveva disposto di costruire sulle coste tirreniche calabresi. La contesa sulla scelta impegnò dapprima Reggio, Scilla e Paola; in seguito a varie verifiche di competenti commissioni tecniche incaricate dal governo, la disputa si restrinse fra Tropea, da un lato, e Monteleone e Pizzo dall'altra.
Pizzo aveva dapprima cercato di ottenerne la costruzione nella propria marina e soltanto in seguito al diniego governativo decise di sposare la causa di Santa Venere. Dopo un'infinità di rescritti e decisioni, il Re dispose la costruzione del porto a Santa Venere a preferenza dei quello agognato da Tropea, sicché nel Consiglio di Stato del 24/2/1858 dispose che una commissione composta dal tenente di vascello d'Amico, dal tenente del Genio Idraulico Ceniti e dal I^ pilota Raffaele DePascale, esaminasse la condizione della spiaggia di S.Venere per la costruzione del porto e per impiantarsi due fari. La Commissione redisse una relazione davvero accurata e dotta, rilevando i grandi pregi offerti dal sito di S.Venere, collocato in mezzo alle Tre Calabrie, centro di commercio per la vicinanza con le fertili pianure di S.Eufemia e vicina ai centri di Monteleone e Pizzo. Allora insorse Tropea, contestando i risultati della Commissione e allegando un altro parere dell'ingegnere Bauson del 1834. Con una lunga memoria presentata dal comune di Tropea al Ministero del Lavori pubblici si tentava di dimostrare che il sito scelto era a rischio di arenamento per il continuo ritirarsi del mare, che era vicino al lago di Bivona che in quell'epoca emanava nocive esalazioni e miasmi e, soprattutto, che esso veniva costruito "in una spiaggia disabitata".
Le tesi dei tropeani non bastarono, però a far cambiare la decisione a favore di Santa Venere e, dopo un lungo esame, il Re sentenziò definitivamente in data 21/9/1858 anche in base a considerazioni di natura strategico-militare in quanto il porto sarebbe rimasto vicino agli stabilimenti di Mongiana e poteva essere utilizzato per mettersi in comunicazione con la Sicilia.
E qui finisce la scritto autografo del giudice Agnini, molto interessante in quanto getta nuova luce sulle condizioni storiche e politiche che resero possibile la nascita della nostra cittadina.

  • MODERATORE aggiunge:
    Approfitto di questo utilissimo post di G. Addesi, per arricchirlo di informazioni inedite, rivelabili dalle didascalie delle immagini - altrettanto inedite - che aggiungo.
    La prima immagine è riferita allo schizzo di rilevo realizzato il 23 marzo 1839 (quindi 11 anni prima del decreto regio), nel quale si tracciano i contorni della "scogliera a pelo d'acqua" o "secca" che per secoli facilitò l'uso della Rada di S.Venere come luogo ottimale e riparato dove porre "all'ancora" le navi durante tempi metereologicamente avversi, e che per gli ingegneri dell'ottocento si rivelò la vantaggiosa "struttura naturale" sulla quale costruire il braccio sopraflutto del nuovo porto.
  • La seconda immagine è invece riferita alla pianta planimetrica allegata all'atto ufficiale di consegna del porto, avvenuto nel 1886 (quindi 36 anni dopo il decreto - sic), da parte del Regio Genio Civile Opere Marittime al primo comandante di Porto S. Venere, ancora compreso nel dipartimento marittimo di Pizzo Calabro.
  • Considerazione: E' un'ottima idea quella di programmare una sorta di celebrazione del primo porto "moderno" realizzato in Calabria con l'Unità d'Italia, anche per scongiurare il forte rischio che oggi corre: di finire, secondo le intenzioni del nostro attuale comune montano - imponendo un "definitivo stop ed una severa lezione feudale" al nostro percorso di autonomia amministrativa - "regalato" all'Autorità Portuale di Gioia Tauro, in cambio di qualche euro d'entrata proveniente dai nuovi "parcheggi barca" gestiti da società miste! OH, PROSERPINA! DOVE SEI?

venerdì 6 giugno 2008

ORGANIZZIAMOCI...

Proficuo è stato l'incontro di ieri del Gruppo Operativo, che ha deciso due distinte linee d'azione per i prossimi giorni: organizzare un incontro con la I Commissione ed una giornata di sensibilizzazione ed informazione per quanto sino ad oggi fatto. L'idea è quella di realizzare, con il contributo di tutte le associazioni del territorio costiero, una giornata di sport, spettacolo ed informazione.
Giornata scelta:
SABATO 28 GIUGNO
Luogo: Vibo Marina
Per organizzare tutto al meglio il Consiglio di Rappresentanza si riunirà lunedì 9, alle 18,30 presso l'ex Asilo Santa Venera. Chi parteciperà avrà anche l'onere di proporre uno slogan per la giornata, da stampare sulle magliette assieme al logo del comitato. Noi ieri sera abbiamo pensato sia un'ottima cosa giocare sul doppio senso di "gente fuori dal comune".
Si accettano suggerimenti, ovviamente.

mercoledì 4 giugno 2008

IL NOSTRO AMICO HA... NASO!

Beh! Non posso che ringraziare Roberto Naso per la bella ed efficace intervista pubblicata stamani su Calabria Ora.
Del "Nome Cancellato" ne abbiamo già ampiamente discusso nel nostro blog ma è ovvio che la valenza che assume l'argomento su un articolo di giornale è di ben altro impatto in/formativo. Qualcuno sarà saltato dalla sedia? Qualcun'altro ha imprecato per l'indebita rivelazione?
Altri ti ringrazieranno. Bene Roberto, continuiamo a scrivere altre pagine storiche per il futuro di Porto S. Venere.

domenica 1 giugno 2008

OGNUNO HA I SUOI PENSIERI...

Venerdì 30 maggio 2008: Gli On.li Giamborino e Bruni (di spalle, in primo piano) ascoltano l'On. Murmura
durante l'incontro sulla riforma del titolo V della Costituzione, nel quale le nostre ragioni traggono maggiore forza.

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