domenica 31 agosto 2008

ISOLA DELLE FEMMINE E L'ISOLA DEGLI IGNARI





Ho scoperto questo video messo in onda su La7 quasi un anno fa. Cercherò di saperne di più di quanto compiuto dal Comitato di Isola delle Femmine (PA). Porto, deposito, carbone... alcune vicende legate alla presenza dell' Italcementi (clikkate e scaricate la brochure dal sito aziendale e leggete pag. 14!) sul territorio ci accomunano troppo per non essere in qualche modo approfondite.
Personalmente ho sempre ritenuto che quello scaricato nel nostro porto fosse "polverino di carbone" ma l'intervista nel video ad un chimico che chiarisce come questo nome sia in realtà un modo diverso di chiamare il pet-coke, mi fa nascere qualche dubbio, obbligandomi a riflettere sulle modalità con cui viene sbarcato, trasportato e depositato nel nostro territorio.
Il Pet-Coke è un prodotto che si ottiene dal processo di condensazione per piroscissione di residui petroliferi pesanti e oleosi fino ad ottenere un residuo di consistenza diversa, spugnosa o compatta (Petroleum-Coke o Pet-Coke). Nel processo di “coking” si realizza un “craking” termico spinto che dà origine - attraverso reazioni di piroscissione - a frazioni liquide e a coke, costituito per il 90-95% da carbonio. Il coke è costituito da idrocarburi aromatici policiclici ad alto peso molecolare e presenta un elevato tenore di carbonio e basso contenuto di ceneri. In sostanza il Pet-Coke è l’ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio e viene considerato lo “scarto dello scarto” dell’oro nero, tanto da guadagnarsi il nome di "feccia del petrolio". Per la sua composizione, il Pet-Coke comprende oltre ad IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) - in particolare benzopirene - metalli pesanti come il nichel, il cromo e il vanadio. Nella combustione crea inquinamento e se movimentato senza speciali precauzioni può sollevare polveri molto dannose per l'organismo umano.
Il trattamento consistente in carico, scarico e deposito del Pet-Coke deve quindi seguire ferree regole dettate da un decreto del Ministero della Sanità equiparabili al trasporto di sostanze pericolose.
Tutto ciò non depone a nostro favore... in un territorio dove le regole non esistono o, se vi sono, non vengono osservate da nessuno.

sabato 30 agosto 2008

Onde elettromagnetiche.Quale la situazione a P.S.V.? Improbabile conoscerlo dall'Arpacal.

Non conosciamo i criteri in base ai quali l'Arpacal, ente regionale che opera per la tutela, il controllo, il recupero dell'ambiente e per la prevenzione e promozione della salute collettiva, effettua i suoi controlli e, quindi, non siamo in grado di comprendere come mai lo studio effettuato sulle emissioni elettromagnetiche, e di cui sono stati resi noti i risultati il 23 luglio scorso, abbia riguardato impianti situati nel territorio comunale di Stefanaconi nonché altri ubicati in viale delle Accademie Vibonesi.
Non sarebbe stato forse più opportuno che tale tipo di monitoraggio fosse eseguito su una realtà dove esiste una maggiore presenza di emissioni, di natura sia civile che industriale?
Ma quale attenzione si può riservare al paese delle alici Marinate, ad una città-fantasma, abitata da 10.000 ectoplasmi?
Sarebbe fatica sprecata controllare e rimuovere i fattori di rischio, dal momento che, é risaputo, solo gli uomini si ammalano di tumore, non i fantasmi.

venerdì 29 agosto 2008

I TORRENTI VENGONO AL PETTINE!

I Torrenti sono il cuore del problema. Notare che invece di avviarne il loro recupero (messa in sicurezza, bonifica, decementificazione, allargamento della luce dei ponti) ci si costruice sopra o li si usa come collettori fognari, non può che preoccupare.
Tenteremo di rendere il punto più chiaro e magari un tentativo di esposizione più chiara può contribuire ad invitare a trovarne una soluzione, finora mai abbozzata per il modo irrazionale (e dunque rischioso) con il quale si governa il territorio e le sue criticità.

La criticità dell'aria costiera vibonese è legata a quella di essere nata, per il 90% della sua estensione, dal terreno alluvionale accumulatosi per l'apporto dei torrenti negli ultimi 200 anni.
Se partiamo da tale dato dato storico comprendiamo la fragile criticità della costa, e quanto tale criticità aumenti per effetto diretto di una poco corretta gestione e manutenzione del fossi (che con i loro apporti hanno dato origine alle "marinate") e l'indiscriminata pressione urbanizzante.
Se guardiamo solo al problema della depurazione in tale ottica scopriamo che:
1) la fine di ogni processo depurativo (ad oggi) non può prescindere dal finale scarico a mare delle acque trattate;
2) su tre depuratori presenti nel comune due (Silica e Piscopio) le acque non hanno altro modo di raggiungere il mare che scaricando nei torrenti; difatti i due depuratori non sono in rete con quello di Portosalvo, ed i gestori godono di una sorta di tacita autorizzazione (illegale) di scaricarvi dentro.
3) tutti i responsabili della gestione depurativa (Comune e CSI) garantiscono la piattaforma di Portosalvo, mentre nessuno garantisce (per dimensionamento, collettamento ed efficace depurazione) gli altri due, anzi usano descrivere le potenzialità dell'uno per colmare le inefficienze degli altri;
Se leghiamo il problema depurazione alla criticità del territorio costiero scopriamo che:
1) si continua a considerare i torrenti come collettori (utili per i depuratori posti a monte) per il defluire delle acque e perciò tutti (e dico tutti nel loro tratto costiero) con argini troppo stretti e troppo cementati;
2) proprio il Piano Versace descrive le conseguenze della cementificazione distruttiva per la natura del territorio (prima della costa vi sono due terrazzi per gran parte tufacei-arenari); il defluire dei torrenti necessita di "respirare", allargarsi o stringersi a seconda degli apporti, altrimenti esondano in maniera distruttiva;
3) la densità edificatoria dal 2006 ad oggi è aumentata ed è prospettata in aumento nei prossimi anni (si fa fronte alla diminuzione dei residenti investendo sulle multiproprietà per stranieri): nei pressi degli argini cementificati dei torrenti si continua a costruire in barba agli obblighi della Deliberazione 61 del Commissario per l'Emergenza Alluvione; le nuove lottizzazioni concesse sui pianori di Longobardi, Cocari, Feudotto etc aumentanto esponenzialmente i rischi sulla collina per il vuoto strutturale del controllo delle acque bianche, e l'aumento degli apporti fognari nei due impianti depurativi a monte, già sottodimensionati.

Ciò considerato il problema non è tanto l'inquinamento del mare, di per se grave ovviamente (il mare possiede comunque una forte carica autodepurante), ma ancor più il rischio che l'apporto di grandi quantità di acque non trattate o trattate male, provoca nella già precaria rete dei torrenti lungo i terrazzi collinari: quanta parte della vegetazione che fa loro argine sopravviverà agli inquinanti? Quanto eroderà maggiormente l'arenaria friabile questo maggiore apporto?

Se ritorniamo a guardare al fazzoletto di terra nato in questi 200 anni, su cui sorge Porto Santa Venere, posto tra i rischi alluvionali della collina ed i rischi delle mareggiate del mare, quali priorità scegliereste? Quella di fare il lungomare? Di costruire multiproprietà? Lottizzare le colline? Regalare gli arenili? Aumentare i parcheggi per le barche nel porto? Quand'anche questi li avremmo affrontati per primi, basterà un temporale fuori dal consueto per riproporceli nuovamente! Il problema è continuare a non affrontare il nodo dei problemi, con l'attenzione di chi vuole risolverlo e l'entusiasmo di vuole attuarne la soluzione!
Quale il nodo? Diminuire la pressione edificatoria sulla collina; delocalizzare aziende e abitazioni dagli argini dei torrenti; avviare la messa in sicurezza; mettere in rete, collettandoli, i depuratori; affermare la legalità incentivando la partecipazione e la condivisione delle scelte, ... etc.


Perchè di questo nodo del pettine non vi è traccia nel Piano Strutturale? Ed ancor più... perchè l'unico piano che lo affronta, quello Versace, viene relegato solo nei meandri delle strategie imprenditoriali e stenta ad essere quel documento utile alla messa in sicurezza, punto primo dell'agenda comunale, che persegui soluzioni collettive partecipate?

mercoledì 27 agosto 2008

"NON C'E' DIVIETO DI BALNEAZIONE... QUINDI NON E' VERO CHE INQUINO"

E' possibile in pochi secondi verificare le verità autoassolventi del Comune e del Consorzio Industriale di Vibo, collegandosi sul sito del Ministero della Salute, scegliere le acque di balneazione del comune e verificare la balneabilità - e quindi l'inquinamento.


Ovviamente le parole vengono smentite dagli aggiornamenti in tempo reale che pervengono sul sito istituzionale del Ministero, che indica come non balneabile un tratto di quasi 500 metri (equivalente al bacino portuale) dalla foce del Torrente S. Anna.

Nessuno vuole allarmare nessuno ma essere presi in giro è pratica da far cessare:
dalla consultazione storica ministeriale degli esiti delle analisi sul Torrente S. Anna, non vi è stato mai posto il simbolo della balneabilità, nè ieri nè oggi... (diversamente, vedrete, dice il prelievo di maggio dell'Arpacal) e ciò non depone a favore di quanti negando, giocano con le parole per sminuire la gravità dell'usanza "automatica" di versare il "troppo pieno" del depuratore della Silica in quel povero torrente.
Il mare sarà balneabile in quell'area solo quando il S. Anna ed il Trainiti verranno esentati dall'usanza medievale di scaricarvi dentro i liquami fognari: sia dei privati abusivi che delle "piattaforme depurative" abusive.
Allo stato, mentre sembra che nessuno abbia mai autorizzato lo scarico delle acque della vasca 7 nel torrente, emerge che molti sapevano di tale prassi e non hanno mosso un dito per evitarlo.
Certo non è un caso che l'immissione di acque reflue sia stata notata proprio dai villeggianti dell'amena cittadina: la loro presenza, moltiplicata per 200 rispetto a quelle invernali, viene a creare una sorta di presidio trimestrale lungo gli argini di cemento del torrente! Presido attento suo malgrado, perchè in molti villeggiano in case le cui finestre incorniciano i fossi.

Tranquilli, la fine della stagione è alle porte e tutto verà risolto... come sempre!

Ci piacerebbe però... che le parole rassicuranti degli amministratori fossero accompagnate da riscontri presso o laboratori di analisi dell'ASP di Vibo Valentia, di recenti richieste di esami, ed eventualmente avere percentuale degli esiti positivi, relative ad sospette infezioni da streptococco.

Veniamo ora ai dati più recenti pubblicati sul sito dell' ARPACAL:


Prelievo: 19/05/08
Dati geografici del punto di prelievo
Codice del Punto: 102047174
Descrizione del Punto:
300 MT NORD TORRENTE S.ANNA Comune: VIBO VALENTIA(VV) Stato Balneabilità: Idoneo
Temperatura aria: 26,0 °C
Temperatura acqua: 20,0 °C
Stato del mare: LEGGERMENTE MOSSO Colorazione (Normale o N): N
Trasparenza (>=1): 1,20 m.
Coliformi Totali (0 - 2000): 80 U.F.C./100ml
Coliformi Fecali (0 - 100): 10 U.F.C./100ml
Streptoc. Fecali (0 - 100): 0 U.F.C./100ml
OliMinerali (0 - 0,5): N.D.
Fenoli (0 - 0,05): N.D.
pH (6 - 9): 8,0
Tensioattivi (0 - 0,5): N.D.
Ossigeno disciolto % di sat. (50 - 170): 99

martedì 26 agosto 2008

“PER OPERA E VIRTU’ DELLO SPIRITO SANTO”

Ringraziamo Il Quotidiano per lo spazio concesso alla nostra video-constatazione, così come tutti i quotidiani vibonesi per l’attenzione e competenza con cui stanno affrontando il tema del Depuratore della Silica; tema – come tutti quelli connessi alla salute - troppo serio per giocarci ancora e sempre con risposte vuote e contraddittorie.
Complimenti a Bonanno, giornalista di Calabria TV, che ha avuto il merito di regalarci due interviste, per il TG locale, che meritano di entrare di diritto nella storia dell'olimpico slalom mediatico.

video

Nella prima l’assessore comunale propone a suo favore l’assunto: spendo più di ieri per il sistema fognante, ergo… non inquino! Nella seconda intervista il Presidente del Nucleo Industriale, ente gestore di tutte le piattaforme depurative del comune di Vibo, propone un’assunto ancora più forte: se il mare è più pulito di ieri non è certo per opera e virtù dello spirito santo, ergo… non sto inquinando.
In verità è evidente che qualcosa non funziona se da tante, troppe parti ormai viene fatta notare la portata inquinante dei torrenti. Che poi raggiungano o meno le acque del mare... quella è, caso mai, una aggravante.
L’ente gestore, che in verità gestisce egregiamente solo la piattaforma depurativa di Portosalvo – probabilmente perché in esso la depurazione è divenuta business, importando reflui non civili da altre regioni – tende ad accreditare la tesi che il Depuratore della Silica non presenti alcuna anomalia e che lo sversamento dei reflui nel torrente S. Anna sia dovuto ad un incidente momentaneo, isolato ed irripetibile.
Il bello dell’intervista Bonanno è che dimostra con efficacia come tale tesi sia insostenibile.
Lo stesso Presidente del Nucleo, afferma con onestà che da tempo era ben nota la prassi di usare la vasca n. 7 – quella sequestrata – per “variare i flussi”all’interno del depuratore, e che il solo modo per eliminare tale prassi era quello di reperire finanziamenti "per adeguare" il depuratore.
In sintesi si conferma che il depuratore non è adeguato nonostante il comune abbia aumentato il budget per la sua gestione!
Ma allora? Il tanto declamato incidente... qual' è stato?
Quello di essere stati scoperti a sversare i flussi inquinanti nel torrente?
O rappresenta un “incidente” che qualcuno – per opera e virtù dello spirito santo - contesti la prassi dello sversamento nel S. Anna, come un reato ambientale?
Qualcuno l'ha già chiamato "sequestro virtuale" e ci auguriamo che almeno il sequestro della "vasca 7 - troppo pieno" impedisca la vituperata prosecuzione della "prassi svessatoria" ai danni dei cittadini.
Perchè l' assurdo è proprio questo. Si trascura ... di considerare il torrente come un "organismo naturale vivente", che percorre aree agricole produttive e falde acquifere... oltre che sfociare a mare!
Così come è assurdo - per i conseguenti pericoli alla salute pubblica che la consolidata prassi comporta - che nessuno abbia mai ritenuto o ritenga necessario, attivare procedure di allerta o avviso per il rischio certo alla salute che si provoca ad ogni scarico, non autorizzato e non autorizzabile, nel Torrente S. Anna.

lunedì 25 agosto 2008

IL BAGNOSCHIUMA DI SANT'ANNA

Stimolati dalla notizia del sequestro del Depuratore di Contrada Silica e del suo storico naturale collettore, il torrente S.Anna, su iniziativa della Capitaneria di Porto, Domenica 24 agosto dalle ore 18,00 abbiamo realizzato una video-escursione di parte del suo corso.
Da Portosalvo al mare ogni ponte sulla statale è stato utilizzato come punto di ripresa. Il filmato ben documenta quanto scoperto dalla Capitaneria: essendo il depuratore di Vibo sottodimensionato, la vasca del “troppo pieno” tracima; le acque fognarie finiscono nel torrente con il loro carico batterico, fino a raggiungere il mare prospiciente Bivona.


video

Le evidenti masse di schiuma e bolle varie non lasciano dubbi sulla presenza di inquinanti derivanti da detersivi e detergenti; il colore delle acque marroni rivela la componente fognaria, la cui carica batterica potrà essere documentata da opportune analisi.
Sembra che lo svuotamento della vasca del “troppo pieno” sia una consolidata prassi: quotidianamente il volume delle fogne della città, collettate sino al depuratore della Silica, supera esponenzialmente la capienza delle sue vasche.
Quotidianamente quindi, tutte le acque fognarie che “non entrano” nelle vasche, saltano il processo depurativo e vengono fatte defluire nel torrente, con buona pace di quanti decantano questa parte della Costa degli Dei, assessori al turismo compresi, ovviamente.


Sembra che tale prassi, attuata da anni come rimedio al sottodimensionamento del depuratore, sia ben nota: nota a chi gestisce il depuratore, nota ai dirigenti ed ai tecnici, nota agli amministratori della città, proprio per questo si racconta che non pochi sono stati gli sforzi per "scaricare" a qualcuno la gestione di quel depuratore
In sostanza coloro che per legge sono demandati alla tutela della salute, allargando le braccia in segno di impotenza, chiudendo gli occhi dinanzi alla evidente impossibilità di gestione funzionale di quel depuratore, hanno consentito l'adozione di quella descritta come l'unica soluzione al problema del sottodimensionamente: fare tracimare la vasca del “troppo pieno”, donando le acque reflue intrattabili ai cittadini ed ai turisti che risiedono sulla costa.
Insomma, da anni i nostri amministratori, a quanti si recano sulle spiagge, usano regalare l'ormai noto BAGNOSCHIUMA DI SANT'ANNA! Non se ne certificano i benefici anti-batterici ma quelli detergenti si!
Paradossale vero? Abbiamo scoperto in questi anni la carica distruttiva del S. Anna ad ogni pioggia superiore alla media… nonostante ciò sia da secoli documentato; oggi scopriamo che la sua carica inquinante è risaputa (perchè scelta gestionale) anche di chi, contrariamente agli obblighi civili, legali o contrattuali, dovrebbe tutelare la salute pubblica, punire gli scarichi abusivi in tutti i fossi e torrenti (S. Anna compreso), tabellare con divieti le spiaggie che presentano rischi per la salute.
A questo punto una domanda sorge spontanea:
anche la carica distruttiva dei nostri torrenti, al pari di quella inquinante, è una scelta del modo perverso di amministrare e gestire il territorio?


ADDENDUM1:
A metà filmato è riconoscibile il vecchio depuratore costiero di Bivona, dismesso ancor prima dell'alluvione del 6 luglio 2006, dopo della quale è praticamente inutilizzabile. In passato la vasca del "troppo pieno" del depuratore della Silica era collettata con tale depuratore, percui l'eccesso di portata veniva trattato da quest'ultimo. Qualora la portata fosse stata ancora non trattabile o eccessiva, una ulteriore condotta faceva confluire le acque reflue al depuratore di Portosalvo. Praticamente da qualche anno ormai il depuratore della Silica si ritrova completamete "isolato" dal sistema depurativo costiero, il che dimostra quanto sia stata scellerata la scelta di riversare nel Torrente S. Anna le acque reflue in eccesso, piuttosto che adoperarsi per ricollegarlo alla rete depurante.


ADDENDUM2:
Il nuovo assessore regionale all'ambiente è personalmente intervenuto, con pala e carriola, per evitare alle acque del Torrente Tomarchiello (anch'esso ridotto a collettore fognario - vedi articolo allegato) raggiungessero il mare.
Plaudiamo e il gesto simbolico, che dimostra la disponibilità ad attivarsi per risolvere il problema. Egli sa quanto noi che le acque dei torrenti, seppur una temporanea diga può impedire loro di sfociare direttamente in mare, giunte sulla spiaggia sabbiosa, raggiungono ugualmente il mare, per l'effetto congiunto della capillarità dei liquidi e della permeabilità dell'arenaria.
Per rendersene conto basta porsi nei pressi della diga creata e versare una bottiglia d'acqua sulla sabbia: se l'acqua sparisce, come sparisce, secondo voi, dove andrà a finire?

giovedì 21 agosto 2008

1832: MESCHINI INTERESSI PRIVATI...

GOOGLE LIBRI continua ad ammaliarmi. Spesso trovo dei libri in pdf unici ed introvabili anche nelle librerie specializzate.
Proprio ieri ne ho trovato uno che voglio segnalarvi, dal titolo che è tutto un programma "Mezzi da restituire il valore proprio ai doni che ha la natura largamente conceduto al Regno delle Due Sicilie", scritto nel 1832 da Carlo Afan de Rivera, Direttore dei ponti e strade e dell'amministrazione delle foreste.
Nel testo (che su GoogleLibri trovate integralmente, mentre qui linko in versione ridotta) parlando della Calabria, l'autore sorvola quasi indispettito sulla descrizione della città di Monteleone, mentre descrive come deliziose le campagne della marina che però, aggiunge, sono ancora soggette all'infezione del "picciolo lago di Bivona" che i vicini torrenti colmano naturalmente. Egli riporta le notizie secondo cui sotto quelle dune doveva ritrovarsi l'antico porto di Vibona, ma con amarezza rileva le mille difficoltà che ne avevano all'epoca impedito il colmamento [pag.39 (286)] a vantaggio delle comunità costiere. Il de Rivera però, che ha realizzato bonifiche e migliorie in tutto il Regno, va oltre alla constazione dell'insuccesso della bonifica monteleonese, e rivela senza mezzi termini l'impedimento più grave: l'opposizione dei privati! Già, proprio così: contrariamente a quanto accadeva nel resto del Regno, Monteleone si distingueva già all'epoca per il prevalere degli interessi privati rispetto a quelli pubblici... interessi meschini ed oppositivi rispetto al bene universale!
Riporto l'intera frase perchè, seppur scritta 175 anni fa, risulta attualissima, quasi tramandandoci le cancerogene ragioni per le quali a due anni dall'alluvione, a due mesi dall'Ordinanza Commissariale e ad un mese dalla sua pubblicazione, il nostro territorio rimane ancora un territorio ad alto rischio:
(tra le mille difficoltà) "... l'opposizione de' privati suol arrestare le più importanti imprese di pubblica utilità, ed il desiderio di conciliare i loro interessi, comunque sieno meschini, fa sovente sagrificare quelli dell'universale che sono della più gran considerazione".
A voi ogni ulteriore amara considerazione!

mercoledì 20 agosto 2008

PUBBLICATA SUL BUR L'ORDINANZA


E' stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria del 1 Agosto 2008 l'Ordinanza n. 61 dell'8 luglio.
Dal 1 agosto quindi è norma alla quale enti ed imprese debbono attenersi; tutti hanno avuto quasi un mese di tempo per prenderne visione, elaborarne i contenuti, attivare procedimenti utili all'applicazione, etc. etc.
Noi ovviamente pubblichiamo le pagine del BUR ad essa dedicata, contribuendo così alla sua diffusione e conoscenza.
Ci attendiamo che il Comune di Vibo Valentia abbia già disposto l'iter per l'obbligatorio adeguamento degli strumenti urbanistici e che non si limiti solo a comunicare ai cittadini le soluzioni che intende adottare in merito, ma che avvii un processo trasparente di verifica di quanto sino ad oggi concesso sulle aree, ed uno pubblico e partecipato rispetto agli scenari futuro della messa in sicurezza del nostro territorio (dismissioni e delocalizzazioni comprese).


Ed anche se sono aumentati in questi mesi i "muri" di silenzio e di esclusione, sulla corretta gestione delle emergenze territoriali e sociali della nostra città, noi non resteremo certamenti silenti spettatori!

lunedì 18 agosto 2008

20-8-1935: ALLA STAZIONE GIUNGONO I RESTI DI LUIGI RAZZA.Quali i progetti mai realizzati?


All'alba del 7 agosto 1935, in un incidente aereo nei cieli dell'Africa Orientale, perdeva la vita Luigi Razza, di Monteleone Calabro, ministro dei Lavori Pubblici. "La mattina del 2o agosto Vibo Valentia attende l'arrivo della salma; da tutti i paesi della provincia é affluita una folla immensa. Il treno speciale 95-bis giunge alla stazione di Vibo Marina alle 9 precise. Rende gli onori un reparto della milizia ferroviaria con musica. La stazione é parata a lutto con trofei di bandiere velate a crespo. Il treno si ferma ed immediatamente discendono le autorità e le gerarchie che hanno scortato la salma. Discendono i familiari e poco dopo ha inizio lo sbarco della salma di Luigi Razza mentre un'intensa commozione vince tutti. A braccia viene portata alla stazione delle ferrovie Calabro-Lucane, sita di fronte alla stazione delle ferrovie dello Stato. Anche le Ferrovie Calabro-Lucane hanno allestito un treno speciale, su cui prendono posto i familiari e le autorità. Sono circa le dieci quando il trenino si muove e affronta l'erta che deve portarlo a Vibo città.Si ferma qualche attimo solo nella stazioncina di Longobardi e di Sant'Onofrio, dove c'é della gente raccolta, poi riprende la sua corsa: alle 11 circa arriva a Vibo Valentia."
Fin qui le cronache dell'epoca. Ma quali erano i progetti di Luigi Razza, rimasto soltanto per sei mesi alla guida dell'importante Ministero dei Lavori Pubblici prima di morire in maniera tragica ed anche velata da lati oscuri?
Scrive a tale proposito Salvatore Vetrò: "Egli pensò a due grandi direttrici sulle quali si sarebbe dovuta sviluppare la città: verso Mileto e verso Sant'Onofrio. Il raccordo, potenziato anche nel nome, tra Vibo città e Vibo Marina, faceva capire come la vecchia città montanara di Monteleone doveva trovare integrazione e completamento sul mare e nel porto. Su questo la rottura del pensiero si Razza con la vecchia tradizione ottocentesca, che riconosceva a Monteleone soltanto una sua tendenza allo sviluppo nell'ambito del tracciato collinare della città, appare totale. Con Luigi Razza, chiaramente, Vibo Valentia e il suo porto vengono collegati in una visione d'insieme non più separabile. Si comprende allora, come accanto all'espansione strettamente edilizia, la Vibo Valentia di Luigi Razza fosse caratterizzata dalla prospettiva di uno sviluppo aereo-portuale.E' facile individuare dietro questo progetto un piano ben più poderoso: far assurgere Vibo Valentia a centro propulsore di vita politica e commerciale".
Quale tipo di sviluppo avrebbe avuto Vibo Marina nei progetti di Luigi Razza? Si sarebbe verificata quell'assoluta mancanza di attenzione che ha caratterizzato la politica vibonese del dopoguerra?
Sono domande destinate a rimanere senza risposta, come privi di risposta sono rimasti, dopo 73 anni, gli interrogativi legati alla morte del politico vibonese, avvenuta in circostanze mai del tutto chiarite, durante il volo Cairo-Asmara, in una tranquilla mattina dell'agosto 1935, in condizioni metereologiche ottime e con un aereo in perfetta efficienza.

mercoledì 13 agosto 2008

DIECIMILA E... NON PIU' 10.000!

Oggi abbiamo raggiunto il traguardo dei 10.000 visitatori, che per noi ha un valore simbolico, legato com'è a quella cifra che ritenevamo un limite invalicabile per realizzare un nuovo comune. Oggi sappiamo che i numeri legittimano le nostre rivendicazioni e che abbiamo realizzato un nuovo modo, il blog, per comunicare, abbattendo molte delle barriere che abbiamo ereditato da anni di isolamento.
E così... l'evento merita un omaggio! Considerando che il 17 Agosto si rinnoverà il rito della messa sul Porto e la processione della Madonna a mare, l'omaggio è un piccolo poster legato alla storia della nostra tradizione religiosa.
A quale anno si riferiscono le foto? Chi celebra messa e chi si vede assistervi? A quale Armatore appartiene il peschereccio sullo sfondo?
Sono quesiti ai quali potrete rispondere con calama anche nei prossimi giorni, visto che dopo questo post andremo in ferie anche noi per un pò... ed intanto non possiamo che ringraziarvi, uno per uno fino a 10.000, per quanto ci state vicini. A presto!

martedì 12 agosto 2008

IL COMUNE? CI DA RAGIONE ALLA REGIONE!

"... Il Porto di Santa Venere costituisce un elemento cruciale per lo sviluppo locale, in quanto la sua multifunzionalità di scalo commerciale e diportistico e la sua stessa presenza si ripercuotono (positivamente e negativamente) su una molteplicità di componenti territoriali, nella fattispecie:
- sul sistema insediativo, con tutto ciò che questo comporta in termini di mobilità, dotazione di servizi, qualità e vivibilità degli spazi urbani;
- sulle attività produttive (industria metalmeccanica, agroalimentare, turismo), variamente interessate all'utilizzo della struttura, con problematiche relative alla compatibilità degli usi, alle possibili sinergie, all'accessibilità, ecc.;
- sul sistema ambientale, in termini di compromissione della fascia costiera da parte di attività industriali e depositi di carburante, di inquinamento delle acque e dell'aria, ecc.
(...) il Pennello, quartiere prevalentemente residenziale, sorto abusivamente su area demaniale ed attualmente caratterizzato da un diffuso degrado edilizio, urbanistico e sociale, che necessita di un intervento integrato di riqualificazione e rigenerazione sia fisica, che socio-economica, anche per la sua posizione strategica a ridosso del mare e del Porto;
(...) i nuclei di Vibo Marina e Bivona, sedi di edifici di valore storico (tra cui la Tonnara ed il Castello di Vibona), di strutture ricettive e di altre attività economiche, ma privi di servizi e di attrezzature di interesse collettivo e impegnati in una difficile convivenza con le adiacenti aree industriali e con le attività commerciali del porto.
(...) la proposta di ZFU (...) supportando la crescita imprenditoriale attraverso incentivi ed agevolazioni fiscali e previdenziali, contribuisce a:
· incrementare il valore del territorio, aumentando la capacità del territorio stesso di produrre valore;
· rafforzare il ruolo della città come "polo di servizio" per l'area vasta, in grado di supportare i diversi settori produttivi presenti sul territorio, fornendo gli strumenti per il loro sviluppo;
· rafforzare il senso di identità collettiva della comunità, favorendo l'integrazione tra Vibo Marina e Vibo Centro, riequilibrando i livelli di qualità insediativa e ridefinendo pesi e ruoli reciproci.
(...) ricordiamo, in particolare, la ridistribuzione ed il riequilibrio dei servizi pubblici essenziali (al momento concentrati nel centro della città e praticamente assenti a Vibo Marina), prevista dall'Azione 4.1. "Incremento, coordinamento e rafforzamento dei servizi sociali e socioassistenziali, anche attraverso politiche di delocalizzazione", peraltro strettamente legata all'Azione 4.3. "Riqualificazione edilizia ed urbana del centro storico e delle aree degradate e/o periferiche".
Perciò, uno di essi sarà necessariamente incentrato sull'area di Vibo Marina e del Porto (...) denominato "La Città Portuale", raccoglierà tutte le proposte progettuali incentrate sullo scalo portuale e sulle frazioni di Vibo Marina e Bivona, che costituiscono una vera e propria città marittima, in contrapposizione dialettica con la città "di collina" rappresentata da Vibo Centro (...)"

Sorprendente vero? Il testo che avete letto, che descrive l'assoluto vuoto di governo di quella che finalmente e legittimamente il comune definisce "città del mare", e riassume alcune delle ragioni per le quali chiediamo un nuovo assetto amministrativo, pensate che possiamo averlo scritto noi? No, no! Errore...
E' stato prodotto dallo Staff Tecnico del Comune di Vibo Valentia, ed elaborato, pensate un pò, per candidare la città a Zona Franca Urbana! Ma come? Vibo dichiara alla Regione che Porto Santa Venere, seppur "città del mare" è in condizioni degradate, socialmente ed urbanisticamente, con servizi praticamente assenti (Assurdo! Come se le responsabilità di tale stato siano di altri!) e con noi si comporta come se non ci fosse alcun problema nel loro piccolo quartierino?
Ma è sempre la solita storia, non meravigliatevi, siamo il solito salvadanaio della politica vibonese! Vuoi vedere che, chiedendone chiarimenti, risponderanno d'aver esagerato nella descrizione della realtà... giusto per essere sicuri di poter battere cassa al CIPE?
Beh! se questo è lo stile... la vedo nera per i fondi del post-alluvione, quelli per la delocalizzazione, quelli per la messa in sicurezza del Porto e quant'altro...
Dignità mai, salvadanaio... sempre!

domenica 10 agosto 2008

LA MEMORIA DEI FOSSI...

C'è una scuola di pensiero che rivendica appartenere alla natura una sorta di "memoria". Un terreno conterrà sempre in sè, nelle sue profondità ad esempio, il seme piantato nel I secolo avanti Cristo, così come gli scarti di solfuro e sansa della ex-Gaslini. Altri questa memoria la negano, e seppure a loro sono imputabili i danni maggiori al nostro pianeta, nessuno riesce mai ad inchiodarli alle loro responsabilità.
Nonostante ciò ci piace pensare che i fossi abbiano una memoria; ci da soddisfazione vederne fissate le immagini nelle foto del VERSACE1 o in quelle dei Volontari del Luglio/settembre 2006.
Contribuiamo ad arricchire la "memoria dei fossi" con le foto allegateci nel nuovo comunicato dei sindacati FEMCA Calabria, la FEGICA Calabria e l’UST CISL di Vibo, che integralmente pubblichiamo in link. Le foto sono accompagnate da una sorta di "guida escursionistica" utile per conoscere lo stato dei luoghi oggi, nell'agosto 2008, e non più nel 2006:
"Partendo dal lato ovest (Bivona) si incontra il ponte che introduce a viale delle industrie sul fosso Sant’Anna in uno stato di totale insicurezza, mancanza delle spallette laterali, ma quello che è peggio è che lo stesso è totalmente occluso da un canneto fiorente e da altre sterpaglie (vedere foto). Sperando che la cosa riguardasse solamente la foce del fosso ci si è recati dal lato sud verso la linea ferrata. Ma aimè la situazione non è diversa. Infatti mentre il fosso, che divide in questo tratto una serie di abitazioni civili dall’ex deposito Victoria, ormai demolito quasi completamente, si presenta chiuso da un folto canneto e sterpaglie in tutto il suo percorso. Proseguendo verso il porto lungo la strada che divide la ferrovia dello stato dalla zona industriale, si constata il totale stato di abbandono sul versante ferrovie che contrasta con lo stato di pulizia del lato industriale fino a raggiungere il fosso Marzano e oltre. Anche qui, mentre il fosso è perfettamente pulito tra i depositi dell’Eni R&M non è altrettanto sotto il ponte ferroviario e lungo il margine della Italcementi e della proprietà Marzano, quasi completamente intasato da sterpaglie e immondizie (vedi foto). Ma la situazione di abbandono dei fossi che sono stati anche causa del disastro dell’alluvione del 2006 non migliora raggiungendo il terzo fosso che attraversa il centro di Vibo Marina per sfociare a fianco del deposito Basalti Energia (vedi foto), anch’esso occluso in quasi tutto il suo percorso da sterpaglie e immondizia ..." e così terminata quest'escursione turistica che ti lascia la sensazione d'aver attraversato l'assurdo ed il vuoto (del governo del territorio) pongono, tra gli altri, alcuni interrogativi:

Il Commissario ed i suoi funzionari hanno visionato i luoghi del’inondazione per verificare l’attuale stato prima di emettere l' ordinanza?

Come pensano di rilocare le nuove costruzioni (vedi prima foto in alto) nate in questi mesi?


Qual’è la nuova qualificazione prevista dall’amministrazione comunale per le aree a rischio?


Lo strumento urbanistico prevede forse che i 150.000 mq da bonificare secondo l’ordinanza, saranno dedicati alla pubblica utilità creando così un polmone verde?

Quando la Protezione Civile pensa di intervenire per far mettere in sicurezza i fossi incriminati?

Le risposte a tali interrogativi, ne siamo certi, in futuro faranno comunque parte della memoria dei fossi... così come della smemoratezza dei fessi!

venerdì 8 agosto 2008

E' PUBBLICO IL BANDO PER I CONTRIBUTI ALLA RIPRESA PRODUTTIVA POST ALLUVIONE

Oggi una buona notizia per i titolari d'impresa che hanno subito danni, segnalandoli, dall'alluvione 2006.

E' stato pubblicato sul sito della Commissario Delegato per l'Emergenza il Bando per la concessione dei contributi previsti dall'art.5 comma5 dell' O.P.C.M. 3531 del 07/07/2006 per favorire la ripresa delle attività produttive non agricole danneggiate dall'alluvione del 03/07/2006.

Salutiamo con piacere la possibilità offerta di acquisire tutta la documentazione e le informazioni online, che di fatto sottraggono molti cittadini dai "do ut des" dovuti per gratitudine ai procacciatori di voti! Per rendere ancora più efficace l'occasione, oltre a linkarvi al sito istituzionale, facilitiamo l'accesso ai documenti utili anche tramite il nostro blog:


Bando

Rapporti
(dal quale accedere alle Schede - da 01 a 261 - delle attività che hanno denunciato danni dall'evento alluvionale -che sono i soli quindi aventi diritto a presentare domanda - nel comune di ViboValentia o di altri comuni da 01 a 058).

Segnaliamo con vivo compiacimento la completezza dei dati rintracciabili da oggi nel sito istituzionale, dal quale è possibile consultare e/o scaricare l'intero PIANO VERSACE 1 e l'intero PIANO VERSACE2!
La segnalazione è diretta un pò a tutti, cittadini o politicanti, ma è particolarmente rivolta ai Dirigenti dei nostri enti locali, ed ai loro sottoposti, dato che ci era parso di vederli brancolare nel vuoto più assoluto.
Grazie a tutti coloro che si stanno impegnando nella cura dei contenuti del sito del Commissario per l'Emergenza! Anche perchè da oggi possiamo dire che ogni ritardo nell'applicazione degli obblighi emanati dal Commissario equivale ad una vero e propria voluta omissione...

giovedì 7 agosto 2008

FARLA FRANCA...

Mentre parliamo di Zone Franche, delibere o punteggi... intorno a noi la città vive tutte le sue, sempre più palesi, contraddizioni. Disagio urbano? Aree a rischio?... Ieri l'altro un'intera famiglia di Longobardi si è rivelata dedita alla coltivazione di Marjiuana, ieri a Vibo Marina un agguato quasi mortale in via delle Industrie... e domani? Per comprendere quanto accaduto riportiamo il servizio di oggi del tg di CalabriaTV

video


E così, mentre non sappiamo fino a quando riusciremo a farla franca, confermiamo che nella valutazione della Regione, Vibo rimane fuori dal programma delle Zone Franche Urbane!
Le proposte deliberate dalla Giunta Regionale ed inviate immediadamente al CIPE vedono prevalere nell'ordine, i seguenti progetti:
1) Crotone ZFU "Retroporto di Crotone" punteggio 19,00;
2) Lamezia Terme ZFU "Torrenti-Rotoli" punteggio 15,86;
3) Rossano ZFU "Quartieri ATERP" punteggio 13,73;
Seguono, ma fuori dalla terna che dovrà essere sancita dall'organo governativo
(ma ci auguriamo comunque che il CIPE estenda almeno a 4 le ZFU calabresi, così da venire ripescati in extremis!):
4) Vibo Valentia, con un di punteggio 11,52 con la ZFU "Località Marinate";
5) Cosenza "ZFU Centro storico" punteggio 10,64;
6) Corigliano "ZFU Centro storico" punteggio 10,35;
7) Reggio Calabria ZFU Catona" punteggio 10,28.

E così... come scrive il saggio: "Sic transeat gloria mundi!"

mercoledì 6 agosto 2008

QUALI I VERI INTERESSI?

Riceviamo via mail un Comunicato Stampa dalla FEMCA e dalla FEGICA CISL che pubblichiamo con piacere, convinti come siamo che offrire alla nostra comunità occasioni d'informazione e confronto, sia il modo migliore per costruire "la città del mare":
"Mi piacerebbe far conoscere anche ai visitatori del Vostro Blog, molto interessante, il parere della FEMCA e della FEGICA CISL in merito allo sviluppo di Vibo Marina nel rispetto della sua natura e delle sue origini.
Cordiali saluti, Giuseppe Conocchiella, Seg. Gen. FEMCA Cisl Calabria
"
Ovviamente per ragioni di spazio, riportiamo nel post solo alcune considerazioni espresse nel lungo comunicato, consentendo ai nostri utenti di scaricarne il file completo.
Il nostro commento? Dalla lettura dell'ordinanza 61, ed in particolare dal Versace2, non vi sono dubbi che ENI (e comparto petrolchimico) godrà delle maggiori provvidenze a sostegno della delocalizzazione in area più sicura, localizzata nelle ex cave Cemensud, sotto S. Pietro praticamente, così come non vi sono dubbi sul blocco edilizio x 5 anni nell'area industriale dismessa. Quindi sulla carta nessun rischio occupazionale e nessuno sfruttamento edilizio sconsiderato; ovviamente il problema dei tempi di applicazione delle fasi previste dal decreto dipende dalla locale Camera di Commercio e dalla locale amministrazione comunale, che sinora si comporta come se neanche abbia letto l'ordinanza.
Forse è giunto il momento di mettere "il dito nella piaga" ed affrontare con schiettezza le problematiche espresse con forza nell'ultima frase del comunicato, che volutamente caratterizziamo in grossetto! Qualcuno, nel palazzo di città, ci dirà mai come stanno in verità le cose? Ed ancor più, sarà mai disposto a concedere ai cittadini di Porto Santa Venere un ruolo diverso da quello di muti e servili spettatori?

Il rischio di un’alluvione più grave e senza ritorno per Vibo Marina.
Ordinanza 61/2008! Dov’è la protezione civile e quali i veri interessi?


"(...) I funzionari preposti a formulare l’ordinanza hanno valutato l’applicabilità del piano predisposto da CAMILAB alla luce delle scorte d’obbligo nel campo energetico? (...) La mancanza di depositi costieri, con il futuro federalismo fiscale, a chi gioverà? (...) A chiarimento della nuova geografia logistica in caso di chiusura dei De.Co. di Vibo Marina, avremo il rifornimento di tutti i distributori Calabresi attraverso autobotti provenienti da Napoli, Taranto, Milazzo o Augusta. Oggi un viaggio di una autobotte che carica al De.Co. di Napoli ha un’incidenza su litro di prodotto al distributore di euro 0,034 (ATB da 38.000 lt, viaggio di A/R di 800 Km a 1,6 euro a Km). L’incidenza tende ad aumentare in funzione del costo del gasolio e dei costi per gli autisti. Un discorso a parte va fatto in merito alle accise per prodotto movimentato, nel 2007 circa 700.000 ton/a. Sono state versate allo Stato, circa 500 ml di euro. Quota parte di queste accise viene restituita alla Regione Calabria e al Comune di Vibo Valentia. (...) Il burocrate ha verificato se i deposito hanno le concessione e le autorizzazioni di legge per stare in quel posto per molti altri anni; se mai si è avuto un rischio per la popolazione da quando esistono? Si è chiesto il tecnico cosa sarebbe successo al pennello in mancanza della diga formata dalla ferrovia e dai pannelli in cemento di recinzione dei depositi dell’Eni R&M.
(...) Per quanto sopra si ritiene che l’ordinanza vada ritirata o modificata in modo che una nuova “alluvione politica” non si abbatta sul territorio di Vibo Marina (...) Come mai tanto silenzio da parte dell’amministrazione comunale, del Sig. Sindaco, degli Onorevoli vibonesi su un ordinanza senza testa e senza coda, ma con la presunzione di elargire qualche euro per agevolare la vocazione “turistica” del porto che senza industria ed indotto non sarebbe mai nato e tanto meno raggiunto questo grado di sviluppo. (...)
Pregiatissimo Presidente, non osiamo pensare che Lei possa sacrificare tanti posti diretti e indiretti (circa 300 unità) per consegnare il porto ed il territorio a fantasiosi imprenditori che là dove l’ordinanza dice che c’è pericolo di alluvione ammassino villaggi stratosferici a più piani con l’obiettivo dichiarato di trasformare il porto commerciale in zona turistica. A chi giova questo? Il turismo va bene per l’estate e d’inverno?

FEMCA e FEGICA CISL
I Segretari Generali
Giuseppe ConocchiellaFrancesco Saverio Colloca

lunedì 4 agosto 2008

LA ZFU AL CFI ...?

Stamani ci siamo recati alla Conferenza Stampa, dove, tra un coro di complimenti, il Sindaco, l’Assessore ed il Dirigente Consoli, hanno illustrato le linee generali della Proposta Progettuale ZFU - Località Marinate - avanzata alla Regione.
Per conoscerne i particolari ve ne alleghiamo il file in pdf, anche se un buon 90% sembra sia frutto di un "copia e incolla" del PSC, dello STU e del PSC, con in più gli indicatori ricavati dal sw scaricabile dal sito del Ministero.
In verità da una prima lettura la proposta appare sufficientemente compiuta. Forse se avessero attinto informazioni alla nostra Proposta di Legge, ed ancor più al testo sulle Ragioni del Si all'Autonomia Comunale, l'analisi storica, sociale ed economica sarebbe stata più completa ed efficace. Ci sorprendono due cose che dobbiamo proprio dire:

  • 1) ritroviamo con terrore il termine "Marinate", riportato come località, il che, se qualcuno controlla e prende per vero il dato cartografico, rischia di compromettere la chiara localizzazione dell'area ZFU, essendo la Località Marinate, posta in cartografia tra il Pignone ed il Castello di Bivona!;

  • 2) con terrore maggiore rileviamo che le Fonti Istat utilizzate sono quelle del 2001 e non quelle più recenti, del 2006 ad esempio .

Vabbè meglio non fare i pignoli altrimenti, nel caso di diniego della Regione o del CIPE, potrebbero imputare alla nostra curiosità e divulgazione, il rigetto della domanda!

In soldoni, se la proposta verrà accolta dalla Regione prima e dal CIPE poi, la cosa più importate ai fini operativi - ed avrà una sua specifica valenza nella valutazione della proposta - è definire l'organismo di gestione della ZFU.
Vibo ha deciso di affidare la gestione vera e propria della ZFU al CFI, "Centro Fare Impresa", un organismo già operativo (? il sito ha lo stesso standard qualitativo di Vibofutura2015 !?) presso l'Assessorato Comunale alle Attività Produttive, finanziato con fondi comunitari POR - Asse V "Città" - Misura 5. 1, nato con l'obiettivo di sviluppare nuove iniziative imprenditoriali attraverso la diffusione della cultura di impresa e della concertazione.
Che Dio ci aiuti. Abbiamo rilevato una certa confusione nel definire aree e loro uso, forse conseguente ad una non perfetta conoscenza delle aree definite nella ZFU, quelle soggette alla delocalizzazione, quelle in cui localizzare le delocalizzate e quelle ormai in mano agli inglesi.
Noi, per aiutare Dio ad aiutarci, abbiamo avanzato una semplice proposta: Sarebbe un segnale innovativo ed utile, per il governo di tale complesso progetto, territorializzare organicamente il Centro Fare Impresa nell’area costiera, in maniera stabile e funzionale! Come dire? A 500 metri sul mare avete già avuto il Centro di Coordinamento Soccorsi durante l'emergenza, oggi il Centro di Servizi Protezione Civile... questa volta a 0 metri sul livello del mare un CFI che gestisce le pratiche sull'area perimetrata, non guasterebbe!


Non ci avevamo pensato - hanno risposto - non sarebbe poi una cattiva idea, la valuteremo certamente…” ma, ahinoi, non siamo riusciti a strappare alcuna vera e propria promessa!

Cosa sono le ZFU? Si tratta di zone periferiche depresse, (vedi sito ministero) con potenzialità di sviluppo e già al centro di piani urbanistici e di programmi per la localizzazione di attività produttive.
Sul sito indicato troverete precise indicazioni sui requisiti di ammissibilità e sulle esenzioni fiscali e contributive conseguenti per le aziende. Vibo quindi figura in extremis tra le cinque le amministrazioni calabresi che hanno elaborato e presentato, entro il termine previsto, alla Regione "le proposte di individuazione e perimetrazione delle Zone Franche Urbane sul proprio territorio", cioè i comuni di Reggio Calabria, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Crotone e Cosenza.

Vibo si gioca però una ulteriore carta a sorpresa:
l'esenzione totale della "Tassa Comunale di Pubblicità" per le aziende che si insedieranno nella sua ZFU!


Comunque sia la responsabilità della scelta ora ricade tutta sulla "task force" istituita presso l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Calabria, che dovrà selezionare i progetti di interesse prioritario da sottoporre poi al CIPE.
"E’ presumibile", così come ben scrive Rocco Iemma sul suo blog, in un articolo che segnaliamo anche sulla ottima testata calabrese online (che merita, per la completezza delle informazioni, una visita quotidiana ) Strill.it, "che a deporre in favore dell’accoglimento saranno non soltanto l’indice di disagio socio-economico e i dati statistici ma anche un’adeguata motivazione progettuale, una descrizione delle modalità di gestione previste, l’esistenza e la predisposizione di piani e programmi di tipo urbanistico e socio-assistenziale, gli ulteriori indicatori richiesti dalla Deliberazione n. 5/2008 del Cipe, una precisa elencazione delle vie interessate col supporto di strumenti cartografici e in formato digitale e, non da ultimo, una compiuta descrizione delle potenzialità inespresse dell’area prescelta e la fondatezza delle ragioni per cui la Zona Franca Urbana può sostenere la loro realizzazione. Elementi, questi, che rivelano margini di discrezionalità nel ruolo di filtro che la Regione assume secondo l’attuale normativa e che, inevitabilmente, generano incertezza sull’esito finale dell’istruttoria. Occorre infatti ricordare che è previsto che in ciascuna Regione possano essere delimitate non più di tre Zone Franche Urbane e che, in ogni caso, sarà il Cipe a decidere in ordine alla individuazione definitiva e alla allocazione delle risorse, prima della necessaria e decisiva autorizzazione della Commissione Europea".
L’On. Giamborino, presente alla conferenza di oggi, annunciando che la proposta vibonese si è già guadagnata un quarto posto tra le ammissibili (come se fossimo nella terna dei sicuri prescelti) ha garantito il suo personale impegno a favore della proposta del comune, impegno dimostrato in tante occasioni, l’ultima della quale ha consentito il recupero di 50.000 euro, a sostegno dei costi di progettazione del Piano Regolatore del... Porto di Santa Venere.

LINK : MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO - Dipartimento Politiche di Sviluppo, definisce criteri di chi entra, chi esce e... chi non ha speranza!

Aggiungiamo inoltre la notizia che, da oggi, sul sito istituzionale della Protezione Civile della Calabria sarà possibile scaricare, sempre in PDF, quelli che noi qualche giorno fa, pubblicandoli in anteprima, avevamo definito Piano Versace1 e Piano Versace2.
Non è un caso che pubblichiamo la notizia nello stesso post dedicato alla proposta della ZFU:
nel caso in cui il CIPE accoglierà la proposta vibonese, la sfida sarà proprio quella di far coincidere, amalgamare ed integrare nel migliore dei modi le prescrizioni dell'uno con le opportunità dell'altro.
Forniamo così ai nostri tecnici, così poco avvezzi all'uso del web per documentarsi o documentare, un utile strumento per reperire le informazioni utili ad una più accorta programmazione territoriale.

domenica 3 agosto 2008

NON SOLO TANGO BACKSTAGE...

video


Cambiamo per un attimo argomento. Ieri sera è stato molto gratificante assistere ad uno spettacolo organizzato dai commercianti associati nell'ARCOSEP. In una sola serata si sono esibiti tanti talenti di Porto Santa Venere, dal gruppo dei giovani ballerini all'inattesa genialità del "Mago" Massimo Cappuccio.
Per non parlare del gruppo dei NonsoloTango Quartet, che è riuscito a regalare note ed emozioni esaltanti. Ed allora è giusto pubblicare una sorta di videobackstage dell'evento, rendendo visibile il dato più importante: qui, a Porto Santa Venere, esiste davvero "gente fuori dal comune"!




Fabio Ditto - violino
Michele Cosso - contrabbasso
Francesco Silvestri - pianoforte
Giovanni Smiroldo - fisarmonica

Il gruppo musicale NonsoloTango Quartet si è formato nel 2002 con lo scopo di esplorare linguaggi musicali tipici del Novecento: il tango della tradizione argentina, il nuevo tango di Astor Piazzolla, le composizioni di George Gershwin e le atmosfere di Kurt Weill, la musica da film, il repertorio popolare europeo.
I componenti del gruppo provengono da una formazione classica e sono da tempo impegnati in attività concertistica a livello nazionale e internazionale, avendo maturato importanti esperienze presso sale e teatri prestigiosi: fra questi si collocano in primissimo piano la Scala di Milano, il Lingotto di Torino, ilVittorio Emanuele di Messina, il Francesco Cilea di Reggio Calabria, il San Carlo di Napoli, il Comunale di Firenze, l’Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma, l’Auditorium RAI di Roma e di Torino, la Biennale di Venezia, l’Istituto Italiano di Cultura di Melbourne e di Marsiglia, la Konzerthaus dell’ Università delle Arti di Berlino, il Konzertgebow di Amsterdam.
I NonsoloTango svolgono un’attività concertistica intensa ed eterogenea: da concerti monografici sul tango argentino con la partecipazione di affermati tangheri a conferenze-concerto a cui hanno preso parte nomi illustri della critica musicale; da spettacoli con musiche da film a rivisitazioni del repertorio tradizionale europeo.
Fra le attività realizzate dal gruppo, in Italia e all’estero, si menzionano eventi organizzati dal Teatro Vittorio Emanuele di Messina (2005), il concerto-conferenza sul Tango (2005) tenuto a fianco del critico musicale Stefano Zenni (presidente della Società Italiana di Musicologia Afroamericana già critico per RAI Radio3), lo spettacolo a Scicli (RG) per la stagione NotediNotte, recensito positivamente sul periodico specializzato JAZZITALIA.IT., i concerti effettuati a ROMA presso il Museo Nazionale degli Strumenti musicali, le tourneé in ROMANIA (ottobre 2006) e FRANCIA (luglio 2007) per conto di istituzioni musicali di rilievo.
Nel Maggio 2005 è uscito il primo lavoro discografico realizzato per la TRP Music di Catania, che comprende musiche di Astor Piazzolla, Richard Galliano ed un brano inedito.

venerdì 1 agosto 2008

CARO SINDACO, RITORNI IN SE'...

Non condividamo affatto le modalità con le quali il Sindaco di Vibo Valentia ha scelto di porsi rispetto al problema sollevato da 1/3 della sua collettività.
Egli è persona intelligente percui è fuori discussione che sottovaluti quanto accade nella sua comunità. Qual’è stato sino ad oggi il suo approccio? Fingere di non vedere e non sapere; praticamente ignorare! Ovviamente mantenersi su una linea così inconsistenete è poco gratificante, percui altalena, con conseguenti cadute di stile, tra la derisione ed il rifiuto.
E’ molto probabile che il suo atteggiamento nasca da una convizione: l’impossibilità oggettiva che nella nostra fragile regione possa venire istituito un nuovo comune a scapito del più piccolo comune capoluogo di provincia. La supposta impraticabilità della proposta di autonomia pare disinnescarne tutte le qualità che gli si riconoscono. E così, quantunque siano evidenti i segni dell’ingovernabilità del territorio costiero - sia dal punto di vista strutturale (nella quotidianità come nelle emergenze), sia dal punto di vista sociale (nella pratica erogazione di servizi collettivi) – non trova spazio nella sua azione sindacale alcuna pratica di ascolto, di incontro, di partecipazione, di proposta o confutazione.


video

A dimostrazione di quanto sia poco premiante e onorevole tale strategia, pubblichiamo la videoripresa di un interessante incontro tenutosi la scorsa sera nella nostra piazzetta. In sequenza vedrete il Sindaco, il Presidente della Provincia ed un Consigliere Comunale.
Il tema era di quelli seri, il ruolo della provincia vibonese nell'euromediterraneo... Indovinate chi fa accenno a quanto accade nella comunità costiera?


Fingere di non vedere e non sapere è un atteggiamento che non le è mai appartenuto; è una finzione che le sta appiccicata addosso malamente. Non è da escludere che tale atteggiamento le sia stato consigliato... ma, sinceramente, nonostante tutto siamo convinti che non le appartiene! Percui, caro Sindaco, la invitiamo a ritornare in sè.
Fingere di non vedere e non sapere è sempre un errore, ma è ancor di più grave quando una comunità rivendica spazi istituzionali di decisione e partecipazione; lo è ancor più oggi, che si predispongono buona parte dei Piani normativi e progettuali in grado di ridisegnare organicamente l’assetto futuro delle due città (Piano Strutturale, Strategico, Portuale, Versace, etc.). Nel gioco della finzione, potrebbe essere normale svilire le idee idee diverse in posizioni a lei contrarie, ma in realtà non è così! Si ricorda? Innovazione e partecipazione sono stati gli slogan rappresentativi del suo programma elettorale! Ricorda la "città policentrica" fattaci intravvedere nei discorsi del suo primo anno di insediamento?
Ora è il tempo della partecipazione... ed una comunità - che la rivendica - evolve quando sperimenta l'ascolto delle idee diverse e ne concilia i bisogni innovativi!
Il problema è ben più serio – e nessuno ha mai risolto un problema serio fingendo di ignorarlo - percui auspichiamo che Lei rinunci presto alla “strategia dell’assenza”, della "invisibilità" elargitaci in questi mesi, come "alici marinate"… al pari di coloro che rivendicano un "centro storico" migliore o la "cittadinanza onoraria" a coloro che ormai sono i simboli della lotta alla nostra ndrangheta!
Sindaco, ritorni in sè... anche perché noi... l’altra parte invisibile del mondo vibonese, continueremo a rappresentarne le idee, i contenuti e le contraddizioni, ed a renderla comunque visibile e concreta, in ogni sede istituzionale.

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