giovedì 31 gennaio 2008

GALLERIA D'ALTRI TEMPI


L'UNITA' DI OGGI E L'ISOLAMENTO DI IERI

Tutti i quotidiani di oggi hanno riportato la notizia dell'unità d'intenti e d'impegno espressa dai 5 candidati alla presidenza della IV circoscrizione nella passata tornata elettorale.

La condivisione ovviamente fa notizia ed offre a tutti noi un esempio emblematico di come, dinanzi ad un bisogno reale, se necessario si deve e si può essere pronti a discostarsi da quanto divide.
Anche allo scopo di dare il peso che merita a questo positivo cammino che percorre la nostra comunità, riproponiamo un articolo uscito nell'ormai lontano 1982 sulle pagine del Giornale di Calabria. I tempi sono diversi? Maturi? A voi la giusta deduzione!

mercoledì 30 gennaio 2008

LA IV CIRCOSCRIZIONE VERSO L’AUTONOMIA DI PORTO SANTA VENERE

Nella recente competizione circoscrizionale le forze politiche si sono presentate in cinque liste, evidenziando una divisione dei cittadini difficilmente risanabile.
La proposta di legge per l’istituzione del comune di” Porto santa Venere”, ha rappresentato un punto di coesione di tutti i cittadini per il raggiungimento di un unico obiettivo.
I 5 candidati alla presidenza delle scorse elezioni circoscrizionali esprimono la loro condivisione al progetto di legge n.260 ed aderiscono all’istituendo comitato “Verso l’autonomia di Porto Santa Venere”.
Invitano le forze politiche comunali, provinciali e regionali a prestare la dovuta attenzione alla richiesta dei cittadini di una delle realtà territoriali più importanti della provincia di Vibo Valentia; ritengono inoltre che sia giunto il momento di autodeterminarsi, non per contrapporsi alla città capoluogo, ma per collaborare ad ottimizzare le risorse che il territorio offre ed effettuare scelte per uno sviluppo capace di garantire una buona qualità della vita sotto il profilo socio-culturale, ambientale ed economico alla nostra e alle future generazioni

La Grotta Maria Rosaria
Florio Raffaele
Spanarello Gianfranco
Patania Giovanni
Cammarota Ferdinando

martedì 29 gennaio 2008

IL PROCEDIMENTO PER LA FONDAZIONE DI UN NUOVO COMUNE

Con la retorica prassi dell'insignificante politichese nostrano si tenta in questi giorni di far apparire la nostra proposta del tutto priva di fondamento e di consenso.
In realtà, in una città che sembrava ormai rassegnata al quotidiano asservimento alla partitorazzia, la proposta di un nuovo assetto territoriale utile a tracciare un futuro di speranza sia alla città del mare che alla città del monte, interessa ed aggrega, alimenta la voglia di partecipazione, obbliga a delle riflessioni e pretende delle risposte.

Che la politica ora non sia in grado di cogliere l'importanza del momento storico che vive la sua stessa comunità non sorprende affatto, così come non deve sorprendere la nostra disponibilità all'attesa: prima o poi la si smetterà di demonizzare ed a mascherarsi dietro le appartenenze e si comincerà a dialogare. Uomini di buona volontà, con il senso delle istituzioni e con capacità propositive ne esistono ancora.




In attesa che ciò accada noi ottimizziamo i tempi per organizzarci e programmare ulteriori momenti di incontro, di informazione e di partecipazione.
Stiamo elaborando un volantino informativo, che appena pronto stamperemo e distribuiremo in tutto il comune. Ci sembra cosa utile farne circolare sul blog una prima bozza, contribuendo sin da subito a far chiarezza sull'iter amministrativo che segue la presentazione della Proposta di Legge n. 260 al Consiglio regionale. Cliccate pure sull'immagine per scaricare il file in PDF e, una volta stampato, cominciamo pure a farlo circolare!


ARTICOLO SULLA RACCOLTA FIRME DI CALABRIA ORA:

Continua l'uso giornalistico del termine "Marinate". Noi insisteremo a bollarlo ed a bandirlo non perchè fissati sulla lingua italiana, ma perchè quel termine, così legato ad un'area paludosa bonificata ed inabitata, è un serio ostacolo alla presa di coscienza che nell'area costiera esiste oggi un nucleo urbanizzato composto da 10.000 abitanti, che rivendicano il diritto a servizi degni pubblici degni della seconda città della provincia. E inoltre, come già detto, quel termine è una jattura! E' tanto pretendere dai giornalisti titolisti anche una funzione emancipante culturalmente?



lunedì 28 gennaio 2008

PROGETTI "FRESCHI" PER LA CITTA' DEL MARE

Nel 2003 si svolse a Vibo il primo Seminario Internazionale d’Architettura organizzato dal Dottorato di Ricerca in Progettazione architettonica e urbana dell’Ateneo di Reggio Calabria e dal LID'A, Laboratorio Internazionale d'Architettura.
I temi che hanno visto maggiormente impegnati i gruppi di progettazione erano quelli relativi alla riqualificazione del Pennello, al riutilizzo delle aree industriali dismesse per fini di pubblica utilità ed infine quello altrettanto importante della riqualificazione del bacino portuale di Vibo Marina.
La notizia credo sia passata sottosilenzio, tant'è che davvero pochi ne sono venuti a conoscenza. La riproponiamo provocatoriamente oggi, a ben 5 anni di distanza come se fosse una news fresca. Cliccando sulla foto potrete vederne gli elaborati e farvi un'idea di come potrebbe essere domani il futuro assetto della "città del mare".
Quei progetti saranno finiti in qualche scantinato del comune: non ci risulta siano mai stati più ripresi in mano da qualche tecnico, nonostante in questi giorni nel nostro comune si parli di Piano Strategico Comunale, Piano Regolatore del Porto e megaprogetti di villaggi turistici a numero chiuso. Mentre i politici si defilano dalle loro responsabilità, ci sembra utile ritirare fuori quelle proposte - in attesa che ci presentino i loro progetti belli e pronti - per avviare una discussione sul futuro assetto urbano dei 5 centri costieri. Dategli un'occhiata!

PIU' DI 2000 ADESIONI IN 2 GIORNI!

E' entusiasmante il clima unitario che si respirava in ogni punto di raccolta adesioni al comitato!
Ed altrettanto entusiasmante è il numero delle adesioni raccolte in soli due giorni: più di 2000! La raccolta di adesioni ovviamente prosegue anche per il consenso che dimostra:
da Vibo, Vibo Marina, Bivona, Portosalvo, S. Pietro, e Longobardi si lancia una forte lezione di partecipazione e di impegno alla classe politica vibonese.
Ringraziamo tutti coloro che ci aiutano e ci sostengono.














sabato 26 gennaio 2008

5 GIORNATE x 5 FRAZIONI










Politici distanti dai cittadini, distanti dagli elettori, miopi, sordi e disattenti hanno dichiarato in questi giorni che nelle 5 frazioni verranno alzate le barricate, che ci saranno scontri con le forze dell'ordine, che in nome dell'indipendenza verranno compiute nefandezze ed atti di criminalità, che codice alla mano, mi perdonino i miei antenati e gli avvocati all'ascolto, dovrebbe essere interruzione di pubblico servizio, atti di sommossa popolare, banda armata, associazione a deliquere, e chi più ne ha più ne metta.
Dispiace che uomini politici in vista dicano simili cose.
Chi dice che il nostro movimento è violento dice una cosa non vera.
Fin dall'inizio il nostro movimento ha proposto il dialogo, il confronto, la discussione serena, come figli che raggiunta la maggiore età lasciano la famiglia, oggi noi vogliamo andare a vivere da soli, vogliamo camminare con le nostre gambe, mica vogliamo uccidere i nostri genitori, madri o matrigne che siano.
Chi dice simili inesattezze e cattiverie si rende poco credibile, fa capire che vuole seminare zizzania, fa capire che ha paura del confronto nonostante gli inviti a parlare allo stesso tavolo, fa intuire che ci teme, fa capire che quella che abbiamo intrapreso è la strada giusta. Qui tra noi non c'è nessun regicida, nessun forcaiolo, nessun kamikaze.
Noi non vogliamo cadere nei tranelli che ci hanno teso, noi non vogliamo cadere nei loro inganni, continueremo con il movimento spontaneo, popolare, non violento, apartitico apolitico, autonomista. W Porto Santa Venere.

Roberto Maria Naso

venerdì 25 gennaio 2008

VERSO L'AUTONOMIA

Dobbiamo dire che il nome del Comitato, con quel "Verso l'Autonomia..." è davvero azzeccato.
Da l'idea di un cammino in comunione piuttosto che di una battaglia contro qualcuno. Ed è questo il nostro spirito!
Lo spirito della nostra "entusiasmante provocazione" è ben riassunto in quel nome.
Giusto per rimarcare la differenza anche nei toni, oltre che nelle ragioni, della nostra richiesta di un nuovo assetto amministrativo, pubblichiamo sul post di oggi il volantino stampato nel 1970 dal Movimento per L'Autonomia dell'epoca. Allora serviva un decalogo in cui "identificarsi" oggi abbiamo solo bisogno di credere in uno scopo Comune.

Tra breve avvieremo la compagna di adesione al Comitato. Per coloro che intendono dare un ulteriore aiuto pubblichiamo la Scheda di Adesione. Una volta scaricata e stampata è possibile chiederene la sottoscrizione a chiunque sia residente nel comune di Vibo Valentia, riempendo con attenzione tutti i campi richiesti in tabella. Si può iniziare da un Condominio e terminato il foglio consegnarlo ad uno dei coordinatori.

martedì 22 gennaio 2008

SI E' MESSA IN MOTO LA MACCHINA!






Il Comitato provvisorio “Verso l’autonomia di Porto Santa Venere” lancia una campagna di adesione per il sostegno alla proposta di legge regionale per la costituzione del comune di Porto Santa Venere che comprende le frazioni cittadine costiere di Bivona, Longobardi, Porto Salvo, San Pietro e Vibo Marina.

Dopo il grande successo dell’iniziativa di presentazione della proposta di legge del 12 gennaio 2008 è necessario che i cittadini delle suddette frazioni in gran numero manifestino espressamente la condivisione della proposta ed esprimano la disponibilità a collaborare alle attività del comitato.




Sabato e domenica 26 e 27 gennaio 2008
sarà possibile presso banchetti informativi siti nelle 5 frazioni manifestare la propria adesione.



Entrando a far parte del comitato si potrà partecipare all’elezione dell’organo direttivo che si svolgeranno con modalità da definire il 10 febbraio 2008.
Lo scopo del comitato è sostenere le iniziative volte alla autonomia amministrativa delle frazioni costiere del comune di Vibo Valentia (Bivona, Longobardi, Portosalvo, San Pietro, Vibo Marina).
L’attività del comitato si svolge mediante l’opera di gruppi di lavoro o attraverso l’attività dei singoli, mediante specifici incarichi.

Il Comitato, in particolare:
- svolge attività di pressione politica in forma lecita, pubblica e riconoscibile, nei confronti di tutti gli organi e le istituzioni preposte all’esame del progetto di legge di costituzione del comune di Porto Santa Venere;
- svolge attività di divulgazione culturale, giornalistica, sociale e politica, in relazione alle esigenze, alla storia, alla cultura, all’economia, alle possibilità di sviluppo delle frazioni costiere, mediante pubblicazioni, interventi pubblici, mostre, conferenze, dibattiti, inchieste e ogni altra iniziativa utile;
- svolge attività di aggregazione delle forze giovani, stimolando gli stessi alla produzione di documenti, progetti e iniziative anche professionali in ordine alla costituzione del comune di Porto Santa Venere e a tutte le possibilità di sviluppo e miglioramento dei territori costieri e predisponendo progetti di finanziamento e atti di programmazione di cui chiedere l’inserimento nella programmazione nazionale e comunitaria, nonché la predisposizione di atti e documenti che prefigurino forme moderne ed evolutive di amministrazione pubblica, basate sulle più moderne e qualificate tendenze nazionali e internazionali e sulle più aggiornate tecnologie informatiche e telematiche;
- effettua studi ed elabora proposte per il rilancio delle attività economico-produttive, tenendo i contatti con le associazioni e le autorità competenti.
Possono aderire associazioni e singoli cittadini maggiorenni.



La costituzione del comune autonomo e l’impulso per una diversa forma di rappresentanza politico-amministrativa, rappresentano, unitamente alle prospettive di sviluppo
delle infrastrutture portuali e dei settori produttivi, la migliore possibilità di stimolare
la rinascita urbanistica, ambientale, socio-economica, culturale e logistica
del territorio costiero di Vibo Valentia.




Cittadini di Bivona, Porto Salvo, Longobardi, San Pietro e Vibo Marina non lasciamoci sfuggire questa reale ed irripetibile occasione.

1982: LA IV CIRCOSCRIZIONE DELIBERA L'AUTONOMIA!


Possediamo nel nostro archivio la minuta di una delibera del Consiglio della IV Circoscrizione, approvata nel 1982, all'epoca con Presidente Ottavio Figliucci, nella quale si richiedeva al Consiglio Comunale di Vibo Valentia un provvedimento che consentisse il distacco dal capoluogo e la costituzione del comune autonomo di Porto Santa Venere.
La delibera risulta, per i tempi, ben argomentata, sia sotto il profilo socio-economico che sotto il profilo amministrativo. Nonostante ciò... anzi, ovviamente, tale inattesa delibera venne cassata nell'allora Commissione al Decentramento, percui non giunse mai all'attenzione dei consiglieri comunali.
La sua rilettura però è utile a storicizzare la rivendicazione anche in tempi a noi più recenti, testimoniando un coraggio amministrativo unico e sconosciuto ai più.

lunedì 21 gennaio 2008

ANCORA "MARINATE"?

Da oggi inseriremo un bollo "Marinate?No, grazie!" nelle pagine dei quotidiani che riproponiamo sul blog, al fine di favorire la nascita di una presa di coscienza collettiva utile a comprendere il senso dispregiativo del termine "marinate".
A tal fine leggere il post del 10 gennaio.


PORTOSANTAVENERE COME PORTOFINO.


Ho appena letto un intervento sul Quotidiano di stamani che merita una immediata riflessione. A caldo, come si usa dire.
Per avallare la tesi che la richiesta di autonomia amministrativa sia una trovata populistica, la Coordinatrice Comunale di FI di Vibo Valentia si dilunga sull'elenco dei problemi (che sono davvero tanti) della città del mare, sull'operato dei politici vibonesi (davvero deficienti o deficitari), usando un occhio di riguardo al Consigliere Regionale che in fondo, poverino, accogliendo una problematica postagli dai cittadini, ha svolto fino in fondo le funzioni per le quali è stato eletto (davvero imperdonabile non usare la prassi della Partitorazzia), ed infine, seguendo la linea della concretezza politica, offre la sua proposta per ricominciare a discutere del futuro dell'area costiera partendo dal "palcoscenico del suo lungomare", riassumendolo con uno slogan d'effetto:
"VIBO MARINA COME PORTOFINO".

Perfetto, finalmente una proposta su cui discutere.
Però, efficacissima Gelanzè, dicutiamone senza porre paletti allo slogan di paragone e se le premesse saranno queste, diciamoci tutta la verità. Bisogna dare atto alla Coordinatrice Comunale di FI di aver fatto una bella ed utile proposta, anche perchè cosa manca a Vibo Marina, Bivona, Portosalvo, Longobardi e S. Pietro per diventare come Portofino? Soltanto una cosa: Diventare comune. Come lo è Portofino! Del resto è del tutto evidente che Portofino non è una frazione di Camogli! Se la coerenza non è acqua la linearità della proposta di FI non mi sembra ponga altri scenari, diversi da quanto proposto dall'ex-sindaco serrese.
Se dal punto di vista scenografico (nel senso del progettare uno scenario utile alla ri-qualificazione del turismo) la proposta si cala perfettamente nella nostra realtà costiera, allora altrettanta validità la si deve riconoscere nei suoi conseguenti risvolti tecnico-amministrativi, oltre che di democrazia partecipata!
Ed allora, per essere conseguenti, andando oltre lo slogan facile, bisogna anche dire che: Portofino ha una sua autonomia amministrativa, un consiglio, dei tecnici e... ed il numero della sua popolazione? Sapete che numero raggiunge? Ben 516 residenti nel 2006, secondo i dati ISTAT. Un numero ancor più piccolo del più piccolo comune della nostra provincia! E credo che nessuno oggi, anche a rischio di sembrare in controtendenza rispetto alla finanziaria, si azzarderebbe a dire che Portofino sia un comune da sopprimere o da accorpare a S. Margherita Ligure o Camogli (ed anche lì come numero di residenti non sono messi molto bene!) o che la sua autonomia finanziario-amministrativa non sia in grado di sostenere i bisogni dei suoi cittadini e dei suoi affezionati turisti.
Grazie Cesella Gelanzè! Grazie perchè, dubitando che lei possa aver coniato tale slogan disconoscendo l'assetto amministrativo di quel comune, offre ulteriori ragioni a chi è concorde con la proposta di autonomia. Le dirò di più, lanciamo assieme questa bella iniziativa, promoviamone attivamente lo slogan "Vibo Marina come Portofino" ed alimentiamo il dibattito seriamente, o quanto meno chiariamo quanto possa essere utile o meno una nuova amministrazione comunale per raggiungere tale traguardo.
Speriamo però che al momento di discuterne, anche lei, appena pronunceremo il nome di Porto Santa Venere, non dica che la sua era soltanto una provocazione!
Ne approfitto per invitarla a leggerne il linkato Statuto Comunale, di Portofino, giusto per avviare la discussione su cosa significhi per una comunità riconoscersi in un comune solidale.
Antonio Montesanti

LA NOSTRA PIU' GRANDE SOLIDARIETA'

La notte scorsa 5 proiettili hanno lasciato la loro inequivocabile firma sulla saracinesca di un'attività artigianale del nostro paese. 5 colpi inferti ad una famiglia laboriosa e piena di risorse. 5 colpi che intendono avvertire, intimidire o ribadire. 5 colpi a cui pochi hanno dato attenzione, a cui molti hanno voltato le spalle, sollevati dal non esserne i destinatari.

Quei 5 colpi hanno ferito la nostra comunità intera perchè sono il segno della violenza, la voce della 'ndrina, il silenzio della paura. Quei 5 colpi sono stati diretti anche a me, a voi, a noi!
Con convinzione offriamo la nostra più grande solidarietà ai nostri amici, con indignazione constatiamo che il vuoto amministrativo che ci circonda si riempie ogni giorno di malaffare e ceffi brutti .
Cercheremo di capire cosa fare? Per ora... in attesa, solo un abbraccio e 5 parole:
SIAMO TUTTI QUANTI CON VOI!

sabato 19 gennaio 2008

LA BUFALA DEI PIRATI


PIRATERIA s. f. [der. di pirata] L'attività dei pirati (detta anche, per distinguerla dalle altre più recenti forme chiamate con lo stesso nome, pirateria marittima), cioè l'azione brigantesca di percorrere il mare con proprie navi per impadronirsi di beni altrui in vista di fini esclusivamente personali (v. Pirata);
Diffusa già in tempi molto lontani, dal 2° millennio a. C., soprattutto nel Mediterraneo orientale, e più tardi anche in Occidente (Illirî, Liguri, Etruschi), riprese vigore nel medioevo e anche in tempi più vicini, per opera principalmente dei pirati barbareschi …

venerdì 18 gennaio 2008

SEPPUR IN CONTROTENDENZA UN DOPPIO GRAZIE SENATORE!

Il senatore è senatore.
Anche solo in poche parole riesce a rispondere ed a proporre.
Gli va dato atto, fors'anche solo per segnalare un dato in controtendenza al sempre evidente politicume quotidiano.
Va dato atto che, come al solito, è l'unico che ha una posizione saggia: riscontra il nodo del problema e prova ad indicarne correttivi.
Certo, da una parte si invocano i bizantinismi della Finanziaria per dimostrare quanto sia in controtendenza la proposta (neanche se la finanziaria fosse pari alla Costituzione), dall'altro, dimenticando che proprio la Finanziaria prevede la soppressione delle Circoscrizioni sotto alcune centinaia di migliaia di abitanti (in maniera epocale, praticamente tutte quelle istituite in Calabria) si propone che il presidente di Circoscrizione possa - ovviamente se invitato, il fantasma - partecipare a qualche Consiglio Comunale.
Lasciando da parte la facile quanto evidente deduzione che a qualcuno possa essere concessa la controtendenza più di altri, la domanda da porre è : esiste ancora qualcuno in grado di avanzare una proposta utile a colmare il vuoto istituzionale che si creerà, ora e non domani, con la fine dell'era delle carrozzine circoscrizionali? Avanti, su... un piccolo sforzo di proposta...! Per ora, checchè se ne dica, una proposta viene fuori solo dalle periferie.

giovedì 17 gennaio 2008

UNA PAGINA DA CONSERVARE


Fanfani visita lo stabilimento del "Nuovo Pignone"

video
Continuiamo a perseguire l'obiettivo di realizzare un blog utile, nel quale oltre ad informarsi è possibile consultare documenti in grado di rendere evidente lo spessore della storia cittadina.

QUIZ: Chi riuscirà a segnalarci il fotogramma con la presenza del Senatore Murmura riceverà in premio un regalo, che avrà il merito di sollevarlo dalla condizione di infelice.

Il video che presentiamo è prodotto dall'Istituto Luce, estratto dal programma:
Cronache del mondo CM374
Data: 05/04/1963
Durata: 00:00:27
Sunto: Un edificio del nuovo stabilimento, davanti folla, il presidente del Consiglio Fanfani e altre autorità entrano nell'edificio. Nel capannone all'interno dell'edificio, Fanfani tiene un discorso ed il pubblico applaude.

mercoledì 16 gennaio 2008

UN LIBRO IN REGALO!

E per finire in maniera gratificante una giornata quasi per intero dedicata all'utopia, mi sembra giusto fare omaggio a tutti i nostri e-lettori di una copia in PDF del libro per intero dedicato alla nostra storia, fino all'immediato dopoguerra.
Buona lettura e studio!
Dimensioni 3,23MB. Per scaricare cliccare con il tasto destro del mouse e salvare l'oggetto sul vostro PC.

10.000? UN VECCHIO LIMITE VIBONESE...



La nostra carta costituzionale all’art. 117 prevede che la funzione legislativa in materia di istituzione di nuovi comuni e di circoscrizioni comunali, appartenga alle Regioni. Tale potestà legislativa era “ripartita” o “concorrente; allo Stato era quindi solo riservata la predeterminazione dei principi fondamentali, mentre alle Regioni spettava lo svolgimento di tali principi attraverso la legislazione di dettaglio.

Correttamente quindi poteva ritenersi che la legislazione regionale di dettaglio dovesse attenersi al principio di non istituire comuni con popolazione inferiore ai 10 mila abitanti, così come dettato dall’art. 15 del Decreto legislativo n. 267/2000 meglio noto come Testo unico delle norme sugli Enti locali, che riprende la norma contenuta nell’art. 11 dell’abrogata legge 142/1990.

Dal 2001, da quando cioè è stata introdotta la riforma del titolo V della nostra costituzione con la Legge costituzionale n. 3/2001 si è rovesciata la prospettiva istituzionale, ampliando notevolmente l’autonomia legislativa delle Regioni.

Le leggi regionali allo stato attuale, in materia di istituzione di nuovi comuni e di circoscrizioni comunali rientrano nella potestà legislativa esclusiva, che è vincolata solo al rispetto delle norme costituzionali e dell’ordinamento comunitario.

Pertanto, la normativa regionale sull’istituzione di nuovi comuni non incontra il vecchio limite dei 10.000 abitanti fissato con legge ordinaria.

E’ pertanto corretto dire che al momento, nulla osta alla costituzione del nuovo Comune di Porto Santa Venere.

GRAZIE SENATORE!

Ci eravamo ripromessi di non pubblicare sul blog articoli di stampa che esprimessero la posizioni, autorevole o meno, dei politici locali o, per meglio specificare, di quelli che proprio stamani l'ex parlamentare Murmura definisce come "drappello di incapaci sostenuti dai partiti" dei quali è palpabile la "diffusa deficienza", ma l'argomentata nota del senatore pubblicata stamani merita una eccezione. La merita perchè ripropone (con il pregio di esser posta con sua ormai nota arguta ed ironica maniera) i temi che hanno fatto ai più storcere il naso sulla proposta di legge sull'istituzione del nuovo comune di Porto Santa Venere, ed al contempo la reputiamo utilmente arricchita di informazioni - forse storiche - relative agli anni successivi alla proposta di Legge Larussa, anni nei quali egli recitò un ruolo chiave nel dotare le - allora - "agitate" frazioni di una serie di infrastrutture e opere pubbliche (che ancora oggi, ahinoi! rimangono le poche ed uniche visibili sul territorio costiero) e nel far sciogliere come neve al sole ogni pretesa allora rivendicata.
I tempi sono cambiati da allora, lei è anche diventato più simpatico e disinteressatamente "engagè", ma anche la comunità costiera non è più quella di allora ed è altrettanto simpatica ed impegnata.

Innanzitutto è d'uopo ringraziare il senatore per il termine usato nel descrivere le condizioni dei cittadini vibonesi. Infelici. E' un'aggettivazione che calza con lo stato d'animo che onestamente in molti viviamo. E' un'aggettivazione che però ha il torto di spostare l'analisi da uno stato di fatto ad uno stato d'animo. Tende a distrarre dai problemi di fatto, ed è ben comprensibile la ragione: la coscienza di vivere una città che ha perso via via il suo ruolo propulsore di intelligenze, professionalità, di sviluppo nel sistema complessivo della società calabrese lascia l'amaro in bocca ed obbliga a voltare intimisticamente altrove lo sguardo. Già la sola pesante affermazione senatoriale, che ci rivela "una cittadinanza infelice, tagliata fuori da qualsiasi prospettiva di sviluppo", rende giustizia alle ragioni di chi propone un nuovo assetto amministrativo. Ed alla luce della spietata analisi si potrebbe comprendere pure chi osa girare lo sguardo altrove. Nel girare lo sguardo però è bene mantenere gli occhi aperti. Perchè solo ad occhi aperti si intravvedono le via d'uscita. La via proposta dalla numerosa comunità costiera, e non escludo possa trovare riscontro in molti cittadini della città del monte, ha il merito di alzare il livello della discussione sul futuro - da quì al prossimo millennio - delle due città infelici.
La proposta, partendo dallo stato di fatto, vale a dire dalla preoccupante crisi del sistema politico-amministrativo vibonese (in tutta evidenza non più in grado non solo di rappresentare al meglio le specificità territoriali e sociali delle due comunità, ma ancor più, di tracciarne linee di sviluppo che non penalizzino l'una o l'altra) individua nel riassetto amministrativo una soluzione utile e benefica sia per affermare principi di legalità, partecipazione e solidarietà, sia per impedire che l'evidente ed incolpevole (facciamo salva la buona fede) assenza di governo del territorio ne rinnovi gli abusi, la disgregazione ed i disastri. Del resto neanche l'elezione a suffragio universale del Presidente di Circoscrizione si è rivelata utile a porre sul tavolo della programmazione comunale i pressanti temi legati allo sviluppo condiviso dell'area costiera e della sua relazione strategica con il centro istituzionale.
Da qualche anno ormai le linee di sviluppo del comprensorio sono ben delineate: la città del monte si estende verso Ionadi; è solo in quell'area che l'imprenditoria (commerciale, edilizia, industriale e del terziario) realizza forti investimenti; in quell'area la stessa amministrazione pubblica vi investe in strutture (viabilità generale e tangenziali, edifici sportivi, cooperative, mercato comunale ed ancor più il nuovo teatro). In tale scenario non è improbabile immaginare il sorgere a breve di una forte spinta all'aggregazione dei due comuni, con un evidente vantaggio per la città del monte.
La città del mare al contrario è sempre più isolata: nessun investimento sulla SS18, assoluta assenza di servizi pubblici e sanitari, il porto - è già previsto - sarà regalato a Gioia Tauro, imprenditori edili continuano a costruire sui pendii delle colline, lungo gli argini dei fossi, nelle aree industriali dismesse verranno costruiti villaggi turistici a numero chiuso, nessun investimento strutturale è presente nei piani pluriennali per erogare servizi degni della seconda città della provincia, nessun imprenditore commerciale investe nel centro del borgo marittimo, eccetera, etc. Ma il grave è che la città del mare non è isolata soltanto da quella del centro: il grave è che lo è anche, in qualità e quantità di servizi esistenti, dai centri costieri compresi tra Joppolo e Pizzo! E questo nonostante l'aumento esponenziale della sua popolazione è tutt'altro che compromesso dalle infelici condizioni di vita. Questa analisi della realtà pone un problema serio alla comunità del mare come a quella del monte.
Non si tratta di Sindaci o Giunte di destra o di sinistra. Non si tratta di 10 o 1000 assessori. Nè di programmi enunciati o meno. Ci si è, in tutta evidenza, avvitati in un sistema burocratico-amministrativo che si dimostra quotidianamente inadeguato ed incapace a dare risposte puntuali, motivate dall'interesse collettivo ed efficaci, alle due esistenti città.
E' necessario, e non per oggi ma per il prossimo cinquantennio, riorganizzare un sistema politico-amministrativo che, per la sua evidente forza elettorale, esprime ormai solo una classe politica pedemontanizzata alla Provincia e del centro al Comune.
L'istituzione di un nuovo comune è una proposta, forse provocatoria per alcuni e strumentale per altri, ma pur sempre una proposta che, non dimentichiamolo, parte dal basso e traccia uno scenario di sviluppo integrato e solidale.
Se non con l'istituzione di un nuovo comune come risolvere l'evidente punto di crisi? Dagli altri ci si aspetta una controproposta piuttosto che una critica sui modi, i tempi e gli intenti del suo estensore. O il sostegno, se non si evidenziano soluzioni alternative ai problemi posti!
E' il vuoto di proposte che sta segnando negativamente il destino della città.
Va dato atto comunque del grande senso di responsabilità dimostrato dall'estensore della proposta di legge nell'aver colto la problematicità della situazione e le sue contraddizioni, con un un metodo al quale più nessun politico pare più avvezzo: ascoltare una comunità che pone un problema serio, ne legge i punti di crisi e di forza e ne propone, sfruttando gli strumenti della democrazia partecipata, una soluzione.
Di certo questa la proposta di legge si è rivelata un'occasione per far sentire una comunità più unita e felice!
Antonio Montesanti

martedì 15 gennaio 2008

S' 'i fosse de Sancta Venere, com'i sono e fui...


"... Si'i' fosse de Sancta Venere elettore
co' sta ceppa voterei Monteleone
dopo anni da Vibo ricevuti sol'angherie et inganni
fossi elettore con senno, dal culo gli leverei gli scranni.


Se di Censore la proposta ancora non è fatta legge,
folle saria se votassi come gregge,
qui il popolo lesto si ingegna e desta
dimenticando la divisione funesta
in un sol voto fa suo il municipio consiglio
e dell'aula consiliare fa tutto un parapiglio...


S'i'l ragionare delle "marinate" contrade fosse lesto
nessun cardidaru voto troverebbe nel cesto
e di padroni novi et antichi mai più ne debba avere
popolo de Sancta Venere, sveglia, fai il tuo dovere.


S'i' fosse de Sancta Venere, com'i sono e fui
daria tutti i mei voti a 'na lista unica de' mei contradaiola
lassandu a muss'asciutta li candidati di li autri partiti e partigghiola


Roberto Cecco Maria Angiolieri Naso
(liberamente estratto da www.vibomarina.eu)

domenica 13 gennaio 2008

LA STAMPA E IL NOSTRO EVENTO







VIBO VALENTIA. LA CITTA' CHE SPESSO HA SAPUTO SDOPPIARSI.

Storicamente lo scenario chi si prefigura con la proposta di legge, cioè la distinzione tra la città del monte e città del mare, obbligando ad una forma autonoma di gestione amministrativa dei due centri, è uno scenario o evento che si è più volte verificato .
Perché di fatto le due comunità, quella costiera e quella collinare, hanno avuto momenti alterni di popolamento e spopolamento, variabile insediativa che ovviamente ha segnato la storia . E che l’area dell’attuale comune di Vibo sia stata spesso gestita da due insediamenti autonomi è il nome stesso della città - Vibo Valentia - che lo rivela.
Il suo toponimo difatti rivela la città come dotata di una identità plurale, ed è già accaduto storicamente che i due centri fossero divisi.
Ed è stata proprio l’esigenza di gestire e sviluppare al meglio le due diverse risorse territoriali (mare e terra) – sia dal punto di vista difensivo, che da quello produttivo – che condusse a tali periodi di divisione dei poteri.
L’elemento che lo rivela è proprio l’utilizzo delle vie del mare nelle strategie del commercio, della conquista o della difesa del territorio.
Mi riferisco al Porto: lo spartiacque tra le due comunità è sempre stato il Porto e quando le necessità lo imposero, le due comunità – con intelligenza e lungimiranza – si diedero strumenti amministrativi utili a valorizzare questa identità plurale.
Si perchè:
1 - Andò a vantaggio della città greca di Hipponio (i colonizzatori, attraversando la valle del Mesima, giunsero da Locri) dotare di autonomia amministrativa la popolazione residente presso il porto.
Ce lo rivela Strabone quando, parlando di quel porto greco ristrutturato da Agatocle, ne parla come un epineion;
Ce lo rivela una moneta greca senza nominativo – senza la scritta sopra ipponio – con raffigurata un anfora vinaria da trasporto;
Ce lo rivelano le fonti che parlano della ricchezza proveniente alla città dalla pesca del tonno.
Gli scavi archeologici dimostrano che mentre la città greca si cingeva di poderose mura di difesa una numerosa popolazione risiedeva nell’area immediatamente a ridosso del suo porto.
2 - Andò a vantaggio della città romana di Valentia dotare di autonomia amministrativa la popolazione residente presso il porto. Ed è in quest’area che viene oggi collocata dagli studiosi Vibona.
Ce lo rivela sempre Strabone quando, parlando del suo porto, lo cita come emporium
Che Vibona e Valentia fossero divise amministrativamente lo dimostrano molte cose:
Le monete dell’illustre municipio romano – come lo chiama Cicerone – risultano coniate con il solo nominativo di Valentia, così come sulle iscrizioni della città non vi è mai il doppio toponimo.
Ma che le due comunità fossero distinte ce lo rivela lo stesso Cicerone, che quando venne per raccogliere prove contro Verre, nomina i suoi abitanti Vibonesi (si trattava di incursioni di pirati lungo la costa – pirati prezzolati da Verre); quando venne per difendersi dall’esilio, solo due o tre anni dopo, nomina i suoi abitanti Valentini.
Gli scavi archeologici dimostrano sia l’esistenza di un grande porto romano (Castello/Trainiti) sia la presenza di almeno tre grandi ville schiavistiche (Punta Scrugli, confine Portosalvo/Pannaconi, S. Venere – in quest’ultima contrada necropoli con 100 sepolture di schiavi);
3 - La situazione di vantaggio non cambia in epoca medievale, prima della fondazione di Monteleone. Addirittura di insediamenti a monte tra il IX e l’XI non si hanno riscontri archeologici, mentre numerosi sono quelli provenienti nell’area di Portosalvo.
E’ proprio in quest’area che oggi viene collocata la diocesi di Vibona, proprio per la gestione del trasporto via mare del legname, proprio – ancor più – perché quest’area appartenne sin da subito alla Abazia della SS. Trinità di Mileto, con il trasferimento della diocesi in quella città.

E’ questa identità plurale – ben rappresentata dalle fonti – che da vita al doppio toponimo Vibona e Valentia.
Fu questo il modo per indicare due distinti assi viari e due distinte potenzialità di sviluppo: quello terrestre e quello marittimo.

4 - Vi fu un altro momento in cui i due centri erano praticamente autonomi e ciò concide nuovamente con forte ruolo regionale della città. Questo momento è legato alla presenza dei francesi in Calabria (1806-1815). Anche questa volta questa differenziazione giovò al ruolo della città di Monteleone, che venne eletta addirittura capitale della Calabria Ulteriore, mentre la costa – ridotta dal Pignatelli ad un feudo inabitato – e la Rada di S. Venere, era fuori dal suo controllo, di fatto gestita dalla città di Pizzo e dalla locale gendarmeria marittima.



Mi fermo qui, anche se ci sarebbe da aggiungere altro, ed arricchire di particolari i quattro momenti storici citati.
Quello che è importante sottolineare è proprio questa questa lezione che si trae leggendo la storia con la dovuta e giusta attenzione a queste due identità, unite ma distinte.
Quando il vibonese ha recitato un ruolo di primo piano nella regione lo ha esercitato proprio perché la città ha saputo autonomamente sdoppiarsi.
Lo sdoppiamento amministrativo si è rivelato sempre la soluzione migliore, utile per far fronte ad una crisi di sistema:
utile per regolare e gestire l’aumento di popolazione, utile alla gestione portuale, utile per ridare dignità alle due comunità.

Oggi siamo dinanzi allo stesso ripetersi ciclico della storia. Ed anche questa volta, seppur siamo nel secondo millennio, è una crisi di sistema. La città di terra non riesce più a rappresentare gli interessi di quella di mare, nè risulta di possedere strumenti amministrativi utili a tutelarli o svilupparli. Di contro la comunità costiera è di nuovo aumentata esponenzialmente e si percepisce a rischio, fuori da ogni interesse amministrativo, esclusa dal processo partecipativo e di programmazione. Ed ovviamente richiede nuovamente la sua autonomia amministrativa.

E la storia ci insegna che quando questa autonomia si è realizzata, anche la stessa città – così come è accaduto con Hipponio, Valentia e Monteleone - ne ha tratto i più grandi benefici.

E questo non puo che accadere quando una comunità riscopre il senso della sua identità, della partecipazione attiva, in grado di prendere per mano il proprio futuro.
E questo che oggi si realizza con la Proposta di Legge dell'On. Censore.
Ed in discussione può esserci tutto, meno il fatto che questa sia una scelta in controtendenza: essa segue la tendenza storica della sua comunità, non quella di delle finanziarie statali, che sono sempre indirizzi generali e contingenti.
Se persegue l'ottimizzazione delle risorse locali cogliendo le indicazioni storiche e strategiche della nostra comunità; propone una soluzione ad una crisi reale del sistema burocratico amministrativo locale; traccia le linee guida per uno sviluppo armonico del territorio montano e costiero dell'intera provincia.
In fondo, senza causare danni o drammi, quello che si richiede oggi è già accaduto in passato. E può realizzarsi anche oggi con la nascita di Porto Santa Venere.

venerdì 11 gennaio 2008

E' COME UN FIGLIO MAGGIORENNE CHE CERCA UN AVVENIRE AUTONOMO, MATURO E NON OSTILE, DAI PROPRI GENITORI.


L’autonomia amministrativa per noi abitanti del futuro comune di Porto Santa Venere rappresenta il raggiungimento di un obiettivo cercato per molto tempo come la maturità cercata dai figli nei confronti dei propri genitori, che una volta raggiunta consente ai figli di allontanarsi in cerca di un avvenire autonomo ma non ostile a quello dei genitori.
Questo paragone dà l’idea dello spirito di questa proposta che vuole coinvolgere dal suo primo passo tutte le realtà sociali, culturali, economiche, politiche del territorio, perché solamente l’unità delle forze presenti ci consente di essere ottimisti sul raggiungimento del traguardo; perché a mio avviso questa iniziativa è simile ad una maratona in cui vince non chi parte per primo e veloce ma chi sa dosare le energie per resistere alla fatica alle difficoltà .
Percui non posso che essere molto contento nell’esprimere il mio parere favorevole alla proposta di Legge n.260 presentata dal Consigliere Regionale Censore.
Porto santa Venere è una realtà ricca di energie positive derivanti dai suoi cittadini che rappresentano un mix di indigeni ed immigrati da tutta italia e da poco da tutta europa e oltre, questa caratteristica unita alla presenza del mare determina una elasticità mentale, una disponibilità all’ascolto ed una fattività molto diversa da Vibo Valentia, città collinare che preferisce l’entroterra il terziario, e il commercio, vedi l’asse Vibo-Jonadi , Vibocenter ecc.
Queste diversità sono una ricchezza che però nello stesso comune hanno difficoltà ad avere spazi adeguati, la nascita del nuovo comune darebbe un forte impulso allo sviluppo di tutte le potenzialità del territorio consentendo uno sviluppo economico, turistico, portuale, imprenditoriale ed occupazionale più rispondente alle esigenze dei cittadini.
Porto Santa Venere collegata ai limitrofi comuni costieri è, di fatto, un centro autonomo sotto il profilo urbanistico-territoriale, ambientale, economico e culturale.
Sono ottimista, perché questa idea ha coinvolto fin dall’inizio i giovani con pari dignità tra uomini e donne, avvicinandoli al mondo vero della politica, intesa come partecipazione a qualcosa che appartiene a tutti i cittadini e in modo particolare a loro,che sono la forza vincente per il futuro.
Sono ottimista perché tutti vogliamo conquistare l’autodeterminazione del nostro territorio come espressione di una forte autostima collettiva, siamo orgogliosi di appartenere al futuro comune .
Giusto per parlare un attimo in burocratichese, dal punto di vista normativo, dinanzi all’obiezione più ricorrente - un numero di abitanti forse di pochissimo inferiore a 10.000 - va detto che la riforma del titolo V della Costituzione ha notevolmente ampliato l’autonomia legislativa delle Regioni, e ciò in particolare in materia di circoscrizioni comunali, in quanto è stata espunta dall’art. 117 , 3° comma della Costituzione, rientrando quindi nel 4° comma che riconosce l' esclusiva potestà legislativa delle Regioni. Oggi, pertanto, la normativa regionale sulla istituzione del nuovo comune non soggiace al vecchio vincolo dei 10.000 abitanti.
La finanziaria del resto ha cancellato tutte le circoscrizioni di tutti i comuni calabresi, rafforzando di fatto la necessità di riconoscere un nuovo comune per la grande comunità di Porto Santa Venere.
Lo spirito di decentramento amministrativo fortemente voluto in questi anni fortifica le ragioni di questa proposta di legge.
Ricordo che presso l’Auditorium della Chiesa nuova di Vibo Marina, sabato alle ore 17.30 ci sarà una conferenza sulla proposta di legge regionale 260 che chiede la costituzione del comune di Porto santa Venere.

Ferdinando Cammarota
Consigliere Comunale

GLI ARTICOLI DEL 10 GENNAIO + Premessa

Sinceramente non mi ero affatto accorto che Calabria Ora di ieri aveva pubblicato interamente il post di martedì scorso.
Ovviamente non posso che esserne grato, ma mi sembra corretto precisare che non ne sapevo nulla dell'iniziativa editoriale. Colgo positivamente l'attenzione che dimostrano i giornalisti a questo, come ad altri siti web, in cui si informa e si riflette sul progetto di legge.
Nel ringraziarli però è più che lecito approfittare dell'attenzione prestata per porre loro un invito:
ritenendo proprio i giornalisti vibonesi i principali "colpevoli" del ri-avvento nel gergo vibonese dello scalognato termine "marinate", lancio loro l'invito di attuare, giusto per qualche mese, una sorta di "moratoria" nell'uso! Preciso che, se utile al fine di spiegarne le ragioni, autorizzo anticipatamente l'uso del post di giovedì dedicato all'argomento!
E tutto ciò lo chiedo giusto per dar modo alla comunità intera di rafforzare più efficacemente le difese antijattura!
In attesa, cordialmente vostro...
A. Montesanti

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