sabato 29 marzo 2008

GIAMBORINO PRIMA... ONOREVOLE DOPO!

Il post informativo di oggi è praticamente una chicca unica, forse storica, creata dalla contemporanea pubblicazione su due quotidiani locali (Il Quotidiano e Calabria Ora) delle dichiarazioni rese dall'On.le Giamborino in due giorni differenti.

In pratica nella stessa giornata è possibile leggere le dichiarazioni rese dall'Onorevole, con uno scarto di due giorni o tre giorni, in merito sia alla richiesta di autonomia che ai suoi sostenitori.

Spartiacque delle differenti opinioni, si rivela l'incontro organizzato con Giamborino la sera scorsa dal Consiglio di Rappresentanza del Comitato "Verso l'Autonomia di Porto Santa Venere".

Gli articoli si rivelano, letti insieme, illuminanti e consigliamo di leggerli per successione cronologica:
quello del Il Quotidiano si riferisce ad un incontro "elettoralistico" tenuto a Bivona, quello di Calabria Ora si riferisce all'incontro "costruttivo" di due giorni dopo con i rappresentanti del Comitato.

E' opportuno pubblicarli insieme sia perchè pensiamo siano stati in pochi a comprare insieme i due quotidiani, sia perchè in tal modo danno il senso della nostra forza, delle nostre ragioni e capacità... il senso di quanto possa essere "costruttivo" fare un percorso unitario, nei modi e nelle forme che oggi i cittadini di Porto Santa Venere stanno riuscendo a praticare.

Non vi facciamo una sintesi dell'incontro con Giamborino perchè leggendo l'articolo di R. Naso sarà facile farsene un'idea precisa.

Ci soffermiamo però su una cosa. Stamani abbiamo avuto modo di discutere sia chi ha letto solo il Quotidiano sia con chi ha letto soltanto Calabria Ora e le impressioni ricavate sono ovviamente conseguenti: di rabbia, sdegno ed offesa nel primo caso e di soddisfatto ottimismo nel secondo.
C'era chi umiliato incitava alla querela e chi esterefatto esortava a "rivalutarne" la statura politica.
Informati i primi sull'esito del confronto "de visu" con Giamborino ed i secondi dello scarto cronologico delle sue opinioni, è emersa una comune constatazione:
"se prima la pensava in quel modo e, dopo averci incontrato, nel modo opposto... allora noi, oggi, abbiamo qualcosa in più: la parola!
E' vero. Ci siamo ripresi la parola, ed ora che le nostre parole sono corali si rivelano di una tale forza da divenire persuasive e dare dignità ai nostri bisogni!"
Qualcuno diceva che "le parole sono pietre"... E di fatto questo episodio lo dimostra. Mai usarle a sproposito e senza essersi ben informati. Almeno a noi tutti questo insegnamento, per ora, basta e avanza, anche se un forte quesito ronza nella nella nostra mente:
Ci toccherà organizzare un incontro anche con Barbieri (che nell'articolo "elettoralistico" si rivela nelle stesse "ignavie" condizioni dell'onorevole e pregiudizialmente denigratorio) o basterà attendersi che l'On. Giamborino gli parli sinceramente di noi, della nostra etica e dei nostri argomenti?

mercoledì 26 marzo 2008

PER PORTO SANTA VENERE RI-STANZIATI I 20 MILIONI

Roma, 25 marzo 2008. FIRMATO IL DECRETO PROGRAMMA OPERE MARITTIME PER I PORTI NEL TRIENNIO 2008-2010
Il Ministro delle Infrastrutture, On. Antonio Di Pietro, ha firmato oggi il decreto di approvazione dell’aggiornamento definitivo del “Programma di opere marittime per il triennio 2008-2010”.

Il decreto prevede investimenti complessivi per 255 milioni di euro, la cui copertura è assicurata dalle risorse provenienti dallo stanziamento ordinario della Direzione generale per le infrastrutture ferroviarie, portuali e aeroportuali del Ministero delle Infrastrutture.
Complessivamente sono stati dunque stanziati poco più di 200 milioni per opere e manutenzione, ripartiti come da tabella in allegato (documento acrobat pdf).
Ora... ad onor di verità, è necessaria una piccola digressione, anche perchè risultano in aumento coloro che ancora continuano a non conoscere le cose:
Per prima cosa: che "la cittadina nel 1928 venne ridenominata Vibo Marina"(vedi Calabria Ora di oggi) è poco vero, anzi per niente! E saremo i primi ad ammetterlo quando vedremo una delibera scritta! ... Già! Ma dov'è la delibera?
secondo: diciamo una volta per tutte come è classificato il nostro porto! Il porto è di II classe I Categoria, il che vuol dire... molto di più che "porto di III classe";
terzo: che per il nostro porto siano stati stanziati 20 milioni di euro... non è una notizia completamente esatta! Esatto è dire che tale cifra era stata già assegnata nel 2004/2005, e che per ragioni "incomprensibili", non era o non è mai stata fino ad oggi, utilizzata... (a parte pochi spiccioli - 1milione circa - per i mega lampioni)!
quarto: se tale somma si è in qualche modo sbloccata, lo si deve all'impegno dei cittadini e degli imprenditori di Porto Santa Venere, che hanno riacceso l'attenzione istituzionale sulla struttura portuale;
quinto: seppur salutiamo positivamente la notizia che la cifra utile a mettere in sicurezza il porto sia stata definitivamente "ri-assegnata", rimane una preoccupazione di fondo!
Possono proprio quei tecnici (della città del monte) che stanno elaborando il Piano Regolatore del Porto (e che non a caso lo definiscono "porto di armamento" nel nuovo Piano Strutturale Comunale - neanche i giornalisti sbagliano in tal modo! Ma dove sono andati a beccarlo questo termine ottocentesco i professionisti dell'urbanistica locale?) ... dicevamo, possono... questi tecnici del monte, essere in grado di spenderli con la coscienza e la sapienza che servano ad una struttura portuale legata ad una città del mare?
Abbiamo molti dubbi e... delle poche certezze, una sola primeggia:
Con quei soldi saranno in grado declassare il nostro porto una volta per tutte! Finalmente un porto d'armamento, solo turistico ... e di III o IV classe (vedi parcheggio barchette x gita periodica fuori porta) !

sabato 22 marzo 2008

WORLD WATER DAY E LA MEMORIA DELL'ACQUA: I CANDIDI VOLONTARI E LE COSCIENZE SPORCHE...

Navigando sul web ho scoperto diversi photoalbum di volontari che, in modi e con organizzazioni diverse, hanno partecipato con passione e sacrificio alle operazioni di soccorso conseguenti all'alluvione del 6 luglio 2006.
Piccoli eroi dal cuore grande, sorrisi sconosciuti e forse dimenticati, in luoghi a noi tristemente noti : "mentre ero lì a spalare fango, ascoltavo il loro sfogo e gioivo con loro per essere riusciti a salvarsi... E' stata un'esperienza fortissima, dolorosa per certi versi (...) per loro, ognuno di noi, ero un piccolo eroe che metteva a disposizione le proprie forze e il proprio lavoro per aiutarli in questo terribile momento..."
Oggi è il World Water Day ed in più celebriamo la Santa Pasqua: mi sembra una bella idea dedicare un pensiero riconoscente a loro... ai tanti ragazzi, uomini e donne, che sono giunti a darci una mano in quegli indimenticabili giorni.
Anche questo diventa un gesto importante, per me, per voi, per loro... e mi auguro si trasformi anche in un gesto di indignazione verso coloro che - stante gli avvisi di garanzia disposti in questi giorni dalla Procura di Vibo - hanno approfittato dell'emergenza per scaricare tonnellate di sostanze inquinanti nei nostri torrenti!

Già... ci pensate? Mentre qualcuno toglieva il fango nelle scuole, dalle case e strade... mentre si soffriva affannandosi in piccoli e grandi gesti solidali ... qualcun'altro umiliava le nostre vite per procurarsi un misero guadagno.

giovedì 20 marzo 2008

ELEZIONI PROVINCIALI: I CANDIDATI PRESIDENTI ED IL "PICCOLO COMUNE".

Seppur a denti stretti i candidati alla Presidenza della Provincia di Vibo Valentia hanno dichiarato di non opporsi all'indizione del Referendum conseguente alla proposta di legge per l'istituzione del nuovo comune di Porto S. Venere.
Sembra però che tutti loro reputino il nuovo comune un "piccolo comune", e quindi ... non in grado di "mantenere" se stesso ed i suoi cittadini.
Sulle cifre necessarie ad un comune di 10.000 abitanti ci ritorneremo in altra occasione, anche perchè sono a nostro favore!
Ora però è il caso di segnalare una iniziativa legislativa della Regione, utile a chiarire ai candidati alla presidenza della Provincia di Vibo quali siano i comuni da intendersi "piccoli o piccolissimi".
In questi giorni è iniziato nella I Commissione della Regione Calabria l'esame della Proposta di Legge numero 239/8^ di iniziativa dei Consiglieri D. Gallo,G. Nucera, dal titolo "Misure a sostegno dei piccoli Comuni". Il progetto di legge è teso a fornire sostegni ed incentivi ad enti ed a privati al fine di invertire la tendenza allo spopolamento e creare attrattività verso i piccoli comuni.
La cosa che più riteniamo utile sottolineare è che grazie a tale progetto si da una definizione precisa sui “piccoli comuni”: cosa si intende, amministrativamente, con il termine “piccolo comune”.
Tale definizione risulta determinante per coloro che intendono porsi con responsabilità e serietà alla richiesta che giunge forte dalle popolazioni costiere. Perché? Bene… una delle critiche avanzate alla proposta di autonomia comunale e che essa, se realizzata, creerebbe un “piccolo comune”, anzi piccolissimo.
Per fortuna la proposta di legge stabilirà definitivamente quanti residenti necessitano ad un comune per “fregiarsi” di tale titolo.
La discussione in commissione è orientata ad equiparare la definizione di piccolo comune a quella nazionale (attualmente la regione è sulla soglia dei 4.000). In pratica nella relazione unita al disegno di legge si stabilisce che con il termine di “piccolo comune” sarà da intendersi esclusivamente quel comune il cui numero di abitanti sia inferiore a 5 mila.
Va da se allora che il “Comitato Verso l’Autonomia di Porto Santa Venere” non sta affatto proponendo la costituzione di una piccola municipalita di 4 o 5 mila abitanti!
Un comune di 10.000 abitanti non può certamente essere definito, con leggerezza, da nessuno un “piccolissimo comune”, pena la perdita totale di credibilità amministrativa!


Per comprendere le ragioni della nuova municipalità, della città del mare, consigliamo la visione di una parte delle slides utilizzate nell'incontro con i consiglieri regionali della provincia, i cui contenuti hanno fatto riflettere più di quanto ci aspettavamo. Le slides contengono una serie di dati utili a comprendere la complessità del territorio costiero, il vuoto istituzionale e strutturale, la capacità della nuova municipalità di autofinanziarsi, e l'assoluta necessità di pervenire al governo delle risorse e dei punti di crisi del territorio. Buona visione

mercoledì 19 marzo 2008

PORTO SANTA VENERE ESISTE ANCORA! (3)

Qualcuno ha sottratto il nome alla nostra città? Beh! Sembrerebbe di si, ed anche alla luce di ulteriori verifiche d'archivio, riconfermiamo con decisione quanto esposto nei precedenti post.

Per dimostrare quanto fosse evidente in quegli anni ai più, anche amministrativamente, che con il termine “Marina di Vibo Valentia” si indicasse l’intero litorale comunale, mantenendo ben distinto il nome del borgo di S. Venere, riportiamo per intero una delibera emessa dal Podestà Scrugli (lo stesso Scrugli - badate - che da sindaco interpretò il volere del consiglio, avanzando la proposta al Re, nel 1927, per il cambio del nome in Vibo Valentia) datata 28 marzo 1931.

La delibera trae spunto da un atto valoroso compiuto da un giovane balilla di 10 anni, Malerba Antonio, che salvò la vita al giovanetto Greco Vittorio, tuffatosi in “acqua senza saper nuotare”. Un episodio minimo, ma pur sempre un gesto coraggioso e solidale, da evidenziare in una comunità che in quegli anni aveva necessità di rendere “visibili” e contaminanti i gesti “eroici”.
Ma trascriviamo la delibera per intero:

ASCVV - Del. n.109, del 28 marzo 1931 - Oggetto: Ricompesa al valoroso Malerba Antonio. Pubbl. 29-3-931

Tornata del 28 marzo 1931 a. IX
L'anno millenovecentotrentuno a IX del giorno 28 del mese di marzo in Vibo Valentia e nella residenza Municipale;
Il Podestà
Sig. Dott. Cav. Scrugli Lorenzo, nominato con R.D. 23-6-930 a. VII.
Assistito dal Segretario Sig. Ramondini Giuseppe.
Visto il rapporto del delegato Municipale della borgata di Porto S. Venere relativa all'azione generosa compiuta nelle acque di S. Venere dal Balilla Malerba Antonio di Camillo e Maria Riga nato a Porto S. Venere nel 1921 e dal quale di rileva che alle ore 11 del 1 giugno il Malerba si tuffava in mare tutto vestito per trarre in salvo il giovanetto Greco Vittorio di Giuseppe, il quale imprudentemente si era tuffato in acqua senza saper nuotare.
Ritenuto che l'atto generoso compiuto dal Malerba, per le circostanze in cui si è svolto merita una ricompensa.
Infatti il Malerba si trovò solo nel posto perchè la località poco frequentata ed ha un tra di 15 metri di mare profondo due metri
Delibera
che per l'azione compiuta dal Malerba, lo stesso deve essere proposto per una ricompensa.

La data e la descrizione della delibera sono importanti sia perché risultano estremi podestarili redatti a tre anni di distanza dal cambio del nome, epoca in cui è ben consolidato l’uso del nuovo toponimo, sia perchè altrettanto consolidato (nonchè contemporaneo) si rivela l'uso del toponimo S. Venere per il borgo costiero. Borgo di S. Venere nel quale, evidenziamo noi, si distingue anche la figura istituzionale del “Delegato Municipale della borgata”. D'altronde si ritene importante sottolineare che questa delibera del '31 è firmata dallo stesso amministratore che da sindaco tanto si spese per l'adozione del nuovo nome di Vibo Valentia, e che altrettanto volentieri si sarebbe speso per utilizzare il nome nuovo (Vibo Marina, per l'appunto) al borgo costiero, se - immaginiamo - fosse stato possibile.

Non so se i giovani protagonisti della vicenda siano ancora viventi (forse no, ma a scoprirlo possono aiutarci i nostri affezionati utenti del web) certamente però, per una strana ed inspiegabile bizzarria del caso, a loro non è sopravvissuto il nome della borgata natia, Porto S. Venere appunto.
Le ragioni sono tutte da scoprire, anche se non mi meraviglierei se queste fossero in qualche modo legate, anche soltanto cronologicamente, all'avvio della stagione delle grandi vendite demaniali per fini industriali, che tanta ricchezza hanno portato nelle casse del nuovo comune di Vibo Valentia.
Continuiamo le ricerche d’archivio?

lunedì 17 marzo 2008

PORTO SANTA VENERE ESISTE ANCORA! (2)



Ovviamente non siamo riusciti a resistere alla tentazione di un immediato tuffo negli archivi e così stamani ci ritroviamo dinanzi all'agognato Regio Decreto.
Va detto che il decreto nella sua esplicazione rituale non ci sorprende per nulla, anzi, conferma pienamente quanto da noi sostenuto già ad una prima lettura della delibera comunale del 23 febbraio 1927 , vale a dire che risulta falso storicamente asserire (così come si è sempre asserito) che il borgo Porto Santa Venere muta il suo nome a far data da quella delibera o dal Regio Decreto!


Prima di procedere oltre, magari con una prima analisi su quanto accaduto, è bene riportare integralmente il decreto:

Regio Decreto 8 Dicembre 1927, n. 2449
Autorizzazione al comune di Monteleone di Calabria a mutare la propria denominazione in quella di "Vibo Valentia"
(Pubblicato nella G. U. del 4 gennaio 1928, n.3)
Vittorio Emanuele III
Per grazia di Dio e per volontà della Nazione
Sulla proposta del Capo di Governo, Primo Ministro Segretario di Stato e Ministro Segretario di Stato per gli affari dell'interno;
Veduta la domanda con cui il commissario prefettizio per la temporanea amministrazione del comune di Monteleone di Calabria, in esecuzione della deliberazione 23 febbraio 1927 del Consiglio comunale, ha chiesto l'autorizzazione a mutare la denominazione del Comune stesso in "Vibo Valentia";
Veduto il parere favorevole espresso dal Consiglio provinciale di Catanzaro con deliberazione 16 settembre 1927;
Veduta la lettera 12 agosto 1927, n. 404485, del Ministero delle comunicazioni, Direzione generale delle poste e dei telegrafi;
Abbiamo decretato e decretiamo:
Il comune di Monteleone di Calabria è autorizzato a mutare la sua denominazione in "Vibo Valentia".
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 8 dicembre 1927 . Anno VI
Vittorio Emanuele.
Mussolini.

Ricapitoliamo.
La delibera comunale del '27 dichiara senza alcun dubbio che "Marina di Vibo Valenzia sia chiamato tutto il litorale che si estende da Porto Salvo fino al limite di Porto S. Venere", esplicitando così un volere deliberante del consiglio tutt'altro che teso a mutare il nome al borgo portuale (così come a nessun altro dei borghi costieri), con un chiaro intento "descrittivo" teso a ribadire quello che sarà da intendere come il suo limite costiero, denominando "Marina di Vibo Valenzia" tutto il litorale compreso nei limiti del territorio comunale, vale a dire "da Porto Salvo fino al limite di Porto S. Venere".
Il Regio Decreto inoltre, come era da attendersi, non entra nel merito descrittivo espresso in delibera, autorizzando esclusivamente il cambio del nome del comune da Monteleone di Calabria a Vibo Valentia.
In estrema sintesi una nuova denominazione anche per il borgo di Porto Santa Venere:
  1. non venne richiesta dalla locale sezione Associazione Mutilati ed Invalidi di Guerra;
  2. non venne proposta nella sintesi della deliberazione messa ai voti;
  3. non venne deliberata dal consiglio;
  4. non venne decretata nel Regio Decreto dell'8 dicembre 1927.
C'è di più. Da una prima lettura delle delibere degli anni immediatamente successivi (1928-1930) non risulta alcuna deliberazione di presa d'atto del Regio Decreto (che in verità, seppur amministrativamente superflua, era simbolicamente utile ed atteso, visto il risalto propagandistico che si intendeva raggiungere con l'uso dell'antico nome romano), nè ancorpiù viene in quegli anni utilizzato nelle deliberazioni altro nome che Porto Santa Venere, nell'indicare il borgo marino del comune di Vibo Valentia!
Ma allora? A chi dobbiamo questa sorta di "damnatio memoriae" del nome della nostra città? Per scoprirlo non resta che ritornare al più presto nelle polverose stanze interrate dell'archivio comunale! Ed anche questo ulteriore approfondimento della ricerca si rivela interessantissimo...

sabato 15 marzo 2008

PORTO SANTA VENERE ESISTE ANCORA!

Spesso la ricerca storica trae vantaggio dai dubbi, e quelli che ci eravamo posti il 7 marzo scorso erano i seguenti:
La delibera del Consiglio Comunale del 23 febbraio 1927 (con la quale all'unanimità si propose al Re l'adozione del nome di Vibo Valentia)
1 – Conteneva esplicitamente nell’atto deliberativo il cambio del nome al borgo portuale?
2 - Se si, perché dei complessivi cinque borghi costieri, ieri come oggi noti con il nome di S. Pietro, Longobardi, Bivona e Portosalvo e Porto Santa Venere, venne cambiato solo quello di Porto Santa Venere?

Per sciogliere tali dubbi ci siamo recati all’Archivio Storico del Comune ed abbiamo rintracciato ed attentamente letto quella storica delibera. In essa viene trascritta integralmente la proposta avanzata dalla locale sezione dell’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, ed è descritto con toni enfatici “il generale concorso di ogni genere di cittadini presenti” con “plauso” nell’aula.
La proposta, riassunta nelle parole del Sindaco Scrugli, fu la seguente: “che la nostra Città assuma il nome di Vibo Valentia e tutto il litorale da Porto Salvo a Santa Venere quello di Marina di Vibo Valentia”; a discussione aperta “nessuno dei Consiglieri ha chiesto la parola” e fu immediatamente messa ai voti “per alzata e seduta”... e così tutti i Consiglieri “acclamando” si alzarono in piedi!
Riportiamo ora integralmente quanto scritto in Delibera:
fare istanza al Governo del Re perché sia autorizzata questa Città ad assumere il nome di Vibo Valenzia e Marina di Vibo Valenzia sia chiamato tutto il litorale che si estende da Porto Salvo fino al limite di Porto S. Venere”.
Ed ecco che prende corpo la vera sorpresa! Per nessuno dei borghi costieri è esplicitato un chiaro mutamento di nome, tant'è che Porto Salvo e Porto S. Venere vengono esclusivamente riportati quali “limiti” geografici della nuova “Marina di Vibo Valenzia”.

Come è nostro solito, pubblichiamo per intero l'importante deliberazione, dando così modo agli studiosi di "ricostruire" con più precisione la storia, agli amanti della storia di fare un tuffo nel passato e rivivere "lo spirito del tempo" ed ai nostri sostenitori di documentare la "colonizzazione" del proprio borgo. (basta cliccare con il tasto destro sull'immagine, o su questo link, e salvare sul proprio pc l'oggetto)

Ma ritorniamo alla nostra considerazione di partenza:
Se è ragionevole dedurre che con il termine “Marina di Vibo Valenzia” si sia voluto genericamente indicare l’intero litorale comunale (allo stesso modo con cui oggi si usa - malamente - indicare i paesi costieri con il termine "Marinate") è altrettanto ragionevole dedurre che al borgo portuale, al pari degli altri borghi, il suo storico nome non sia mai stato tolto o cambiato!

Questa ricerca si rivela più interessante del previsto!
Per prima cosa smentisce molti testi e autori che fanno risalire il cambio del nome di Porto Santa Venere alla stessa delibera con la quale la città scelse di trasformare il suo in Vibo Valentia.
Secondo potrebbe in sè, amministrativamente, creare i presupposti per un suo immediato riuso.
L'esito della prima "smentita storica" è di per sè scontato, mentre quello amministrativo ci riserviamo di verificarlo non appena reperito il Regio Decreto che autorizza l'uso del nuovo toponimo.

venerdì 14 marzo 2008

LE LEZIONI DEL FANGO

Da tempo pensavamo di dedicare un post all'alluvione del 6 luglio 2006. Mentre il tempo trascorre in attesa che venga realizzato qualche intervento strutturale utile a scongiurare simili tragiche conseguenze (i cavalcavia posti sopra i torrenti continuano a restare quelli di allora, cioè "tappi" per le acque in piena), il web, come sempre, si rivela una preziosa fonte di documentazione: abbiamo rintracciato una poesia ed una relazione in cui la "nostra" alluvione diventa simbolo.
Simbolo poetico e simbolo teorico-scientifico. Così approfittiamo dell'occasione per pubblicarli entrambi simbolicamente.

Sul sito dedicato alla Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici 2007, realizzato dal nostro governo, tra le tante relazioni compare quella del Prof. P. VERSACE (lo stesso prof dell'Università della Calabria al quale è stato assegnato lo studio dell'evento e la proposta di un piano per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio), dal titolo: "L’impatto dei cambiamenti climatici sulle strategie di difesa dal rischio idrogeologico". La pubblichiamo qui per intero perchè tra le slides compare la spiegazione di quanto accaduto quel tragico 06.07.06, con alcune analisi ed alcune proposte per il futuro. Restiamo in ricerca ovviamente del Piano Versace, ed appena in nostro possesso saremo ben lieti di pubblicarlo.
Su un blog invece abbiamo rintracciato una poesia dal titolo "Acqua e Fango" che invece pubblichiamo qui integralmente.

Dalla collina al mare
fulminea e possente
giunge violenza immane
d’acqua e fango
fango e pietre
pietre e dolore
dolore e fine innocente:
Nicola e Ulisse
Antonio
piccolo Salvatore addio.

Dal Sant’Anna al Trainiti
dal Bravo a La Badessa
giunge impeto greve
d’acqua e fango
fango e paura
paura e suppliche
negli occhi di chi fugge
nella forza di chi salva:
rovina più grande
se nel buio della notte.

Dai palazzi lontani
giunge eco sprovveduto
dal mare oscuro
solitudine e pianto d’acqua e fango.
Oggi più di ieri Bivona e San Pietro
Longobardi e Portosalvo
luoghi antichi, abbandonati.
Vibo Marina
bel porto Santa Venere
paese nuovo, abbandonato.

Dalla solidarietà mancata
agli egoismi di sempre
dalla solidarietà vera
di chi accorre libero e leale
dai poveri più poveri
dai giovani dal volto d’acqua e fango
giunge amarezza e semi di speranza
speranza ed incertezza:
ricominciare
o andar via ?

Dalla terra mirabile e inferma
del principio e dei padri
dei giochi e della scuola
del lavoro e del piacere
da Vibo a Serra, da Pizzo al Poro
giunge vigorosa sveglia al torpore d’ogni uomo
alla coscienza di colui che non rispetta
al meschino che ancora non governa
e nulla impara e nulla impara
d’acqua e fango.
Tre luglio duemilasei (edm)

giovedì 13 marzo 2008

ALBO PRETORIO ONLINE!

Realizzando quasi una sorta di Albo Pretorio Online, arricchiamo le opportunità di democrazia e di partecipazione forniteci dal web pubblicando integralmente le delibere delle nostre due circoscrizioni relative alla richiesta di Autonomia Amministrativa.
Per essere puntuali precisiamo che la delibera della I Circoscrizione di Longobardi e S. Pietro è la n. 1 del 29 febbraio 2008, mentre la delibera della IV Circoscrizione è la n. 4 del 26 febbraio 2008.
Entrambe sono state pubblicate nell'Albo Pretorio Comunale e Circoscrizionale in data 6 marzo 2008.
Il loro valore - per l'unanimità dei presenti espressa in delibera - è duplice: dal punto di vista amministrativo rende ancora più solida la documentazione a sostegno della proposta di legge, evidenziando così, oltre al consenso popolare, anche il consenso delle istituzioni decentrate; dal punto di vista storico rappresentano - nel quadro delle ultime delibere circoscrizionali prima della loro soppressione, per come previsto dalla Finanziaria 2007 - le prime delibere relative ad una proposta di autonomia amministrativa che riescono a raggiungere l'agognato Albo Pretorio.


In precedenza avevamo aggiunto questa indicazione (che lasciamo a futura memoria oltre che a monito) :
"Il Regolamento Comunale prevede che entro 15 giorni dalla loro pubblicazione nell'Albo Pretorio una delibera circoscrizionale debba essere esaminata dalla Commissione Comunale al Decentramento, altrimenti se non viene posta una richiesta di chiarimento e/o integrazione dalla relativa Commissione, la delibera diviene esecutiva."

Ritiriamo tutto! Confermano che non è così.
Difatti, nella pratica, non c'è alcuna obbligo da parte dell'Amministrazione Comunale (in ordine al tempo ed ai modi) di prendere in esame una delibera circoscrizionale; a conferma gli esempi di delibere in attesa di anni, e quindi mai attuate, sono a centinaia!
Pare la chiamino "discrezionalità".

Credete che queste delibere, al di là del valore che hanno per l'iter amministrativo legato alla nostra proposta di legge, riusciranno a smuoverci dall'ipnosi democratica con cui ci "allevano" i nostri amministratori?
Beh! Basterà aspettare al massimo qualche anno per rendersene conto!

martedì 11 marzo 2008

Open Days Vibo Futura 2015. 12-13-14 Marzo.

Al via il secondo ciclo di incontri per la Città. Gli “Open Days Vibofutura 2015” costituiranno uno spazio di ascolto, scambio e confronto per costruire insieme - cittadini, imprenditori, soggetti locali, amministrazione - le strategie e le azioni necessarie per predisporre lo sviluppo di Vibo Valentia.
Si costituiranno tre tavoli di ascolto che tratteranno le seguenti tematiche:
lo sviluppo imprenditoriale di Vibo legato al binomio industria-cultura; lo sviluppo turistico della costa; il tema del sociale in tutte le sue declinazioni (scuola, formazione, servizi alla persona).
Questo il calendario degli incontri:
Mercoledì 12 Marzo “Vibo, Città per lo sviluppo – Tra industria e servizi”
Biblioteca Comunale dalle ore 17.00 alle ore 20.00:
Giovedì 13 Marzo “Vibo, Città solidale – Cultura e formazione”
Biblioteca Comunale dalle ore 17.00 alle ore 20.00:
Venerdì 14 Marzo “Vibo, Città per lo sviluppo – Turismo e sostenibilità”
(e visto che a Vibo Marina - nella foto il casello di via Parodi agghindato inutilmente a festa per l'occasione - non esiste una decente edificio comunale)
Hotel Cala del Porto Vibo Marina dalle ore 10.00 alle ore 14.00.

Ovviamente sarebbe il caso di riuscire a partecipare a tutti gli incontri, oltre che a quello di Vibo Marina.
Segnaliamo che si continua a sostenere che sarà possibile dare il proprio contributo anche attraverso il sito www.vibofutura2015.org ed il Blog associato.
In attesa, e nel caso non riusciste a reperirla on line, vi alleghiamo link la scheda dedicata alle osservazioni delle associazioni del territorio.

sabato 8 marzo 2008

LA DEMOCRAZIA NON VA MURMURATA.

Ovviamente consideriamo positivo che qualcuno risponda, anche in maniera tutt'altro che sussurrata, a chi ritiene demagogico che un consigliere regionale - che ricordiamo è un legislatore eletto a tal fine dai cittadini - eserciti il suo ruolo e le sue funzioni.
E' il bello della democrazia.

venerdì 7 marzo 2008

DA VIBO MARINA A PORTOSANTAVENERE E VICEVERSA!

Gli studiosi più accorti della storia vibonese ormai sono concordi nel ritenere il cambio di nome della città, da Monteleone a Vibo Valentia, come un puro atto di propaganda fascista.
Si deve alla corale richiesta della locale sezione dei Mutilati ed Invalidi di Guerra, agli inizi del 1927, di una riunione straordinaria del consiglio comunale, al fine di giungere al più presto l'abbandono del toponimo medievale di Monteleone e deliberare l'adozione del "supposto" nome – ricordo qui che la città romana coniò moneta solo con nominativo Valentia - della stessa città in epoca romana.

Il 23 febbraio 1927 il Consiglio Comunale si riunì ed all'unanimità votò per l'adozione del nome di Vibo Valentia.


Con tale atto il ceto politico vibonese imitò pedissequamente la tendenza del nuovo contesto culturale, infarcito di propaganda di regime, clima che indusse persino uno dei più convinti consiglieri socialisti dell'epoca, Damiano Borello, a pro­porre l'immediato invio di un telegramma a Benito Mussolini in cui si ribadiva come il nome “gloriosissimo Vibo Valentia, municipio Romano” fosse un “omaggio a Voi, Duce... ispirandovi alte idealità prisca grandezza Roma imperiale”. Il cambio di denominazione della città venne successivamente adottato a seguito del decreto governativo del 8 dicembre 1927, così il 19 gennaio 1928 la città venne riempita di manifestini utili a celebrarne l'evento.

Cercherò nei prossimi giorni di procurarmi copia di questa storica delibera e dei verbali di quella seduta, per tutta una serie di ragioni.
Oltre che per la curiosità di rileggere il clima storico dell’evento, credo sia opportuno verificare alcuni quesiti che mi assalgono:
il primo, ben più importante, è quello legato all’aspetto giuridico amministrativo, vale a dire verificare se, nell'atto deliberativo, vi sia un esplicito riferimento all’ulteriore cambio di nome del borgo portuale, da Portosantavenere a Vibo Valentia Marina;
il secondo quesito è legato alla motivazione: perchè, dei complessivi cinque borghi costieri (che comprendevano ieri come oggi anche S. Pietro, Longobardi, Bivona e Portosalvo) solo quello di Portosantavenere sopportò lo stesso triste destino di Monteleone?
Sarà mia cura informarvi degli esiti della ricerca: non è detto che questa non ci riservi importanti scoperte!

giovedì 6 marzo 2008

PIANO STRATEGICO? WORK IN PROGRESS!

Qualche giorno fa, non ricevendo risposte dal sito dedicato, abbiamo inviato una mail direttamente all'ATP iNext chiedendo informazioni sul programma del Piano Strategico. L'email recitava più o meno così:
Salve,
abbiamo seguito con attenzione la presentazione dell'iniziativa sul piano strategico "vibofutura2015" e ci aspettavamo un sito almeno interattivamente più adeguato alla assicurata partecipazione.
Stante la difficoltà di reperire sul sito vibofutura2015.org informazioni utili a sottoscrivere partecipazione, estrarre documentazioni, o partecipare anche al semplice blog, si chiede informazioni sullo stato dell'iniziativa, nonchè di tenere in considerazione il nostro comitato tra le associazioni che utilmente possono collaborare alla stesura del suddetto piano.
Ieri ci hanno garbatamente risposto, anticipandoci che dal 12 al 14 marzo p.v. saranno organizzati a Vibo i tavoli tematici come ulteriore fase del processo di partecipazione e di costruzione del Quadro Conoscitivo Condiviso.
Ci hanno altresì ribadito che di tale iniziativa ne daranno "tempestiva comunicazione attraverso il sito del Piano e del Comune".
Seguiremo con soddisfazione l'aggiornamento del sito, anche perchè... chi più di noi crede nelle occasioni di partecipazione?
Mentre noi ci premuniamo di biglietti per l'autobus... sul sito istituzionale del comune apprendiamo dell'uscita di 2 bandi per 3/4 incarichi:
uno legato al Piano Strategico, l'altro sui Fondi Comunitari; dategli un'occhiata, magari qualcuno di voi (attenti alla scadenza) può partecipare al bando.
[ 05-mar ] Incarichi professionali per il Piano Strategico della Città. Conferimento di n. 2 (due) incarichi per prestazioni professionali ...
[ 03-mar ] Conferimento incarichi per consulenti
Conferimento degli incarichi di consulenti esperti (n. 2 seniores e n. 1 junior)...

martedì 4 marzo 2008

C'E' CHI SVEGLIA I CONSIGLIERI E CHI LI... ASSOPISCE.

Mentre aumentano le nostre certezze sulla leggittimità della Proposta di Legge, ed aumentano i nostri incontri con i consiglieri regionali ed i cittadini, da Monteleone continuano a fare orecchie da mercante. Solo una simpatica voce senatoriale si esprime unendo all'opinione (sempre contraria ovviamente) la comprensione per le nostre sorti. Ma ciò non serve a frenare il nostro impegno nè basta a svegliare una politica dormiente e ad assopire una comunità ormai sveglia.

Intanto, oltre ad incontrare i nostri consiglieri, sempre lo scorso sabato (quanta lena!), abbiamo incontrato - assieme alle altre associazioni autonomiste di Sibari, Le Castella, Vena di Maida e Catanzaro Marina - il Presidente della 1^ Commissione Regionale On. Giulio SERRA.
Era presente all’incontro l’On. Maurizio FERAUDO, Capogruppo Regionale IdV, e firmatario della Legge per “ L’Istituzione del Comune di Sibari”.

L’incontro è stato molto cordiale e tutte le Associazioni hanno apprezzato l’iniziativa e la disponibilità dell’On. SERRA ad affrontare i temi legati ad un nuovo assetto amministrativo posto da parte dalla società civile della nostra regione.
Nell'occasione è stata consegnata al Presidente della I Commissione una lettera (altra lettera è stata consegnata ai consiglieri presenti al nostro incontro pomeridiano) nella quale rappresentiamo in sintesi le nostre ragioni e le attese rispetto all'indizione del referendum.
Abbiamo realizzato un ulteriore ed importante passo in avanti, per il lavoro da svolgere; lavoro ed impegno tutt'altro che inammissibili.

Prossimo obiettivo? Organizzare a breve un incontro/audizione con l'intera I Commissione, prima del "letargo" elettorale.

lunedì 3 marzo 2008

ARTICOLO DE "IL QUOTIDIANO"


50 GIORNI DI PROFICUO IMPEGNO! INCONTRATI I CONSIGLIERI REGIONALI VIBONESI.

A coronare i 50 giorni dell’impegno del Comitato “Verso l’Autonomia di Porto Santa Venere” giunge l’incontro realizzato sabato scorso con i consiglieri regionali On. Borrello e On. Stillitani. Assente giustificato l’On. Giamborrino al quale, per nostra mancanza, non è giunta la richiesta di conferma della presenza.
L’incontro, al quale ha partecipato anche l’On. Censore (proponente della legge n.260) è stato preceduto da una presentazione riassuntiva delle “Ragioni del SI!”, elaborata dal Consiglio di Rappresentanza, che contestualizzava la richiesta di autonomia amministrativa rivendicata dalle frazioni costiere, affrontando il tema della modifica del assetto istituzionale e della qualità dell’agire amministrativo: i temi del dissesto idrogeologico connesso alla mancata cura del territorio; i problemi di degrado ambientale e sociale; la perdita di identità culturale della comunità; l'assenze di politiche sanitarie decentrate; perdita del valore patrimoniale locale; la crescita speculativa dei valori immobiliari nelle aree dismesse e lungo la costa; la diffusa crisi del commercio ed i bisogni dei giovani di formazione e cultura, pretendono ormai la ridefinizione della struttura amministrativa e dei meccanismi di partecipazione che governano i nostri centri urbani.

Dinanzi a tale scenario gli Onorevoli presenti hanno condiviso le ragioni di fondo da cui nasce la proposta ed ulteriormente condiviso l’opportunità di una consultazione referendaria su tale tema. Importante in tal senso è la convinzione espressa dai nostri legislatori regionali: “Nessun consigliere regionale può opporsi a tale forma di democrazia partecipata!”

L’unica perplessità espressa è stata quella giuridica, vale a dire quella legata ai requisiti giuridico-amministrativi su cui si fonda la nostra proposta. Ovviamente, proprio perché da noi previsto, questo aspetto è stato ampiamente illustrato e le nostre ragioni giuridiche hanno trovato concordi i consiglieri presenti alla disponibilità di rivedere le loro iniziali impressioni e ed adoperarsi fattivamente nel sostegno dell’iter previsto per la discussione della proposta di legge in I Commissione, che non potrà che avvalersi, alla luce delle nostre riflessioni, degli esperti di cui la commissione stessa si avvale, per suffragare o meno l'ammissibilità della legge.

Gli stessi consiglieri hanno inoltre avanzato la proposta di indire a breve un confronto, con lo stesso chiaro taglio informativo dato all'incontro di ieri, con il Presidente e tutti i componenti della I Commissione.

L’On. Stillitani ha inoltre proposto un percorso parallelo, legato alle modifiche statutarie del comune di Vibo: ma è chiaro che tale percorso presuppone la volontà d’affrontare il tema, senza il pregiudizio e l’ironica sufficienza finora dimostrata dagli amministratori vibonesi.

Se qualcuno intende aprire un tavolo parallelo di confronto e discussione non saremo certo noi a disertarlo.
Ma, ovviamente, la linea prioritaria resta l’autonomia amministrativa!

Al di là ti tutto, la proposta di un nuovo assetto amministrativo, in grado di rivitalizzare il centro portuale costituisce non solo una scelta politica economica, ma anche una opportunità in termini di uso razionale delle risorse, che va nella direzione di un un processo virtuoso utile al decollo economico di gran parte dell’area costiera vibonese, realizzando lo sviluppo di un ambito territoriale adeguato, concertato e cooperante con gli altri comuni costieri, anche attingendo - ulteriormente all'autonomia finanziaria dimostrata di Porto Santa Venere - agli incentivi legati alla conurbazione previsti dall’attuale legislazione regionale e nazionale.

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