lunedì 17 dicembre 2012

CITTADINANZA NEGATA QUI ... MA ONORARIA ALTROVE!

La news dal sito del Comune di Monasterace

Oggi alle 17,30 i ragazzi delle seconde classi A e B della scuola Media Amerigo Vespucci di Vibo Valentia Marina (quelli ormai famosi dell'adozione del Mosaico del Drago) riceveranno la Cittadinanza Onoraria del Comune di Monasterace. Ecco come gli stessi ragazzi spiegano cosa sia questa onoreficenza nel sito della scuola: " La “Cittadinanza Onoraria” è un’ onorificenza concessa da un comune per onorare una persona non residente. Il Comune ha un regolamento per il conferimento della Cittadinanza Onoraria. 
In linea di massima:
Il comune adotta l’istituto della “Cittadinanza Onoraria”che costituisce un riconoscimento onorifico nei confronti dei cittadini italiani o stranieri,non residenti,che si siano particolarmente distinti per il loro impegno morale, civile, culturale, sportivo e religioso e che abbiano instaurato rapporti con la città ed i suoi abitanti, dando lustro alla stessa e/o favorendo la conoscenza del territorio e del suo patrimonio storico,artistico,culturale ed ambientale a livello nazionale ed internazionale.
La proposta di attribuzione della”Cittadinanza Onoraria” può essere avanzata dal Sindaco, dal Presidente del Consiglio Comunale,1/5 dei Consiglieri Comunali e  da un’ alta percentuale di cittadini residenti nel Comune. Il Presidente del Consiglio Comunale, ricevuta la proposta corredata da idonea biografia dai designati e dalle motivazioni che sostengono la richiesta e sottopone l’istanza al parere preventivo della Commissione Permanente Affari Generali. La proposta viene approvata con il voto favorevole dei 3/4 dei Componenti il Consiglio Comunale.
Il Vantaggio della “Cittadinanza Onoraria”
Il Comune, in occasione di particolari come ricorrenze o cerimonie ufficiali, può invitare a parteciparvi i cittadini onorari che avranno diritto di prendere posto tra le autorità".
Nella piattaforma online della scuola (vedi link) è possibile avere tutte le informazioni sull'iniziativa, compresa la visione di un bel video (diviso in due parti) dell'esperienza Calabria Jones e della conseguente adozione del Drago!
Siamo contenti. Lo siamo perchè forse finalmente i ragazzi potranno godere del senso di cittadinanza che qui gli viene costantemente  e scientemente negato! Forse con questa occasione "altrove" ... inizieranno a rivendicare la loro cittadinanza vibonese: chiederanno di poter accedere al Castello di Bivona (i cui lavori di restauro sono terminati da un anno esatto, senza che nessuno abbia potuto metter piede dentro) ? Chiederanno di adottarne l'area archeologica in cui è inserito (una piccola Pompei che attende solo di essere messa a vista)? Chiederanno di poter accedere alla Tonnara di Bivona (i cui lavori di restauro sono costati alla collettività più di 3 milioni di euro)? Chiederanno di adottare i barconi della mattanza (alcuni sono lasciati a distruggersi alle temperie del tempo)?
Contiamo solo su una convinzione ... che la contaminazione dei diritti di cittadinanza abbia buon esito!!!





mercoledì 12 dicembre 2012

LA TRAGEDIA DEL PAPA' ROCCO ... SU L'UNITA' DEL 30 GENNAIO 1974!

Il caso ha voluto che oggi siamo riusciti a rintracciare, dall'archivio online dell'Unità, il numero del quotidiano con il quale si da notizia della tragedia del peschereccio Papà Rocco, speronato da una petroliera proprio nei pressi del nostro porto il 29 gennaio del 1974.
Crediamo di far cosa gradita a tutti i nostri lettori nell'inserire nel nostro archivio web anche le pagine storiche di quell'episodio.


mercoledì 28 novembre 2012

PENNELLO: ONLINE L'ATTO NOTARILE D'ACQUISTO!

Ed oggi una chicca documentale per tutti i nostri affezionati lettori. Pubblichiamo integralmente l'atto notarile redatto il 29 maggio 2012, con il quale il Comune di Vibo Valentia ha definitivamente comprato dal Demanio il compendio denominato Pennello (nei lotti di terreno ben elencati) per un totale di 638.000 euro.
Un atto che certamente a breve sarà considerato un atto storico! Sorprende però che non ci sia alcun accenno al prezzo finale di circa  un milione e 200 mila euro. Si, non si comprende come mai nè nella lunga premessa storica, nè sul convenuto, si faccia alcun cenno ai 20 euro al metro quadrato versati dai cittadini al Comune. Ci sarà certamente una ragione di opportunità ... ma opportunità per chi?
Buona lettura.

mercoledì 21 novembre 2012

CONSEGNATE AL PREFETTO DI VIBO LE 1124 FIRME RUMOROSE!!!

E così, due giorni fa, sono state consegnate al Prefetto di Vibo Valentia le 1124 firme che danno forza all'appello indirizzato al Presidente della Repubblica ed agli altri enti legati al territorio regionale e locale. Ricordiamo un attimo perchè si è deciso di "fare rumore"! A seguito dei vari appuntamenti avuti nelle scorse settimane in merito alla situazione socio-ambientale di Vibo Marina e dintorni, alcuni giovani del luogo si sono resi protagonisti di un evento importante e significativo. Giorno 4 novembre, infatti, molti di loro sono scesi in strada per manifestare la loro rabbia nei confronti di una sempre più pervasiva criminalità. Dopo i recenti attentati ai lidi balneari, di cui – come si ricorderà – ad averne la peggio è stato lo stabilimento “La Playa”, i giovani portolani, uniti sotto un’unica sigla apartitica e laica denominata “Facciamo Rumore”, hanno deciso di promuovere un’iniziativa di risveglio delle coscienze. Partendo da un flash-mob organizzato via internet, gli stessi si sono ritrovati in prima battuta a decine nel luogo degli attentati per costruire in media res dei percorsi di attività finalizzati a degli obiettivi precisi. Giorni dopo, nell’auditorium parrocchiale della Chiesa del Rosario, in tanti, giovani e non, si sono poi ritrovati per discutere e fare assemblea. A seguito, dunque, di questi primi significativi segnali di coesione sociale, i giovani si sono resi protagonisti e interpreti di un bisogno comune: il ripristino della normale e civile quotidianità. E per dimostrarlo si è intrapreso un percorso intenso di collaborazioni reciproche, culminate prima con l’interessante incontro con il prefetto della città Michele Di Bari e poi con la manifestazione di piazza del 4 novembre. Nei giorni precedenti al corteo, gli organizzatori del “Facciamo Rumore” hanno provveduto a stilare un breve elenco di priorità da sottoporre ai principali organi delle Istituzioni del Paese, nonché alla politica locale. Dalla sicurezza generale, con un maggiore presidio di forze dell’ordine sul territorio, ai sistemi di videosorveglianza, strumenti utili per la tutela del patrimonio e della persona, passando per la richiesta di individuazione di luoghi aggregativi ed educativi, le attenzioni dei giovani hanno trovato pieno riconoscimento e legittimazione nella campagna di raccolta firme perpetrata nella settimana dell’evento di piazza del 4 novembre.
 A tal proposito, i giovani di “Facciamo Rumore”, rendono noto che ben 1124 cittadini, regolarmente documentati, hanno espresso la loro volontà di vedere legittimato il loro diritto a vivere in una città sicura. Pertanto, così come da programma, i promotori delle scorse iniziative spediranno agli organi dello Stato, con in testa il Presidente della Repubblica, e alla politica locale il prezioso “malloppo”, con la speranza di sensibilizzare quanto più i suddetti destinatari a prendere quei provvedimenti indispensabili per la quotidianità dei cittadini di Vibo Marina e dintorni.

lunedì 12 novembre 2012

PER QUESTA AMMINISTRAZIONE LA TONNARA DI BIVONA VALE MENO DI ZERO!


E così ci risiamo! Per quanto riguarda la Tonnara di Bivona una brutta notizia tira l'altra.
Un pò ce l'aspettavamo, perchè l'aver destinato l'importante bene di archeologia industriale a sede dei vigili urbani estivo e merce di scambio di favori con questo o quello più simpatico di altri, era il segno evidente che nessuno si stesse occupando di redigere il benchè minimo progetto utile a consentire la definitiva fruizione del bene culturale come Museo del Mare.
Ce lo aspettavamo ma la conferma dell'indifferenza amministrativa che relega la Tonnara alla definitiva morte, ferisce sempre e comunque una intera comunità che ha sete di aggregazione e di iniziative!
Sabato scorso dunque, l'assessore regionale alla cultura, On.le Caligiuri, presentando il Piano Regionale di completamento dei Beni Culturali assieme al Presidente della Giunta, ha fornito un elenco di opere finanziate che vede del tutto assente il Museo del Mare e Centro di Archeologia Marina!
Pensiamo che ciò sia certamente imputabile alla non presentazione di alcuna scheda progettuale da parte del comune (o, nel caso lo abbiano fatto, di una errata formulazione).
Dunque, questa amministrazione oggi può vantarsi di un invidiabile record: in due anni è riuscita a fare escludere la Tonnara dalla Rete Museale Regionale e dal Piano Regionale dei Beni Culturali.
Dunque, arricchisce così il proprio curriculum di eventi positivi dichiaratamente destinati a valorizzare il monumento di Bivona: cosa da andarne fieri!
Ritenendo sia un grossolano errore questo atteggiamento di sufficienza, che rischia di rendere al bene di Archeologia industriale non solo un grave danno strutturale, perchè posticipa di troppi anni il suo uso a fine museale, rischiando altresì di trasformare quanto sinora finanziato per la sua valorizzazione (circa 3 milioni di euro) in un grave danno erariale, abbiamo pensato di scrivere l'ennesima richiesta all'assessore Caligiuri. Confidando nel fatto che prima o poi si sentiranno nell'obbligo di far qualcosa ... abbiamo reso pubblica la nostra disponibilità a lavorare volontariamente e gratuitamente per  redigere/formulare ogni necessaria proposta progettuale utile al perseguimento della fruizione pubblica e culturale del bene,  purchè si trovi al più preso il modo di integrare il Piano Regionale, includendovi - se possibile - il già finanziato ma non realizzato Museo Del Mare e Centro di Archeologia Marina di Bivona!
Non entriamo nel merito di un protocollo di valorizzazione sottoscritto con una associazione (?) non più rinnovato dopo un anno di abbandono; non entriamo nel merito della legittimità d'uso attuale; non entriamo nel merito della ottimale ultimazione dei progetti finanziati; non entriamo nel merito degli interventi finanziati per terminare i lavori della loggia; non entriamo nel merito dei barconi lasciati a marcire; non entriamo nel merito dell'uso come sede dei vigili ... non entriamo nel merito di nulla perchè è evidente che una indispettita volontà di non far nulla di quanto da noi proposto e rivendicato si è impossessata dell'agire mentale dei nostri amministratori!!! Anche per questo ci aspettiamo che il nostro sia destinato a restare l'ennesimo inutile tentativo ... perchè le competenze  e le passioni ormai a Vibo Valentia di Calabria valgono meno di zero!
il cannocchiale

lunedì 5 novembre 2012

UN RUMORE FORTE, GIOVANE ... E MATURO!

Il corso ... attraversato dal corteo
Nel riportare le riflessioni di Angelo De Luca, pubblicate su Calabria Ora di oggi, ci pare importante ribadire un concetto senza il quale anche questa manifestazione finirà con l'essere ricordata solo come l'ennesima inutile manifestazione di piazza. 

Tutti i ragazzi, unendosi d'istinto intorno alle giovani vittime della criminalità, hanno dimostrato di saper  reagire, con percorso di stima e di fiducia, che non a caso è stato anche selettivo, che li ha condotti ad stilare insieme una forte proposta, una proposta matura, che supera il timore con uno scenario: Noi ci siamo, ci saremo, non scapperemo difronte alla violenza ed alle intimidazioni ... se voi istituzioni sceglierete noi, parte sana della comunità, facendo finalmente la vostra parte! 
Insomma il paradosso è forte. In altri posti si lanciano appelli affinchè i giovani non scelgano cattive strade, ma qui ... sono i giovani che invitano le istituzione a scegliere buone strade!!! E questa scelta di campo la ritengono una precondizione senza il quale ogni loro impegno è inutile e perdente!  
Questa lucida analisi della realtà, che emerge in tutta la sua ripetitiva durezza nella lettera invita alle istituzioni, a partire dal Presidente della Repubblica, collega il destino della loro presenza attiva all'attuazione di politiche sociali, che sò come con centri di aggregazioni giovanile, biblioteche, etc ...  in cui sperimentare pratiche di partecipazione. E questo, obiettivamente è scelta politica! Affinchè questo avvenga sotto i loro occhi ... chiedono al Consiglio Comunale di discuterne nel loro paese!
 il Prefetto si confronta con i ragazzi 
Insomma, un percorso nuovo, che parte dai giovani in maniera cosciente, in un momento in cui la città è attraversata da una scia criminale che intimorisce tanto da far latitare i più autorevoli masanielli del passato. 
Questa peculiarità non è sfuggita nemmeno al Prefetto di Vibo Valentia, che ha voluto incontrare i ragazzi prima della loro manifestazione, portando con se un Sindaco più confuso che persuaso della necessità di capire il disagio e dare risposte.

Proprio per tutto ciò salutiamo con entusiasmo costruttivo questa voglia di esserci e di fare che i giovani della città ci hanno voluto dimostrare! L'attendevamo ... ed è arrivata!
E adesso, mentre loro riorganizzeranno la loro presenza e le loro proposte, noi continueremo a non perderli di vista. Per esempio, sarà interessante contare i giorni che, dalla consegna della lettera al Sindaco di Vibo, porteranno a concretizzare la più semplice delle richieste avanzate: la convocazione di un consiglio comunale aperto che affronti le ferite del territorio!
Tendenzialmente, in realtà, siamo scettici, perchè la considerazione verso chi amministra la città è davvero ridotta al lumicino (contrariamente all'evidente e crescente "rispetto" che percepiamo verso il malandrino),  qualcosa insomma ci dice che non saranno in grado di cogliere il senso della richiesta, per superficialità e codardia .... eppure vogliamo credere che questo potrà accadere! Qualcuno spunterà, prima o poi, incarnando il senso delle istituzioni! In ogni caso noi, appena avremo contezza della consegna della lettera/appello ... i giorni li conteremo!!!  



"C’è qualcosa che va aldilà del numero di partecipanti. Specie in Calabria. Perché ieri, a Vibo Marina, la maggior parte dei presenti erano giovani. Magari non tantissimi, ma già questa, in fondo, è di per se una notizia. I “Facciamo Rumore”, del resto, se l’erano giurato. “Anche in dieci – avevano confessato tra di loro - sfileremo per le vie del paese”. E comunque la manifestazione è stata ripagata da un centinaio di cittadini che in allegria e divertimento hanno marciato la loro voglia di cambiare lo stato di cose. Posticipato di una settimana, per via della pioggia che ne aveva impedito il regolare svolgimento il 28 ottobre, gli organizzatori dell’atteso evento non hanno demorso e hanno perseguito il loro obiettivo, con tanto di fischietti, trombette, tamburi battenti, giganti apripista e cartelli simbolici innalzati. Si doveva, appunto, fare rumore. Soprattutto per significare un risveglio e per spronare la stessa cittadinanza ad uscire e non a chiudersi dentro casa. 
Tutte le foto della Manifestazione sul gruppo Facebook
Il corteo, partito dal piazzale della Chiesa del Rosario, ha toccato diversi punti della città, arrivando prima davanti ai lidi attentati nei giorni scorsi e fermandosi infine nella piazzetta Nuova per riproporre la raccolta firme da sottoporre a Napolitano, leggere dei pensieri e fare musica. “Ecco – hanno gridato dal palco gli organizzatori a tutti coloro in queste settimane spiavano scetticamente e malignamente l’iniziativa – questa è la nostra faccia. Io sono Giusy, lui è Antonio, l’altro è Gianluca, Marina, Titty, Salvo, Peppe, Ciccio” e via dicendo. Un modo utile, nato da alcune conseguenze contingenti, per dare alla popolazione quello di cui aveva bisogno: nomi e cognomi per poter interpretarne meglio pulpiti e prediche. “Se sei indignato come noi –hanno poi esortato - sei nostro fratello; se vuoi cambiare come noi sei nostra sorella; se sei menefreghista come lo eravamo noi sei nostro amico; se vuoi stare con noi sei nostro cugino”. Un discorso improntato, dunque, sulla trasparenza, teso ad invogliare la gente del luogo a sposare questo progetto, per ora teorico, ma che - promettono - “continuerà e si consoliderà come un movimento ben identificato”. “A Vibo Marina - hanno continuato i giovani - non serve più qualcuno che grida “chi è”. A Vibo Marina serve qualcuno che gridi “perché”. Perché le cose succedono e nessuno fa niente, perché le cose non succedono e nessuno fa sempre niente, perché le idee ci sono e nessuno le mette in pratica”. E loro, con questa marcia allegra, diversamente dai silenzi a cui sono soliti partecipare i più, contro l’illegalità sono voluti essere testimoni dal basso di un principio che in realtà interesse tutti, nessuno escluso.
“Noi siamo giovani e da giovani qui vogliamo rimanere. E l’obiettivo è e sarà proprio questo:
Vivere meglio costruendo una terra di cultura e di amore. A poco a poco, passo dopo passo”. Con la speranza, ovviamente, che la seconda fase del progetto sia di natura social-aggregativa di diverso modo. Perché le manifestazioni, come spesso accade, non rimangano ancora una volta un mero processo finale di un qualcosa che nasce e muore subito. Ma se quello accaduto ieri a Vibo Marina ha un senso, allora di sicuro questo sarà solo l’inizio." 

domenica 28 ottobre 2012

OGGI "FACCIAMO RUMORE"!

Dalle quindici del pomeriggio marceremo per le vie del paese. Faremo rumore e sottoscriveremo una lettera appello, indirizzandola a tutte le istituzioni.
Non è per eccessiva cautela, sono decenni che si chiede di non considerare le comunità costiere del comune di Vibo come seconde case, secondo posto dei programmi, secondi nelle attività culturali ... secondi o ultimi nella sicurezza. Questa volta, a cascata, ad ogni organo dello Stato sarà reso edotto (e responsabilizzato) di quanto  accade in questa comunità negli ultimi mesi ... in cui la criminalità pare pronta ad un salto di qualità a dispetto dei passi indietro dell'Amministrazione locale. E' dunque il caso di pensare ora, ognuno per la sua parte, a porvi rimedio. I giovani si fanno portatori di proposta più che di protesta, richiamando ogni istituzione centrale o decentrata al proprio ruolo.
Oggi trascriviamo per intero la lettera che verrà inviata alle Istituzioni; nei prossimi giorni decriveremo il percorso intrapreso, le aspettative e gli esiti ... di un 28 ottobre che in ogni caso sarà un giorno indimenticabile!




AL  PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
AL  PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
AL MINISTRO DELL’INTERNO,
AL PREFETTO DI VIBO VALENTIA
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA REGIONE CALABRIA
AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VIBO VALENTIA
AL SINDACO DI VIBO VALENTIA
e, per conoscenza:
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO TRIBUNALE DI VIBO VALENTIA

La situazione di emergenza in cui vivono le comunità di Vibo Marina, Bivona, Portosalvo e Longobardi, frazioni abbandonate del comune di Vibo Valentia (VV) in cui risiedono privi di servizi e speranze più di 10.000 abitanti, è ormai diventata insostenibile:
·         Il degrado ambientale, sociale, economico, rende  ormai vittime predestinate i nostri giovani, i più deboli, disperati ed emarginati dei quali, finiscono tra le maglie dei gruppi criminali, oggi stabilmente insediati nel nostro territorio, con il preciso intento di governarlo, approfittando del tangibile vuoto politico-istituzionale.
·         Negli ultimi mesi si sono consumati omicidi, attentati, aggressioni, distruzione di beni pubblici, incendi ad attività economiche e beni privati, che hanno stravolto ogni residuo senso di sicurezza e d’appartenenza ad una sana comunità. Il recente incendio del Lido la Playa, e quello tentato del lido Beach For Fun oltre a numerosi altri danni, impongono una concreta e forte risposta collettiva, che sappia colmare i vuoti individuali (perché è anche vero che sino ad oggi noi cittadini abbiamo tollerato e permesso di tutto, accettando passivamente soprusi ed abusi) e sociali (perché è anche vero che non esistono luoghi aggregativi e di socializzazione).
·         Le modalità con cui si insinua lentamente un controllo del territorio che a noi pare ogni giorno di più malavitoso, impongono la necessità di realizzare percorsi sociali ed istituzionali utili a consentire alla parte migliore della città di riappropriarsi del bene comune, impedendo così alla criminalità organizzata di compiere un ulteriore salto di qualità.

Noi tutti, presa coscienza della gravità del momento, oggi Vi manifestiamo la nostra voglia di reagire responsabilmente a tutto ciò! Vi chiediamo di intervenire prontamente per tutelare il nostro diritto di vivere in una normale città dello Stato Italiano, con iniziative utili a garantire il costante ed ottimale presidio delle Forze dell’ordine dei centri abitati del territorio costiero; di predisporre, attivare o riattivare un efficace sistema di videosorveglianza; di avviare urgenti iniziative di aggregazione sociale, con particolare attenzione al fragile mondo giovanile, con attività ricreative e culturali, utili a contrastare l’esclusione e l’isolamento sociale, alimentando percorsi positivi d’identità, di valorizzazione delle tante risorse locali e d’inclusione attiva e solidale nel sociale così come nell’economia.
Al Sindaco della città chiediamo in particolare la convocazione di un Consiglio Comunale Aperto, da svolgersi a Vibo Marina, che affronti le ferite aperte della vivibilità e che riprogrammi i piani di finanziamento (europei, statali, regionali, comunali) delle Opere Pubbliche, di concerto con tutti gli Enti (Provincia, Regione Calabria ecc.), al fine di realizzare edifici pubblici in cui erogare servizi utili alla coesione ed alla crescita della comunità intera.
Con questi segni evidenti della Vostra presenza, sarà più facile, per ognuno di noi contribuire nella costruzione di una comunità responsabile, guardando al futuro con ottimismo, giustizia e cultura della legalità. 

martedì 23 ottobre 2012

TONNARA DI BIVONA: IL COORDINAMENTO NAZIONALE ANTIMAFIA RIFERIMENTI SCRIVE AL SINDACO ED AL PROCURATORE!!!


La campagna di sensibilizzazione su Facebook comincia a dare i suoi buoni frutti. Oggi il Coordinamento Nazionale Antimafia Riferimenti ha fatto sua la nostra denuncia ... ed ha chiesto chiarimenti al Sindaco ed alla Procura di Vibo Valentia. 
Siamo convinti che a breve, il silenzio istituzionale su questa triste vicenda della mancata valorizzazione di un bene monumentale collettivo, finanziato per valorizzare la cultura e le potenzialità aggreganti di una intera comunità, cesserà! 
Ogni ente, dal comune al soprintendenza, si giustificherà (giusto per di allontanare da se l'evidente responsabilità civile e penale) per non aver svolto fino in fondo il proprio ruolo ma forse ... finalmente ... le cose si muoveranno ed i nostri giovani potranno avere un'opportunità migliore ... per incontrarsi (non solo nelle tante salegiochi o slotmachines dei bar della città), e rivendicare il diritto di crescere in una comunità che li valorizza  ... assieme la storia della propria comunità e delle proprie radici! Forse è questo che si vuole impedire, per questo  ... ringraziamo Riferimenti con un sincero ed urlato "grazie!!!"

Museo del mare e centro di archeologia marina presso la Tonnara di Bivona (Bene Monumentale decreto ministeriale del 6/12/1991).
A seguito di una denunzia pervenuta, quest’associazione [vedi link] ha chiesto con lettera al Comune di Vibo Valentia e alla Procura della Repubblica, come mai il Museo del mare, finanziato per 1.304.000 di euro dalla Regione Calabria con i fondi del Por 2000/2006, ad oggi, nonostante i lavori siano stati ultimati da quattro anni ed i soldi spesi, non esiste, mentre al suo posto sorge, invece, la sede dei vigili urbani e quella di un’associazione locale.
A tal proposito, il Coordinamento Riferimenti chiede di poter conoscere conoscere la seguente documentazione:
1)Lo stato finale dei lavori
2)Conto finale
3)Certificato di ultimazione lavori,
4)Collaudo staticoe collaudo tecnico amministrativo
5)Parere destinazione d’uso finale della Soprintendenza ai beni monumentali.
L'articolo su La Gazzetta del Sud del 24 ottobre 2012
Leggi per intero

lunedì 22 ottobre 2012

TONNARA DI BIVONA: A TRE ANNI (o 4?) DAL FINE LAVORI, E' POSSIBILE SAPERE CHE FINE HA FATTO IL PLURIFINANZIATO MUSEO DEL MARE?

UN CLICK PER MANIFESTARE 
IL NOSTRO SDEGNATO QUESITO
SULLA PAGINA FACEBOOK
DELL'ASSESSORATO REGIONALE ALLA CULTURA



Noi dobbiamo fare gli intellettuali: scrivere libri, fare ricerca ... offrire contributi per la valorizzazione, collaborare ... e stare muti. Per il resto, bisogna stare zitti. Non si può disturbare chi amministra sbagliando: non si può proporre nè si può contestare! ... bisogna tacere nonostante siano trascorsi nove anni dal finanziamento e quattro dal fine lavori!



I soldi sono stati spesi ma il Museo non c'è: al suo posto c'è la sede dei vigili urbani e la sede di una associazione locale. Ma allora, anche in silenzio, è possibile conoscere ... lo Stato Finale dei lavori, Conto Finale, Certificato di ultimazione lavori, Collaudo statico e Collaudo Tecnico-Amministrativo, Parere destinazione d'uso finale della Soprintendenza ai Beni Monumentali?

Atti che certamente ci saranno, visto che dall'agosto 2011 il bene monumentale vincolato viene usato dall'amministrazione comunale in maniera palesemente difforme al finanziamento ricevuto. Oppure vale la solita giustificazione: siamo in Calabria, zitto e muto!

giovedì 18 ottobre 2012

VIBO MARINA ... NON LA VOGLIAMO "TERRA DI NESSUNO"!

La maglietta ... antica

Zona Franca, terra di nessuno, il far west, l’inferno.....queste sono alcune tra le parole piú usate (ed abusate) per descrivere la situazione che si vive a Vibo Marina e dintorni ormai da alcuni anni.
Omicidi, attentati, aggressioni, distruzione di beni pubblici, incendi a strutture private hanno stravolto luoghi che, in tempi non molto lontani, erano considerati tranquilli, nei quali si poteva passeggiare e trascorre giornate serene.
Peró gli ultimi attacchi criminali, durante il quale è stato incendiato il Lido la Playa, e, il mancato attentato al lido Beach for fun, non possono e non devono passare senza una adeguata reazione.
Ed una prima reazione c’è stata.
Infatti un gruppo di giovani, ragazzi e ragazze, di Vibo Marina, grazie alla rete sociale, sono riusciti a riunire, ad organizzare un sit-in  davanti alle ceneri del Lido la Playa, affinché si prendesse coscienza di una situazione sociale drammatica, alla quale bisogna dare delle risposte concrete.
Il degrado del nostro territorio è palese, è sotto gli occhi di tutti, probabilmente non se ne sono accorte ancora le istituzioni. O, fatto gravissimo, se ne sono accorte ... e lo hanno sottostimato; sottostimato al pari di tutti i bisogni della città del mare.
E lo stesso degrado ambientale, sociale, economico, hanno permesso le infiltrazioni di gruppi criminali, che arruolano giovani disperati ed emarginati e che vorrebbero mettere totalmente le mani sul nostro territorio sono chiari segni di un vuoto politico-istituzionale.
Peró è anche vero che, in parte, il vuoto sta dentro di noi, sino ad oggi noi cittadini abbiamo tollerato di tutto, abbiamo permesso di tutto. Abbiamo accettato passivamente soprusi ed abusi, abbiamo tollerato atteggiamenti di sopraffazione.
La maglietta solidale
Quell’appuntamento voluto dai giovani era il bisogno di portare “solidarietá” agli amici danneggiati, era l’esigenza di “coesione sociale”, era infine, e non ultimo, il bisogno di “legalità” a spingere un centinaio di ragazzi lí sulla spiaggia a testimoniare con la loro presenza che non si toccano i loro luoghi, non si toccano piú i luoghi di Vibo Marina. 
Ed ecco che dall’estremo abbandono del nostro territorio, preda di atti vandalici eseguiti con modalità mafiose, preda di lotte do potere per il controllo del territorio, nasce la necessità di riappropriarsi di ció che è il bene comune.
Domenica scorsa, in un auditorium stracolmo, si sono incontrati e la comunità si è stretta intorno a loro: sono tutti concordi di dimostrare, entro fine mese, nelle forme e nei modi che decideranno a breve, il loro no a tutto questo! I giovani e la città intera chiedono a Davide e Serena di riaprire, perchè la Playa è la loro casa ... ed il paese è il loro paese!

Alla politica non chiediamo più nulla. Anche fosse in grado di capire quanto accade, è del tutto priva della libertà di pensiero ed azione e, cosa ancor più pesante, della cultura ... necessaria ad elaborare le opportune risposte!
Nell'attesa ... speriamo che le forze dell’ordine tutte sappiano rispondere a questa andata di violenza e che il Prefetto, intervenga a tutelare il diritto a vivere in sicurezza e solidarietà, così come avviene tutte le città con più di 10.000 abitanti (lo specifichiamo perchè lo si vuole sempre dimenticare) della nostra regione!

Ed ora vi propongo di leggere questo bellissimo racconto, estratto dal recente post di calabriaenonsolo.blogspot.it , redatta da una nostra conterranea:
La Playa???Casa mia!!!
Coltivare dei sogni e farli crescere  è quello a cui tutti aspiriamo: è quando ci avviciniamo molto al raggiungimento dell'obiettivo che assaporiamo la felicità.
Ma coltivare i sogni non è facile, spesso il percorso è pieno di ostacoli, il più delle volte siamo noi stessi il primo ostacolo, ed infatti molti preferiscono tenere i propri sogni chiusi nel misterioso cassetto! Forse, ad un certo punto della nostra crescita qualcuno ci ha detto che credere nei sogni è pura fantasia e che per realizzarsi bisogna tenere i piedi per terra e volgere lo sguardo solo verso mete concrete (quali siano le mete concrete poi è da verificare!).
Per molto tempo anch'io ho avuto in testa questo pensiero limitante. Limitante e debilitante per la mia autostima. Realizzare i propri sogni necessita di una grande forza interiore che va al di là della volontà; essa si basa sulla consapevolezza delle proprie capacità e sulla certezza che il desiderio di raggiungere un risultato che ci regalerà gioia pura ci guiderà nel nostro percorso anche se questi può sembrare assurdo ai molti. Credere in se stessi è fondamentale e ne ho avuto la riprova proprio in questi giorni. Ma per farvi capire meglio ho bisogno di raccontarvi la personalità e le vicende dei protagonisti di questa storia ...


venerdì 12 ottobre 2012

I GIOVANI ... TRA LE PAROLE DI RITO E DI FATTO!

Riportiamo integralmente gli articoli estratti su il Quotidiano e CalabriaOra di oggi. Per stimolarvi  a riflettere sulle "condizioni e condizionamenti" dei nostri giovani, è un buon esercizio raffrontare le parole dei giovani che sono corsi a presidio del lido e quelle di chi presidia le istituzioni locali:  sono pur sempre coetanei, siano essi dentro o fuori le istituzioni, eppure ...

martedì 9 ottobre 2012

UNA NOTTE DI FUOCO DISTRUGGE IL LIDO LA PLAYA!

Ecco quello che rimane del Lido La Playa 

Ci sono episodi che ormai non vengono neppure più battuti dall'ANSA Calabria, per quanto siano routine.  Neanche un incendio che distrugga un lido balneare  fa più notizia ... eppure, spesso dietro una attività economica stagionale come queste, c'è un percorso onesto e vistuoso, da sostenere.
E' il caso di Davide e della sua giovane famiglia, generosa e stimata dall'intero paese.
Questa notte un incendio, che molti segni lasciano interpretare come doloso, ne ha completamente distrutto le speranze, tra quei legni anneriti del Lido La Playa di Vibo Marina.
La cosa è resa ancor più inquietante dal fatto che gli autori, dopo aver dato fuoco al lido, hanno tentato di dar fuoco, con una tanica di benzina anche al lido accanto, ma i vigili del fuoco, accortisi del principio d'incendio, hanno avuto la meglio sulle fiamme.
Non possiamo che esprimere il nostro disprezzo e rifiuto per simili atti, condannandone gli autori che, mafiosi o no, ne hanno completamente mutuato l'atteggiamento vile e distruttivo. Condanniamo il continuo tentativo di creare un clima di paura e di sospetto nella nostra città ed invitiamo la comunità a stringersi attorno ai nostri giovani, che con caparbia testardaggine scelgono di investire la propria vita e le proprie risorse nel loro paese, convinti di dare anche il loro contributo per la sua crescita.
Agli amici che lo gestivano va tutta la nostra totale solidarietà! Il nostro invito è di non farsi scoraggiare e di contare sulla nostra vicinanza per  proseguire nella realizzazione del loro sogno ... perchè avere è l'avere un sogno, difendendolo a denti stretti contro ogni evidente ostacolo ... che rende alta la fronte!
Grafico delle visite a distanza di due ore dalla news online
C'è una segnale positivo in tutta questa opprimente vicenda: dopo un paio d'ore dalla notizia online il nostro blog è stato praticamente preso d'assalto da tutti gli amici: 445 visitatori in due ore con punte di 58 visitatori nello stesso istante ... è la dimostrazione che chi conta sull'isolamento ha sbagliato il suo scopo! Davide ed i suoi ... hanno talmente tanti amici, che se servono braccia e quant'altro ... sono già a loro disposizione. Ed anche con la mente non faremo di meno. Serviranno soldi? Organizziamo qualcosa ... una sottoscrizione? un'asta o qualcos'altro? ... rumble, rumble ... vedremo!



lunedì 8 ottobre 2012

LA TONNARA DI BIVONA ED IL MUSEO LIQUIDATO!!!

Visto che il finanziamento ottenuto risale al 2004 (per averne contezza basta digitare questo numero di CUP: E47B05000030006 su Google Search), alla luce dei quattro anni trascorsi dalla fine lavori ... considerato che del  Museo del Mare e Centro di Archeologia Marina non è possibile vedere o toccare nulla, nè si ha contezza di alcuna volontà di realizzarlo a Bivona, chiediamo:

è possibile conoscere, prendere visione o ottenerne una sintesi  ... dello Stato Finale dei lavori? 
del Conto Finale?
del Certificato di ultimazione lavori? del Collaudo statico e Collaudo Tecnico-Amministrativo? 
Ed infine del Parere di destinazione d'uso finale rilasciato della Soprintendenza ai Beni Monumentali? 

Considerando che ancora oggi, nell'Anno Domini 2012, visivamente e strutturalmente del Museo del Mare e Centro di Archeologia del Mare non v'è traccia ... vorremmo almeno essere consolati dalla sola visione degli Atti ad esso riferiti; atti che certamente ci saranno, visto che il finanziamento europeo sembra essere stato interamente liquidato.


mercoledì 3 ottobre 2012

ITALCEMENTI INVESTA IN UN MODERNO ED ECOCOMPATIBILE HUB DI SMISTAMENTO ED IN UN INNOVATIVO TERMINAL PORTUALE INTERNAZIONALE!


Proviamo a fare il punto della situazione venutasi a creare dalle recenti posizioni assunte dall'azienda bergamasca. L'azienda ha ieri confermato che intende mantenere il presidio industriale vibonese, destinandolo alla "macinazione" del clinker.
Anche qui attendiamo chiarezza, nel senso che non è del tutto chiaro, dai resoconti giornalistici, se nello stabilimento vi sarà una semplice frantumazione/amalgamazione di argille, marne, ossidi e polveri diverse ... per ricavarne quella che in gergo chiamano farina o se verrà chiuso il processo produttivo del clinker con la sua cottura in forno rotante.
Ma questo a breve si saprà. Considerando che l'Italcementi possiede già diversi centri di macinazione come sarà possibile concretizzare un'operazione industriale che punti a rendere vantaggioso questo ennesimo centro di macinazione, che traguardi la riassunzione di tutti gli 82 ex dipendenti, oggi in Cassa Integrazione, al posto dei soli 25 annunciati?
E' evidente che l'azienda intenda approfittare della sua posizione egemone sul territorio: controllo indiretto sulle attività di cava, sul trasporto su gomma,  sulla movimentazione marittima; controllo diretto dei 40 ettari occupati dal sito industriale.
Monetizzare questa posizione o metterla a valore, in un contesto di mercato sfavorevole, diventa dunque la priorità delle priorità.
Se al valore attuale di questo storico investimento aziendale sul nostro territorio aggiungessimo il plusvalore derivante da interventi statali e regionali (Area di Crisi, Zona Franca o a Burocrazia Zero, Fondi FSE o POR, etc.) è chiaro che la strada da intraprendere non ha altra via che quella della programmazione.
Secondo noi la posizione scelta dall'azienda già da maggio, seppur celata dai contraddittori provvedimenti di messa in mobilità e successiva Cassa Integrazione Speciale, tende a realizzare in loco un'area organizzata di deposito di materie prime e combustibili, dal quale fornire il proprio sistema produttivo italiano di cemento. Una sorta di hub, di terminal ombellicale, non ancora espressamente dichiarato come tale.
Sappiamo che l'azienda che gestisce lo sbarco del petcoke in ambito portuale ha recentemente avuto una proroga al 31 dicembre 2012 per l'esecuzione dei lavori necessari a rendere più sicura la movimentazione del petcoke; immaginiamo che tale atto sia propedeutico ad una conferenza dei servizi, da realizzarsi a breve, per consentire la movimentazione di un maggior numero di tonnellate del nero combustibile. Il che farebbe supporre che non si rinuncia in realtà all'uso dei forni, che non s'intende dunque  compromettere la possibilità di lavorare il clinker, escludendo definitivamente ogni ipotesi di riconversione dell'impianto esistente

Ma a questo punto, invece di adagiarsi ad una ancora contorta e balbettante strategia aziendale (vedi il pdf delle strategie future che sembrano non lasciare scampo proprio al sud!), non sarebbe il caso di anticipare tutti, proponendo con forza la creazione di un vero e proprio Terminal Territoriale, con Hub Terrestre e Terminal Portuale?
Perchè non abbandonare completamente l'inquinante idea della combustione a qualsiasi costo, in pieno centro urbano, e lavorare chiaramente in un innovativo Terminal Portuale, che sfruttando la via di trasporto marittima, possa sviluppare la logistica di shipping, legandola al previsto ampliamento del bacino portuale? Secondo noi questa sarebbe una prospettiva tutt'altro che peregrina, che consentirebbe addirittura di moltiplicare per dieci le opportunità occupazionali!
Lavorare con questa visione di sviluppo, significherebbe abbandonare la prassi delle "scelte non scelte", delle cose "fatte per fare", che tanti danni ambientali ed occupazionali hanno causato nel nostro territorio.
Significa pretendere dallo Stato l'ampliamento (promesso ma mai concretizzato) del bacino portuale, riorganizzarne le banchine, ridisegnando gli investimenti strutturali in sinergia con una visione concreta, condivisa con una grande azienda internazionale, di sviluppo del traffico marittimo.
Ricordiamo che da tempo Italcementi  agisce attivamente nello shipping, con quote in societa come Medcem, MTB, MLA, Sider Navi.
Analisi strategia aziendale al 25 settembre 2012
Secondo le notizie rintracciate sul web Italcementi dispone di 5 terminal, tutti all’estero, dislocati in Albania, Gambia, Kuwait, Sri Lanka e Mauritania, gestiti grazie alla Interbulk Trading, una divisione specializzata con sede in Svizzera, che cura gli scambi commerciali di clinker, cemento comune e speciale, prodotti cementizi e combustibili fossili, oltre a sovraintendere alla logistica e al trasporto (anche marittimo) dell'azienda.
Attualmente Italcementi si è in buona parte ritirata dai porti italiani, puntando quasi esclusivamente sul trasporto gommato (nel '97, attraverso la controllata Silos Granari, aveva acquisito dalla ex-Ferruzzi vari silos portuali a Palermo, Catania, La Spezia, Bari, Napoli, Ancona, ma nel gennaio 2012 - anche per far cassa - la Silos Granari, scorporata l’attività di stoccaggio cementizia, è stata ceduta alla Terminal Cereali Srl del gruppo Casillo). Dunque ad oggi, in Italia ... l'azienda bergamasca non può contare efficacemente su un vero e proprio Terminal Portuale degno di tale nome.
Analisi strategia aziendale al 25 settembre 2012
E questo mentre, al pari del gruppo Fiat, Italcementi ormai abbia impostato la sua nuova forza produttiva, tutta in aree e mercati internazionali. Recentemente Italcementi ha vinto la gara per la realizzazione della Jamal Abdul Nasser Street, uno dei più grandi progetti infrastrutturali in fase di attuazione in Kuwait. A marzo è stato avviato il programma di revamping della cementeria di Devnya Cement, in Bulgaria; il nuovo impianto, uno dei più grandi del Gruppo in Europa, operativo dal 2015  a produrre 1,5 milioni  di cemento all’anno, costerà un investimento di 160 milioni di euro. Un mese fa la controllata Ciments Français ha raggiunto un accordo per il conferimento a West China Cement della partecipazione in Fuping (acquisita nel 2007) e del 35% di Shifeng (2010) a fronte di un aumento di capitale riservato che permetterà a Italcementi di diventare il terzo azionista di West China Cement, che nel 2011 ha registrato ricavi per 380 milioni di euro.
Analisi strategia aziendale al 25 settembre 2012

Con questa proiezione internazionale, che non accenna a decrescere, non sarebbe importante per l'Italcementi, poter contare in Calabria, proprio a Vibo Valentia Marina, su un moderno Terminal Portuale gestito quasi in esclusiva (considerando l'importanza di mantenerne la funzione di terminal petrolifero), in grado di rendere efficace e funzionale il collegamento con l'ormai fitta rete di impianti produttivi internazionali e un innovativo hub di smistamento? Siamo nella fase migliore per il recupero di investimenti importanti già decisi per l'impianto portuale, ma non attuati per mancanza proprio di una strategia di trasporto marittimo; una fase che consentirebbe di programmare un Terminal privato, attrezzato in ampia banchina con le migliori attrezzature per il carico e sbarco di prodotti alla rinfusa, con nastri trasportatori verso silos innovativi per impatto ambientale (magari realizzati all'interno della struttura di allungamento del braccio di sopraflutto)!
Un innovativo Terminal Portuale, nel quale realizzare il deposito e lo shipping per conto proprio e perfino, volendo, per conto delle altre aziende cementiere italiane?
Ma andiamo, per una volta pensiamo in grande e pensiamo in meglio, in tecnologie ed in sicurezza per la salute!
Certamente la visione va arricchita di particolari, di impegni reciproci tra Stato, Regione ed Azienda, per l'ottimizzazione in un paio di anni dell'investimento strutturale. Va arricchita dei particolari legati alla valorizzazione, tutela e sviluppo del territorio e la comunità locale.
Ma su questo tema e questa visione ... per concretizzarne un progetto complessivo ed un percorso fattivo, c'è qualcuno oggi in grado di usare la testa?

lunedì 1 ottobre 2012

ITALCEMENTI: UN NUOVO PERCORSO, GRAZIE ALLA PREFETTURA!


Riprendiamo integralmente il comunicato stampa del Prefetto di Vibo Valentia del 01.10.2012, dal sito istituzionale della Prefettura.


Un nuovo percorso per la vertenza Italcementi con la mediazione della prefettura di Vibo Valentia

«Inizia un nuovo percorso. Un punto in più rispetto a ieri. Adesso sta ai sindacati ed alle istituzioni aggiungere gli altri tasselli utili a far marciare il lavoro avviato». Lo ha affermato il prefetto di Vibo Valentia Michele di Bari al termine del produttivo incontro che si è tenuto venerdì scorso nella prefettura sulla vertenza Italcementi.

L’azienda ha infatti manifestato la volontà di mantenere il presidio, trasformando parte dell’impianto in centro di macinazione, salvaguardando così 25-30 posti di lavoro. Un segnale positivo che supera la precedente decisione aziendale di chiudere definitivamente lo stabilimento di Vibo Marina, con la cassa integrazione a zero ore per tutti gli 83 dipendenti.

La scelta di convertire il sito produttivo in centro di macinazione consentirà, inoltre, di salvaguardare i lavoratori dell’indotto del settore trasporti.

Si avvia pertanto, con la mediazione della prefettura, un nuovo percorso nella difficile vertenza, per la definizione degli accordi tecnici relativi alla modulazione della cassa integrazione.


venerdì 28 settembre 2012

ITALCEMENTI: IL CONSIGLIO COMUNALE ISTITUISCE UNA "COMMISSIONE STRAORDINARIA PERMANENTE" PER LA VERIFICA DELLO STATO DEL SITO ... MENTRE L'AZIENDA PROPONE L'OPZIONE "MULINO BIANCO"!


ULTIME NOTIZIE VERTENZA ITALCEMENTI: 
Sembra che l'incontro pomeridiano in Prefettura abbia confermato gli obiettivi aziendali di maggio. 
Domani la politica ed i sindacati potranno festeggiare, prendendosene i meriti, la permanenza dell'azienda nel territorio e la riassunzione di 25 operai. Si,  perchè si rimane solo per produrre clinker e far da deposito di materie seconde a mezza Italia. Alla luce di questo ... è chiaro che la Commissione Comunale Straordinaria ... non interessava più a nessuno!
Lo avevamo predetto. E' accaduto. Ma non siamo maghi, conoscendo i protagonisti locali, abbiamo solo dato credito al Piano Industriale ed alle agenzie finanziarie, nell'ormai lontano  maggio scorso. Dispiace che la politica locale non abbia fatto altrettanto: si potevano conservare un maggior numero di posti di lavoro, riducendo l'impatto ambientale della nuova destinazione industriale.


Sbigottiti leggiamo il deliberato ... e non riusciamo a credere sia così! Eppure è così: il 18 settembre scorso il Consiglio Comunale  dell'Illustre Municipio (come la chiamò Cicerone) di Vibo Valentia ha approvato un ordine del giorno con il quale istituisce una Commissione Straordinaria Permanente sulla "Edilizia Italcementi" ... e ben pochi se ne sono accorti?
C'è da chiedersi come mai, nè la stampa locale, nè i politici ed i commentatori, abbiano deciso di non dare il meritato risalto a questa deliberazione, l'unica forse ... che potrà in qualche modo mettere sulla giusta carreggiata, dando il giusto peso all'ente locale, la trattativa sul destino degli operai ... che sino ad oggi si è caratterizzata per la scarsa o nulla concretezza.
Ma andiamo con ordine. Dieci giorni fa, il 18 settembre scorso, grazie ad un ordine del giorno del gruppo PD, il consiglio comunale ha deliberato, con l'unanimità dei presenti, la costituzione di una Commissione Straordinaria Permanente, che ... sentite, sentite ... in maniera gratuita (senza gettoni o spese varie), avrà il compito di verificare lo stato del sito industriale, unitamente alla verifica possibilità di adire alle vie amministrative e giudiziare finalizzate al ripristino del sito allo stato quo ante!
A noi, tale notizia, pare una notizia da dare con titoloni a quattro colonne! Lo avevamo consigliato a luglio sul nostro blog, di controllare le carte, verificare lo stato autorizzativo e concessorio. Consigliammo alla città ed ai suoi amministratori di non arrivare alla trattativa sul mantenimento o meno del sito produttivo impreparati: "Forse - avevamo scritto a luglio (vedi link) - è il caso di mettere subito al lavoro gli uffici competenti per rintracciare informazioni precise e dettagliate sullo stato autorizzativo dell'azienda, su quali siano i lotti in proprietà, quelli in possesso o quelli in affitto decennale; quali siano le eventuali ristrutturazioni o migliorie tecnologiche o energetiche autorizzate, finanziate con fondi pubblici  e vincolate a tempi d'uso; quali le norme e le prassi da seguire per un piano di utilizzo dell'area  alternativo all'utilizzo che alla fine l'azienda comunicherà. Insomma, tirare fuori tutte le carte in possesso dell'amministrazione comunale, formarne un dossier da studiare e capire quali possano essere quelle necessarie a governare concretamente la relazione tra l'azienda e l'ente!"
L'istituzione di una Commissione Comunale ad hoc, se la politica vorrà realmente compiere fino in fondo il suo ruolo, è un atto formale ancor più importante del semplice controllo d'ufficio delle carte, che certamente non potrà che avere influenze positive sul destino che ci attende nel prossimo decennio.
Ovviamente riportiamo integralmente l'atto, che in sintesi è così deliberato, attribuendo ai Commissari specifici obiettivi e valutazioni:
 "Il Consiglio Comunale delibera di costituirsi la Commissione Straordinaria Permanente senza alcun aggravio di spese e/o gettone di spesa, sulla Edilizia Italcementi, affinchè la stessa in modo operativo e propositivo indichi con precisione le linee dell'amministrazione e previa autorizzazione, provveda immediatamente ad attivarsi per la verifica sullo stato del sito. 
La Commissione dovrà essere formata da 4 Consiglieri (3 di maggioranza e 1 di minoranza) esperti nella nota di che trattasi. Valutare come atto di proposta e/o di indirizzo a cura della Commissione Straordinaria l'esperibilità delle azioni giudiziarie finalizzate al ripristino della situazione del sito allo stato quo ante ed alla bonifica comunque del sito da parte dell'azienda ed esperimento azione risarcimento danni per responsabilità sociale dell'impresa Italcementi"
Approvata alla unanimità a seguito dell'ordine del giorno del gruppo PD "Sullo stato dell'arte del Cementificio".

C'E' DA SPERARE CHE SI ATTIVI SUBITO LA COMMISSIONE, 
NOMINANDO I QUATTRO COMPONENTI (AD OGGI NON NE ABBIAMO NOTIZIA) 
E CHE NESSUNO DI LORO SI LASCI DEMOTIVARE ... 
DALL'ASSOLUTA MANCANZA DI COMPENSO!

mercoledì 26 settembre 2012

GLI ALUNNI DEL VESPUCCI DI VIBO MARINA OFFRONO I LORO RISPARMI PER RIPRENDERE LO SCAVO DEL MOSAICO DI KAULON!



"Ogni granello di sabbia e' un pezzo di storia", cosi' e' iniziata la nostra settimana da giovani esploratori alla ricerca del Drago, nell'ambito del POR "Calabria Jones". Noi siamo gli alunni dell'Istituto Comprensivo"Amerigo Vespucci" di Vibo Marina, noi siamo quelli del Drago, perche', il nostro archeologo, Francesco Cuteri, che ha scoperto i nuovi mosaici di Kaulonia, ha dovuto ricoprire per motivi conservativi questo entusiasmante ritrovamento. Ed allora noi abbiamo pensato che se rinunciamo a qualche paghetta, a qualche ricarica telefonica, possiamo aiutare l'archeologo a scoprire tutto il pavimento. E cosi' sara'!
Oggi abbiamo sancito questo accordo con la Soprintendente dei Beni Archeologici Simonetta Bonomi, la Direttrice del Museo di Monasterace Maria Teresa Iannelli e il Sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta. Affideremo i nostri risparmi al nostro amico e sigillo Francesco Cuteri.
Gli alunni dell'Istituto Comprensivo"Amerigo Vespucci" di Vibo Marina"




Commovente iniziativa degli alunni del “Vespucci” di Vibo: raccoglieranno i loro risparmi per consentire a Francesco Cuteri di riprendere lo studio sul mosaico di Kaulon, scoperto e subito ricoperto per mancanza di fondi. Ora un accordo con Soprintendenza, Museo e Comune di Monasterace.
Gli alunni dell'Istituto Comprensivo"Amerigo Vespucci" di Vibo Marina
con la Direttrice dell'istituto Maria Salvia, la Dott.essa Iannelli,
l'archeologo Francesco Cuteri e il Sindaco Lanzetta
 «Abbiamo pensato che se rinunciamo a qualche paghetta, a qualche ricarica telefonica, possiamo aiutare l'archeologo a scoprire tutto il pavimento. E così sarà!». E gli alunni finanziarono la campagna di scavo: oltre a essere inedita, ha del commovente la storia degli alunni dell'istituto comprensivo "Amerigo Vespucci" di Vibo Marina. Una vera e propria campagna – indicativa del destino cui va incontro il nostro patrimonio storico, cui da anni sono negati i giusti finanziamenti – che sta facendo il giro del web con in nome di “Adotto il Drago”.
I ragazzi del “Vespucci”, giovani esploratori nell'ambito del Por "Calabria Jones", si “autotasseranno” per consentite al loro nuovo amico archeologo, Francesco Cuteri, che ha scoperto i nuovi mosaici di Kaulonia, di continuare i lavori. Cuteri «ha dovuto ricoprire per motivi conservativi questo entusiasmante ritrovamento», scrivono gli alunni dell'istituto diretto da Maria Salvia. Fedeli al motto «ogni granello di sabbia è un pezzo di storia» con cui si è aperta la loro settimana da «giovani esploratori alla ricerca del Drago». E oggi hanno sancito un accordo con la soprintendente dei Beni archeologici Simonetta Bonomi, la direttrice del Museo di Monasterace Maria Teresa Iannelli e il sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta. «Affideremo i nostri risparmi al nostro amico Francesco Cuteri».
I loro coetanei della sponda jonica stanno già pensando di organizzarsi seguendoli a ruota. Una bella lezione alla politica degli sprechi e degli annunci.

Articolo a firma di "eu. f.", interamente estratto dal sito web del Corriere della Calabria del 26 settembre 2012

lunedì 24 settembre 2012

24 ORE NELLA CITTA' ... DAL FUTURO NEGATO.

Mentre una parte della città prova a ritrovarsi,  un'altra in silenzio ne ruba le speranze. Volutamente mettiamo insieme gli articoli dei quotidiani di oggi,  con l'interessante cronaca sulla seconda edizione del Premio Santa Venere e quella del primo furto in assoluto (nella storia della fabbrica), di attrezzi e mezzi avvenuto all'Italcementi. Le ragioni dei due eventi, messe insieme, si esaltano. E così, ancora una volta, nonostante tutto e tutti, la città si conferma un "Giardino sul Male"(*).

(*): Vibo Marina, negli anni '60, era nota nelle cronache regionali, come "Giardino sul Mare".

venerdì 21 settembre 2012

ITALCEMENTI: A FABBRICA CHIUSA ... PARTE PER MARE IL CLINKER.

Il nostro paesino è davvero un paesino unico, perchè è da qui che parte tutto. Partono le proteste, partono i concerti, partono i turisti e partono i licenziamenti. Avevamo avvisato dell'idea di destinare l'area dell'Italcementi (chiusa per colpa della globalizzazione del mercato in crisi) a deposito dei materiali polverulenti che l'azienda invierà negli altri stabilimenti italiani rimasti in attività. L'idea della proprietà, avevamo azzardato, poteva anche fermarsi alla produzione di solo clinker a Vibo, per poi distribuirlo altrove.
Oggi osserviamo le prime conferme.
Nel nostro porto, in queste ore ... la  nave CRISTIN sta imbarcando clinker. Ed il clinker partirà  silenziosamente, come i turisti, il lavoro e la salute.


Per come spiegatoci ad agosto dal Dott. Di Ciaula, le polveri di clinker in realtà possono essere ancora più pericolose delle polveri del cemento, perchè contengono ceneri tossiche di tutti i tipi, avvertendo sulla necessità che queste vengano maneggiate con accortezza e le protezioni necessarie.
Ed oggi assistiamo alla partenza del clinker dal porto. I camion arrivano, scaricano in banchina il clinker, le benna lo carica in nave, mentre un bobcat silenzioso lo sistema a piramide ... come fosse l'essenza del nuovo Chanel Noire .
Ovviamente non facciamo alcun accenno alle modalità di imbarco, perchè immaginiamo siano eseguite correttamente e verificate (sic!) tutte le procedure a tutela della salute di chi lavora nei pressi, e di quanti possano essere raggiunti dalle folate di vento clinkerino.
Altrettanto ovviamente non esprimiamo alcun parere su cosa possa significare, per le residue speranze di lavoro degli operai in cassa integrazione (tutte legate alle rivendicazioni di una riqualificazione ambientale o bonifica dell'impianto), l'avvio della spedizione di clinker dal nostro porto. L'avvio dell'uso dell'area della fabbrica come deposito di materie prime e seconde ... non consente ahinoi di ipotizzare alcun uso alternativo dell'area, nè tantomeno un uso a basso impatto ambientale.
Altrettanto ovviamente infine ... siamo pronti a scommettere che l'avvio della spedizione marittima di clinker ... aprirà a breve la strada allo sbarco ed imbarco di grosse quantità di petcoke, e di quant'altro (materiale di cava, etc.) sarà utile all'Italcementi ... per mantenere la produzione di cemento, non quì ... ma paradossalmente altrove!
La polvere di clinker di oggi, che svolazza per il corso ormai mezzo vuoto, è una doccia fredda per tutti! E' una doccia fredda per gli operai, che proprio ieri hanno occupato per qualche ora una vuota sala consiliare; una doccia fredda per quanti sperano nel dialogo costruttivo con la proprietà, una doccia fredda per quei cittadini che speravano in una riqualificazione ambientale dall'area della fabbrica ormai chiusa.

Ah! Giusto per evitare di essere catastrofici e pessimisti, può anche darsi che il clinker imbarcato in questi giorni ... non sia quello prodotto dall'ex stabilimento di Vibo Marina, ma esclusivamente frutto delle ceneri dei tanti tavoli di concertazione allestiti in questi mesi.

AGGIORNAMENTO DEL 25 SETTEMBRE 2012 - DA LUNEDI' SCORSO GLI OPERAI, PER PROTESTARE CONTRO LA PROPRIETA' ED IL SILENZIO CALATO SULLA LORO SORTE, IMPEDISCONO L'USCITA DEL CLINKER DAI CANCELLI DELL'ITALCEMENTI.

Finalmente una scelta efficace e coraggiosa, a tutela di tutti!


martedì 18 settembre 2012

PSC: ASSENZE ... DA PIANIFICAZIONE!

Si è tenuta il 19 luglio scorso la Conferenza di Pianificazione legata al percorso di valutazione partecipata del Piano Strutturale Comunale e del REU del comune di Vibo Valentia.
Riportiamo per intero il verbale della Conferenza, così che si possa in qualche modo comprendere il tenore delle discussioni in atto su questo importantissimo strumento urbanistico.
Ovviamente non c'era nessun invitato o presente in grado di essere portatore d'interesse e bisogni dell'area costiera (e dispiace annotare tra gli invitati assenti il Parco Marino).
Ovviamente non entriamo nel merito (perchè da una rapida lettura pare lo abbiano fatto in pochi) ma quello che preme è mettere in risalto sono i numeri.
Gli invitati alla Conferenza, tra enti e associazioni, erano 58. 14 le note scritte inviate, tra prima dell'invito e dopo, da aggiungere a verbale. 5 i presenti sottoscritti (non considerando 5 firmatari, tra dirigenti, delegati e e tecnici, che rappresentavano il Comune).
Si, si ... solo 5 ! Pure a voler essere buoni, e ad includere le 14 note scritte, si raggiunge lo scarso numero di 18 pareri espressi sui 58 richiesti.
Una Conferenza di Pianificazione con questi numeri, per essere considerata realmente partecipata e legalmente conclusiva ... forse andrebbe ripetuta!

mercoledì 5 settembre 2012

"OPERATION FERDY" - 8 SEPT. '43: ALLIED LANDING AT VIBO VALENTIA MARINA, ITALY


8 sept. 1943. Italy was practically out of the war. Mussolini had been toppled from power and a fresh invasion was underway. A new Allied army, the Fifth under U.S. General Mark Clark was about to be landed at Salerno, just south of Naples. It was essential that Montgomery’s troops should join up with them. A lightning operation was planned with no time for rehearsals. The plan was to land a large body of troops behind enemy lines in the Italian ‘toe’. Their purpose was to interfere with enemy withdrawal, prevent demolition of roads and bridges and thus aid the advance of the British 8th Army.

The landing was to take place at Vibo Valentia Marina, a little port 25 miles up the toe of Italy. Wooded hills rise steeply above the road and railway along which the enemy’s guns and transport would have to pass.

24 landing craft ferried the troops accompanied by 18 tank landing craft and 2 tank landing ships carried the necessary guns and vehicles.

In support were Aphis and Scarab backed up by the monitor Erebus. With them were 2 Landing Craft (Gun) and 2 Landing Craft (Flak). Present in person aboard M.T.B. 77 was Rear-Admiral McGrigor to oversee the operation.

Although the landing was timed to commence at 2.30 am the night was very dark and Vibo Valentia’s breakwater impossible to locate. The flotilla cruised around for 90 nerve-wracking minutes while the beach party searched desperately for their landing place. Dawn was barely an hour away by the time that the assault craft at last received the landing signal.

Only slight opposition had been anticipated by the planners but in fact the coast road was thronged with retiring German troops fully equipped with artillery, mortars and machine-guns. They opened fire at once and pinned down the invaders almost before they managed to get off the beaches.

Aphis, Scarab and Erebus opened fire in support. As daylight came enemy fire grew more intense and in places German defenders broke through to within a few yards of the beaches. Dive bombing attacks developed in one of which Admiral McGrigor’s M.T.B. was near-missed, sunk and the admiral wounded. Undeterred he transferred his flag to a harbour defence motor launch.

Standing off the little bay Erebus and the two Insects were continuously in action. Shelling targets were signalled back to them by forward observation officers. Unfortunately one was killed and another lost touch with his bombarding ship. Until liaison was re-established supporting fire was badly compromised at a critical stage. If the soldiers were to avoid being driven back into the sea they urgently needed the guns and vehicles still on board the 2 tank landing ships.

Led by the Admiral in his motor launch the two vessels headed for the harbour.

One of them was soon in trouble but her consort zigzagged under the heavy fire, charged in and ran her bows up on the beach. She had been hit too many times on her way in and some of the vehicles set on fire. To make matters worse one of her bow doors jammed but by some miracle there happened to be a bulldozer on the beach and with its aid the damaged door was wrenched open. The guns went into action as soon as they were unloaded but the unfortunate L.S.T. remained where she was for many hours sustaining heavy damage and casualties from enemy shellfire.

Fighting raged all day with the Insects and Erebus slamming their 6 inch and 15 inch shells into the enemy at almost point-blank range. The fact that the German guns were all mobile made their work difficult. Although practically unscathed themselves the gunboats’ attendant landing craft fared badly, one of them having all her officers killed or wounded by a direct hit.

With nightfall fighting eased and by 11 pm the Germans had withdrawn. Erebus escorted the crippled landing ships back to Sicily but the Insects remained until Lt. Frank Bethell in Aphis was satisfied all enemy opposition had been overcome. The gunfire of these hard-hitting little ships had saved the day.

By the time Aphis and Scarab were able to withdraw from Vibo Valentia Marina the Allied landing at Salerno was in full swing.

Despite their usefulness the fact is often overlooked that they were elderly little ladies never intended for ocean operations. The venerable engines had to be carefully nursed and their thin, worn hulls constantly patched to withstand not just rough seas but the underwater concussion of exploding shells and bombs. Expendable yes, but uniquely valuable since they were of very shallow draught, reasonably speedy and manoeuvrable yet boasted a weight of shell equal to a destroyer.

Little more than flimsy floating platforms the gunboats were nearly helpless in large seas. Pushing head into the wind was unhelpful. The violent shock of pitching onto a flat bottom could not be endured by either crew or ship. Such “bumping” was actively dangerous since it hammered the hull plating and caused the superstructure to work back and forth loosening the securing rivets. For example the Insect Cricket required some 3,000 new rivets in her hull on arrival at Port Said after a short but rough voyage from Port Sudan.

Normally all small vessels were due for an overhaul and boiler clean after every thousand hours steaming but this was not always possible either because the ship could not be spared or because there was no dockyard berth free.

A good example is Cockchafer which when her engines had become urgently critical was sent wandering across to Malta, then to Benghazi, then Haifa on a variety of tasks until in May 1944 she arrived at Suez where the needs of her protesting machinery could finally receive attention.

But early in September, Cockchafer, Aphis and Scarab were retained along with Erebus to continue to aid the advance of the 8th Army which they did sharing the army’s calls for flank bombardments with destroyers and light craft.
28th Arrived Augusta departed 29th.  
30th Arrived Malta.
 In October the Admiralty informed the C.I.C. Mediterranean that the three Insects would remain at his disposal but that they should be refitted one at a time and modernised. This was to be deferred time and again.

The two Allied armies in Italy, the 5th on the west and the 8th on the east slowly forged northward against tough German opposition with the climatic obstacles of rain and snow, swollen rivers and glutinous mud which beset their efforts with the onset of winter. Each defensive river line was bitterly contested by the Germans under Kesselring.

Aphis and Scarab joined Cockchafer at Suez for overhaul and were fitted with a fresh pair of 6 inch guns apiece. Though these were not new they were a much later model and capable of effective fire at much greater range. In addition Aphis and Cockchafer were re-equipped with radar and Scarab given a VHF wireless set. Lieutenant Cameron was replaced by Lieutenant Edward Albert Hawkesworth, Royal Naval Volunteer Reserve in February 1944
  
While in dockyard fuel capacity and endurance were checked. Capacity was similar for all three – 106 tons but endurance range differed. Cockchafer’s was nearly 200 miles less than her sisters and speed slower probably due to the poor condition of her engines and boilers. Maximum endurance range for Aphis and Scarab was a little over 800 nautical miles

L'esperienza vissuta dallo Scarab, dall'Erebus e dall'Aphis nel settembre ed ottobre del 1943 è interamente tratta dal sito web dedicato al diario dell'equipaggio dello Scarab, vedi link., estratto dal sito www.frankstaylorfamilyandroyalnavyhistory.net . Per conoscere i nomi e le foto dell'intero equipaggio, vedi link 

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