martedì 29 settembre 2009

AUTONOMIA ED ITER LEGISLATIVO: ARRIVANO I GIORNI DETERMINANTI!

Domani sera potrebbe essere il giorno utile a comprendere quale sarà il destino delle proposte di legge avanzate in questa legislatura sulla istituzione di nuovi comuni. Domani infatti alle 15,00 si terrà la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, durante la quale l'On. Serra, Presidente della I Commissione nel quale sono "arenate" le nostre proposte, potrebbe porre alla Conferenza lo spinoso interrogativo su quale esito dare al loro iter legislativo. Usiamo il condizionale per le ovvie ragioni della realpolitik: abbiamo contattato nei giorni scorsi il Presidente Serra, il quale ci ha dichiarato che potrebbe convocare la I Commissione con le nostre proposte all'OdG soltanto nel caso gli si garantirà che questa non verrà rinviata sine die per mancanza del numero legale; e la Conferenza dei Presidenti Gruppi Consiliari potrebbe essere il luogo ideale ove ottenere tale garanzia.
Noi di certo non staremo ad attendere silenti gli esiti del gioco dei numeri su cui si fonda la casareccia realpolitik. E' stato infatti convocato per lunedì 5 Ottobre 2009 alle ore 18.00 l'incontro del Coordinamento Regionale delle Associazioni Autonomiste presso la sede dell’Associazione Rinascita per Sibari Comune (via della Ferrovia - Sibari), nel quale le associazioni ed i comitati che sostengono le rispettive proposte di legge per l'istituzione di nuovi comuni (Sibari, Le Castella, Porto Santa Venere e Catanzaro Marina) programmeranno le iniziative da intraprendere per sollecitare in maniera efficace l'indizione dei Referendum Consultivi previsti dallo Statuto della Regione!
Riteniamo che l'iter legislativo debba seguire il suo corso e che la I Commissione non possa interromperlo ... solo per non creare problemi ai maggiorenti politici delle singole realtà locali.
E' probabile che saremo costretti a concretizzare forme di protesta più incisive ed eclatanti per pretendere il rispetto delle leggi che disciplinano l'iter delle proposte istitutive di nuovi comuni.
Valuteremo insieme le azioni da intraprendere ... anche in virtù degli esiti della Conferenza di domani sera.

lunedì 28 settembre 2009

ESCURSIONE AL FOSSO GALERA CON PROPOSTA: UN CEMENTO COLORATO PER RIVELARE QUELLO DEPOTENZIATO!

Abbiamo dedicato parte della mattinata della domenica appena trascorsa ad una escursione lungo il corso del Fosso Galera (chiamato anche Antonucci dai più scaramantici), per dare un'occhiata un pò più a monte ai lavori in corso per la messa in sicurezza del torrente. Nonostante piova da qualche giorno non abbiamo visto scorrere acqua sul suo letto; probabilmente il corso sarà stato deviato per consentirne la totale cementificazione. La possenza delle opere di cemento impressiona: è come fosse stata realizzata una gradinata gigantesca; non è da escludere che anche questo tratto venga in seguito "foderato" di pietrame così come è stato gia fatto più a valle, all'altezza del ponte d'accesso a S. Pietro. Sarà la nostra avversione all'uso del cemento nei torrenti con tali pendenze a rendere indigeribile questo tipo di "messa in sicurezza" e "rinaturalizzazione", ma visto che la scelta è stata fatta ed i lavori procedono speditamente, ci auguriamo comunque che in questa fase, proprio per quanto si scopre quotidianamente nella nostra regione, qualcuno abbia provveduto a certificare la qualità di tutto quel cemento!
Già ... perche proprio in questi ultimi anni nella nostra regione la magistratura ha rilevato la prassi di depotenziare il cemento pretendere che opere cementizie di tale portata vengano preventivamente verificate (e scrupolosamente, viste le sciagure che potrebbero causare) da quanti hanno l'obbligo di farlo, è il minimo che si possa fare.
Se ciò accadesse ora... saremmo tutti più tranquilli. Evitare quanto accaduto sulla SS. 106, sull'A3 o recentemente sulla linea ferroviaria Catanzaro Lido-Settingiano, dovrebbe essere una priorità per ogni tipo di intervento che fonda la sua validità sull'uso del cemento!

Lasciando il fosso Galera, da uno sbuffo di polvere (inatteso alle 10,20 di domenica), ci siamo ricordati dell'esistenza a pochi metri dell'Italcementi e come abituati a tale evento spontaneamente si fa largo una riflessione che, oltre a poter diventare un business interessante, potrebbe rendere immediata ogni verifica: per ovviare alla incresciosa scoperta - che capita ormai troppo spesso a lavori terminati - dell'uso di cemento depotenziato, si potrebbe proporre alle cementerie italiane di produrre un cemento con colorante ... il quale, finchè non verrà raggiunta la percentuale di calcestruzzo, sabbie o ferro, utile a classificare l'opera cementizia come sicura, manterrà sempre a vista l'additivo colorato.
Un cemento così ... andrebbe a ruba, perchè eviterebbe tutti costi delle verifiche, dei collaudi ... etc, etc! Ovviamente consigliamo l'uso di colori che si avvicinino al Rosso Sangue, i soli adatti a rendere meno incoscienti quanti operano nei lavori pubblici!
E noi? Noi avremo comunque il vantaggio di costatare con i nostri occhi - seppur storcendo il naso - che anche il cemento grigio del Fosso Galera reggerà ... alla prima piena!

mercoledì 23 settembre 2009

APERTURA DI CREDITO ALL'ASSESSORE AL BILANCIO!

Non possiamo esimerci dal dedicare il post di oggi al nuovo assessore della Giunta Sammarco, Gaetano Pacienza, al quale (per quanto conosciamo della personale storia e formazione politica) porgiamo i nostri convinti auguri per le responsabilità alle quali dovrà far fronte, in breve tempo.
Ci auguriamo, visto che tra le prime motivazioni della scelta sindacale spicca quella di rappresentare la comunità costiera del comune, che abbia modo e tempo di ascoltarne le tante proposte (ovviamente ancora disattese) che in questi anni mesi sono state prodotte sul porto, sulle emergenze ambientali e - cosa ancor più importante - sociali ed etiche. Lo speriamo solo perchè è lui ... Gaetano, nonostante la storia della città non riporti nei suoi annali alcun assessore marinoto come indimenticabile e rimpianto. Potrebbe essere la prima volta? Bah! In fondo è nella nostra stessa condizione: potrà entrare nella storia della città solo rivendicando le sue autonomie!
Ed ovviamente gli auguriamo di riuscirci: una grande "apertura di credito" gliela dobbiamo ... e certamente non perchè sia un Assessore al Bilancio!

link:
http://ilquotidianodellacalabria.ilsole24ore.com/it/calabria/index.html

lunedì 21 settembre 2009

PETCOKE: VIA I SIGILLI DAL DEPOSITO!

Bene! Il deposito di PET-Coke di contrada Candrillo di Portosalvo è stato messo in sicurezza, abbassate le altezze dei cumuli, regimentato lo scolo delle acque, potenziato l'impianto di nebulizzazione per l'abbattimento delle polveri, attivato un controllo semestrale delle polveri a cura dell'ARPACAL (leggi articolo su CalabriaOra).
Oggi possiamo dire che quello è un deposito funzionale e che con le prescrizioni eseguite potrà essere gestito senza mettere in pericolo quanti vi lavorano, quanti vivono lungo la costa o coltivino le campagne limitrofe.
Ricordando che il PET-Coke và trattato sempre con tali "accortezze gestionali", siamo convinti che tali accortezze non siano un espediente momentaneo - utile al dissequestro -ma che diverranno presto una gratificante prassi; anzi siamo talmente sicuri di ciò che le verifiche, sotto l'egida dell'Arpacal, presto diverranno addirittura mensili e che semestralmente quanti vi lavorano saranno sottoposti ad accurati controlli medici alle vie respiratorie.
Ringraziamo la Magistratura per essere riuscita a convincere più e meglio degli enti locali della necessità di attuare tali prescrizioni e accortezze e ... dimenticando i rischi corsi fino a ieri, ci auguriamo di guardare fiduciosi al futuro.
Vogliamo permetterci però di aggiungere una riflessione/preghiera, ma soltanto perchè nei giorni scorsi abbiamo appreso dai giornali che l'avv. Fuscà (difensore dell'azienda che gestisce il deposito di PET-Coke) potrebbe essere uno dei prossimi candidati a sindaco della città di Vibo Valentia... non possiamo dunque non approfittare dell'occasione per chiedere sommessamente all'uomo politico (candidato o meno) d'adoperarsi affinchè gli ottimi impegni oggi assunti a garanzia della salute di tutti ... vengano sempre mantenuti !
Rappresentandogli infine ... che la popolazione costiera non disdegnerebbe un gesto di trasparenza, e si augura che i dati delle verifiche periodiche vengano sempre resi pubblici!
Sarebbe bello ritornare a ringraziare la politica al posto della magistratura!

link:
http://www.calabriaora.it

venerdì 18 settembre 2009

VIBO MARINA: DA FRAZIONE DI VIBO A FRAZIONE DI GIOIA TAURO!

Andiamo di male in peggio!
Rivendicando l'imprescindibile necessità di governo del territorio costiero, abbiamo proposto un nuovo comune, quello di Santa Venere:
non più frazioni ma centro, dal quale lanciare una sfida per lo sviluppo (sociale prima che economico) delle città costiere della Provincia, facendo proprio della portualità il tema aggregante.
La prima mossa dei politici vibonesi era prevedibile: bloccare la Proposta di Legge 260 in commissione fino al termine della legislatura, facendola così decadere. Di fatto è quanto sta accadendo.
Quale sarà la seconda mossa? Donare la gestione della struttura portuale totalmente all'Autorità Portuale di Gioia Tauro! Già! Pare che la prossima mossa sarà proprio quella di far aderire il comune (ed il Porto) all'Autority Calabrese! Gia c'erano state delle avvisaglie ma sembra che a breve saremo... definitivamente smembrati.

In pratica tra l'essere frazione di Vibo da un lato ed essere frazione di Gioia dall'altro, non avremo più il tempo di rivendicare parole di partecipazione, democrazia, legalità, condivisione, eccetera.

Non è che abbiamo qualcosa contro Vibo o contro Gioia, ma constatare che non solo si rimane inascoltati nel denunciare il colpevole vuoto di governo del territorio (che è causa principale del radicarsi di un cancro mafioso che alluviona l'economia, l'ambiente e la vita sociale) ma che si verrà a breve sbeffeggiati con scelte non condivise ... fa obbiettivamente male!

Perchè non ci piace unire ora le nostre speranze con il tessuto relazionale che ruota intorno al porto di Porto di Gioia Tauro? Perchè ne saremo presto condizionati, soggiogati dal freno sociale ed economico che quanto lo circonda vomiterà su di noi.
Di ciò siamo preoccupati perchè proprio recentemente, con l'Operazione "CENT'ANNI DI STORIA" [doniamo i nostri amministratori l'ordinanza integrale, basta cliccarci su] è stato ricostruito nel dettaglio chi "domina" il Porto di Gioia Tauro, mettendo finalmente in luce un sistema di collusioni e contiguità, al quale ... decidere di "affidarci" senza chiedercene conto è ancora più criminale!
Ironicamente ci sarebbe da suppore che la politica nostrana abbia deciso di continuare a punire la comunità locale (è dal '48 che sognano l'autonomia!) ed al contempo di fornire gratuitamente un percorso formativo alle consorterie locali. Non ci si poteva attendere di meglio! Se il comune di Vibo non è in grado di governare le nostre città e il porto ... si faccia da parte!
Noi comunque siamo convinti che questa scelta non vada fatta, e che in ogni caso non possa che spettare alla prossima amministrazione!

Sarebbe un errore compierla senza aver avviato, incentivato e concluso un ampio confronto con le forze politiche, sociali, sindacali ed economiche della nostra città!
Già, perchè la democrazia richiede i suoi tempi; vanno attentamente valutate le conseguenze, gli scenari ... e non può certo essere una scelta che spetta ad una amministrazione che è ormai a pochissimi mesi dal termine del suo mandato!

link:
http://www.casadellalegalita.org

lunedì 14 settembre 2009

ALLA RICERCA DI "NAVI A PERDERE" NELLA CALABRIA DERELITTA!


Il recente ritrovamento del relitto di un mercantile carico di fusti sospetti al largo di Cetraro (CS), non puo lasciarci indifferenti imponendoci una riflessione. Non esiste ambito, territorio, settore economico, luogo terrestre o marino in cui la ndrangheta non eserciti pienamente la sua supremazia. E' probabilmente una forte paura di fondo che spinge gran parte dei calabresi a voltarsi da un'altra parte, a non vedere ... ma il timore di vedere comincia a diventare meno rischioso del rischio delle contaminazioni a cui intere nostre comunità sono assoggettate.
Del problema delle "navi a perdere" se ne parla da tempo, navi affondate in mare volontariamente per smaltire (in maniera diversificata rispetto a "normali" discariche terrestri) in modo rapido e illegale rifiuti tossici e radioattivi. Giusto per comprendere il problema delle "navi a perdere" vi segnaliamo alcuni link documentali dal sito di Legambiente:
Le intercettazioni dei boss (da Mare Monstrum 2005)
Rifiuti radioattivi: il caso Italia (1995)
L’intrigoradioattivo (1996)
Lenavi dei veleni – Cronistoria di un intrigo internazionale (2004)
Lenavi a perdere (dal Rapporto Ecomafia 2006)
Inchiesta de La Nuova Ecologia – “Le navi a perdere” (2008)
Comitato per la Verità (istituito nel 2007 da Legambiente, su iniziativa dei gruppi calabresi)

Ovviamente citiamo anche il link di un blogger, quello di atavicabruzia, che scrive della vicenda della "nave a perdere" di Cetraro in maniera altrettanto documentata.

Il ritrovamento di Cetraro probabilmente renderà finalmente ricontrabile in modo inoppugnabile il criminale del dominio della ndrangheta anche delle acque della nostra regione (oltre la terra e le coste), rendendo ancor più criminali quanti la fiancheggiano silenziosamente o la sopportano con sguardo distratto!


La domanda che regna sovrana adesso è una sola: dove sono gli altri relitti contaminati? Per provare a darvi una risposta segnaliamo un modo semplice semplice per trasformarsi in ricercatori di relitti grazie al web! Sapevate che con un semplice click è possibile localizzare gran parte dei relitti delle coste meridionali? Proprio così, grazie al Progetto Archeomar (nel cui sito troverete più dettagliate informazioni) è possibile "vedere" cosa nascondono e custodiscono silenziosamente i nostri mari. A quel progetto si deve la creazione di un documentatissimo GIS (Geographical Information System) completo ed interattivo con la localizzazione di relitti (antichi, bellici o contemporanei), al pari di reperti o siti archeologici sommersi, creato per supportare il Ministero e le Soprintendenze nella gestione, valorizzazione e tutela di quello che potremmo definire il nostro patrimonio archeologico sommerso.
Grazie alla realizzazione di un ottimo sito web sugli esiti de progetto è oggi possibile visionare tali "reperti", con la loro localizzazione completa di foto o video, rinvenuti grazie alla ricerca multidisciplinare di informazioni edite ed inedite, i rilievi strumentali e le verifiche in mare, la classificazione e valutazione dei dati. Ogni oggetto nascosto nel mare della Campania, Puglia, Basilicata e Calabria è stato censito, posizionato, georeferenziato.
La realizzazione del progetto è stata assegnata ad un raggruppamento di imprese ed il personale dell’ATI (Associazione Temporanea di Imprese), coinvolto direttamente nel progetto, ammonta ad oltre 120 esperti ed include: archeologi subacquei e navali, geofisici, geologi, equipaggi delle imbarcazioni, piloti ROV (Remotely Operated Vehicle), tecnici, grafici, fotografi, architetti ed esperti in informatica. L' ATI, capitanata dalla Cooperativa Nautilus di Vibo Valentia, composta da 8 aziende specializzate nei diversi settori dell’archeologia, dell’informatica e delle prospezioni geologiche marine, Insomma, una gran mole di dati grazie ai quali non è da escludere che, visionando sul web quei relitti classificati di "età contemporanea", qualcuno di voi possa riconoscervi una "nave a perdere" con tanto di rifiuti tossici, fatta affondare a pagamento dalla ndrangheta! Altri scopriranno invece un mare ricco di tesori sommersi, navi greche o romane al pari del nostro porto antico di Trainiti, meravigliandosi dell'incredibile ricchezza archeologica della nostra regione!

sabato 12 settembre 2009

UNA TARTARUGA SUL LAMPIONE DI PIAZZA MUNICIPIO!

C’era una volta un ragazzo che dopo aver  passeggiato per ore nella piazza principale del  suo doppio paese, dinanzi al Palazzo Municipale dove era in corso l'ennesima assemblea civica con i soli consiglieri di maggioranza,  decise di fermarsi un pò su una delle tante panche.
Si sedette in quella occupata da un uomo anziano e dopo un pò i due iniziarono stancamente a parlare dei loro paesi, del loro essere sfiduciati e finalmente sui loro consiglieri, assessori e sindaci vecchi e nuovi della città.

L'anziano, ad un tratto disse al ragazzo: "Sai la vera verità sui politici? Sono tutti come quella tartaruga ferma sul palo di quel lampione!"
Dopo un attimo di smarrimento il ragazzo guardò il lampione indicatogli dall'uomo e scorgendovi sopra realmente una tartaruga disse:- "Va bene, la vedo... ma non capisco l'esempio! Che intende dire?".
Allora, l'anziano spiegò: "Guardala meglio quella tartaruga, in equilibrio sopra quel lampione...! Bene! Ora dimmi... cosa pensi?"
Notando l'espressione interdetta e curiosa del ragazzo, l'anziano continuò, indicandogli la tartaruga:
"... te lo dico io cosa penseresti!
Primo: non capirai come ci sia arrivata là.
Secondo: è sicuro che là sopra non può esserci salita da sola.
Terzo: dunque non capirai nemmeno perché l'abbiano messa là.

Quarto: ti meraviglierai ogni secondo per come riesca a starci lì.
Quinto: avrai comunque la certezza che non dovrebbe proprio stare lì.
Sesto: sarai assolutamente certo... che non potrà fare proprio nulla mentre starà lì."

Il ragazzo restò muto in silenzio, squotendo però la testa consenziente, così l'anziano, sentenziò:

"Converrai con me che c'è un sola cosa buona da fare: aiutarla a scendere e fare in modo che non finisca mai più in cima a quel lampione, dal momento che quello ... decisamente non è il suo posto!"

(NdR: liberamente tratta da una mail ricevuta ieri da un nostro amico)

mercoledì 9 settembre 2009

VIBO MARINA HA UN NUOVO PARROCO: I SEGNI PROFETICI DELL'11 SETTEMBRE!

L'annuncio dell'arrivo del nuovo Parroco della Parrocchia Maria SS. del Rosario di Pompei di Vibo Marina è apparso con un manifesto che ha nel suo incipit un brano evangelico:
"Se davvero avete gustato come è buono il Signore, stringendovi a Lui pietra viva rigettata dagli uomini, ma scelta preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un Sacerdote Santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo. (1, Pt.2, 3-5)"

Il nuovo parroco è il Rev. Sac. Don Saverio di Bella,  di recente nominato dal Vescovo Mons. Luigi Renzo, ed il manifesto invita la comunità tutta  a partecipare alla "presa in possesso canonico" che verra celebrata con la solenne Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo, nella nostra chiesa nuova  Venerdì 11 Settembre alle ore 18,30,
Non possiamo che rinnovare il nostro grazie per quanto è riuscito a fare Don Mimmo in poco meno di un anno ed a Don Saverio auguriamo anche noi un fecondo Ministero, fidando nel suo "carisma".
Umilmente mettiamo in risalto alcuni "segnali" che a noi appaiono profetici:

1) Don Saverio è nato a Parghelia, città costiera come la nostra;
2) proviene da parrocchia omonima alla nostra Madonna del Rosario, come la nostra;
3) proviene da Tropea (altra città costiera) dove recentemente abbiamo rintracciato un busto reliquiario attribuibile a Santa Venera!
Piccoli segni certo, poco significativi per molti, ma a noi bastano per dare e porre fiducia.
Proprio ieri c'è stata a Tropea il saluto di commiato dei suoi parrocchiani  che lo ricorderanno soprattutto per "l'opera educativa svolta in favore di moltissimi giovani tropeani. Con Don Saverio, la parrocchia del Rosario è ridiventata dopo molti anni, un centro d'aggregazione giovanile di rilievo e di forte valenza sociale, punto di riferimento e motore di numerose attività giovanili" (vedi link commiato alla sua ultima comunità parrocchiale).
Ci auguriamo che lo stesso riesca a compiersi nella nostra città e sin d'ora rinnoviamo la nostra disponibilità ad un percorso comune, utile a "rimettere insieme" le tante ricchezze (che in tanti dipongono come "pochezze isolate") della nostra comunità ... ed a far risorgere gli animi sopiti e - perchè no? - anche l'antico culto di Santa Venera.
 
link foto
http://tropeaperamore.myblog.it/archive/2009/09/08/tropea-il-parroco-don-saverio-di-bella-lascia-la-parrocchia.html

martedì 8 settembre 2009

DA NAPOLITANO ... UN APPELLO!


Dal sito del noto cantautore Umberto Napolitano estraiamo il suoi appello (pubblicato ad inizio stagione) ad aiutare il Lido degli Aranci.
Lo abbiamo scoperto solo ieri, purtroppo, ma ve ne riproponiamo lo stesso alcuni brani perchè testimoniano ancora oggi il valore impagabile di una antica amicizia.
"Cari amici, io sono legatissimo al mitico villaggio turistico Lido degli Aranci di Vibo Valentia Marina: vi ho vissuto le estati più belle della mia gioventù, quand’ero un cantante famoso e, soggiornandovi ogni estate, da lì mi spostavo al pomeriggio per andare a fare le serate (gli spettacoli), per rientrarvi, però, puntualmente ogni notte. E quando non lavoravo, vivevo la mia vita come un normale turista facendo amicizia con gli altri villeggianti, partecipando ai giochi organizzati dallo staff degli animatori, sempre pimpanti e all’avanguardia e vedendo, di anno in anno, crescere i miei fan preferiti, come Giovannino, Peppino e Vincenzo. Insomma, un divertimento assicurato in una meravigliosa cornice marina, come la Calabria e Vibo Valentia, in particolare, sono in grado di offrire sempre. E non ero il solo artista a soggiornarvi, ne sono passati molti, ma, in particolare, mi ricordo un’estate vissuta insieme alla coppia Dori Ghezzi-Fabrizio De André, le mangiate esagerate (la cucina ottima ed abbondante era il nemico principale di coloro che temevano di ingrassare), le partite a carte e le cantate notturne in spiaggia, accovacciati in circolo attorno ai falò.

Purtroppo, tempo fa, questo meraviglioso giocattolo è stato violato e disastrato dalla famigerata inondazione del 3 luglio 2006. Molti vibonesi e aziende locali hanno subito notevoli danni, ma il Lido degli Aranci è stato completamente inondato e distrutto, cancellando in un attimo anni di splendore, di sacrifici e di migliorie aggiunte costantemente, stagione dopo stagione. Molti lavoratori hanno perso il loro posto che amavano oltre la sicurezza che rappresentava per il futuro. Lo Stato è intervenuto celermente mettendo a disposizione fondi adeguati, ma la burocrazia ha fatto sì che la maggior parte di essi siano ancora fermi, bloccati. La Direzione si è data da fare, per non disperdere definitivamente tanti anni di avviamento, dando vita ad un Hotel che ne porta il nome, sorto nei pressi, e che servirà, lavorando, a permettere la ricostruzione del villaggio…perduto.
Io non faccio e non vendo pubblicità sul mio blog, ma per Saverio Mancini e la sua famiglia, proprietari e imprenditori, per me è un onore ed un piacere contribuire a promozionare le loro attività, apportando il mio piccolo contributo per finanziare la rinascita del mitico Villaggio Lido degli Aranci, dove ho scritto, tra l’altro, una delle mie più belle canzoni: Un’estate d’amore…"
Umberto Napolitano
link:

sabato 5 settembre 2009

LEO ED IL CIELO DEI CUORI!

Non è uno slogan pubblicitario nè elettorale; non un atto comune e nemmeno scontato.
E' una dedica d'affetto perenne a Leo Mirile, quella apparsa a sorpresa in citta; quasi un modo per presentarlo a tutti ... perchè non è mai tardi imparare a conoscerci!


2 video su youtube: uno con Leo ed un altro con i suoi amici che gli dedicano un lancio,
scrivendo in cielo il suo nome.

MUSIC AGAINST 'N D R A N G H E TA 4

Oggi pomeriggio a Lamezia Terme, alle ore 18:00, Corso Nicotera, si terrà un incontro-dibattito contro la 'ndrangheta.  

Ore 18:00 dibattito con:
Gianni Speranza - Sindaco di Lamezia Terme
Christian Abbondanza - Casa della Legalità e della Cultura Genova
Vera Castagnetta - Addiopizzo Palermo

A partire dalle 21:00 concerto con vari artisti del luogo:
Kele di Grankio - Rock Garage from Lamezia
Katrina Saviors - Alternative Rock from Lamezia
Maieutica - Alternative Rock from Lamezia
Kanymandria - dj set reggae from Lamezia
Radici Calabre - Folk from Cosenza

Per tutta la giornata stand delle associazioni, mostre artistiche, commercio equo e solidale, cena etnica con i rifugiati politici del centro accoglienza MAL... CASA.
Promuove la Casa della Legalità e della Cultura di Lamezia Terme

Aderiscono:
Altra Lamezia
Collettivo Studenti in Lotta
Algo Mas
Rua Sao Joao
Amici di Beppe Grillo di Lamezia Terme
Amici di Beppe Grillo di Catanzaro
WWF
Il Teatro che non c'era
Emergency
R-Evolution Legalità
Notes
ALA
Libera
Lista Città

link:
http://www.csvcatanzaro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1233:music-against-ndrangheta-iv&catid=1&Itemid=47

giovedì 3 settembre 2009

AUMENTA A DISMISURA... QUELLO DI CUI NON SI PARLA!

Era il 9 luglio quando sui quotidiani locali (vedi articolo di CalabriaOra) venne pubblicata la notizia del sequestro di un capannone di una nota azienda metallurgica locale, posto nell'area Industriale di Portosalvo.
Un capannone enorme, di quasi 20.000 metri quadri, nel cui interno venne posizionata forse una delle più grandi macchine industriali per la piegatura di grosse lamiere.

L'azione di accertamento vigili urbani precedette di qualche giorno i primi sequestri operati dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta "Alluvione-bis".

Lo stabilimento metallurgico, che già occupava 30.000 metri quadri, è posto in una area "particolare": a ridosso dell'argine sud del Torrente S. Anna, nonchè a confine di un’area ad elevato pregio ambientale, con piante d'ulivo secolari sottoposte a tutela, con specifico decreto ministeriale.
Se ad un primo calcolo matematico includiamo dunque l'area del capannone realizzato, quella industriale oggi occupata risulta dunque molto più estesa del 2006, quasi raddoppiata.
Se a tale maggiore estensione vi aggiungiamo quella derivante da un inatteso taglio di decine di alberi d’ulivo limitrofe per realizzare una nuova area di stoccaggio di materiale ferroso … costatiamo dunque che l’area industriale è oggi molto più estesa del 2006.
Non entriamo nel merito della singola vicenda, ovvero se il capannone sia stato costruito senza o in difformità a quanto autorizzato o se fosse consentito o meno il taglio degli ulivi.
Il problema è più generale e non è di poco conto, perché tale episodio dimostra – al pari di altri casi più eclatanti – come nessuno abbia avviato, dal 2006 ad oggi, un serio ed operativo confronto sul "come" ed il "quando" governare un territorio a rischio.
Un territorio con un alto tasso di insediamenti produttivi e perciò stesso dove era necessario coniugare gli immediati "bisogni" d’impresa (a cui interessa far immediatamente fronte al mercato) con i più immediati e necessari interventi di “messa in sicurezza” e di tutela ambientale!
Ci si è voltati da un’altra parte, facendo finta che il problema non sia esistito - o non esista più - lasciando tutti a barcamenarsi alla meno peggio, magari a discapito di tutti, utilizzando a tal fine amicizie e conoscenze.
A tutti sarebbe convenuto attuare presto un efficace e coordinato Piano di Messa in Sicurezza, con priorità scandite cronologicamente! Non si può escludere che se ciò fosse avvenuto molte aziende avrebbero potuto cofinanziare parte degli interventi previsti a ridosso delle loro aree (piuttosto che compilare moduli d’indennizzo come fosse un guadagno extra!).
Fatto sta che ad oggi nessuno ha un "piano del fare e come"... anche perchè l'unico che esiste (quello Versace) è da tutti rinnegato!

Il risultato è tanto paradossale da far divenire normale costatare che ad oggi non solo è rimasto identico il numero delle attività insediate a ridosso del S. Anna (dai villaggi alle aziende metallurgiche), ma è evidentemente chiaro l'incremento delle aree insediative... anche in quelle aree ancora considerate a rischio grave nella vigente perimetrazione del PAI!
Se a tale evidenza affianchiamo l'amara costatazione che ancora nessun intervento è stato realizzato sul S. Anna, affermare che il problema della messa in sicurezza è ancor più grave del 2006... è dire veramente poco!
A questo punto è lecito chiedersi: perchè di tutto ciò non si parla?

martedì 1 settembre 2009

DELUSI DAL PRESENTE... CONFORTIAMOCI CON UN SINDACO DEL PASSATO!

Per distrarci dalle quotidiane evidenze del vuoto di governo che sovrasta le nostre teste, mettendo a rischio la nostra esistenza, scriviamo d'altro e volgendo lo sguardo al passato, diamo conto dei passi mossi in questi giorni alla ricerca di Santa Venera.
Dobbiamo al Conte Vito Capialbi, l'importante studioso e storico montelonese, ed alle sue "Memorie per servire alla storia della santa chiesa tropeana", pubblicate nel lontato 1852, il rinvenimento di una utile traccia per legare la storia di Santa Venera con la chiesa tropeana.
La nostra storia con quella di Tropea.
Ricordiamo il quesito postoci dopo aver identificato nell'attuale mostra del Museo Diocesano Tropeano un prezioso busto reliquiario di Santa Venera:
come può essere giunto quel reliquiario nella città di Tropea?
Seppur fosse facile immaginare costanti contatti tra i centri costieri siamo andati a caccia di documenti che ne testimoniassero la frequenza o quanto meno una traccia di contatto.
Ed il testo scritto dal Capialbi nei primi anni dell'ottocento si rivela prezioso!
Lo storico montelonese - ricordiamo che nel periodo napoleonico, prima di "esiliarsi" nella ricerca storico-archeologica, il Capialbi fu Sindaco di Monteleone (carica che poi rifiutò sdegnatamente negli anni borbonici)! - pubblica in appendice un interessante documento del 1600 che conservava nella propria biblioteca, in copia del 1740, in cui il vescovo THOMAS CALVUS nomina alcuni canonici nelle chiese tropeane
In tale atto compare, tra le decine di reverendi citati, il "Rev. Don Giovanni Battista Migliarese absens obtinet, et alium sub Sancti Petri, et (s.ta) Vennerae, qui ad praesens"! (XIX, p. 88).
Dunque un canonico tropeano, nel 1600, ottiene l'assenso vescovile per sostituirne un'altro, nelle chiese di San Pietro e di Santa Venera.
Dunque esisteva a Tropea nel 600 una chiesa sotto il titolo di Santa Venera.
E se invece con l'atto non si intendeva far riferimento a delle chiese tropeane ma ai nostri borghi costieri San Pietro e Santa Venera?
La ricerca si basa sulle domande e noi abbiamo una traccia documentaria da seguire testardamente!

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